Biografia Franco Molosso von Rosenfranz

Franco M. von Rosenfranz

Allievo del dr. Bechstein, musicista insignito dalla “Bundesverdienstkreuz“, la più alta onorificenze tedesca, Franco Molosso di Macedonia von Rosenfranz, è accademico musicale, direttore artistico, arrangiatore, compositore, concertatore, giornalista, accreditato ricercatore , scrittore e revisore storico. E’ stato anche osservatore indipendente, reporter di guerra e manager di Telecomunicazioni internazionali.

Dotatato di straordinaria memoria storica, personalità poliedrica e pioniere indiscusso in studi di arte,  filosofia, letteratura nonché di racconti per bambini. Promosso diplomatico nel 1999 sotto l’egida ONU ha svolto incarichi di detective per l’Intelligence militare, pilota, manager in studi e progettazione per il riconoscimento ipodermico-facciale e di postura dedicati a telecomunicazioni via satellite. Fu progenitore delTELELAVORO .

Noto benefattore, mecenate, Rosenfranz è ufficiale del Corpo d’èlite  EU Bio Guard Corps, onorario Conservatore dei Luoghi in Villa dell’Anfiteatro di Arcugnano ex Querini- Colonna, Grimani, Marzotto-Dalle Ore, col. A.M. Buffa, Gen. Grimaldi, Gen. A.M.S.A. Malosso, delle sorelle Mioni -Papadopoli -Wollemborg, per gli inglesi, (CWGC), corrispondenteCommonwealth War Graves Commission”, oltre che ricercatore archivista curatore  di biblioteche storiche private di  famiglie  UE e proprietà von Opel-Grimaldi-Seymour, Mioni-Papadopoli Wollemborg, Emo Capodilista.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è f64beb1f-0be4-4ec6-9956-19f25c185482-1024x768.jpg

CONTRO IL TRAFFICO DI RIFIUTI E LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE Da ecologista e pacifista è assurto alla ribalta per: aver volontariamente documentato attraverso propria agenzia satellitare, gratuitamente a David Newman (Greenpeace), i test nucleari atomici sull’Atollo corallino di Mururoa coinvolgendo per testimonial d’impresa l’Equipe Cousteau, Marlon Brando, Anthony Quinn, Jolanda Addolori (sull’atollo corallino doveva salire anche il critico d’arte Italiano on. Vittorio Sgarbi ma all’ultimo momento il viaggio con il ministro fu annullato a causa del rapimento del figlioletto del maestro Franco Malosso von Rosenfranz).

Franco von Rosenfranz fans club [ Genehmigung: Orchester friedens Philharmonie Wien.]Royalty free

Formatosi giovanissimo nella eredità di quella che fu geniale arte di arrangiarsi di Hans Ertl (padre di Monika Ertl e inventore della telecamera su ski e di svariate innovazioni fotografiche ) apprese l’arte del baratto da Floriano Steiner, fotografo di Carlo Scarpa ed assistente di Michelangelo Antonioni, quindi beneficiando delle relazioni e per sagacia dalla cartografa e agente segreto inglese Freya Stark , infarinato giornalisticamente da Italo Tassinari( Mondo Libero), fortemente innamorato dei colori degli abitanti dei Fondali del Mare elogiando e utilizzando il documentario Impressionen unter Wasser  (2002) diretto da  Leni Riefenstahl, con le musica di Giorgio Moroder, si distinse ancora una volta per le coraggiose riprese via satellite fornite a Greenpeace su naufragi pilotati di navi cargo e gli scarichi indiscriminati di scorie radioattive provenienti da regioni francesi  che non avevano affrontato i costosi processi di smaltimento al largo del mediterraneo occidentale .

