Franco M. von Rosenfranz

Allievo del dr. Bechstein, musicista insignito dalla “Bundesverdienstkreuz“, la più alta onoreficenze tedesca, Franco Malosso von Rosenfranz, è accademico musicale, concertatore giornalista, accreditato ricercatore e scrittore. .E’ stato anche osservatore indipendente, reporter di guerra. Dotato di straordinaria memoria storica e personalità poliedrica oltre che pioniere indiscusso in studi di arte e filosofia nonché di racconti per bambini. Promosso diplomatico nel 1999 sotto l’ egida ONU ha svolto incarichi di detective per l’Intelligence militare, pilota, manager in studi e progettazione per il riconoscimento ipodermico-facciale e di postura dedicati a telecomunicazioni via satellite. Fu progenitore del TELELAVORO .

Noto benefattore Rosenfranz è ufficiale del Corpo d’èlite  EU Bio Guard Corps, onorario Conservatore dei Luoghi in Villa dell’Anfiteatro Arcugnano ex Querini- Colonna, Grimani, Marzotto-Dalle Ore, col. Buffa, Gen. Grimaldi, Gen. Malosso delle sorelle Mioni -Papadopoli -Wollemborg, per gli inglesi, (CWGC), corrispondente Commonwealth War Graves Commission, oltre che archivista curatore  di biblioteche storiche private di  famiglie  UE e proprietà von Opel -Grimaldi-Seymour, Emo Capodilista, Mioni-Papadopoli Wollemborg.

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Da ambientalista e pacifista è assurto alla ribalta per: aver documentato gratuitamente per David Newman (Greenpeace), attraverso propria agenzia satellitare, i test nucleari atomici  sull’Antollo corallino di Mururoa coinvolgendo per testimonial d’impresa l’Equipe Cousteau, Marlon Brando, Anthony Quinn, Jolanda Addolori. Sull’atollo corallino doveva salire anche il critico d’arte on. Vittorio Sgarbi ma all’ultimo momento il viaggio con il ministro fu annullato a causa del rapimento del figlioletto del maestro Franco Malosso von Rosenfranz.

Franco von Rosenfranz fans club [ Genehmigung: Orchester friedens Philharmonie Wien.]Royalty free .

Formatosi giovanissimo nella eredità che era quella scuola di arrangiarsi di Hans Ert si distinse sempre per aver  ugualmente filmato naufragi pilotati di navi cargo e gli scarichi indiscriminati di scorie radioattive provenienti da regioni francesi  che non avevano affrontato i costosi processi di smaltimento al largo del mediterraneo occidentale

Mercantili affondati, cave interrate, sullo sfondo lo smaltimento di rifiuti  altamente tossici | Alqamah
Il capitano di fregata Navale De Grazia, morto ufficialmente per arresto cardiaco il 13 dicembre del 1995, mentre in auto percorreva l’autostrada Salerno Reggio Calabria. Era l’ufficiale che indagava sul business miliardario delle “Navi del Veleni ” i cui trasporti sono organizzati ha permesso arricchimento smisurato a soggetti amministratori di aziende di Stato Italiano .

Per aver realizzato un canale  di sosta  protetto,  dedicato a uccelli migratori tra Arcugnano e Laminka Laki.

Corrispondente di guerra ferito  durante il conflitto bosniaco,   Malosso fu cofinanziatore di  un villaggio di  bambini disadattati fra cui sei tratti da lui in salvo a bordo di un pulmino Volkswagen in situazioni rocambolesche quando, perso il contatto col collega Antonio Russo, blindati rudimentalmente schiena e paraspruzzi di un pulmino, riuscì  a  spezzare l’accerchiamento serbo forzando un posto di blocco sotto  il fuoco delle guardie. Fu l’unico osservatore indipendente  presente durante i bombardamenti NATO dell’ultima estate di guerra Bosniaca.

Da buon allievo del fr. Bechstein, Giuseppe Becce, convinto asseritore che il cinema Italiano deve ritrovare le sue origini , condusse nella prima edizione di Cortina Metraggio la Regista Lina Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich che assieme a Paolo Villaggio, fu Giuria nel Cine Festival tutto Triveneto ideato dalla geniale Maddalena Mayneri.

L’EDUCAZIONE DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ          Prima sua insegnante di musica fu la madre, pianista e scrittrice, erede diretta del mecenate della Reale fabbrica dei Rosenfranz- Maltarello . “Ma fu il vicentino compositore del Cinema Tedesco , il dr. Bechstein, Giuseppe Becce ad aprirmi la via. Grazie a quell’imprinting potei relazionarmi con L. Trenker , Marlene Dietrich, Hans Ertl, Leni Riefenstahl  che mi spianarono la strada verso la California a Hollyvood come assistente di composizione per musica da film”.  Il dr. Bechstein alla morte lo nominò suo “Man Kultur Nachfolger“. Becce, allievo di Ferdinand von Richthofen più di tutti  fu guida a Franco Malosso per le conoscenza relative alla Fabbrica Rosenfranz del bisnonno in Anfiteatro e circa la sua darsena

Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz in una caricatura di Otello De Maria

La tata che fu a servizio dai Piovene lo descriveva come uno strano tipo di bambino e lui scherzando : “Sono vittima di un difetto  di fabbricazione  sfuggito al controllo qualità”.

