Franco M. von Rosenfranz

Allievo del dr. Bechstein, musicista insignito dalla “Bundesverdienstkreuz“, la più alta delle onoreficenze tedesca, è uno studioso benefattore ambientalista e pacifista  noto :

per aver documentato gratuitamente per David Newman (Greenpeace) attraverso propria agenzia satellitare i test nucleari atomici  sull’Antollo corallino di Mururoa coinvolgendo come testimonial d’impresa, l’Equipe Cousteau, Marolon Brando, Anthony Quinn, Jolanda Addolori.  Sull’atollo corallino doveva salire anche il critico dell’arte prof. on. Vittorio Sgarbi ma all’ultimo momento il viaggio con il ministro fu annullato a causa del rapimento del figlioletto del maestro Franco Malosso von Rosenfranz.

Per aver  ugualmente filmato scarichi indiscriminati e il loro affondamento al largo nel mediterraneo occidentale con a bordo scorie radioattive provenienti da regioni francesi  che non avevano affrontato i costosi processi di smaltimento.

Per aver realizzato un canale  di sosta  protetto,  dedicato a uccelli migratori tra Arcugnano e Laminka Laki.

Corrispondente di guerra ferito  durante il conflitto bosniaco,   Malosso fu cofinanziatore di  un villaggio di  bambini disadattati fra cui 6 tratti da lui in salvo a bordo di un pulmino Volkswagen in situazioni rocambolesche quando  perso il contatto col collega Antonio Russo, blindati rudimentalmente schiena e paraspruzzi di un pulmino, riuscì  a  spezzare l’accerchiamento serbo forzando un posto di blocco sotto  il fuoco delle guardie. Fu l’unico osservatore indipendente  presente durante i bombardamenti NATO dell’’ultima estate di guerra Bosniaca.

Military brat, fin da agazzino in quanto a rischio rapimento-riscatto fu confinato per protezione nel sottosuolo di basi missilistiche di intercettori -missili a testata nucleare militari segrete mascherate comandate dal padre. Per intercessione del padre stesso, durate il sequestro Carlo Celadon si convinse definitivamente a saltare su un tram chiamato “collaborazione” in Intelligence, mentre in L.A . studiava e perfezionava applicazioni di proprie tecnologie biometriche SAT . Il suo contributo, come spesso accade per certi eroi silenziosi, è rimasto e rimarrà rigidamente segretato per anni, fuori che dal necessario passa-parola speso nel sottobosco del crimine organizzato e che pose indirettamente fine alla piaga dei sequestri di persona (800) finalizzati al riciclo della enorme somma di denaro che nel rapimento di Carlo Celadon con richieste miliardarie aveva fortemente  rafforzato la Cupola Mafiosa estendono la propria influenza con l’ inserimento dei propri candidati nelle istituzioni politiche Italiane come nei vari settori, tra cui Forze dell’ Ordine, e in Magistratura. Malosso (General Manager e IP in H.K. Telecom, OMS Australia (poi TELSTRA GLOBAL LIMITED di Buckingham gate 1), S. MARINO INTELCOM, presidente Mercury & Cable Wirelless, Blankson S.A CHILE , Teleservice – Sealb ltd, progenitore del TELELAVORO) Sfruttando i fusi orari no stop 24h , in una ricerca avanzata, senza sosta perfezionò questa applicazione. A sera a Hong Kong operando a ritmi forzati incessanti, i tecnici inoltravano i risultati del giorno a quelli in attesa in UK e US e viceversa . Ciò malgrado la AIDC biometrica rimaneva ancora troppo arretrata. Forniva imprecise FRR  rendendo imprecisa e dispendiosa l’attività di controllo e identificazione attraverso il riconoscimento corporeo satellitare. Così vista l’impossibilità di portare a termine in tempo la missione, nel sequestro Celadon , certo che i sequestratori a cui erano state promesse pene blande non avrebbero rivelato nulla. Si temevano rappresaglia per la sorte dell’ostaggio. Malosso dotatosi di un “adeguato pedigree giudiziario” ruppe gli indugi . Pur di mantenere riservatezza nell’operazione, non esitò a mettere a repentaglio la sua stessa vita. ” Era quella l’epoca in cui il giudice Italiano Giovanni Falcone dopo il Gen. Dalla Chiesa sospettando di un collega, e sulla scorta di informative e richieste di informazioni del BND circa la credibilità per appartenenti a “mafia kosher” di alcuni magistrati italiani, aveva accertato che i proventi dei sequestri di rapimenti come quelli di Susanne e Sabine Kronzuckerfiglie del giornalista tedesco Dieter Kronzucker venivano investiti ad Arcugnano, a Vicenza, sul “Sacco di Palermo” ed utilizzare per rafforzare la deriva Statale Italiana degli elementi del Sindacato Ebraico (Cosa Nostra)e corrompendo concorsi per magistratura. L’avanzamento tecnologico poteva divenire determinante se affiancato al Follow Money di Giovanni Falcone mentre Cosa Nostra cominciava ad avvertire quel temuto sentore dei primi controlli su frame di riconoscimento corporeo che in seguito avrebbero fermato il fenomeno dei sequestri. Malosso in un’accelerazione per l’epoca ritenuta impossibile puntò tutto sulla diffusione di questa applicazione tecnologica. Con 30 anni di anticipo la offrì come deterrente strategico e senza non pochi rischi . (Nel corso dell’impresa messa a serio pericolo allorché un ufficiale appartenente allo stesso Corpo del Padre, il col. AM. Walter Bazzanella proveniente dai Servizi Segreti del Vaticano, responsabile della sezione EAD (sicurezza informativa) dell’UCSI (Ufficio centrale sicurezza interna della presidenza del Consiglio già e stavolta pubblicamente in seguito rivelò come “pochi uomini di un gruppo scelto (prov. da NOD-CPC-NASCO-SAD) dotati di lasciapassare ed identità di comodo potevano entrare, sostituirsi, uscire, perfino da un carcere.” L’OPERAZIONE: Date le pressanti minacce di morte ricevute dal padre del Carlo Celadon, in una lotta contro lo scarso tempo rimanente, sfruttando un rocambolesco improvvisato piano d’azione, lo studioso con branch famigliari in acciaierie -fonderie e un cognome che lo fa ultimo erede di Alessandro I° cresciuto fin da ragazzino in un contesto di amici di famiglia a sua volta di rapiti così convivendo col timore il sequestro di persona italiano, accettando la missione , tentò il tutto per tutto su un piano che inizialmente non era stato congegnato per il Celadon conducendo a insperato successo l’operazione “K626” [ndr suo nome in codice] entrando personalmente in contatto con i rapitori, riuscì ad apparire credibile nel persuadere il carceriere del ragazzo. Di li a non molto tempo dopo l’ostaggio fu rilasciato e i sequestri di persona degli imprenditori nascosti in Calabria cessarono .” [da l’Uomo K 626 di Lago Franco].