Del 1994, l’inchiesta sul finto smaltimento dei rifiuti , ( 800 faldoni densi di in tercettazioni telefoniche probatrorie) tra cui quelli vicentini, fu tolta dalle mani dal Giudice Agostino Cordova e  trasferita alla Procura di Roma, dove rimase a prendere polvere fino al 3 luglio 2000 quando il giudice Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa, magistrata nota per avere tratto in arresto l’ing. De Benedetti trovando “abnorme” l’ inchiesta, come se il Giudice Agostino Cordova avesse lavorato troppo troppo, archiviò ’inchiesta dichiarando il “non luogo a procedere nell’azione penale anche nei confronti di 146 indagati ritenuti appartenenti alla massoneria deviata ” . Un regalo per tutti i diversi poliziotti e carabinieri, accusati da Cordova di impedire le indagini. gli esecutori omicidi , quelli degli eroici investigatori che per tentare di salvare il paese, non avevano esitato a dare la propria la loro vita. Da allora il business del finto smaltimento dei rifiuti prosegue indisturbato. Ad Ugento che intanto si gemella con Arcugnano morirà accoltellato Peppino Basile. Per il sindaco di Ugento Peppino si sarà trattato di una vendetta amorosa. Muore ammazzato per le stesse ragioni il “Sindaco Pescatore” Angelo Vassallo . E la terra si sta tramutando in un letamaio a cielo aperto.

L’INQUINAMENTO ? AD ARCUGNANO è una risorsa ! Preso atto anche per volontà popolare delle stragrande maggioranza dei Veneti, in particolare nella provincia di Vicenza, e ne comprensorio l’aerea Euganeo Berico , Arzignano Albettone, Este, Noventa , Arcugnano (fatta eccezione la resistenza dei sindaci di (Montegaldella, Rosà, Creazzo) che il traffico delle finta fattura di smaltimento colà occultata pur distruggendo l’ecosistema ambientale, in un un modo o nell’ altro permette di sopravvivere a questa gente afflitta da ogni genere di parassiti Le scansioni satellitari cessarono. Nel 2015 in una lunga trattativa tra ecologisti e uomini di Stato Mafia , il prof. Maurizio Tossi Franco Malosso von Rosenfranz, si accordarono ulteriormente a rispettare la cessazione delle scansioni satellitari a patto che fosse risparmiata l’aera culturale ludico sportiva dell’anfiteatro di Arcugnano e dei suo antichi bacini . L’accordo è stato rispettato solo in parte dopo nuovi successivi omicidi di ecologisti e testimoni .

FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ: LE SUE IMPRESE : Nei primi anni 90 , grazie all’interessamento del Gen. Giorgio Bertolaso su seguendo le imprese di Angelo d’Arrigo, Rosenfranz realizzò un canale di sosta  protetto,  dedicato a uccelli migratori tra Arcugnano e Laminka Laki.

Corrispondente di guerra ferito  durante il conflitto bosniaco,   Malosso fu cofinanziatore di  un villaggio di  bambini disadattati fra cui sei tratti da lui in salvo a bordo di un pulmino Volkswagen in situazioni rocambolesche quando, perso il contatto col collega Antonio Russo, blindati rudimentalmente schiena e paraspruzzi di un pulmino, riuscì  a  spezzare l’accerchiamento serbo forzando un posto di blocco sotto  il fuoco delle guardie. Diplomatico Medjashi sotto l’egida UN nel ministero degli Esteri della Rep. di Macedonia , fu l’unico osservatore indipendente  presente durante i bombardamenti NATO dell’ultima estate di guerra Bosniaca. Le memorie di quel periodo sono state da lui in parte trascritte in “Diari Bosnia” edito Pro Loco Arcugnano .

Lontani i tempi in cui Erich von Stroheim scelse Cortina per il suo primo film del 1918 “La leggenda della montagna”, da buon apprendista del ritrattista di Michelangelo Antonioni e dell’Arch. Carlo Scarpa, Floriano Steiner, Franco M. von Rosenfranz , come Marlene Dietrich e la sua madre pianista, poetessa e scrittrice , fu educato al violino dal dirigente della UFA dr. Bechstein, Giuseppe Becce che musicò i loro film. Convinto assertore che il cinema Italiano deve ritrovare le sue origini, Rosenfranz condusse alla prima edizione di Cortina Metraggio la Regista Lina Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich che assieme a Paolo Villaggio, fu Giuria nel Cine Festival tutto Triveneto ideato dalla geniale Maddalena Mayneri. la primadonna ideatrice del Cinefestival Ampezzano presso quel Monte Cristallo dove Leni Riefenstahl debuttò “Das Blaue Licht” surclassando la coetanea “Angelo Azzurro” Marlene Dietrich .