L’INFANZIA – In Italia come altrove la  governante che lo seguiva lo descriveva come “uno strano ragazzino  irrequieto, riflessivo, geniale che amava starsene appartato. Era costantemente interessato a riordinare libri, curiosare nei sotterranei ” quelli dei palazzi di famiglia sotto Palazzo Porto

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Negli 8 teatri gestiti dai fratelli Maltarello non va dimenticato il teatro del Vescovado che si trovava in un ammezzato di palazzo Anti Donà. Gli spettacoli acquatici venivano fatti nelle cantine che collegavano via san Francesco vecchio e Palazzo Porto.

o nelle soffitte di Palazzo Giustinian -Maltarello. ” Scapperà più volte dalle famiglie di alti ufficiali e sottufficiali  dove era affidato per le vacanze di Natale e le altre festività [“insopportabili famiglie del Molino Bianco“ da L’UOMO K-626 ” di Lago F. ndr]. Per un ragazzino  dai genitori perennemente latitanti, formare un gruppo di concertazione musicale nella taverna di casa è importante. Fugge con l’obiettivo di fare qualche lavoretto per raggranellare soldi che servono a comprare gli strumenti ai suoi concertatori più poveri. Così quando tutti sono in festa, lui si dedicherà  alla consegna dei  fiori a Natale e a Pasqua. Fino a un mazzo di fiori … destinato  alla ragazzina del cuore, ricorda divertito. Ma erano fiori inviati da un altro . Ama frugare in soffitta le partiture eseguite dallo zio Luigi Maltarello jr. con Giuseppe Verdi anche se suoi compositori preferiti sono Chopin, Franz Liszt, Richard Wagner.          

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Franco von Rosenfranz al pianoforte

La madre irrequieta e capricciosa era spesso assente. Così non crebbe mai in una vera e propria famiglia. Lo iscrissero in diversi collegi dove potesse studiare contemporaneamente materie di indirizzi completamente diversi fra loro. Studiò a Firenze e a Bergamo e anche al Vescovile con Don Albino Bizzotto, infine alla UCLA University. Maggiorenne scelse infine da solo il suo maestro di vita nell’etologo austriaco Conrad Lorenz.

il collegio Vescovile Graziani
SGA  
(Scuola di Guerra Aerea) Firenze  dove fu riavviato allo  studio della letteratura e
della  filosofia  sotto la guida delle documentarista archivista Giuliana Barlondi
In via  dello Statuto 21 – Bergamo (BG)

Il prof. Becce, figura carismatica e sicuramente di ispirazione per Franco prima che a lui aveva insegnato a Marlene Dietrich , in quell’epoca seguita nelle sue tourné da un giovane allora meno noto: Burt Bacharach . Affascinato dalla musica di Richard Wagner di cui Becce fu primo interprete a Bergamo, durante i brevi permessi i giovane Franco si appassiona a seguire ed immedesimarsi nelle peregrinazioni del grande compositore . Visitò così la casa e il contesto della consorte Cosima Listz. Comasca nativa di Bellagio come la seconda sua nuova madre putativa. Lo stile musicale di Franco sarà  influenzato  dalle icone musicali introdotte dal padre:  Arthur Fiedler e il virtuosismo di Sergiu Celibidache. Rosenfranz Ha le braccia più lunghe e fuori dalla norma  che io abbia mai visto, riferisce l’anestesista ospedaliera padovana [ndr]. Grazie alla formazione del dr. Bechstein Becce Franco reciterà debuttando giovanissimo nella direzione d’orchestra, tuttavia da sontuoso autocrate, bizzarro ed irascibile i suoi modi ritenuti forse troppo spavaldi ed inadeguati (appassionava i suoi animali alla musica conducendoli in concerto)  non furono ben visti dalla critica di allora.   

La UCLA University –  Università delle California Los Angeles.  STATI UNITI

LA FORMAZIONE – Dotato di  straordinaria conoscenza culturale e di propensione letteraria derivatagli dall’accademico Olimpico delle lingua tedesca prof. Mario Andreis, il suo stile risente dell’ammirazione per il conte poeta Guido Piovene, ex giornalista corrispondente in Germania dell’Ambrosiano di Arnaldo Mussolini. Il conte fu coraggiosa penna firmataria contro la Mafia per ottenere la grazia a Danilo Dolci , Gandhi italiano della Sicilia, acerrimo nemico delle stessa. Il memorialista era amico del nonno materno, titolare della Rosenfranz Maltarello Pianoforti di Dresden,Vienna, Venezia, e Vicenza delle cui tre Fabbriche Reali, a Vicenza dopo il passaggio dall’Impero Asburgico, fu presidente il poeta e scrittore  Antonio Fogazzaro  poi avvicendato dal tenore di Toscanini Aureliano Pertile. Piovene in più di una occasione rimproverò diplomaticamente il padre di Franco per la rigida impostazione educativa che rischiava di tarparne la talentuosa indole artistica a vantaggio di formazione military brat. Una scelta che per il padre fu tuttavia obbligata in quanto il nome del figliolo fu rivenuto elle liste dei ragazzi (oltre 800) da rapire assieme al figlioletto di Sergiu Celibidache . A scuola sparivano per divenire ostaggi Marco Isoli e in seguito Carlo Celadon. Così Franco per le minacce di rapimento-riscatto visse a lungo in basi segrete comandate dal padre  crescendo come uno studente Military brat fra i missili-intercettori a testata nucleare occultati nel sottosuolo. Franco non fu mai sequestrato. Fu il suo figlioletto ad esserlo. Sopravissuto a numerosi attentati subiti e tentativi di sabotaggio ebbe la vita profondamente segnata dal rapimento del bambino . (paradossalmente scomparso anche dal certificato anagrafico di nascita).

