22 -06 -2021 . CEMENTIFICAZIONE ANFITEATRO BERICO : VICESINDACO E “GIORNALISTI” al soldo delle banda ? DETERMINARONO   CLAMORE MEDIATICO PER CONDANNARE IL CONSERVATORE. Sottoposto a continui tentativi di discredito, il millenario Anfiteatro marittimo Berico Querini-Colonna Marzotto di Arcugnano Capoluogo . Doveva restare villa Adriana. Una discarica di Mafia, Comunale come contestato anche a Tivoli da Philippe D’Averio

Nella sentenza un magistrato. definì così “pseudoculturali” le conferenze degli studiosi prof. Maurizio Tosi, guru mondiale dell’archeologia, classificatore ventennale del suo recupero e del  Conservatore del paesaggio prof. Franco Malosso von Rosenfranz vittima finale di diabolica ritorsione persecutoria dopo l’omicidio del prof. Maurizio Tosi e dell’Ecologista informatore Mauro Pretto. Il Conservatore fu intimidito, perquisito, diffamato, sopravissuto a una grave attentato e durante tutto lo svolgimento del processo ( ed infine condannato senza ammissione prove ne perizie a difesa ).

I DUE RIFIUTARONO DI VERSARE LA TANGENTE ALLA CUPOLA : CONDANNATI DA MAFIA E TRIBUNALE che accoglie la tesi dell’accusatore (l’estorsore della banda). Qui sotto le immagini dei pregiudicati Istituzionali in servizio al Comune di Arcugnano organizzatori del complotto, durate la richiesta dei 5 milioni di euro iniziata con terrorismo intimidatorio verso la qui dimorante cittadina Inglese Emma Luise Seymour, l’estorsione prosegue contro i prof.i Tosi e Malosso-Rosenfranz . Nell’estorsione le tranche dovevano essere corrisposte su istruzioni del commercialista BPV e BANCA NUOVA G. Procopi) .

VILLE ABUSIVE SULL’ ANFITEATRO: COSTRUITE CON IL PREMIO PAGATO PER LA STRAGE Gen. DALLA CHIESA BORSELLINO E LA COMPIACENZA DEL SINDACO?

Da Sx il Sindaco di Arcugnano ex Assessore alle risorse idrauliche e all’ambiente della Provincia dr. Paolo Pellizzari. Nell’Anfiteatro di Arcugnano fu investito il premio pagato per la Strage Borsellino ( eventi coperti ancora dal Segreto di Stato ). Lui fu il sindaco rilasciante concessioni a ville abusive organizzando poi la regia del provocante video diffamatorio ai danni del Conservatore ridicolizzando pure il patrimonio storico vicentino . Tutto come da copione ritorsivo per il mancato versamento delle troppo onerosa tangente. Malgrado 20 anni di esposti e le denunce, attività di studio in Anfiteatro, il Pubblico Ufficiale mostrando palesi ed evidenti contraddizioni si affrettò a spendersi nel provocatorio video per mostrarsi all’all’oscuro e depistando gli abusi su chi li combatte. Gino Emilio Bedin è il vicesindaco pregiudicato per omicidio di un informatore e co-organizzatore del video- complotto studiato con la consapevolezza di entrambi con l’obiettivo (riuscito) di fare incriminare il Conservatore. Il terzo : l‘agente di Polizia Munincipale di Arcugnano Roberto Polato malgrado pregiudicato e condannato per possesso di sostanze stupefacenti e sotto processi per ammanchi al Calcio Fimarc. In particolare l”agente di PM avrebbe sempre omesso di riferire al Sindaco le narrative circa i rifiuti tossici scaricati dentro il “cosidetto Anfiteatro ” ( così l’agente scriveva davanti a 2500 anni di storia certificata ) ed esercitando pressioni affinché fossero rimosse anche le Tabelle Segnaletiche( regolarmente approvate seguendo il costoso Iter approvato dalla Giunta.). Il responsabile Tecnico del Comune di Arcugnano Geom. Valter Vettore. Costui, allo scopo di fare scomparire ogni storica traccia e coprire le numerose violazioni paesaggistiche commesse in Anfiteatro di Arcugnano si prestò a emettere Pubblica l’ORDINANZA di demolizione e smaltimento delle statue delle Querini – Colonna- Marzotto -Grimani, Gen. Grimaldi e del Chioschetto citato dal Conte scrittore memorialista Guido Piovene. A dx : La responsabile tecnica del Comune di Arcugnano. Con Andrea Pellizzari definitosi esperto i due diffondo contraffazione di Google Map poste in tatto per rendere inviso Franco Malosso von Rosenfranz. Colto in flagrante il Pellizzari replicava facendo intendere che ci avrebbero un processo , quasi consapevole che i magistrati avrebbero avallato in blocco le falsificazioni su Google Map SENZA PERIZIARLE . Questo durante l’estorsione accaduto realmente e la attività estorsiva prosegue imperterrita confermando la premiata reggenza delle Mafia Istituzionale a Vicenza.