L’EDUCAZIONE DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ   

  

Moneta commemorativa delle spedizioni in Magna Grecia ed Italia di Alessandro I, il Molosso, marito di Cleopatra di Macedonia e zio di Alessandro Magno

Riceve la classica educazione ottocentesca che viene imposta ai discendenti di Alessandro I Molosso Re di Macedonia (Epiro) . Poi collegio Vescovile. Tesi su Strabone. Beneficiando di insegnamenti di prim’ordine attraverso le ricerche del Manlio Canavesi (pseudonimo dell’accademico Mario Attilio Levi docente di  Storia greca) nonché delle ricerche di di Giuseppe Pugliese critico musicale del “Gazzetino di Venezia”, capo ufficio stampa del Teatro La Fenice, anche autore di saggi e monografie musicali su Richard Wagner. Prima sua insegnante di musica fu la madre, pianista e scrittrice, erede diretta del mecenate della Reale fabbrica dei Rosenfranz- Maltarello . Ma dopo il maestro Armando Burattin (che gli fece dono del violino a sua volta donatogli da un mecenate ufficiale tedesco in stile Wilhelm Hosenfeld  a villa Emo- selvatico dove in seguito anche Rosenfranz sarà maestro concertatore ). Ma fu il vicentino compositore del Cinema Tedesco , il dr. Bechstein, Giuseppe Becce ad aprirmi la via. Grazie a quell’imprinting potei relazionarmi con Luis Trenker , Marlene Dietrich che mi insegnò ad apprezzare Burt Bacharach, con il cine inventore Hans Ertl, con Leni Riefenstahl, regista di “Unterwasser “. Essi mi spianarono la strada verso la California , a Hollyvood (come assistente di composizione per musica da film”)  Il dr. Bechstein alla morte lo nominò suo “Man Kultur Nachfolger“.

1copertina
Vicenza,Il teatro privato Anti Donà nel Vescovado ( Pertinenze di Palazzo Da Porto)

Il vicentino compositore del cinema Tedesco , Giuseppe Becce, dirigente della tedesca UFA , allievo di Ferdinand von Richthofen più di tutti  fu guida a Franco Malosso per le conoscenza relative alla Fabbrica Rosenfranz del bisnonno, costruttoe di Pianoforti e gestore di Sale musicali . Celebre quella di Jacopo Ca’ Bianca , suo mecenate, a Longa di Schiavon e Teatri tra cui quello degli l’Anti Donà , a Vicenza, il Mattarello di Arzignano, l’ Anfiteatro Acquatico Querini – Colonna (fino alla  darsena). 

Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz in una caricatura di Otello De Maria

L’INFANZIA W. . von Braun ? Per lui : Era un un violinista . Lucky Luciano? Un commerciate di Elettrodomestici che attraverso caserme ed aeroporti militari riusciva a fare pervenire l’ultima marca di frigorifero alla mamma. Tito di Jugoslavia ? Era sorta di Diana a, il protettore dei cani che raccoglievo. Durante una concertazione, la anziana tata a servizio dai Piovene ricordandosi di lui lo descrisse come uno strano ed irrequieto tipo di bambino “...Geniale , studioso e riflessivo ma anche amante della solitudine . Era costantemente interessato a riordinare libri, curiosare nei sotterranei ” (quelli dei palazzi di famiglia sotto Palazzo Porto a Vicenza e nelle soffitte di Palazzo Giustinian -Maltarello. Lui replica : “ Non sono strano Sono semplicemente  vittima di un difetto  di fabbricazione  sfuggito al controllo qualità”.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pianoforte-ammezzato-1.png
Negli 8 teatri gestiti dai fratelli Maltarello nel territorio del Lombardo-Veneto Austriaco va ricordato il teatro del Vescovado che si trovava in un ammezzato di palazzo Anti Donà allora connesso ai sotterranei dell’adiacente palazzo Porto . Spettacoli acquatici avvenivano così nelle cantine che collegavano via san Francesco vecchio e Palazzo Porto. L’isola su cui siede oggi la proprietà del Nobile Cianciulli-Sesso.