L’ AMBIENTE DI CRESCITA DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ BATTEZZATO FRA I BOTTI

La madre ben consapevole del contesto politico italiano che pretendeva tangenti per le forniture di guard- rail dalla branch aziendale delle famiglia, propendeva per specializzarlo in uno di questi stabilimenti di fonderia ma per poi indirizzarlo a migrare in Krupp. Inoltre era il tempo che serviva finanziare MILANO 2 con il denaro dei ragazzini sequestrati. Il nome del giovanissimo Franco fu poi trovato trovato nella lista dei ragazzi da rapire assieme a quella in cui compariva il figlioletto del Maestro Celibidache. Ma con la separazione dei genitori, le cose non andarono così. Celibidache a cui bruciarono casa e il pianofort fece appena in tempo a mettersi in salvo ma il padregenerale pilota di S.A. – NATO, decise di tenere Franco con se in Italia. Così per proteggerlo dal rischio rapimento, Franco fu spesso collocato presso famiglie di alti ufficiali e sottufficiali da cui fu sottoposto ad addestramenti  paramilitari  i e di sopravvivenza intensivi in Sardegna sovvertendo così le attitudini musicali del ragazzo.
La sua infanzia fu caratterizzata dal rapimento del collega del padre, il Cap. Pilota Leone Concato del “padre” del Caporedattore del Giornale di Vicenza Paolo Bacialli .Una crescita irrequieta e spesso “blindata” nel Tirolo italiano “battezzato” dalle deflagrazioni che la disinformazione dell’epoca depistava su Alois Amplaz e Georg Klotz. In seguito saranno i vicini di casa a udire deflagrazioni assistendo al lancio del suoi razzi .

Ricorda l’educatrice che per essere notato dal padre, che comandava le basi sotterranee colme di missili nucleari, il piccolo Franco fabbricava razzi utilizzando i fusti dell’Olio d’oliva e carburo come propulsore. Quindi accomodando a bordo della capsula dei pollastrelli nani, lanciava il razzo in orbita. Una volta che il razzo terminava la sua corsa, nelle sua discesa la stadio ospitante si apriva e il volatile scendeva a terra planando dolcemente con le ali . Per i vicini gli esperimenti del ragazzino erano un vero incubo. Una volta la capsula finì nel terrazzo di un vicino, un colonnello dell’Aeronautica in pensione. In seguito, sviluppato l’orecchio musicale assoluto, Rosenfranz detesterà sempre ogni forma di chiasso.

MALOSSO: SPARATE A VISTA! Il Gen. Ettore Malosso, uomo aperto ma che tuttavia, data l’esperienza, insegnerà al figlio a non fidarsi mai di nessuno e a sospettare di tutti. Che essi siano sabotatori sovietici, o Jugoslavi,spie o uomini dei servizi segreti Italiani al servizio di un ancora giovane Steve Pieczeniko, successivamente “ travestiti “da neo-brigatisti rossi, nelle basi dove lui fra l’altro nelle pause scolastiche il generale lo nasconde per sottrarlo alla piaga rapimenti, il suo ordine è : “sparare a vista” a chiunque si avvicini.

Wernher von Braun , Erich Apel Hanna Reitsch,  Ferdinando RaffaelliEttore Malosso i velivoli bomba radio pilotati erano tutti figli di una unica identica designata matrice . Finita la denazificazione in Texas , il Barone violoncellista Wernher von Braun progettava sia l’allunaggio che come far fronte a una imminente annunciata invasione russa erano stati posti razzi nucleari a difesa del Nord Est Italiano. A Calvarina c’erano missili nucleari Nike- Hercules.

r/OldSchoolCool - Sharon Tate had a successful modeling career before she got her first acting break. She rode on a missile for the cover of Stars and Stripes in 1960
Sharon Tate su un NIke Herculess

Questi missili possedevano una capacità distruttiva superiore a quella impiegata a Hiroscima. Il Gen. Ettore Malosso, è un uomo dai nervi saldi. Vicino a lui c’è un altro più giovane tenete colonnello: Paul Tate ( papa di SharonTate) . Il gen.Ettore Malosso, padre di Franco, diviene l’uomo che poteva togliere le sicure abbassando il dito sul bottone. Insomma è l’uomo che può replicare o eseguire l’ordine di scatenare una guerra nucleare.

