Biografia Franco Malosso von Rosenfranz

Franco M. von Rosenfranz

Allievo del dr. Bechstein, musicista insignito dalla “Bundesverdienstkreuz“, la più alta onorificenze tedesca, Franco Malosso von Rosenfranz, è accademico musicale, direttore artistico, arrangiatore, compositore, concertatore, giornalista, accreditato ricercatore , scrittore e revisore storico. E’ stato anche osservatore indipendente, reporter di guerra e manager di Telecomunicazioni internazionali.

Dotatato di straordinaria memoria storica, personalità poliedrica e pioniere indiscusso in studi di arte,  filosofia, letteratura nonché di racconti per bambini. Promosso diplomatico nel 1999 sotto l’egida ONU ha svolto incarichi di detective per l’Intelligence militare, pilota, manager in studi e progettazione per il riconoscimento ipodermico-facciale e di postura dedicati a telecomunicazioni via satellite. Fu progenitore delTELELAVORO .

Noto benefattore, mecenate, Rosenfranz è ufficiale del Corpo d’èlite  EU Bio Guard Corps, onorario Conservatore dei Luoghi in Villa dell’Anfiteatro di Arcugnano ex Querini- Colonna, Grimani, Marzotto-Dalle Ore, col. A.M. Buffa, Gen. Grimaldi, Gen. A.M.S.A. Malosso, delle sorelle Mioni -Papadopoli -Wollemborg, per gli inglesi, (CWGC), corrispondenteCommonwealth War Graves Commission”, oltre che ricercatore archivista curatore  di biblioteche storiche private di  famiglie  UE e proprietà von Opel-Grimaldi-Seymour, Mioni-Papadopoli Wollemborg, Emo Capodilista.

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CONTRO IL TRAFFICO DI RIFIUTI E LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE Da ecologista e pacifista è assurto alla ribalta per: aver volontariamente documentato attraverso propria agenzia satellitare, gratuitamente a David Newman (Greenpeace), i test nucleari atomici sull’Atollo corallino di Mururoa coinvolgendo per testimonial d’impresa l’Equipe Cousteau, Marlon Brando, Anthony Quinn, Jolanda Addolori (sull’atollo corallino doveva salire anche il critico d’arte Italiano on. Vittorio Sgarbi ma all’ultimo momento il viaggio con il ministro fu annullato a causa del rapimento del figlioletto del maestro Franco Malosso von Rosenfranz).

Franco von Rosenfranz fans club [ Genehmigung: Orchester friedens Philharmonie Wien.]Royalty free

Formatosi giovanissimo nella eredità di quella che fu geniale arte di arrangiarsi di Hans Ertl (padre di Monika Ertl e inventore della telecamera su ski e di svariate innovazioni fotografiche ) apprese l’arte del baratto da Floriano Steiner, fotografo di Carlo Scarpa ed assistente di Michelangelo Antonioni, quindi beneficiando delle relazioni e per sagacia dalla cartografa e agente segreto inglese Freya Stark , infarinato giornalisticamente da Italo Tassinari( Mondo Libero) fortemente innamorato dei colori degli abitanti dei Fondali del Mare elogiando e utilizzando il documentario Impressionen unter Wasser  (2002) diretto da  Leni Riefenstahl, con le musica di Giorgio Moroder, si distinse ancora una volta per le coraggiose riprese via satellite fornite a Greenpeace su naufragi pilotati di navi cargo e gli scarichi indiscriminati di scorie radioattive provenienti da regioni francesi  che non avevano affrontato i costosi processi di smaltimento al largo del mediterraneo occidentale .

LE IMPRESE : Nei primi anni 90 , grazie all’interessamento del Gen. Giorgio Bertolaso su seguendo le imprese di Angelo d’Arrigo, Rosenfranz realizzò un canale di sosta  protetto,  dedicato a uccelli migratori tra Arcugnano e Laminka Laki.

Corrispondente di guerra ferito  durante il conflitto bosniaco,   Malosso fu cofinanziatore di  un villaggio di  bambini disadattati fra cui sei tratti da lui in salvo a bordo di un pulmino Volkswagen in situazioni rocambolesche quando, perso il contatto col collega Antonio Russo, blindati rudimentalmente schiena e paraspruzzi di un pulmino, riuscì  a  spezzare l’accerchiamento serbo forzando un posto di blocco sotto  il fuoco delle guardie. Diplomatico Medjashi sotto l’egida UN nel ministero degli Esteri della Rep. di Macedonia , fu l’unico osservatore indipendente  presente durante i bombardamenti NATO dell’ultima estate di guerra Bosniaca. Le memorie di quel periodo sono state da lui in parte trascritte in “Diari Bosnia” edito Pro Loco Arcugnano .

Lontani i tempi in cui Erich von Stroheim scelse Cortina per il suo primo film del 1918 “La leggenda della montagna”, da buon apprendista del ritrattista di Michelangelo Antonioni e dell’Arch. Carlo Scarpa, Floriano Steiner, Franco M. von Rosenfranz , come Marlene Dietrich e la sua madre pianista, poetessa e scrittrice , fu educato al violino dal dirigente della UFA dr. Bechstein, Giuseppe Becce che musicò i loro film. Convinto assertore che il cinema Italiano deve ritrovare le sue origini, Rosenfranz condusse alla prima edizione di Cortina Metraggio la Regista Lina Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich che assieme a Paolo Villaggio, fu Giuria nel Cine Festival tutto Triveneto ideato dalla geniale Maddalena Mayneri. la primadonna ideatrice del Cinefestival Ampezzano presso quel Monte Cristallo dove Leni Riefenstahl debuttò “Das Blaue Licht” surclassando la coetanea “Angelo Azzurro” Marlene Dietrich .