Radiografia del sistema inquisitorio giudiziario italiano oggi allo sbando: Paragonate alle persecuzioni di cui in vita fu vittima Carlo Scarpa gli accadimenti di cui è vittima Franco von Rosenfranz eroico difensore del paesaggio devastato dai malviventi istituzionali ! Nella Banda, per ottenere la condanna al conservatore anche un funzionario delle Soprintendendenza già denunciato per corruzione per i fatti dell’Aquila .

Primo a sx Fabrizio Magani , il soprintendente che coadiuvato da una assistente nel suo rapporto da una NON perita, si prestò a occultare irrilevando le costruzioni abusive finanziate dalla mafia, la incancellabile violazione paesaggistica subita nell’anfiteatro e mai disponendo indagini malgrado, le continue segnalazioni (dell ‘accademico Prof. Renato Cevese , le denunce del Conservatore e i continui ritrovamenti di reperti archeologi dell’equipe Tosi , da un ventennio ritrovati, segnalati agli enti preposti .
nelle clamorosa sentenza , le sue dichiarazioni hanno contribuito a squalificare al mondo l’immagine della città di Vicenza narrata sopratutto dai suoi sommi memorialisti citanti tutti l l’elegante ‘anfiteatro della Villa di Arcugnano Capoluogo tra cui Francesco Tomasini, Antonio Fogazzaro, Palladio, Guido Piovene, Renato Cevese, Giuseppe Becce , Galileo Galilei e che da sempre esattamente come il suo Conservatore Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz , riferirono l’esistenza dell’anfiteatro, (per questo, incredibilmente condannato per contraffazione) . Villa Adriana come L’anfiteatro Berico . Per contro, nessuna indagine da parte dei magistrati preposti per la trasformazione del suo lago, il più antico del nord Italia trasformato in una discarica abusiva fino all’oasi Borgo Casale . Impresa fatta occultare con dalla regia di politici locali. Alcuni di essi ancora in libertà quindi capaci di manipolare lo scandalo.

l’ESTORSIONE : Non ci volete pagate i milioni a protezione ? OK. Abbiamo in mano i magistrati Stefano Furlani ed Elisa Mariani (già legati alle archiviazioni BPV BANCA NUOVA ) che lavorano per noi. Come nel ” sistema Palamara”,saranno loro a condannare il Conservatore che senza ammissione di prove ne perizie, ne possibilità di rivelazione di segreti vincolati dal Segreto di Stato, impossibilitato a difendere se stesso e quei luoghi di storicità inconfutabile millenaria, sarà lui a subire la condanna per “abuso edilizio. Neppure con il Ministro Emilio Colombo che diede colpa dell’acquisto di stupefacente alla sua scorta GDF, si era arrivati a osare tanto. Emblematica è la consapevolezza che emerge dai componenti dell banda soliti a vantarsi delle collaborazione di soggetti istituzionali e la conseguente impunità vantata di conseguenza. Una banda che si dipinge forte anche per avere in pugno un paio di magistrati locali. Uno è residente in una delle ville abusive in anfiteatro, l’altro, un siciliano già denunziato per associazione mafiosa, estorsione, armi con matricola abrasa nascoste nel Tribunale vicentino, nel malcostume, assurto clamorosamente alla cronaca per i dipendenti infedeli che si sono avvicendati vendendo dati e coprendone altri. Del resto, da anni la banda è incurante di lasciare continue e ben documentate tracce vantando/offrendo a loro volta super-protezioni Istituzionali alle vittime. Ne sa qualcosa l’ex sindaco Paolo Gozzi. Le sue denunce di presunto dimostrabili ammanchi contro il pregiudicato agente di Polizia Munincipale di Arcugnano che sembrava occultare i ventennali studi in Anfiteatro ai sindaci, mai hanno avuto un seguito. Nelle minacce la banda che offre joint venture di impunità con la Magistratura offre informatissimi riscontri, sempre precisi, circostanziati. Dimostra di possedere notizie riservate non disdegnando di avere per complice oltre ad Ufficiali ai vertici dei Carabinieri, la regia del Presidente delle Repubblica e del CSM, del di lui nipote presidente di Banca Nuova Bernardo Mattarella, del suo fratello Nino come referente per la Banda dei sequestratori di persone della Magliana dove dicono lui può reperire killer Corleonesi dei Madonia (per il Conservatore una millantazione atta a dare peso all’estorsione mentre il Sindaco dr. Paolo Pellizzari di nuovo e per più volte pubblicamente dichiara che è a causa di Mattarella che lui non può procedere a regolarizzare gli abusi in Anfiteatro aprendolo alla cittadinanza ) si rivolgeva ai tecnici. Le richieste sono disinvolte tanto essi sono sicuri che la faranno franca. E SENZA AMMISSIONE DI PROVE, Rosenfranz effettivamente fu condannato . Ancora oggi minacce e millantazioni sono proseguite indisturbate . Perfino rivolte a “far sparire” documenti , analisi , campionature al prof. Maurizio Tosi ( continuatore parziale dell’accademico prof. Renato Cevese classificatore ventennale dell’Anfiteatro Berico dal 1997 fino al suo omicidio nel 2017) . Altre prove aggiuntesi alle altre più che bastanti sono stati riportati alla luce dopo il lungo sequestro nell’Anfiteatro che recinge la Fontega (perizie e prove invalidate o respinte dai GIudici perché dopo ben 2 domande di accesso per potere organizzare una difesa legale “NON SI POTEVA ACCEDERE AL TEATRO SEQUESTRATO. Serve dire di più per mostrare questa mostruosa presa in giro ?