Giardini del Qurinale . Con colleghi, l’expertize Maurizio Quartieri, Franco Malosso von Rosenfranz III° da dx con II° da dx Tito Lucrezio Rizzo Cons. titolare Organo Centrale Sicurezza Presidenza della Repubblica Italiana

Franco Malosso von Rosenfranz è accademico musicale, concertatore, osservatore indipendente, giornalista, reporter di guerra. Scampato al conflitto Bosniaco dove era collega di Antonio Russo, promosso diplomatico nel 1999 sotto l’ egida ONU ha svolto incarichi come detective per l’intelligence militare, pilota, manager di progettazione per il riconoscimento ipotermico-facciale di telecomunicazioni via satellite. Scrittore dalla personalità poliedrica nel panorama culturale in ragione di suoi molteplici interessi:  arte, filosofia, storia.


Noto benefattore , ufficiale del Corpo d’èlite  EU Bio Guard Corps, onorario Conservatore dei Luoghi in Villa dell’Anfiteatro Arcugnano ex Querini- Colonna, Grimani, Marzotto -Dalle Ore- Fratelli, col. Buffa, Gen. Grimaldi, Gen Malosso delle sorelle Mioni -Papadopoli -Wollemborg, per gli inglesi, CWGC) corrispondente Commonwealth War Graves Commission, oltre che storico archivista curatore  di biblioteche storiche private di  famiglie  UE e proprietà (von Opel -Grimaldi-Seymour, Emo Capodilista , Mioni-Papadopoli Wollemborg ecc.) per le quali è stato ricercatore, concertatore ed efficace descrittore del paesaggio .

LO SCONTRO CON LE ECOMAFIE IN ANFITEATRO DI ARCUGNANO (VI) Potrebbe rimanere negli Stai Uniti , comunque all’estero a godersi i suoi successi , lontani dal Triveneto come Giorgio Moroder o Federico Faggin. Limitarsi a procacciare investitori che da lì risollevino beni storici del Bel Paese. Invece rispondendo all’appello di 17 famiglie, rientra nuovamente in Italia, paese sceso ormai al quartultimo posto in tema di difesa dei diritti umani. Scelto, per difendere il paesaggio l’anfiteatro di Arcugnano o meglio per cacciarsi in una sorta di carcere. Il luogo da preservare, lui lo conosce molto bene. fin da quando era ragazzino.

NEI PIANI : L’ANFITEATRO DI ARCUGNANO DOVREBBE RIMANERE UNA DISCARICA BEN OCCULTATA. Sulla sommità, distrutto il suo palco imperiale, fondamenta per ville abusive figlie di interessi privati che ne impediscono la vista. venne distrutto l’ambiente originario Sono passati oltre 20 anni dal rogo doloso dell’archivio storico sorelle Mioni-Papadopoli Wollemborg di cui Rosenfranz era curatore. Al suo rientro verrà riconfermato Conservatore da tutti i proprietari che nel frattempo vi si sono avvicendati.