L’EDUCAZIONE DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ   

  

Moneta commemorativa delle spedizioni in Magna Grecia ed Italia di Alessandro I, il Molosso, marito di Cleopatra di Macedonia e zio di Alessandro Magno

Riceve un’educazione ottocentesca confortata dalla passione dagli zii nella discendenza diretta dei Molosso del Re di Macedonia Alessandro (d’Epiro) alla cultura classica con tesi su Strabone, durante il collegio beneficiando di insegnamenti di prim’ordine attraverso le ricerche del Manlio Canavesi (pseudonimo dell’accademico Mario Attilio Levi docente di  Storia greca) nonché delle ricerche di di Giuseppe Pugliese critico musicale del “Gazzetino di Venezia”, capo ufficio stampa del Teatro La Fenice, anche autore di saggi e monografie musicali su Richard Wagner. Prima sua insegnante di musica fu la madre, pianista e scrittrice, erede diretta del mecenate della Reale fabbrica dei Rosenfranz- Maltarello . Ma dopo il maestro Armando Burattin (che gli fece dono del violino a sua volta donatogli da un mecenate ufficiale tedesco in stile Wilhelm Hosenfeld  a villa Emo- selvatico dove in seguito anche Rosenfranz sarà maestro concertatore ) fu il vicentino compositore del Cinema Tedesco , il dr. Bechstein, Giuseppe Becce ad aprirmi la via. Grazie a quell’imprinting potei relazionarmi con Luis Trenker , Marlene Dietrich che mi insegnò ad apprezzare Burt Bacharach , con il cine inventore Hans Ertl, Leni Riefenstahl, regista di “Unterwasser “. Essi mi spianarono la strada verso la California , a Hollyvood (come assistente di composizione per musica da film”)  Il dr. Bechstein alla morte lo nominò suo “Man Kultur Nachfolger“. Il vicentino compostore del cinema Tedesco , Giuseppe Becce, dirigente della tedesca UFA , allievo di Ferdinand von Richthofen più di tutti  fu guida a Franco Malosso per le conoscenza relative alla Fabbrica Rosenfranz del bisnonno in Anfiteatro e circa la sua darsena

Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz in una caricatura di Otello De Maria

L’INFANZIA W. . von Braun ? Per lui : Era un un violinista . Lucky Luciano? Un commerciate di Elettrodomestici che attraverso caserme ed aeroporti militari riusciva a fare pervenire l’ultima marca di frigorifero alla mamma. Tito di Jugoslavia ? Era sorta di Diana a, il protettore dei cani che raccoglievo. Durante una concertazione, la anziana tata a servizio dai Piovene ricordandosi di lui lo descrisse come uno strano ed irrequieto tipo di bambino “...Geniale , studioso e riflessivo ma anche amante della solitudine . Era costantemente interessato a riordinare libri, curiosare nei sotterranei ” (quelli dei palazzi di famiglia sotto Palazzo Porto a Vicenza e nelle soffitte di Palazzo Giustinian -Maltarello. Lui replica : “ Non sono strano Sono semplicemente  vittima di un difetto  di fabbricazione  sfuggito al controllo qualità”.

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Negli 8 teatri gestiti dai fratelli Maltarello nel territorio del Lombardo-Veneto Austriaco va ricordato il teatro del Vescovado che si trovava in un ammezzato di palazzo Anti Donà allora connesso ai sotterranei dell’adiacente palazzo Porto . Spettacoli acquatici avvenivano così nelle cantine che collegavano via san Francesco vecchio e Palazzo Porto. L’isola su cui siede oggi la proprietà del Nobile Cianciulli-Sesso.

Franco scapperà più volte dalle famiglie di alti ufficiali e sottufficiali  dove era affidato per le vacanze di Natale e le altre festività […“insopportabili famiglie del Molino Bianco“ da L’UOMO K-626 ” di Lago F. ndr]. Per un ragazzino  dai genitori perennemente latitanti, formare un gruppo di concertazione musicale nella taverna di casa è importante. Fugge sempre con l’obiettivo di fare qualche lavoretto per raggranellare soldi che servono a comprare gli strumenti ai suoi concertatori di quartiere più poveri. Continua la tata nel ricordarlo: Quando tutti  erano in festa, di fatto, a Natale e a Pasqua, lui privo di presenza famigliare, si dedicava anche alla consegna dei  fiori. Fino a un mazzo di fiori … destinato  alla ragazzina del cuore, ricorda divertito intervistato dal presentatore A. Gagliardi. Ma erano fiori inviati da un altro pretendente .  Fra le memorie su cui amava frugare nelle soffitte dei palazzi di famiglia amava riordinare anche le partiture eseguite dallo zio Luigi Maltarello jr.  con Giuseppe Verdi anche se suoi compositori preferiti sono Chopin, Franz Liszt. Il prediletto : Richard Wagner.          

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Franco von Rosenfranz al pianoforte

La madre irrequieta e capricciosa era spesso assente. Così non crebbe mai in una vera e propria famiglia. Lo iscrissero in diversi collegi dove potesse studiare contemporaneamente materie di indirizzi completamente diversi fra loro. Studiò a Firenze e a Bergamo e anche al Vescovile di Bassano del Grappa con Don Albino Bizzotto, infine alla UCLA University. Maggiorenne scelse a modello da solo il suo maestro di vita nell’ etologo austriaco Conrad Lorenz.

il collegio Vescovile Graziani a Bassano
SGA  
(Scuola di Guerra Aerea) Firenze  dove fu riavviato allo  studio della letteratura e
della  filosofia  sotto la guida delle documentarista archivista Giuliana Barlondi
In via  dello Statuto 21 – Bergamo (BG)

Il prof. Becce, figura carismatica e sicuramente di ispirazione per Franco, prima che a lui aveva insegnato a Marlene Dietrich , in quell’epoca seguita nelle sue tourné da un giovane allora meno noto: Burt Bacharach  a Hollywood  e negli States. Fin da ragazzo affascinato dalla musica di Richard Wagner, di cui Becce fu primo interprete, a Bergamo, durante i brevi permessi, il giovane Franco si appassiona a seguire ed immedesimarsi nelle peregrinazioni del grande compositore . Visitò così la casa e fece a tempo a intervistare il contesto ancora riferibile, le testimonianze degli anziani locali della consorte Cosima Listz. Comasca nativa di Bellagio come la seconda sua nuova terza madre putativa. Lo stile musicale di Franco sarà  influenzato  dalle icone musicali introdotte dal Arthur Fiedler attraverso il padre  e il virtuosismo di Sergiu Celibidache. Rosenfranz ha le braccia più lunghe e fuori dalla norma  che io abbia mai visto, riferiva l’anestesista ospedaliera padovana [ndr]. Grazie alla formazione del dr. Bechstein, Becce, Franco reciterà debuttando giovanissimo nella direzione d’orchestra; tuttavia da sontuoso autocrate, bizzarro ed irascibile i suoi modi ritenuti forse troppo spavaldi ed inadeguati (appassionava i suoi animali alla musica conducendoli in concerto)  non furono ben visti dalla critica di allora.   