Attratto dall’etere oltre che dalla musica, seguendo le orme del padre, Franco si specializzò in progetti di telecomunicazione satellitari e in seguito, giovanissimo, indagò riservatamente per conto di quel collega del padre il ten. col.Paul Tate, (genitore dSharon Tate moglie del regista Roman Polanski).

A Los Angeles mentre studiava perfezionamento di applicazioni biometriche applicata a monitoraggio satellitare fu interpellato per contribuire alla liberazione di Carlo Celadon . Franco saltò così su un tram chiamato “collaborazione” in Intelligence. La sua missione ebbe successo. Dopo la liberazione di Celadon i sequestri cessarono (800 denunciati su 4.000). Come spesso accade per certi eroi silenziosi, il suo contributo sarebbe rimasto coperto se mai fosse avvenuta l’ ESTORSIONE sull’ANFITEATRO BERICO e la contestuale scoperta del dossier saggio ecc. Con questa grave perdita di segretezza la sua ufficiale collaborazione è venuta alla luce.

Con il denaro dei sequestri, la Cupola mafiosa inseriva propri candidati nelle istituzioni politiche Italiane corrompendo Forze dell’ Ordine e Magistratura, finanziando MILANO 2.

SEQUESTRI DI PERSONA ITALIANI PER FINANZIARE EDILIZIA A “MILANO 2” Correvano gli anni delle strage di Cielo Drive seguita un anno dopo da quella familiare del marchese Casati Stampa dalla cui villa di Arcore, poi del cav. Silvio Berlusconi, si stabilisce Vittorio Mangano mentre nei terreni adiacenti nasce Milano 2. Sui terreni facenti parte delle proprietà il progetto ormai c’è . Non ci sono ancora i soldi per finanziarlo? Niente paura!

Giardini del Qurinale . Con colleghi, l’expertize Maurizio Quartieri, Franco Malosso von Rosenfranz III° da dx con II° da dx Tito Lucrezio Rizzo Cons. titolare Organo Centrale Sicurezza Presidenza della Repubblica Italiana

LO SCONTRO CON LE ECOMAFIE IN ANFITEATRO DI ARCUGNANO (VI) Come Giorgio Moroder o il figlio del docente vicentino delle Cattedra di filosofia, il padre del microchip Federico Faggin, potrebbe rimanere negli Stai Uniti , comunque all’estero a godersi i suoi successi , lontani dal Triveneto Limitarsi a procacciare investitori che da lì risollevino beni storici del Bel Paese.

Invece rispondendo all’appello di diciassette famiglie, rientra nuovamente in Italia, paese sceso ormai al quartultimo posto in tema di difesa dei diritti umani. Scelto, per difendere il paesaggio dell’anfiteatro di Arcugnano o meglio per cacciarsi in una sorta di campo minato. Il luogo da preservare, ha limitrofe due basi militari alleate che lui conosce molto bene fin da quando era ragazzino.

NEI PIANI: L’ANFITEATRO DI ARCUGNANO DOVREBBE RIMANERE UNA DISCARICA BEN OCCULTATA. Sulla sommità, distrutto il suo palco imperiale, fondamenta per ville abusive figlie di interessi privati che ne impediscono la vista. venne distrutto l’ambiente originario . Sono passati oltre 20 anni dal rogo doloso dell’archivio storico sorelle Mioni-Papadopoli Wollemborg di cui Rosenfranz era curatore. Al suo rientro verrà riconfermato Conservatore da tutti i proprietari che nel frattempo vi si sono avvicendati.

UN UOMO SENZA SOGNI ? BERSAGLIO PRINCIPALE NELLA LUNGA ESTORSIONE SULL’ANFITEATRO . LUNGA VICENDA FATTA DI TANTI INUTILI ESPOSTI L’Italia pare detenga il record di 10.000 denunce praticamente inevase. Rosenfranz constatata la TOTALE INERZIA DEL TRIBUNALE VICENTINO e l’assenza di alcuni vertici locali che malgrado si dimostrino interessate agli scempi non si costituisco affatto Parte civile tra cui Legambiente, Italia Nostra ecc. in qualità di membro per club, circoli ed associazioni internazionali a favore dell’ ambiente tra cui UNESCO, espone più volte la sistematica distruzione delle barriere architettoniche dell’anfiteatro con i blocchi delle terrazze e il loro saccheggio archeologico iniziato nel 2002 ed invano denunciato al Ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan. L”ex possedimento Querini -Colonna- Grimani -Grimaldi- Marzotto -Dalle Ore e Inglesi , cioè l’anfiteatro Berico, alla pari dei dintorni di Villa Adriana viene ridotto così a discarica, dove la ricca italiana mafia Comunale si disfa dei suoi rifiuti arricchendosi dal fittizio onere di smaltimento incassato dai cittadini. Per meglio occuparsi delle operazioni di ripulitura delle terrazze nel 2015 lascia la direzione della FPW Philarmonie Wien Franco von Rosenfranz fans club [ Genehmigung: Orchester friedens Philharmonie Wien.] e l’ Orchestra des Petis États d’Europe del Principato di Monaco e investendo qui la sua liquidazione assieme ai contributi di finanziatori, sponsor e volontari. ADR sul perché sacrificarsi spendendosi per una simile causa, a Paolo Usinaia (TGWEB) che lo intervista dichiara determinato:

Abbandonare, tradendo così speranze di chi mi ha sostenuto ed incoraggiato per fare risorgere questo teatro dell’opera, avrebbe fatto di me un uomo senza sogni. E io non so vivere nell’altro modo. Per cui vivo o muoio con la mia Impresa .