UN UOMO SENZA SOGNI ? ESPOSTI INUTILI Rosenfranz constatata la TOTALE INERZIA DEL TRIBUNALE VICENTINO e l’assenza di certi vertici locali che malgrado si dimostrino interessatei agli scempi non si costituisco Parte civile tra cui Legambiente, Italia Nostra ecc. in qualità di membro per club, circoli ed associazioni internazionali tra cui UNESCO a favore dell’ l’ambiente, espone più volte la sistematica distruzione delle barriere architettoniche dell’anfiteatro con i blocchi delle terrazze e il loro saccheggio archeologico iniziato nel 2002 ed invano denunciato al Ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan. L”ex possedimento Querini -Colonna- Grimani -Grimaldi- Marzotto -Dalle Ore e Inglesi , cioè l’anfiteatro Berico viene ridotto così a discarica, dove la ricca italiana mafia Comunale si disfa dei suoi rifiuti arricchendosi dal fittizio onere di smaltimento incassato dai cittadini. Per meglio occuparsi delle operazioni di ripulitura delle terrazze, nel 2015 lascia la direzione della FPW Philarmonie Wien e l’ Orchestra des Petis États d’Europe del Principato di Monaco qui investendo la sua liquidazione assieme ai contributi di finanziatori, sponsor e volontari. ADR sul perché sacrificarsi spendendosi per una simile causa, a Paolo Usinaia (TGWEB) che lo intervista dichiara: Abbandonare , tradendo speranze di chi mi ha sostenuto ed incoraggiato per fare risorgere questo teatro dell’opera, avrebbe fatto di me un uomo senza sogni. E io non so vivere nell’altro modo. Per cui vivo o muoio con la mia Impresa .

LE RAPPRESAGLIE – ATTENTATO DAL 1997 – OMONOMIA GIUDIZIALE Fra numerosi attentati subiti, tentativi di sabotaggio ebbe la vita profondamente segnata dalla rappresaglia scomparsa del figlioletto( scomparso anche dal certificato anagrafico di nascita) . L’ambientalista ostacolato con ogni espediente e vittima di continue SOSTITUZIONI DI PERSONA ad opera di collaboratori di Giustizia diviene vittima di decine e decine di lettere che recano la sua firma apocrifa inviate ad autorità. Una sua “ultima volontà, ” ovviamente farlocca cioè travisata inviata perfino nel suo processo al PM nel giudizio di cui è Pres. del Trib. di Venezia Elisa Mariani . Ma neppure questo Tribunale con questi preliminari ha inquadrato uno strano comportamento da parte dell’accusa. …

POSSONO I MEMBRI DI UNA CORTE D’APPELLO NON INTERROGARSI SULLA PRESENTAZIONE SIMILI FANDONIE INTENZIONALI ATTRIBUITE A FRANCO MALOSSO? E senza fare quelle giuste prudenti verifiche che richiamano al clamoroso sagace raggiro non certo architettato da menti comuni che permise il rilascio del Torturatore argentino col. Olivera difeso dall’avvocato di Licio Gelli Augusto Sinagra ?

L’ULTIMA TROVATA “LEGALE” CONTRO L’AMBIENTALISTA VENEZIANO

Nel merito “lui” cioè Franco Malosso rivolgendosi indirettamente ai togati in attesa di giudicarlo avrebbe manifestato loro seppure indirettamente di volere rinunciare all’appello in un processo dove il GIP del Tribunale di Vicenza, per incriminarlo si è servito della deposizione di PREGIUDICATI E PLURIDENUNCIATI ISTITUZIONALI , quali persone di contatto fra Procura e Comune . L’estorsione con la concretizzazione delle minacce va avanti anche davanti agli occhi dei Magistrati di Appello? Le coincidenze continuano? E’ una distrazione che i magistrati non hanno segnalato ? A replica, l’ambientalista : Questi accadimenti sono un copione collaudato. Io mai ho conosciuto ne frequentati questo PM di Corte d’Appello che ho scoperto rispondeva a una “mia “fantomatica comunicazione , neppure conosco la Magistrata Archiviatrice del caso Crack Banca Popolare Vicentina dr. Gianni Zonin, Elisa Mariani. Io mai e tantomeno prima del mio processo mi sono rivolto indirizzando questa lettera a questo PM o a loro come destinatari. Tosi non aveva respinto completamente una trattativa per la tangente “musicale” politica. Vero solo che le uniche istruzioni che il prof. Tosi aveva ricevuto era di prendere contatti con il commercialista incaricato a spiegarci come monetizzare le tranche della “tangente a protezione” e con pena , se non ci fossimo occupati di raccogliere il denaro e assumere personale del gruppo, persecuzione giudiziaria di alcuni magistrati . Il commercialista , era il dr. Procopi di Bassano [ ritrovato poi suicidato con un colpo di pistola ndr ] consigliere di amministrazione di Banca Nova di Bernardo Mattarella e della BPV del cav. Gianni Zonin che per le sue vicende le cronache mostrano almeno una decina di magistrati arruolati o coinvolti nel suo team. Mai e poi mai io ho accettato di trattare e rastrellare il denaro dai finanziatori della manutenzione del teatro che hanno pagato di tasca propria i danni del 2002 causato dalla costruzione delle ville abusive [tra cui quella di un magistrato ndr] per alleggerirli di tranche di denaro . Sarebbe ora che certi rappresentanti istituzionali si regolassero i propri regolamenti di conti e di potere fra di loro evitando di tentare di utilizzare il sottoscritto come apripista e che questa storia finisse. Sopratutto di essere lasciato in pace da queste vicende vicentine . Il dr, Cappelleri mi pare abbia dichiarato che in fondo la banca Popolare di Vicenza così come era facesse comodo a tutti . Orbene dopo i del mio bisnonno che delle Banca ne fu cofondatore con Emanuele Lodi e Alessandro Rossi, io nulla so. Abbiano mantenuto il teatro con amore, enormi sacrifici e altro non si poteva chiedere a finanziatori e sponsor locali per pagare quella tangente.