La UCLA University –  Università delle California Los Angeles.  STATI UNITI

LA FORMAZIONE – Dotato di  orecchio musicale assoluto, di straordinaria conoscenza culturale e di propensione letteraria derivatagli dall’ accademico Olimpico delle lingua tedesca prof. Mario Andreis, il suo stile risente dell’ammirazione per il conte poeta Guido Piovene, ex giornalista corrispondente in Germania dell’Ambrosiano di Arnaldo Mussolini. Il conte fu coraggiosa penna firmataria contro la Mafia per ottenere la grazia a Danilo Dolci , Gandhi italiano della Sicilia, acerrimo nemico delle stessa. Il memorialista era amico del nonno materno, titolare della Rosenfranz-Maltarello Pianoforti a Dresden, Vienna, Venezia, e Vicenza delle cui tre Fabbriche Reali, a Vicenza dove dopo il passaggio dall’ Impero Asburgico, fu presidente il poeta e scrittore  Antonio Fogazzaro  poi avvicendato dal tenore di Toscanini,  Aureliano Pertile. Piovene in più di una occasione rimproverò diplomaticamente il padre di Franco per la rigida impostazione educativa che rischiava di tarparne la talentuosa indole artistica a vantaggio di formazione military brat.

– Guido Piovene
L’arresto di Danilo Dolci

IL TRAGICO DESTINO ITALIANO -INCOMBE IL RAPIMENTO Una scelta che per il padre fu tuttavia obbligata in quanto il nome del figliolo fu inserito nelle liste dei ragazzi (oltre 800) da rapire assieme al figlioletto di Sergiu Celibidache . Della stessa Arma di appartenenza del padre c’era un tenete colonnello responsabile dei servizi segreti del Vaticani, tale Col. Am. Walter Balzanella che aveva molte cose da rivelare in proposito . E li non spariva solo della povera Emanuela Orlandi rapita dalla Banda della Magliana su richiesta del Presidente Vaticano del Papa , IOR, e “giustiziata” in quanto “merce di scambio nelle trattative di restituzione del denaro investito dalla banda nelle casse dello IOR. Non ci sono solo i rapimenti con l’uccisione del collega responsabile degli Elicotteri Augusta Cap. Leone Concato. Scomparsi o uccisi come Adriano Olivetti, così come quelli di tutti i vertici dell ENI (AGIP) Manca, Ghitti con in testa il loro presidente Enrico Mattei e il suo pilota e x collega di Malosso Imerio Bertuzzi come il padre del direttore del Giornale di Vicenza, l’ing. Paolo Bacialli , sempre dell’ENI. A quell’epoca, Sopratutto in Italia quando rampolli di buona famiglia imparentati con note aziende diventavano tra i bersagli preferiti dei malviventi che sanno di poter far leva su cospicui patrimoni. Uccisi per morte violenta i Marchesi Casati Stampa, per finanziare nell oro terreno la nascente costruzione di Milano 2 con un sofisticato sistema di riciclaggio di denaro, sparivano per divenire ostaggi . Eè il caso dei vicini Marco Isoli e in seguito quello di Carlo Celadon. Anche pagando i riscatti e dopo minacce terribili, davvero indelebili per i familiari che dovevano rapportarsi con i rapitori a gestire i ricatti, non sempre i ragazzi tornavano a casa. Una minaccia impossibile da rivelare giacché qualsiasi genitore di un qualsiasi compagno d banco lo avrebbe isolato . Per proteggerlo da un rapimento incombente a scopo di riscatto  i padre lo prese con se sotterrandolo letteralmente nelle sua basi segrete da lui comandate . Qui Franco crebbe come uno studente modello  Military brat fra i missili-intercettori a testata nucleare occultati nel sottosuolo di quelle basi segrete del Nord Est Italiano e Sud Tirolese. Per quanto tempo ? Fin tanto che l‘intelligence bussò alla sua porta . Franco da quel momento ebbe il merito di aver attivamente contribuito alla cessazione del fenomeno rapimenti partecipandolo tecnologicamente. Tuttavia, nella successiva rappresaglia fu il suo figlioletto ad esserlo. Sopravvissuto a numerosi attentati  e tentativi di sabotaggio ebbe la vita profondamente segnata dalla scomparsa del suo figlioletto. Sparito. ( incredibilmente cancellato anche dal certificato anagrafico di nascita e Stato di Famiglia ). Questo è quello che può accadere a chi si oppone al saccheggio dell’Italia.

L’ AMBIENTE DI CRESCITA DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ BATTEZZATO FRA I BOTTI La madre ben consapevole del contesto politico italiano che pretendeva pesanti tangenti per le forniture di guard rail dalla branch aziendale delle famiglia,(fornitrice dei guard rail anche nella Salerno Reggio Calabria) propendeva per specializzarlo in uno di questi stabilimenti di fonderia solamente per poi indirizzarlo a migrare in Krupp. Era il tempo che serviva finanziare MILANO 2 con il denaro dei ragazzini sequestrati. Il nome del giovanissimo Franco fu poi trovato trovato nella lista dei ragazzi da rapire assieme a quella in cui compariva il figlioletto del Maestro Celibidache. Ma Franco con la separazione dei genitori rimase così in italia. A Celibidache bruciarono casa e il pianoforte . Il Maestro fece appena in tempo a mettersi in salvo ma il padregenerale pilota di S.A. – NATO, malgrado il pericolo, decise di tenere Franco con se in Italia. Così per proteggerlo dal rischio rapimento, Franco fu spesso collocato presso famiglie di alti ufficiali e sottufficiali da cui fu sottoposto  ad intensivi addestramenti paramilitari  e di sopravvivenza in Sardegna sovvertendo così le attitudini musicali del ragazzo.