LE RAPPRESAGLIE – ATTENTATO DAL 1997 – OMONOMIA GIUDIZIALE . VIZIATO PERFINO IL PROCESSO D’APPELLO DURANTE L’UDIENZA FILTRO Su lui si destinerà ogni tipo di rappresaglia. Fra l’altro è sotto la sua egida che al posto dei maggiori partiti politici si dà spazio a esporre in teatro le ragioni del popolo veneto. L’ambientalista ostacolato con ogni espediente e vittima di continue SOSTITUZIONI DI PERSONA ad opera di collaboratori di Giustizia diverrà vittima di decine e decine di lettere che recano la sua firma apocrifa inviate ad autorità.

VIZIATO PERFINO IL PROCESSO D’APPELLO DURANTE L’UDIENZA FILTRO

Il PM Valmassoi prende per buona una manifestata volontà di “Rinuncia all’appello” attribuita al Malosso. E’ una “rinuncia” farlocca. Ma lo stesso PM pur respingendone la presunta volontà di rinunciare all’appello del documento utilizzato vizia pesantemente il giudizio di appello introducendo il Malosso così come INCOERENTE ai giudici in camera di Consiglio Presieduto del Trib. di Venezia, Elisa Mariani nella Corte d’Appello di Venezia diretta da Ines Marini.

POSSONO I MEMBRI DI UNA CORTE D’APPELLO NON INTERROGARSI SULLA PRESENTAZIONE DI SIMILI FANDONIE INTENZIONALI ATTRIBUITE A FRANCO MALOSSO ATTE A VIZIARE UN PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO ? Sembra di si. E senza fare quelle giuste prudenti verifiche certi espedienti atti a screditare, richiamano a un clamoroso sagace raggiro non certo architettato da menti comuni che permise il rilascio del Torturatore argentino col. Olivera difeso dall’avvocato di Licio Gelli Augusto Sinagra?

L’ULTIMA TROVATA “LEGALE” CONTRO L’AMBIENTALISTA VENEZIANO Nel merito “lui” cioè Franco Malosso rivolgendosi indirettamente ai togati in attesa di giudicarlo avrebbe manifestato loro, seppure indirettamente, di volere rinunciare all’appello dopo un processo dove il GIP del Tribunale di Vicenza, per incriminarlo si è servito della deposizione di un ESTORSORE SERIALE SPACCIATOSI PER MURATORE, PREGIUDICATI E PLURIDENUNCIATI ISTITUZIONALI , quali persone di contatto fra Procura e Comune .

“In Italia, in passato per intentare altri passati procedimenti e processi per reati a me estranei, hanno utilizzato omonomia giudiziale , lettere falsamente attribuite a me, pluripregiudicati, che manco conoscevo e fortunatamente smentiti dai loro compagni”

L’estorsione con la concretizzazione delle minacce procede anche davanti agli occhi dei Magistrati di Appello? Le” coincidenze “continuano? E’ una distrazione che i magistrati non hanno segnalato ? Replica, l’ambientalista: Questi accadimenti sono un copione collaudato. La Magistrata che lo deve giudicare è l'”archiviatrice” del caso Crack Banca Popolare Vicentina dr. Gianni Zonin, ELISA MARIANI La replica di Franco Malosso von Rosenfranz.

IL RICORSO DI MALOSSO IN CORTE D’APPELLO . IL RUOLO DELE MAGISTRATE INES MARINI E ELISA MARIANI Presso la direzione delle Corte D’appello di Venezia retta dalle due magistrate si trovano giacenti con imputati in scarcerazione per prescrizione , processi molto importanti mentre il fascicolo del Malosso avrebbe scavalcato questi ricorsi ritenuti decisamente prioritari .

Ritornando alla lunga estorsione Anfiteatro Berico, l’ambientalista fu vittima di un “tardivo ” tentativo di sequestro in località Longare (VI) . Appena uscito da Palazzo Rosso, proprietà delle sorelle latifondiste Mioni per cui è archivista, venne avvisato via satelliti intelligenti circa il tallonamento operato dietro di lui dai malviventi. La scorta che doveva proteggerlo era intrappolata nell’intenso traffico. Ne seguì un rocambolesco inseguimento . Malosso  speronò  una  delle auto inseguitrici e avendo la meglio uscì indenne dal conflitto a fuoco con i malviventi. Alla fine non riuscendo a colpirlo gli faranno sparire il figlioletto.