SEGUIRONO ALTRI 7 ATTENTATI CLAMOROSI PATITI L’ambientalista fu vittima di un “tardivo ” tentativo di sequestro. Per questa strada in località Longare (VI), appena uscito da Palazzo Rosso, proprietà delle sorelle latifondiste Mioni per cui è archivista, avvisato via satellite del tallonamento di malviventi, e tuttavia rimasto isolato dalla scorta intrappolata indietro nell’intenso traffico, in un rocambolesco inseguimento   speronò  una  delle auto inseguitrici e avendo la meglio uscì indenne dal conflitto a fuoco con i malviventi. Alla fine non riuscendo a colpirlo gli faranno scomparire il figlioletto.

L’AMBIENTE DI CRESCITA DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ BATTEZZATO FRA I BOTTI
Franco Malosso von Rosenfranz . L’ infanzia fu caratterizzata dal rapimento del collega del padre , il Cap. Pilota Leone Concato. Irrequieta e spesso “blindata” nel Tirolo italianobattezzato” dalle deflagrazioni che la disinformazione dell’epoca  depistava su Alois Amplaz e Georg Klotz. In seguito saranno i vicini di casa a udire deflagrazioni. Degno dei racconti di Elisa Dalle Ore UFA di Hanna Reitsch ricordatigli suo mentore Giuseppe Becce. Era l’epoca dei razzi . Mandava in orbita navicelle spaziali per essere notato dal padre. A bordo delle capsula: pollastrelli nani. Lo stadio si apriva e il volatile scendeva planando dolcemente . Una volta la capsula finì nel terrazzo di un vicino colonnello . Franco tornò in collegio l’epoca dei razzi terminò . CRESCENDO FRA I SEQUESTRI DI PERSONA Correvano gli anni delle strage di Cielo Drive seguita un anno dopo da quella del marchese Casati Stampa dalla cui villa di Arcore poi del cav. Silvio Berlusconi si stabilisce Vittorio Mangano mentre nei terreni adiacenti nasce Milano 2, i sequestri su commissione di rampolli Lombardi che servono ai “registi ” disposti a pagare un accesso alla politica italiana decollano. La tradizionale mafia cambia di facciata. Anche il Cavaliere sarà costretto a mettere al riparo la sua famiglia. A Milano presso la residenza di un ramo delle sua famiglia di Fonderie industriali, il giovanissimo Franco trovò insegnanti e compagni di studio molto speciali in ambiente protetto tra cui Casati, Bergonzi, Poppi Crippa figlio del Pittore e socio di Tommy Berger (Caffè Hag, Guttalin, Levissima) di cui Franco durante il periodo di rischio che sequestrassero pure lui, fu amico sincero.

L’EDUCAZIONE Prima sua insegnante di musica fu la madre, pianista e scrittrice e possidente immobiliare figlia del costruttore reale delle fabbrica dei Rosenfranz “Ma fu il vicentino compositore del Cinema Tedesco Giuseppe Becce (il dr. Bechstein ) ad aprirmi la via. Grazie a quell’imprinting potei relazionarmi con L. Treker , Marlene Dietrich, Hans Ertl, Leni Riefenstahl  che mi spianarono la strada verso la California a Hollyvood come assistente di composizione per musica da film”. Il dr. Bechstein alla morte lo nominò suo “Man Kultur Nachfolger“.

Uno strano tipo di bambino “Sono vittima di un difetto  di fabbricazione  sfuggito al controllo qualità”.

Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz in una caricatura di Otello De Maria

L’INFANZIA In Italia come altrove la  governante che lo segue lo descriveva come “uno strano  ragazzino  irrequieto ed isolato costantemente interessato a riordinare libri, curiosare nei sotterranei quelli dei palazzi di famiglia sotto Palazzo Porto o nelle soffitte di Palazzo Giustinian -Maltarello . ” Scapperà più volte dalla famiglie di alti Ufficiali e sottufficiali  dove era collocato per le vacanze di Natale e le altre festività “insopportabili famiglie del Molino Bianco ” ndr ]. per un ragazzino  dai genitori perennemente latitanti. Formare un gruppo di concertazione musicale sotto la taverna di casa è importante per lui. Fugge con l’obiettivo di  fare qualche lavoretto per collaborare a  comprare gli strumenti ai suoi concertatori più poveri . Così per raggranellare dei soldi, quando tutti sono in festa, si  dedicherà   alla consegna dei  fiori a Natale, a Pasqua Fino a un mazzo di fiori di un altro… destinato  alla ragazzina del cuore, ricorda divertito. Ama rispolverare le composizioni eseguite dallo zio Luigi Maltarello jr. con Giuseppe Verdi anche se suoi compositori preferiti sono Chopin, Franz Liszt, Richard Wagner e la sua vita. Mandato a studiare Bergamo, nelle bevi “licenze” appena può, insegue indizi sul il periodo Wagneriano presso la sua consorte. Comasca,( Cosima Listz) come la seconda sua nuova madre putativa, nativa di Bellagio. Lo stile musicale di Franco sarà  influenzato  dalle  icone musicali introdotte dal padre:  Arthur Fiedler e il virtuosismo di Sergiu Celibidache. Con braccia lunghe [fuori dalla norma Anestesista Ospedaliera ndr] debuttò giovanissimo nella direzione d’orchestra, tuttavia da suntuoso autocrate, bizzarro ed irascibile i suoi modi ritenuti forse troppo spavaldi ed inadeguati (appassionava i suoi animali alla musica conducendoli in concerto)  non furono ben visti dalla critica di allora.             

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FORMAZIONE Dotato di propensione letteraria derivatagli dall’accademico Olimpico delle lingua tedesca prof. Mario Andreis, il suo stile risente anche dell’ammirazione per il conte poeta Guido Piovene, ex giornalista corrispondente in Germania dell’Ambrosiano di Arnaldo Mussolini. Il memorialista amico del nonno materno, titolare della Rosenfranz Maltarello Pianoforti di Dresda, (curata dal dr. Bechstein) Vienna, Venezia, delle cui tre Fabbriche Reali in Vicenza, dopo il passaggio dall’Impero Asburgico fu presidente il poeta e scrittore vicentino Antonio Fogazzaro avvicendato dal tenore di Toscanini Aureliano Pertile. Piovene in più di una occasione Piovene rimproverò diplomaticamente il padre di Franco per la rigida impostazione educativa che rischiava di tarparne la talentuosa indole artistica a vantaggio di formazione military brat. A scuola sparivano ostaggi come Marco Isoli e in seguito Carlo Celadon. Una scelta che per il padre fu tuttavia obbligata in quanto Franco era nelle liste dei ragazzi ( oltre 800) da rapire assieme al figlioletto di Sergiu Celibidache . Franco non fu mai rapito ma negli anni successivi , pagò con la scomparsa perfino dagli atti di nascita del nome del proprio figlioletto questo sgarro alla potente organizzazione Mafiosa che alla morte del liberatore d’Italia Lucky Luciano trasformò la tradizionale mafia attiva in Italia dal 10 Luglio 1943 in una organizzazione che per potersi candidare politicamente si trasformò in bande specializzate nei sequestri di persona di minorenni e imprenditori .

Nella foto missili posti all’esterno delle cavità che li ospitava, nelle basi segrete intercettatori nucleari sotterranee “Tuono” Folgaria, di Monte Toraro, Tonezza, Venda di cui era comandante il padre

Il padre naturale era un uomo perennemente latitante. Le madre irrequieta e capricciosa era spesso assente. Così non crebbe mai in una vera e propria famiglia. Lo iscrissero in diversi collegi dove potesse studiare contemporaneamente materie di indirizzi completamente diversi fra loro. Studiò a Firenze e a Bergamo e anche al Vescovile Graziani di  Bassano del Grappa (VI) in Via Ca’ Rezzonico  con Don Albino Bizzotto, infine alla UCLA University. Maggiorenne scelse il suo maestro di vita nell’etologo austriaco Conrad Lorenz.

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il collegio Vescovile Graziani di  Bassano del Grappa (VI)
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La SGA  
(Scuola di Guerra Aerea) Firenze.  dove fu riavviato allo  studio delle letteratura e
della  filosofia  sotto la guida delle documentarista archivista Giuliana Barlondi
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In via  dello Statuto 21 – Bergamo (BG)
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La UCLA University –  Università delle California Los Angeles.  STATI UNITI

Attratto dall’etere oltre che dalla musica, seguendo le orme del padre, si specializzò in progetti di telecomunicazione satellitari e in seguito, giovanissimo, indagò riservatamente per conto il collega di suo papà ten. col. Paul Tate, (genitore di Sharon Tate moglie del regista Roman Polanski. ).

FIN DA RAGAZZINO NELL’ELENCO DEI POSSIBILI RAPITI La madre ben consapevole del contesto politico italiano che pretendeva tangenti per le forniture di guard rail propendeva per specializzarlo nella branch di uno stabilimento di fonderia della famiglia per poi indirizzarlo a una migrazione in Krupp. Tuttavia, nella separazione dei genitori, il  padre, generale pilota di S.A.-NATO, per proteggerlo dal rischio rapimento, lo trattenne per se affidandolo spesso ad alti ufficiali e sottufficiali da cui fu sottoposto ad addestramenti  paramilitari in Sardegna e sovvertendone così le sue attitudini musicali .