I GRAVI ELEMENTI DETERMINANTI la sua infanzia  che fu caratterizzata dal rapimento del collega del padre, il Cap. Pilota Leone Concato, del padre del Caporedattore del Giornale di Vicenza Paolo Bacialli. Una crescita irrequieta e spesso “blindata” nel Tirolo italiano “battezzato” dalle deflagrazioni che la disinformazione dell’epoca depistava su Alois Amplaz e Georg Klotz. In seguito saranno i vicini di casa a udire deflagrazioni assistendo al lancio del suoi razzi. Ricorda con ironia l’educatrice che per essere notato dal padre, che comandava le basi sotterranee colme di missili nucleari, il piccolo Franco oltre a togliere le marmitte ai motorini dei ragazzini di quartiere facendo perdere il sonno ai vicini si era specializzato a fabbricarsi razzi utilizzando i fusti residui dell’olio d’oliva e impiegando carburo come propulsore. Quindi accomodando a bordo della capsula dei pollastrelli nani, lanciava il razzo in orbita. Una volta che il razzo terminava la sua discesa la stadio ospitante si apriva e il volatile scendeva a terra planando dolcemente con le ali. Per i vicini gli esperimenti del ragazzino erano un vero incubo. Una volta la capsula finì nel terrazzo di un vicino, un altro colonnello dell’Aeronautica in pensione e il piccolo Franco rientrò in collegio . In seguito, sviluppato l’orecchio musicale assoluto, Rosenfranz detesterà definitivamente ogni forma di chiasso.

MALOSSO: SPARATE A VISTA! Il Gen. Ettore Malosso, uomo aperto ma che tuttavia, data l’esperienza, acquisita nelle Guerra Fredda e responsabilità di frontiera, insegnerà al figlio a non fidarsi mai di nessuno e a sospettare di tutti. Che essi siano sabotatori sovietici, o Jugoslavi, spie o uomini dei servizi segreti Italiani al servizio di un ancora giovane Steve Pieczeniko, successivamente “ travestiti” da neo-brigatisti rossi, nelle basi dove lui fra l’altro nelle pause scolastiche il generale lo nasconde per sottrarlo alla piaga rapimenti, il suo ordine è: “sparare a vista” a chiunque si avvicini.

Wernher von Braun , Erich Apel Hanna Reitsch,  Ferdinando RaffaelliEttore Malosso i velivoli bomba radio pilotati erano tutti figli di una unica identica designata matrice. Finita la denazificazione in Texas, il Barone violoncellista Wernher von Braun progettava sia l’allunaggio che come far fronte a una imminente annunciata invasione russa; Missili nucleari erano stati posti razzi nucleari a difesa del Nord Est Italiano. A Calvarina c’erano missili nucleari Nike- Hercules.

r/OldSchoolCool - Sharon Tate had a successful modeling career before she got her first acting break. She rode on a missile for the cover of Stars and Stripes in 1960
Sharon Tate su un NIke Herculess

Questi missili possedevano una capacità distruttiva venti volte superiore a quella impiegata a Hiroscima. Il Gen. Ettore Malosso, è un uomo dai nervi saldi. Vicino a a se c’è un altro più giovane tenete colonnello: Paul Tate ( papà di SharonTate) . Il gen. Ettore Malosso, padre di Franco, rientrato dagli Stati Uniti, al comando del nuovo padrone americano, diviene l’uomo che poteva togliere le sicure calando il dito sul bottone. Insomma è l’uomo che può replicare o eseguire l’ordine di scatenare una guerra nucleare.

Intanto Franco,attratto dall’ etere oltre che dalla musica, forse per attirare le attenzioni del padre, si specializzò in progetti di telecomunicazione satellitari e in seguito, giovanissimo, indagò riservatamente per conto di quel collega del padre il ten. col.Paul Tate, (genitore dSharon Tate moglie del regista Roman Polanski).

A Los Angeles mentre studiava perfezionamento di applicazioni biometriche applicata a monitoraggio satellitare fu interpellato per contribuire alla liberazione di Carlo Celadon. Franco Malosso Maltarello fu solidale. Non esitò allora a saltare su un tram chiamato “collaborazione” in Intelligence. La sua missione ebbe successo. Dopo la liberazione di Celadon i sequestri cessarono (800 denunciati su 4.000). Come spesso accade per certi eroi silenziosi, il suo contributo sarebbe rimasto coperto se mai nel 2016 fosse venuta alla luce dei riflettori l’ ESTORSIONE sull’ANFITEATRO BERICO  contestuale alla scoperta del dossier saggio in Banca Nuova di Bernardi Mattarella  ecc. Con questa grave perdita di segretezza la sua ufficiale collaborazione è venuta alla luce.

Con il denaro dei sequestri, la Cupola mafiosa inseriva propri candidati nelle istituzioni politiche Italiane corrompendo Forze dell’ Ordine e Magistratura, finanziando MILANO 2.

SEQUESTRI DI PERSONA ITALIANI PER FINANZIARE EDILIZIA A “MILANO 2”. Correvano gli anni delle strage di Cielo Drive seguita un anno dopo da quella familiare del marchese Casati Stampa dalla cui villa di Arcore, poi del cav. Silvio Berlusconi, si stabilisce Vittorio Mangano mentre nei terreni adiacenti nasce Milano 2. Sui terreni facenti parte delle proprietà il progetto ormai c’è .Non ci sono ancora i soldi per finanziarlo? Niente paura! I mio nome era in una lista di ragazzi rapire con descrizione di genitori e parenti in grado di pagare .

Giardini del Qurinale . Con colleghi, l’expertize Maurizio Quartieri Perito per il Tribinale di Bologna per delle Opere trovate in casa a Marcello dell’Utri, Anfiteatro Berico, della Eredità Arturo Toscanini. Piovene , (quarto da sin), Franco Malosso von Rosenfranz (terzo da dx) con Tito Lucrezio Rizzo Cons. titolare Organo Centrale Sicurezza Presidenza della Repubblica Italiana(secondo da dx)

LO SCONTRO CON LE ECOMAFIE IN ANFITEATRO DI ARCUGNANO (VI) Come Giorgio Moroder o il figlio del docente vicentino delle Cattedra di filosofia, il padre del microchip Federico Faggin, il prof. Rosenfranz potrebbe rimanere negli Stai Uniti , comunque all’estero a godersi i suoi successi, lontani dal Triveneto. Limitarsi a procacciare investitori che da lì risollevino beni storici del Bel Paese.

Una vita la sua fatta di grandi imprese che lui con diplomatica nonchalance ha sempre tentato di mostrare piccole.

IL RICHIAMO DINASTICO CON ARCUGNANO DOVE LA LA CULTURA ITALIANA, MUTILATA, CHIEDE AIUTO Invece rispondendo all’appello di diciassette famiglie, rientra nuovamente in Italia, paese sceso ormai al quartultimo posto in tema di difesa dei diritti umani. Educato nel rispetto della Patria e della antica civiltà, di discendenza ben felice di essere stato scelto, riportò con sé un soffio della grande civiltà ellenica.per difendere il paesaggio dell’anfiteatro di Arcugnano o meglio per cacciarsi in una sorta di campo minato. Il luogo da preservare ha limitrofe due basi militari alleate che lui conosce molto bene fin da quando era ragazzino.