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LE MINACCE ALLO STAFF DURANTE L’ESTORSIONE DI 5 MILIONO DI EURO, LA DIFFAMAZIONE CON L’AIUTO DI FIANCHEGGIATORI FUNZIONALI per impadronirsi dell’Area in Anfiteatro di Arcugnano. La prima cosa che fa una associazione di stampo mafioso è garantirsi l’immunità dalla magistratura competente. Dopo l’incendio doloso dell’archivio delle sorelle Mioni, mirato a assicurarsi edificabilità in aree paesaggisticamente protette facendo distruggere documenti tra cui documenti antichissimi dei Querini, dei Colonna, rilievi di Galileo Galilei in esilio a Longare sull’anfiteatro di Arcugnano, nel 2016, gli estorsori istituzionali dotatisi di “pseudo-giornalisti” in qualità di fiancheggiatori, funzionali, col pretesto di paventare protezione istituzionale o viceversa minacce di verifica ai finanziatori del recupero al ventennale classificatore dell’anfiteatro dei Querini-Colonna in Arcugnano, il prof. Maurizio Tosi, l’organizzazione Italiana offrì un accordo di comoda complicità incaricandolo di raccogliere e dividere la tangente privata. A versarlo dovevano esserne i “facoltosi” finanziatori del sua manutenzione.

MAFIA VICENTINA CHE UCCIDE SILENZIOSAMENTE Un recupero che andava a scapito della loro discarica occultata la cui parte di competenza era stata bonificata a spese degli associati tra cui la stilista padovana Gabriella Contessa Bovio ecc. A questo punto gli avvertimenti scatenarono una serie di omicidi “mascherati”.

UNA ESTORSIONE DA 5 MILIONI SUI 120 PER INSERIMENTO DELL’ ANFITEATRO NELLA VIA DELLA SETA Nell’accordo, Tosi e Malosso dovevano prestarsi a raggirare i finanziatori del recupero del teatro rastrellando 5 milioni di euro. La tangente fu calcolata sui 120 milioni erogabili che lo avrebbero incluso nel progetto della nuova via della seta . La consulenza fu del prof. Sebastiano Tusa che morì nel volo Ethiopia. Il professor Tosi venne intimidito anche per iscritto ma non accettò ed anzi offeso da questa richiesta ingiustificata, giacché l’intera operazione di recupero delle gradinate del teatro era stata annunciata a donazione alla cittadinanza a titolo volontario grazie proprio al contributo di privati felici di vedere rinasce l’antica struttura. Egli decise allora di spendersi in una conferenza stampa e rendere pubblici i particolari dell’estorsione. Nel corso della conferenza non gli fu possibile terminare a causa di risate e disturbo in un’aula gremita e dove solo un giornalista venne in un clima gelido mentre fiancheggiatori furono istruiti per denigrare e coprire i veri motivi del disagio.

TANGENTE NON VERSATA PER ANFITEATRO: SCATTANO RAPPRESAGLIA E PROVOCAZIONI Rifiutata l’offerta di protezione ovvero il pagamento di cinque milioni di tangente, la banda che vanta protezioni innominabili in Magistratura si attiva ingaggiando i suoi peggiori scagnozzi contro il classificatore dell’anfiteatro dei Veneti Antichi Maurizio Tosi, che non riuscì ad arrivare vivo al processo. Falciato dalle fucilate cadde solitario anche l’informatore ecologista Mauro Pretto.

ESTORSIONE COPERTA DA UN PROCESSO FARSA “PER PRESUNTI ABUSI “EDILIZI” Un abile clamore mediatico, maldestramente orchestrato su incarico di pseudo giornalisti, in realtà fiancheggiatori funzionali dell’organizzazone mafiosa si occupò di deviare sulla parte recuperata dell’ Anfiteatro a terrazze, i reali abusi edilizi delle 11 ville  abusive che occupano le terrazze del parco Montanari ed occultando la veduta paesaggistica sullo storico Anfiteatro sopra il lago più antico del nord Italia,

ESTORSIONE ULTIMO ATTO: SFREGIO FINALE – SEGNALE CHIARO A CHIUNQUE SI OPPONGA ALLA MAFIA . IL CONSERVATORE CONDANNATO PROPRIO NEL GIORNO SIMBOLICO DEI DIRITTI COSTITUZIONALI DI ELEMENTARE DIFESA (NEGATIGLI)

Il giorno Giovedì 10 dicembre 2020, giornata dell’Anniversario della dichiarazione europea dei Diritti Umani, al posto dei due sindaci  e di un magistrato colpevoli degli abusi, continua l’ opera di depistaggio sul Conservatore Franco von Rosenfranz che viene condannato senza ammissione di prove per abuso edilizio e contraffazione. Il suo processo sembra un calvario simile copia a quello del degradato Ufficiale Alfred Dreyfus.

Ripresa fino all’ OASI di BORGO CASALE da una delle torri dell’anfiteatro di Arcugnano

PROVE E PERIZIE NON AMMESSE DAL TRIBUNALE ITALIANO Processato e condannato per abusi di altri, il Tribunale non gli ammette nel diritto di difesa nè le perizie, nè le prove. Insomma per difendersi degnamente egli dovrebbe essere costretto a reagire a quelle che sempre di più appare una paradossale provocazione . La figura e l’opera del Conservatore offeso e perfino ridicolizzato, dipinto falsamente come se fosse lui l’abusivista dalla banda di malviventi istituzionali, polarizzano l’opinione pubblica: mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarietà, in Italia e all’estero.