QUESTO FU IL CONTESTO SOCIALE DEL SEQUESTRO CELADON. LA SUA ADESIONE, IL SACRIFICIO E IL CONTRIBUTO Erano quelli li anni in cui lasciando la Sicilia era ritornato in Veneto il padovano Graziano Verzotto, l’ex vice in DC dell’on. Bernardo Mattarella. Franco Malosso von Rosenfranz accettò di lavorare per l’intelligence contribuendo al rilascio dell’ostaggio Carlo Celadon, e svolgendo un azione coperta ed esponendosi in prima persona a u sacrifico che andò bel oltre a un’ attenta indagine di intelligence .

Il CLIMA in ITALIA In quegli anni in Italia nelle scuole venivano sequestrati e presi ostaggio molti giovani fra cui Marco Isoli, Carlo Celadon. Scompariva Emanuela Orlandi e ai vertici dei servizi segreti dell’aeronautica militare arriva un dirigente proveniente dal Servizio segreto Vaticano . Il colonnello Walter Bazzanella Per primo parlerà di un nucleo K dotato di uomini in grado assumere diverse identità, uscire ed entrare in un carcere ecc. [ da L’uomo K626 di lago Franco]

LE MINACCE ALLO STAFF per impadronirsi dell’Area in Anfiteatro di Arcugnano La prima cosa che fa una associazione di stampo mafioso è garantirsi l’immunità dalla magistratura competente. Dopo l’incendio doloso dell’archivio delle sorelle Mioni, mirato a distruggere documenti dell’anfiteatro, nel 2016, estorsori istituzionali dotatisi di “pseudo-giornalisti” in qualità di fiancheggiatori, funzionali, col pretesto di paventare protezione istituzionale o viceversa minacce di verifica ai finanziatori del recupero al ventennale classificatore dell’anfiteatro dei Querini-Colonna in Arcugnano, il prof. Maurizio Tosi, l’organizzazione Italiana offrirono un accordo di comoda complicità incaricandolo di raccogliere dividere la tangente privata. A versarlo dovevano esserne i “facoltosi” finanziatori del sua manutenzione.

MAFIA VICENTINA CHE UCCIDE SILENZIOSAMENTE Un recupero che andava a scapito della loro discarica occultata la cui parte di competenza era stata bonificata a spese degli associati tra cui la stilista padovana Gabriella Contessa Bovio ecc. . A questo punto gli avvertimenti ad eccezione di quello dell’ecologista Mauro Pretto, scatenarono una serie di omicidi “mascherati” .

UNA ESTORSIONE DA 5 MILIONI SUI 120 PER INSERIMENTO DELL’ L’ANFITEATRO NELLA VIA DELLA SETA Nell’accordo, Tosi e Malosso dovevano prestarsi a raggirare i finanziatori del recupero del teatro rastrellando 5 milioni di euro. La tangente fu calcolata sui 120 milioni erogabili che lo avrebbero incluso nel progetto della nuova via della seta con la consulenza del prof. Sebastiano Tusa. Il professor Tosi venne intimidito anche per iscritto ma non accettò ed anzi offeso da questa richiesta ingiustificata, giacché l’intera operazione di recupero delle gradinate del teatro era stata annunciata a donazione alla cittadinanza a titolo volontario grazie proprio al contributo di privati felici di vedere rinasce l’antica struttura. Egli decise allora di spendersi in una conferenza stampa e rendere pubblici i particolari dell’estorsione. Nel corso della conferenza non gli fu possibile terminare a causa di risate e disturbo in un’aula gremita e dove solo un giornalista venne in un clima gelido mentre fiancheggiatori furono istruiti per denigrare e coprire i veri motivi del disagio.

TAMGENTE ANFITEATRO: SCATTA LA RAPPRESAGLIA ESTORSIVA Rifiutata l’offerta di protezione ovvero il pagamento di cinque milioni di tangente, la banda che vanta protezioni innominabili in Magistratura si attiva ingaggiando i suoi peggiori scagnozzi contro il classificatore dell’anfiteatro dei Veneti Antichi. Maurizio Tosi, che non riuscì ad arrivare vivo al processo. Falciato dalle fucilate cadde solitario anche l’informatore ecologista Mauro Pretto, quasi ultimo di una serie di strani “suicidi” ed incidenti accorsi.