NEI PIANI: L’ANFITEATRO DI ARCUGNANO DOVREBBE RIMANERE UNA DISCARICA BEN OCCULTATA. Sulla sommità, distrutto il suo palco imperiale, fondamenta per ville abusive figlie di interessi privati che ne impediscono la vista, venne distrutto e ridotto l’ambiente originario . Sono passati oltre 20 anni dal rogo doloso dell’archivio storico sorelle Mioni-Papadopoli Wollemborg di cui Rosenfranz era curatore. Al suo rientro verrà riconfermato Conservatore da tutti i proprietari che nel frattempo vi si sono avvicendati. Si tratta di 17 famiglie firmatarie.

BERSAGLIO PRINCIPALE NELLA LUNGA ESTORSIONE SULL’ANFITEATRO . LUNGA VICENDA FATTA DI TANTI INUTILI ESPOSTI Intervistato da Amedeo Gagliardi : Senza proteggere ciò che scorgo essere indifeso sarei un uomo senza sogni e non so vivere nell’altro modo . L’Italia pare detenga il record di 10.000 denunce praticamente inevase. Nelle discarica che dovrebbe essere mantenuta occultata dentro l’anfiteatro di Arcugnano Rosenfranz constata la TOTALE INERZIA DEL TRIBUNALE VICENTINO e l’assenza di alcuni vertici locali che malgrado si dimostrino interessate agli scempi non si costituisco affatto Parte civile . Fra loro : Legambiente, Italia Nostra ecc. in qualità di membro per club, circoli ed associazioni internazionali a favore dell’ ambiente tra cui UNESCO, espone più volte la sistematica distruzione delle barriere architettoniche dell’anfiteatro con i blocchi delle terrazze, il loro saccheggio archeologico iniziato nel 2002 ed invano denunciato alla segreteria del Ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan. L’ ex possedimento Querini -Colonna- Grimani -Grimaldi- Marzotto -Dalle Ore e Inglesi , cioè l’anfiteatro Berico, alla pari dei dintorni di Villa Adriana viene ridotto così a discarica, dove la ricca italiana mafia Comunale si disfa dei suoi rifiuti arricchendosi dal fittizio onere di smaltimento incassato dai cittadini. Philippe Daverio , amico di Emanuela Pertile ,nipote di Aureliano e amica del Conservatore Rosenfranz, intercede preoccupata per la situazione. Daverio critica i siciliani . Ad Arcugnano lo scempio che taglia in 2 il Teatro . L’opera è di u clan di siciliani che lui in occasione di una premiazione, criticherà aspramente. Dopo un anno, preceduto da Emanuela che nel frattempo si vede archiviarsi dal Tribunale Veneto i beni del nonno rubai finiti nei mercatini , anche il critico muore. Intanto Franco von Rosenfranz rientra in italia sfuggendo subito a un nuovo attentato . Vuole ancora occuparsi occuparsi delle operazioni di ripulitura delle terrazze. Il tempo è avaro così nel 2015 lascia la direzione della FPW Philarmonie Wien Franco von Rosenfranz fans club [ Genehmigung: Orchester Friedens Philharmonie Wien.] e l’ Orchestra des Petis États d’Europe del Principato di Monaco investendo qui la sua liquidazione assieme ai contributi di finanziatori, sponsor e volontari.

ADR sul perché sacrificarsi spendendosi per una simile causa, al giornalista Paolo Usinaia (TGWEB) che lo intervista dichiara determinato:

Abbandonare, tradendo così speranze di chi ha già dato la vita rinunciando alla serenità, verso chi mi ha sostenuto ed incoraggiato per fare risorgere questo teatro dell’opera, avrebbe fatto di me un uomo senza sogni. E io non so vivere nell’altro modo. Per cui vivo o muoio con la mia Impresa .

LE RAPPRESAGLIE – ATTENTATO DAL 1997 – OMONOMIA GIUDIZIALE . VIZIATO PERFINO IL PROCESSO D’APPELLO DURANTE L’UDIENZA FILTRO Su lui si destinerà ogni tipo di rappresaglia. Fra l’altro è sotto la sua egida che al posto dei maggiori partiti politici si dà spazio a esporre in teatro le ragioni del popolo veneto. L’ambientalista ostacolato con ogni espediente e vittima di continue SOSTITUZIONI DI PERSONA ad opera di collaboratori di Giustizia diverrà vittima di decine e decine di lettere che recano la sua firma apocrifa inviate ad autorità. L’autrice viene identificata da polizia straniera che no ha competenza fra Giudici Veneti . Così le inchieste vengono archiviate o ignorate.

Il PM Valmassoi prende per buona una manifesta volontà di “Rinuncia all’appello” attribuita al Malosso. E’ una “rinuncia” farlocca. Ma lo stesso PM pur respingendone la presunta volontà di rinunciare all’appello del documento utilizzato, vizia pesantemente il giudizio di appello introducendo il Malosso così come INCOERENTE ai giudici in camera di Consiglio Presieduto del Trib. di Venezia, Elisa Mariani nella Corte d’Appello di Venezia diretta da Ines Marini. Peccato che il vero Malosso non abbia mai “rinunciato ” all’appello.

POSSONO I MEMBRI DI UNA CORTE D’APPELLO NON INTERROGARSI SULLA PRESENTAZIONE DI SIMILI FANDONIE INTENZIONALI ATTRIBUITE A FRANCO MALOSSO ATTE A VIZIARE UN PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO ? Sembra di si. E senza fare quelle giuste prudenti verifiche certi espedienti atti a screditare, richiamano a un clamoroso sagace raggiro non certo architettato da menti comuni che permise il rilascio del Torturatore argentino col. Olivera difeso dall’avvocato di Licio Gelli Augusto Sinagra?

L’ULTIMA TROVATA “LEGALE” CONTRO L’AMBIENTALISTA VENEZIANO Nel merito “lui” cioè Franco Malosso rivolgendosi indirettamente ai togati in attesa di giudicarlo avrebbe manifestato loro, seppure indirettamente, di volere rinunciare all’appello dopo un processo dove il GIP del Tribunale di Vicenza, per incriminarlo si è servito della deposizione di un ESTORSORE SERIALE SPACCIATOSI PER MURATORE, PREGIUDICATI E PLURIDENUNCIATI ISTITUZIONALI , quali persone di contatto fra Procura e Comune .