DENUNCIATO PER SPIONAGGIO Già vittima di un precedente tentativo di incriminazione (a cui risultò completamente estraneo), diffuso come alto tradimento per spionaggio militare nel bacino dell’anfiteatro della Fontega di Arcugnano (nelle basi US entrava fin da ragazzino con Paul Tate) salito alla ribalta per l’aiuto dato al gruppo NO DAL MOLIN, egli non può neppure avvalersi della facoltà di rispondere, pena lo scioglimento del vincolo di segretezza.

Si celebra giusto in questo periodo il processo ma con rito abbreviato per RIVELAZIONE DI SEGRETO DI STATO ai due giornalisti del Sole 24 ore e Verità. Un reato che prevede fino a 20 anni di carcere . Questo è ciò che rischiano i colleghi Nicola Borzi e Francesco Bonazzi a fronte del rischio di incorrere in una pena di 25 anni di carcere.

IL SEGRETO DI STATO . DOVE? La sommità dell’Anfiteatro è legata a fatti ancora coperti dal Segreto di Stato relativi alla strage del Gen. Dalla Chiesa e del Magistrato Paolo Borsellino. Inoltre fra le ville costruite abusivamente, in odore di Mafia con il premio pagato per la strage ai killer di via D’Amelio, appare anche quella di un magistrato edificata sulla distruzione del un pozzo secolare permanente dell’anfiteatro posto sotto inchiesta dai magistrati del Presidente del Tribunale Antonio Cappelleri.

Dalle insinuazioni di essere lui l’abusivista e non gli autori delle ville abusivamente edificate in Anfiteatro, come può difendersi degnamente il Conservatore in una simile situazione ?

SFREGIO CASUALE ? Circa tre anni di Carcere. Ma ecco che la sua condanna equivale a screditare completamente la reputazione di tutti i sommi memorialisti vicentini con gravissimo danno di immagine alla città del Palladio. La sua colpa? Aver riferito quando essi riportavano circa l’esistenza dello stesso. Abbiamo assistito al caso Palamara . In Sardegna nel 2021 al Magistrato che emette nel giro di pochissimo una sentenza inspiegabilmente opposta e sicuramente anticostituzionale. Qui da una vicenda in cui tutti scapperebbero se non lo staff del dr. Gratteri, siamo solo all’inizio di un regolamento di conti dove il Conservatore opportunamente provocato doveva fare da apripista. E’ casuale che il giorno della sua condanna è quello delle giornata contro le mafie ? Sa di sfregio.

UN FILM SULLA VICENDA

Un film sulla vicenda già iniziato nel 2015 riprenderà al termine dell’emergenza corona virus in territorio elvetico ma il Conservatore che è attore principale del film non ha firmato il contratto per la continuazione del girato.

Rosenfranz è il protagonista   del  Teatro dei sogni, (ISBM 9788834603406 ed: la nave diTeseo –  Margherita Sgarbi) romanzo  denuncia  satirica   di Andrea De Carlo (dove il Conservatore appare  filtrato dalla personalità del marchese Guiscardo Guidarini) .

Parte delle citazioni qui presenti sono tratte dal libro “Il Gianicolo Veneto di Arcugnano” scritto dal conservatore Franco von Rosenfranz (ISBN 9791220027670)

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Franco Malosso von Rosenfranz  è  anche il misterioso  “Uomo K-626del biografista Lago Franco. Lo scrittore ne  ha per la  prima volta  fedelmente ritratto tutto il suo  prezioso operato  svolto  all’ombra dell’intelligence militare.  Il testo  sarà  presentato   in tutta  Italia   al termine dell’ emergenza  sanitaria .

I TECNICI DECISERO DI NON DEMOLIRNE LA LARGA TORRE MERLATA SUPERIORE CHE EMERGE PREPOTENTE A DX SOPRA LA CAVEA

PROBLEMI GIUDIZIARI CON LO STATO ITALIANO

Santuario della ex baia dell’anfiteatro Berico delle Querini – Colonna (classificazione – equipe archeologica del Prof. Maurizio Tosi)

CONTINUE SOSTITUZIONI DI PERSONA E OMONIMIA GIUDIZIARIA L’impiego di malviventi pratici per svolgere questi servizi così da ostacolare il conservatore fu una costante. Nessuno di essi dopo ogni processo a chiarimento ha mai pagato. Non solo su Franco Malosso von Rosenfranz. Ne diviene bersaglio perfino un uomo della sua scorta colpevole di averci visto giusto.

OGNI DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA VICENTINA FINISCE NEL VUOTO. Per rendere detestabile Franco Malosso , gli autori del fiancheggiamento mafioso del 2016, grazie alla complicità funzionale di alcuni giornalisti, venne diffusa la falsa notizia che nell’ inautentico anfiteatro patacca” lui percepiva 40 euro a visitatore. Addirittura vi sarebbero sbancamenti in area boschiva paesaggisticamente protetta. Menzogne che qualsiasi tecnico può verificare . Peccato che in due sedi i magistrati incaricati abbiano respinto il supplemento indagini, prove CTU, perizie decennali.