ESTORSIONE COPERTA DA UN PROCESSO “PER PRESUNTI ABUSI “EDILIZI” Un abile clamore mediatico, maldestramente orchestrato su incarico, si occupò di deviare sulla parte recuperata dell’ Anfiteatro a terrazze , i reali abusi edulizi delle 11 ville  abusive che occupano le terrazze del parco Montanari ed occultando la veduta paesaggistica sullo storico Anfiteatro sopra il lago più antico del nord Italia,

L’ULTIMO SFREGIO – SEGNALE A CHIUNQUE SI OPPONGA ALLA MAFIA DI CONDANNARE PROPRIO NEL GIORNO SIMBOLICO DEI DIRITTI COSTITUZIONALI (NEGATI )

Il giorno Giovedì 10 dicembre 2020, giornata dell’Anniversario della dichiarazione europea dei Diritti Umani, al posto dei due sindaci  e di un magistrato colpevoli degli abusi, continua l’ opera di depistaggio sul Conservatore Franco von Rosenfranz che viene condannato senza ammissione di prove per abuso edilizio e contraffazione.Il suo processo sembra un calvario simile copia a quello del degradato Ufficiale Alfred Dreyfus.

Ripresa fino all’ OASI di BORGO CASALE da una delle torri dell’anfiteatro di Arcugnano

PROVE E PERIZIE NON AMMESSE DAL TRIBUNALE ITALIANO Processato e condannato per abusi di altri . il Tribunale non gli ammette nel diritto di difesa nè le perizie, nè le prove.

DENUNCIATO PER SPIONAGGIO Già vittima di un precedente tentativo di incriminazione (a cui risultò completamente estraneo), diffuso come alto tradimento per spionaggio militare nel bacino dell’anfiteatro della Fontega di Arcugnano, salito alla ribalta per l’aiuto dato al gruppo NO DAL MOLIN, egli non può neppure avvalersi della facoltà di rispondere, pena lo scioglimento del vincolo di segretezza.

Si celebra giusto in questo periodo il processo ma con rito abbreviato a Nicola Borzi per RIVELAZIONE DI SEGRETO DI STATO. Un reato che prevede fino 20 anni di carcere qualcosa che ben hanno conosciuto i suoi colleghi Nicola Borzi e Francesco Bonazzi che a fronte di una rischio di incorrere in una pena di 25 anni di carcere hanno deciso di patteggiarne meno di 5.

IL SEGRETO DI STATO DOVE? La sommità dell’Anfiteatro è legata a fatti coperti dal Segreto di Stato relativi alla strage del Gen. Dalla Chiesa e del Magistrato Paolo Borsellino. Inoltre fra le ville costruite abusivamente, in odore di Mafia con il premio pagato per la strage ai killer di via D’Amelio, appare anche quella di un magistrato edificata sulla distruzione del un pozzo secolare permanente dell’anfiteatro posto sotto inchiesta dai magistrati del Presidente del Tribunale Antonio Cappelleri.

Come può difendersi degnamente il Conservatore in una simile situazione ?

SFREGIO CASUALE ? Circa tre anni di Carcere. La sua condanna equivale a screditare completamente la reputazione di tutti i sommi memorialisti vicentini con gravissimo danno di immagine alla città del Palladio. La sua colpa? Aver riferito quando essi riportavano circa l’esistenza dello stesso. Abbiamo assistito al caso Palamara . In Sardegna nel 2021 al Magistrato che emette nel giro di pochissimo una sentenza inspiegabilmente opposta e sicuramente anticostituzionale. Qui da una vicenda in cui tutti scapperebbero se non lo staff del dr. Gratteri, siamo solo all’inizio di un regolamento di conti dove il Conservatore opportunamente provocato doveva fare da apripista. E’ casuale che giorno della sua condanna è quello delle giornata contro le mafie ? Sa da sfregio.

UN FILM SULLA VICENDA

Un film sulla vicenda già iniziato nel 2015 riprenderà al termine dell’emergenza corona virus in territorio elvetico ma il Conservatore che è protagonista ed attore principale del film non ha firmato il contratto per la continuazione del girato.

Rosenfranz è il protagonista   del  Teatro dei sogni, (ISBM 9788834603406 ed: la nave diTeseo –  Margherita Sgarbi) romanzo  denuncia  satirica   di Andrea De Carlo (dove il Conservatore appare  filtrato dalla personalità del marchese  Guiscardo Guidarini) .

Parte delle citazioni qui presenti sono tratte dal libro “Il Gianicolo Veneto di Arcugnano” scritto dal conservatore Franco von Rosenfranz (ISBN 9791220027670)

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Franco Malosso von Rosenfranz  è  anche il misterioso  “Uomo K-626del biografista Lago Franco. Lo scrittore ne  ha per la  prima volta  fedelmente ritratto tutto il suo  prezioso operato  svolto  all’ombra dell’intelligence militare.  Il testo  sarà  presentato   in tutta  Italia   al termine dell’ emergenza  sanitaria .

PROBLEMI GIUDIZIARI CON LO STATO ITALIANO

Santuario della ex baia dell’anfiteatro Berico delle Querini – Colonna (classificazione – equipe archeologica del Prof. Maurizio Tosi)

Declinata una tangente di 5 milioni di euro il suo figlioletto viene fatto scomparire.