“In Italia, in passato per intentare altri passati procedimenti e processi per reati a me estranei, hanno utilizzato omonomia giudiziale , lettere falsamente attribuite a me, pluripregiudicati, che manco conoscevo e fortunatamente smentiti dai loro compagni”

Appare evidente che la banda mafiosa dispone di redattori compiacenti. L’estorsione con la concretizzazione di pesantissime minacce riferite a smbramento di corpi, lupara bianca ecc procede indisturbata anche davanti agli occhi dei Magistrati di Appello che vanta “propri” ? Le “coincidenze” continuano? E’ una distrazione che i magistrati non hanno segnalato ? Replica, l’ambientalista: Questi accadimenti sono un copione collaudato. La Magistrata che lo deve giudicare è l'”archiviatrice” del caso Crack Banca Popolare Vicentina dr. Gianni Zonin, ELISA MARIANI La replica di Franco Malosso von Rosenfranz.

IL RICORSO DI MALOSSO IN CORTE D’APPELLO . IL RUOLO DELE MAGISTRATE INES MARINI E ELISA MARIANI Presso la direzione delle Corte D’appello di Venezia retta dalle due magistrate si trovano giacenti con imputati in scarcerazione per prescrizione , processi molto importanti mentre il fascicolo del Malosso avrebbe scavalcato questi ricorsi ritenuti decisamente prioritari .

Ritornando alla lunga estorsione Anfiteatro Berico, l’ambientalista fu vittima di un “tardivo ” tentativo di sequestro in località Longare (VI) . Appena uscito da Palazzo Rosso, proprietà delle sorelle latifondiste Mioni per cui è archivista, venne avvisato via satelliti intelligenti circa il tallonamento operato dietro di lui dai malviventi. La scorta che doveva proteggerlo era intrappolata nell’intenso traffico. Ne seguì un rocambolesco inseguimento . Malosso  speronò  una  delle auto inseguitrici e avendo la meglio uscì indenne dal conflitto a fuoco con i malviventi. Alla fine non riuscendo a colpirlo gli faranno sparire il figlioletto.

LE MINACCE ALLO STAFF DURANTE L’ESTORSIONE DI 5 MILIONO DI EURO, LA DIFFAMAZIONE CON L’AIUTO DI FIANCHEGGIATORI FUNZIONALI per impadronirsi dell’Area in Anfiteatro di Arcugnano. La prima cosa che fa una associazione di stampo mafioso è garantirsi l’immunità dalla magistratura competente. Dopo l’ incendio doloso dell’archivio delle sorelle Mioni, mirato a assicurarsi edificabilità e gli scarichi abusivi in aree paesaggisticamente protette facendo distruggere, fare sparire testi documenti antichissimi dei Querini, dei Colonna, rilievi di Galileo Galilei in esilio a Longare-Lumignano – Arcugnano sull’anfiteatro di Arcugnano, nel 2016, gli estorsori istituzionali dotatisi di “pseudo-giornalisti” in qualità di fiancheggiatori, funzionali. calunniano l’impresa mentre il resto delle banda col pretesto di paventare protezione istituzionale o viceversa minacce di fare verificare i finanziatori del recupero al ventennale classificatore dell’anfiteatro dei Querini-Colonna in Arcugnano, il prof. Maurizio Tosi, l’organizzazione Italiana offrì un accordo di comoda complicità incaricandolo di raccogliere e dividere la tangente privata. A versarlo dovevano esserne i “facoltosi” finanziatori della sua manutenzione. A stabilire le tranche deve essere un commercialista del cav. Gianni Zonin . Ci corrà un anno di indagini ma alla fine i Conservatore accerta che era un comodo depistaggio ordito dalla eruditissima banda.

MAFIA VICENTINA CHE UCCIDE SILENZIOSAMENTE Un recupero che andava a scapito della loro discarica occultata la cui parte di competenza era stata bonificata a spese degli associati tra cui la stilista padovana Gabriella Contessa Bovio ecc. A questo punto gli avvertimenti scatenarono una serie di omicidi “mascherati”.

UNA ESTORSIONE DA 5 MILIONI SUI 120 PER INSERIMENTO DELL’ ANFITEATRO NELLA VIA DELLA SETA Nell’accordo, Tosi e Malosso dovevano prestarsi a raggirare i finanziatori del recupero del teatro rastrellando 5 milioni di euro. La tangente fu calcolata sui 120 milioni erogabili che lo avrebbero incluso nel progetto della nuova via della seta . La consulenza fu del prof. Sebastiano Tusa che morì nel volo Ethiopia. Il professor Tosi venne intimidito anche per iscritto ma non accettò ed anzi offeso da questa richiesta ingiustificata, giacché l’intera operazione di recupero delle gradinate del teatro era stata annunciata a donazione alla cittadinanza a titolo volontario grazie proprio al contributo di privati felici di vedere rinasce l’antica struttura. Egli decise allora di spendersi in una conferenza stampa e rendere pubblici i particolari dell’estorsione. Nel corso della conferenza non gli fu possibile terminare a causa di risate e disturbo in un’aula gremita e dove solo un giornalista venne in un clima gelido mentre fiancheggiatori furono istruiti per denigrare e coprire i veri motivi del disagio.

TANGENTE NON VERSATA PER ANFITEATRO: SCATTANO RAPPRESAGLIA E PROVOCAZIONI Rifiutata l’offerta di protezione ovvero il pagamento di cinque milioni di tangente, la banda che vanta protezioni innominabili in Magistratura si attiva ingaggiando i suoi peggiori scagnozzi contro il classificatore dell’anfiteatro dei Veneti Antichi Maurizio Tosi, che non riuscì ad arrivare vivo al processo. Falciato dalle fucilate cadde solitario anche l’informatore ecologista Mauro Pretto.