“PROCESSO ANFITEATRO” L’ESTORSIONE CALA A 560.000 EURO Al suo processo lo studioso arriva gravemente ferito da un ultimo attentato. ma nessuno sembra accorgersene.

E PROSEGUE IN TRIBUNALE Uno degli estorsori è proprio teste schierato dall’accusa. Perfino il Sindacato dove lui è iscritto redigendo un verbale mette in guarda dall’impiegare un simile teste inattendibile. Una situazione paradossale eppure il processo depista verso di lui i reati dei reali abusivisti, tra cui l’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale che per primo vide le distruzione ambientale dell’antico paesaggio e scatenò il caso fingendosi ignaro di un IMPROVVISO ANFITEATRO FANTASMA ma contro ambientalista colpevole di aver mantenuto e difeso come meglio poteva quella parte di storia violata . L’intera estorsione proseguirà indisturbata sotto gli cocchi dei magistrati. Il magistrato giudicante non si preoccupa di controllare che cosa fosse chiesto di ottemperare al Conservatore in un ORDINANZA firmata da un Capo resp. Tecnico del Comune cioè la distruzione di elementi storici certi delle Famiglia Querini citati anche da Guido Piovene. Al difensore del Malosso vengono respinte CTU, Perizie. Vengono riprese solo parole di comodo espresse da una funzionaria della soprintendenza, visibilmente terrorizzatia. La funzionaria chiamata in causa per contrastare l’opera di classificazione ventennale del prof. Maurizio Tosi comunque avverte che pur non essendo una perita “se il teatro non è antico non è detto che fosse parte più recente integrante della villa superiore …” Nessun supplemento o migliore accertamento di indagine viene disposto quasi a voler tenere coperti gli accadimenti . Eppure un muro a secco di ben 60 m . lineari composto di blocchi sottratti alle terrazze del teatro è stato omesso. Qualcuno scrive lettere incitanto il conservatore alla resistenza e fornendo particolari sempre più inediti : “ Malosso Tenga duro, non tutti i carabinieri sono venduti. C’è chi vede e si dissocia da simili comportamenti” .

LA BEFFA PROCESSUALE : Nel merito, mentre un magistrato gli impedisce   di  penetrare nell’area sequestrata e produrre le perizie indispensabili per la sua difesa, l’altro lo condanna perché  senza entrare nell’area le perizie sono senza valore. Serve dire di più ? Benvenuti in Italia !

SENTENZA SCANDALOSA CHE VIOLA I DIRITTI DELLA DIFESA DELL’UOMO Enrico Maltauro, facoltoso imprenditore edile degli appalti con un fratello ucciso volato fuori dalla finestra, una P. IVA di una utenza telefonica instestata alla sua impresa coinvolta negli avvertimenti mafiosi della strage dei Georgofili uno in Giunta del Comune di Vicenza una in CDU Orchestra del Teatro Olimpico confessa che senza pagare la tangente alla Cupola non puoi lavorare. La strage avviene cinque anni dopo il rogo doloso dell’Archivio Mioni Papadopoli Wollemborg .

Questa sentenza ripercorrere le minacce estorsive così paventate come da copione.

Il magistrato giudicante a Vicenza definirà “pseudo-culturali ” le conferenze tenute assieme col prof. Tosi. L’Italia si riconferma un paese che non vuole cambiare. Non si rapisce più ma è solo cambiata la facciata . Chi ha subito un rapimento non vi fa più ritorno.

DOVE SONO LE PROVE DI COLPEVOLEZZA? Attese e richieste al Comune . Dove sono . Si sono visti solo dei clamorose falsificazioni. Per di più con il coinvolgimento delle Capo Ufficio tecnico Comunale di Arcugnano. Ed è così che le terrazze dell’ anfiteatro delle Querini negli anni, curate con tanto amore dal Conservatore, divengono improvvisamente “un illegalità ” al posto di 11 illecite ville abusive in odore di Mafia, spuntate nella sommità dell’anfiteatro, coperte dal SEGRETO DI STATO.

MANI PULITE VICENTINA Ancora una volta nell’Italia che non vuole cancellare la sua immagine mafiosa nel mondo quel reato chiamato “estorsione ” ha vinto. Del resto gli stessi magistrati ammettono “E’ un reato che nei tempi e per le modalità in cui accade, generalmente cade prescritto “. La Mafia va legalizzata” o no ? Lasciamo giudicare alla gente.

L’illegalità e tutti i suoi uomini schierati contro un uomo solo. Franco Malosso von Rosenfranz . Sarà diffamato, calunniato e colpevolizzato per aver ritornato gratis senza ” far cresta” alla cittadinanza . Qualcosa di unico e di grande come mai nessuno ha fatto nella storia. E senza aver mai chiesto nulla in cambio. Anche questa è “l’Italia” .

REPLICA ALLE CRITICHE SUL RIUTILIZZO DELL’ANFITEATRO DEL PERTO SILVIO CAODURO

Autore : Amedeo Gagliardi ©  2021