CONTINUE SOSTITUZIONI DI PERSONA E OMONIMIA GIUDIZIARIA L’impiego di malviventi pratici per volgere questi i servizi così da ostacolare il conservatore fu una costante. Nessuno di essi dopo ogni processo a chiarimento ha mai pagato. Non solo su Franco Malosso von Rosenfranz. Ne diviene bersaglio perfino un uomo della sua scorta colpevole di averci visto giusto. Ecco come un nome pulito viene impiegato da un funzionario di Antimafia “sporco”.

OGNI DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA VICENTINA FINISCE NEL VUOTO. Per rendere detestabile Franco Malosso , gli autori del fiancheggiamento mafioso del 2016, grazie alla complicità funzionale di alcuni giornalisti che hanno fiancheggiato l’estorsione diffusero la falsa notizia che nell’ inautentico anfiteatro patacca” lui percepiva 40 euro a visitatore. Addirittura vi sarebbero sbancamenti in area boschiva paesaggisticamente protetta. Menzogne che qualsiasi tecnico può verificare . Peccato che in 2 sedi i magistrati incaricati hanno respinto supplemento indagini, prove CTU, perizie decennali.

“PROCESSO ANFITEATRO” L’ESTORSIONE CALA A 560.000 EURO Durante il suo processo lo studioso arriva a gravemente ferito da un ultimo attentato.

E PROSEGUE IN TRIBUNALE Uno degli estorsori è proprio teste schierato dall’accusa. Perfino il Sindacato dove lui è iscritto redigendo un verbale mette in guarda dall’impiegare un simile teste inattendibile. Una situazione paradossale inaccettabile eppure il processo, non contro i reali abusivisti, tra cui l’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale che per primo vide le distruzione ambientale dell’antico paesaggio e scatenò il caso fingendosi ignaro di un IMPROVVISO ANFITEATRO FANTASMA ma contro ambientalista colpevole di aver mantenuto e difeso come meglio poteva quella parte di storia violata . L’intera estorsione proseguirà indisturbata sotto gli cocchi dei magistrati. Il magistrato giudicante non si preoccupa di controllare che cosa fosse chiesto di ottemperare al Conservatore in un ORDINANZA firmata da un Capo resp. Tecnico del Comune (distruzione di elementi storici certi delle Famiglia Querini citati anche da Guido Piovene). Al difensore del Malosso vengono respinte CTU, Perizie. In fattore insolito . Vengono riprese solo parole di comodo espresse da funzionari della soprintendenza che comunque avverte che pur non essendo una perita : se il teatro non è antico non è detto che fosse parte integrante della villa superiore …” Nessun supplemento o migliore accertamento di indagine . Eppure un muro a secco di ben 60 m . lineari composto di blocchi sottrratti alle terrazze del teatro è stato omesso. Qualcuno scrive lettere anonime: “ Malosso Tenga duro, non tutti i carabinieri sono venduti. C’è chi vede e si dissocia da simili comportamenti”

LA BEFFA PROCESSUALE : Nel merito, mentre un magistrato gli impedisce   di  penetrare nell’area sequestrata e produrre le perizie indispensabili per la sua difesa, l’altro lo condanna perché  senza entrare nell’area le perizie sono senza valore. Serve dire di più ? Benvenuti in Italia !

SENTENZA SCANDALOSA CHE VIOLA I DIRITTI DELLA DIFESA DELL’UOMO Enrico Maltauro, facoltoso imprenditore edile degli appalti con un fratello ucciso volato fuori dalla finestra, una P. IVA di una utenza telefonica instestata alla sua impresa coinvolta negli avvertimenti mafiosi della strage dei Georgofili uno in Giunta del Comune di Vicenza una in CDU Orchestra del Teatro Olimpico confessa che senza pagare la tangente alla Cupola non puoi lavorare.

Questa sentenza ripercorrere le minacce estorsive così paventate come da copione.

Il magistrato giudicante a Vicenza definirà pseudo-culturali le conferenze tenute assieme col prof. Tosi. L’Italia si riconferma un paese che non vuole cambiare. Non si rapisce più ma è solo cambiata la facciata . Chi ha subito un rapimento non vi fa più ritorno.

DOVE SONO LE PROVE DI COLPEVOLEZZA? Ed è così che le terrazze dell’ anfiteatro delle Querini negli anni, curate con tanto amore dal Conservatore, divengono improvvisamente “un illegalità ” al posto di 11 illecite ville abusive in odore di Mafia, spuntate nella sommità dell’anfiteatro, coperte dal SEGRETO DI STATO.

MANI PULITE VICENTINA Ancora una volta quel reato chiamato “estorsione “ha vinto. Del resto , gli stessi magistrati ammettono : E un reato che nei tempi e per le modalità in cui accade, generalmente cade prescritto “. La Mafia va legalizzata” o no ? Lasciamo giudicare alla gente.

L’illegalità e tutti i suoi uomini schierati contro un uomo solo. Diffamato, calunniato e colpevolizzato per aver donato gratis ritornando senza cresta alla cittadinanza qualcosa di unico e di grande come mai è accaduto nelle storia e senza aver mai chiesto nulla in cambio.