ESTORSIONE COPERTA DA UN PROCESSO FARSA “PER PRESUNTI ABUSI “EDILIZI” CHE NON SARANNO MAI ACCERTATI Un abile clamore mediatico, maldestramente orchestrato su incarico di pseudo giornalisti, in realtà fiancheggiatori funzionali dell’organizzazone mafiosa si occupò di deviare sulla parte recuperata dell’ Anfiteatro a terrazze, i reali abusi edilizi delle 11 ville  abusive che occupano le terrazze del parco Montanari ed occultando la veduta paesaggistica sullo storico Anfiteatro sopra il lago più antico del nord Italia,

ESTORSIONE ULTIMO ATTO: SFREGIO FINALE – SEGNALE CHIARO A CHIUNQUE SI OPPONGA ALLA MAFIA . IL CONSERVATORE CONDANNATO PROPRIO NEL GIORNO SIMBOLICO DEI DIRITTI COSTITUZIONALI DI ELEMENTARE DIFESA (NEGATIGLI)

Il giorno Giovedì 10 dicembre 2020, giornata dell’Anniversario della dichiarazione europea dei Diritti Umani, al posto dei due sindaci  e di un magistrato colpevoli degli abusi, continua l’ opera di depistaggio sul Conservatore Franco von Rosenfranz che viene condannato senza ammissione di prove per abuso edilizio e contraffazione. Il suo processo sembra un calvario simile copia a quello del degradato Ufficiale Alfred Dreyfus.

Ripresa fino all’ OASI di BORGO CASALE da una delle torri dell’anfiteatro di Arcugnano

PROVE E PERIZIE NON AMMESSE DAL TRIBUNALE ITALIANO Processato e condannato per abusi di altri, il Tribunale non gli ammette nel diritto di difesa nè le perizie, nè le prove. Insomma per difendersi degnamente egli dovrebbe essere costretto a reagire a quelle che sempre di più appare una paradossale provocazione . La figura e l’opera del Conservatore offeso e perfino ridicolizzato, dipinto falsamente come se fosse lui l’abusivista dalla banda di malviventi istituzionali, polarizzano l’opinione pubblica: mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarietà, in Italia e all’estero.

DENUNCIATO PER SPIONAGGIO Già vittima di un precedente tentativo di incriminazione (a cui risultò completamente estraneo), diffuso come alto tradimento per spionaggio militare nel bacino dell’anfiteatro della Fontega di Arcugnano (nelle basi US entrava fin da ragazzino con Paul Tate) salito alla ribalta per l’aiuto dato al gruppo NO DAL MOLIN, egli non può neppure avvalersi della facoltà di rispondere, pena lo scioglimento del vincolo di segretezza.

Si celebra giusto in questo periodo il processo ma con rito abbreviato per RIVELAZIONE DI SEGRETO DI STATO ai due giornalisti del Sole 24 ore e Verità. Un reato che prevede fino a 20 anni di carcere . Questo è ciò che rischiano i colleghi Nicola Borzi e Francesco Bonazzi a fronte del rischio di incorrere in una pena di 25 anni di carcere.

IL SEGRETO DI STATO. DOVE? La sommità dell’Anfiteatro è legata a fatti ancora coperti dal Segreto di Stato relativi alla strage del Gen. Dalla Chiesa e del Magistrato Paolo Borsellino. Inoltre fra le ville costruite abusivamente, in odore di Mafia con il premio pagato per la strage ai killer di via D’Amelio, appare anche quella di un magistrato edificata sulla distruzione del un pozzo secolare permanente dell’anfiteatro posto sotto inchiesta dai magistrati del Presidente del Tribunale Antonio Cappelleri.

LE PROVOCAZIONI

Ci sono provocazioni a cui è obiettivamente molto difficile evitare di replicare. Tuttavia a volte è meglio sapersi tenere un buon paziente silenzio . Dicono di lui: Con la vicenda legata all’anfiteatro, per molti, l’ennesimo tentativo di chiudere la bocca dell cultura lo ha messo a dura prova: Questa volta dovrà abbandonare quel suo sarcasmo, quel dover vivere sapendo stare in mezzo alle cose e pur mantenendosene sempre al di fuori. Insomma prendere posizione . Invece lui che difendersi da se, come sa benissimo fare, solo, unico imputato a un processo dove il prof. Maurizi Tosi è deceduto, sceglie di obbedire attenendosi al vincolo di segretezza . Per me parleranno le prove . Cioè le perizie . Completamente assenti nell’accusa. Ma gli va amale . Siamo in Italia. I giudici non glie le ammettono.

Dalle insinuazioni di essere lui l’abusivista e non gli autori delle ville abusivamente edificate in Anfiteatro, alla falsificazioni di Google Map uscite dal Comune di Arcugnano ed utilizzate per mostrare lui alla gente come l’ abusivista .E davanti a questa ingiustizia i giudici non vedono il complotto ? Come può difendersi degnamente il Conservatore in una simile situazione ?

SFREGIO CASUALE ? Circa tre anni di Carcere. Ma ecco che la sua condanna equivale a screditare completamente la reputazione di tutti i sommi memorialisti vicentini con gravissimo danno di immagine alla città del Palladio. La sua colpa? Aver riferito quanto essi riportavano circa l’esistenza dello stesso. Abbiamo assistito al caso Palamara . In Sardegna nel 2021 al Magistrato che emette nel giro di pochissimo una sentenza inspiegabilmente opposta e sicuramente anticostituzionale. Qui da una vicenda in cui tutti scapperebbero se non lo staff del dr. Gratteri, siamo solo all’ inizio di un regolamento di conti dove il Conservatore opportunamente provocato doveva fare da apripista. E’ casuale che il giorno della sua condanna è quello delle giornata contro le mafie ? Sa di sfregio.

UN FILM SULLA VICENDA

Un film sulla vicenda già iniziato nel 2015 riprenderà al termine dell’emergenza corona virus in territorio elvetico ma il Conservatore, che è attore principale del film, non ha firmato il contratto per la continuazione del girato.

Rosenfranz è il protagonista   del  Teatro dei sogni, (ISBM 9788834603406 ed: la nave diTeseo –  Margherita Sgarbi) romanzo  denuncia  satirica   di Andrea De Carlo (dove il Conservatore appare  filtrato dalla personalità del marchese Guiscardo Guidarini) .

Parte delle citazioni qui presenti sono tratte dal libro “Il Gianicolo Veneto di Arcugnano” scritto dal conservatore Franco von Rosenfranz (ISBN 9791220027670)

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Franco Malosso von Rosenfranz  è  anche il misterioso  “Uomo K-626del biografista Lago Franco. Lo scrittore ne  ha per la  prima volta  fedelmente ritratto tutto il suo  prezioso operato  svolto  all’ombra dell’intelligence militare.  Il testo  sarà  presentato   in tutta  Italia   al termine dell’ emergenza  sanitaria .