IL PIZZO: BUSINESS CHE NON ESITA A CALUNNIARE. E AD UCCIDERE  Vicenza:  Chi dovrebbe rappresentare l’antimafia, difende la mafia. Sotto gli occhi di una magistratura inerte dominano strani omicidi -“suicidi”, alcuni effettivi nelle Forze dell’ Ordine con mani legate, indagini paralizzate. Palazzinari istituzionali coadiuvati da amministratori pubblici corrotti che si arricchiscono cementificando ville in aree di pertinenza di storiche ville venete, Ludico – Culturali – sportive di rispetto paesaggistico F1 saccheggiando intere vedute paesaggisticamente protette, sversando liquidi tossici nei secolari (PP) pozzi di irrigazione distrutti che da Arcugnano conducono a Este, Vo, PoianaNoventa. Uno strapotere delle lobbies nel Governo Italiano in terra di mafia . E’ MAFIA CHE NON GRADISCE INTERFERENZE STRANIERE ? Scempio che malgrado le multe di Strasburgo prosegue indisturbato diretto da una regia poco creativa composta da cui molti imprenditori veneti si dissociano da questi esempi delinquenziali che agiscono coperti, sfacciatamente certi di farla franca che si finanziano e corrompono intascando la tassa pagata dei rifiuti mai smaltiti degli industriali Padani occultandoli in siti storicilordando falde e scatenando epidemie che come nel caso COVI 19 hanno pesantemente indebolito la popolazione. Obiettivo: Intentare discredito inducendo a  tacere  e rendere ostaggio delle banda l’ultimo Conservatore del paesaggio sopravissuto alla strage (9 omicidi alcuni cammuffati da suicidi intorno a cui il terrorismo facendo leva psicologica non facilita indagini così che gli addetti ai lavori sperano solo in un trasferimento o di andare in pensione). Il nuovo salto di qualità della ricchissima  cupola mafiosa. Venet. Siamo solo all’inizio di quello che credevamo un epilogo Per approfondire


MAFIA VICENZA: INTERCETTAZIONI DELLE CONVERSAZIONI DEL SINDACO (REPRESSIONE PIAGA DELL’INTIMIDAZIONE ) Nel corso dell’estorsione, dopo le continue minacce, attentati, e numerosissimi accadimenti, fra cui vandalizzazione e furti di materiale archeologico /antico, Tosi , anche su pressioni di famiglie fra le 17 firmatarie nel disagio, dispone che la zona fosse interamente posta sotto protezione Qui il SINDACO del paesino dr. PELLIZZARI PROVA a organizzare il discredito mediatico così DIFFAMANDO IL CONSERVATORE per COPRIRE LE VILLE ABUSIVE DEI SUOI COMPLICI . Il Sindaco mantiene l’atteggiamento spavaldo di chi se ne frega di lasciar traccia sentendosi protetto e noncurante di essere video-registrato. Malgrado gli avvisi chiama al tel. vicesindaco Gino Emilio Bedin compiacendosi della riuscita della sua malefatta. Ci troviamo presso la PORTA 1 del teatro di via Fontega 50 . Oggi completamente sfigurata . E’ stesso punto delle riprese da cui con una carabina calibro 22 fu sparato al cane del Conservatore. Il VIDEO è realizzato con COMPARSE assoldate nel vicentino ed è stato pagato con denaro pubblico