I TECNICI DECISERO DI NON DEMOLIRNE LA LARGA TORRE MERLATA SUPERIORE CHE EMERGE PREPOTENTE A DX SOPRA LA CAVEA

PROBLEMI GIUDIZIARI CON LO STATO ITALIANO

Santuario della ex baia dell’anfiteatro Berico delle Querini – Colonna (classificazione – equipe archeologica del Prof. Maurizio Tosi)

CONTINUE SOSTITUZIONI DI PERSONA E OMONIMIA GIUDIZIARIA L’ impiego di malviventi pratici per svolgere questi servizi così da ostacolare il conservatore fu una costante. Nessuno di essi dopo ogni processo a chiarimento ha mai pagato. Non solo su Franco Malosso von Rosenfranz. Ne diviene bersaglio perfino un uomo della sua scorta colpevole di averci visto giusto.

OGNI DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA VICENTINA FINISCE NEL VUOTO. Per rendere detestabile Franco Malosso, gli autori del fiancheggiamento mafioso del 2016, grazie alla complicità funzionale di alcuni giornalisti, venne diffusa la falsa notizia che nell’ inautentico anfiteatro patacca” lui percepiva 40 euro a visitatore. Addirittura vi sarebbero sbancamenti in area boschiva paesaggisticamente protetta. Menzogne che qualsiasi tecnico può verificare . Peccato che in due sedi i magistrati incaricati abbiano respinto il supplemento indagini, prove CTU, perizie decennali.

“PROCESSO ANFITEATRO” L’ESTORSIONE CALA A 560.000 EURO Al suo processo lo studioso arriva gravemente ferito da un ultimo attentato. ma nessuno sembra accorgersene.

E PROSEGUE IN TRIBUNALE Uno degli estorsori è proprio teste schierato dall’accusa. Perfino il Sindacato, dove lui è iscritto, redigendo un verbale mette in guarda dall’impiegare un simile teste inattendibile. Una situazione paradossale eppure il processo depista verso di lui i reati dei reali abusivisti, tra cui l’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale che per primo vide le distruzione ambientale dell’antico paesaggio e scatenò il caso fingendosi ignaro di un IMPROVVISO ANFITEATRO FANTASMA ma contro l’ambientalista colpevole di aver mantenuto e difeso come meglio poteva quella parte di storia violata . L’intera estorsione proseguirà indisturbata sotto gli cocchi dei magistrati. Il magistrato giudicante non si preoccupa di controllare che cosa fosse chiesto di ottemperare al Conservatore in un ORDINANZA firmata da un Capo resp. Tecnico del Comune, cioè la distruzione di elementi storici certi delle Famiglia Querini citati anche da Guido Piovene. Al difensore del Malosso vengono respinte CTU, Perizie. Vengono riprese solo parole di comodo espresse da una funzionaria della soprintendenza, visibilmente terrorizzata. La funzionaria chiamata in causa per contrastare l’opera di classificazione ventennale del prof. Maurizio Tosi comunque avverte che pur non essendo una perita “se il teatro non è antico non è detto che fosse parte più recente integrante della villa superiore …” Nessun supplemento o migliore accertamento di indagine viene disposto quasi a voler tenere coperti gli accadimenti. Eppure un muro a secco di ben 60 m . lineari composto di blocchi sottratti alle terrazze del teatro è stato omesso. Qualcuno scrive lettere incitando il conservatore alla resistenza e fornendo particolari sempre più inediti : “ Malosso Tenga duro, non tutti i carabinieri sono venduti. C’è chi vede e si dissocia da simili comportamenti” .

LA BEFFA PROCESSUALE : Nel merito, mentre un magistrato gli impedisce   di  penetrare nell’area sequestrata e produrre le perizie indispensabili per la sua difesa, l’altro lo condanna perché  senza entrare nell’area le perizie sono senza valore. Serve dire di più ? Benvenuti in Italia !

SENTENZA SCANDALOSA CHE VIOLA I DIRITTI DELLA DIFESA DELL’UOMO Enrico Maltauro, facoltoso imprenditore edile degli appalti con un fratello ucciso volato fuori dalla finestra, una P. IVA di una utenza telefonica instestata alla sua impresa coinvolta negli avvertimenti mafiosi della strage dei Georgofili, uno in Giunta del Comune di Vicenza, una in CDU Orchestra del Teatro Olimpico, confessa che senza pagare la tangente alla Cupola non puoi lavorare. La strage avviene cinque anni dopo il rogo doloso dell’Archivio Mioni Papadopoli Wollemborg .

Questa sentenza ripercorre le minacce estorsive così paventate come da copione.

Il magistrato giudicante a Vicenza definirà “pseudo-culturali ” le conferenze tenute assieme col prof. Tosi. L’Italia si riconferma un paese che non vuole cambiare. Non si rapisce più ma è solo cambiata la facciata . Chi ha subito un rapimento non vi fa più ritorno.

DOVE SONO LE PROVE DI COLPEVOLEZZA? Attese e richieste al Comune . Dove sono . Si sono visti solo delle clamorose falsificazioni. Per di più con il coinvolgimento delle Capo Ufficio tecnico Comunale di Arcugnano. Ed è così che le terrazze dell’ anfiteatro delle Querini, negli anni, curate con tanto amore dal Conservatore, divengono improvvisamente “un illegalità ” al posto di 11 illecite ville abusive in odore di Mafia, spuntate nella sommità dell’anfiteatro, coperte dal SEGRETO DI STATO.

MANI PULITE VICENTINA Ancora una volta nell’Italia che non vuole cancellare la sua immagine mafiosa nel mondo quel reato chiamato estorsione” ha vinto. Del resto gli stessi magistrati ammettono “E’ un reato che nei tempi e per le modalità in cui accade, generalmente cade prescritto “. La Mafia va legalizzata” o no ? Lasciamo giudicare alla gente.

L’illegalità e tutti i suoi uomini schierati contro un uomo solo. Franco Malosso von Rosenfranz . Sarà diffamato, calunniato e colpevolizzato per aver ritornato gratis senza “far cresta” alla cittadinanza qualcosa di unico e di grande come mai nessuno ha fatto nella storia. E senza aver mai chiesto nulla in cambio. Anche questa è “l’Italia” .

REPLICA ALLE CRITICHE SUL RIUTILIZZO DELL’ANFITEATRO DEL PERITO SILVIO CAODURO

Autore : Amedeo Gagliardi ©  2021

1 commento

  1. paolo maria berti de ravignani

    persona colta,raffinata,un vero gentiluomo

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