Franco scapperà più volte dalle famiglie di alti ufficiali e sottufficiali  dove era affidato per le vacanze di Natale e le altre festività […“insopportabili famiglie del Molino Bianco“ da L’UOMO K-626 ” di Lago F. ndr]. Per un ragazzino  dai genitori perennemente latitanti, formare un gruppo di concertazione musicale nella taverna di casa è importante. Fugge sempre con l’obiettivo di fare qualche lavoretto per raggranellare soldi che servono a comprare gli strumenti ai suoi concertatori di quartiere più poveri. Continua la tata nel ricordarlo: Quando tutti  erano in festa, di fatto, a Natale e a Pasqua, lui privo di presenza famigliare, si dedicava anche alla consegna dei  fiori. Fino a un mazzo di fiori … destinato  alla ragazzina del cuore, ricorda divertito intervistato dal presentatore A. Gagliardi. Ma erano fiori inviati da un altro pretendente .  Fra le memorie su cui amava frugare nelle soffitte dei palazzi di famiglia amava riordinare anche le partiture eseguite dallo zio Luigi Maltarello jr.  con Giuseppe Verdi anche se suoi compositori preferiti sono Chopin, Franz Liszt. Il prediletto : Richard Wagner.          

.

Franco von Rosenfranz al pianoforte

La madre irrequieta e capricciosa era spesso assente. Così non crebbe mai in una vera e propria famiglia. Lo iscrissero in diversi collegi dove potesse studiare contemporaneamente materie di indirizzi completamente diversi fra loro. Studiò a Firenze e a Bergamo e anche al Vescovile di Bassano del Grappa con Don Albino Bizzotto, infine alla UCLA University. Maggiorenne scelse a modello da solo il suo maestro di vita nell’ etologo austriaco Conrad Lorenz.

il collegio Vescovile Graziani a Bassano
SGA  
(Scuola di Guerra Aerea) Firenze  dove fu riavviato allo  studio della letteratura e
della  filosofia  sotto la guida delle documentarista archivista Giuliana Barlondi
In via  dello Statuto 21 – Bergamo (BG)

Il prof. Becce, figura carismatica e sicuramente di ispirazione per Franco, prima che a lui aveva insegnato a Marlene Dietrich , in quell’epoca seguita nelle sue tourné da un giovane allora meno noto: Burt Bacharach  a Hollywood  e negli States. Fin da ragazzo affascinato dalla musica di Richard Wagner, di cui Becce fu primo interprete, a Bergamo, durante i brevi permessi, il giovane Franco si appassiona a seguire ed immedesimarsi nelle peregrinazioni del grande compositore . Visitò così la casa e fece a tempo a intervistare il contesto ancora riferibile, le testimonianze degli anziani locali della consorte Cosima Listz. Comasca nativa di Bellagio come la seconda sua nuova terza madre putativa. Lo stile musicale di Franco sarà  influenzato  dalle icone musicali introdotte dal Arthur Fiedler attraverso il padre  e il virtuosismo di Sergiu Celibidache. Rosenfranz ha le braccia più lunghe e fuori dalla norma  che io abbia mai visto, riferiva l’anestesista ospedaliera padovana [ndr]. Grazie alla formazione del dr. Bechstein, Becce, Franco reciterà debuttando giovanissimo nella direzione d’orchestra; tuttavia da sontuoso autocrate, bizzarro ed irascibile i suoi modi ritenuti forse troppo spavaldi ed inadeguati (appassionava i suoi animali alla musica conducendoli in concerto)  non furono ben visti dalla critica di allora.   

La UCLA University –  Università delle California Los Angeles.  STATI UNITI

LA FORMAZIONE – Dotato di  orecchio musicale assoluto, di straordinaria conoscenza culturale e di propensione letteraria derivatagli dall’ accademico Olimpico delle lingua tedesca prof. Mario Andreis, il suo stile risente dell’ammirazione per il conte poeta Guido Piovene, ex giornalista corrispondente in Germania dell’Ambrosiano di Arnaldo Mussolini. Il conte fu coraggiosa penna firmataria contro la Mafia per ottenere la grazia a Danilo Dolci , Gandhi italiano della Sicilia, acerrimo nemico delle stessa. Il memorialista era amico del nonno materno, titolare della Rosenfranz-Maltarello Pianoforti a Dresden, Vienna, Venezia, e Vicenza delle cui tre Fabbriche Reali, a Vicenza dove dopo il passaggio dall’ Impero Asburgico, fu presidente il poeta e scrittore  Antonio Fogazzaro  poi avvicendato dal tenore di Toscanini,  Aureliano Pertile. Piovene in più di una occasione rimproverò diplomaticamente il padre di Franco per la rigida impostazione educativa che rischiava di tarparne la talentuosa indole artistica a vantaggio di formazione military brat.

– Guido Piovene
L’arresto di Danilo Dolci

IL TRAGICO DESTINO ITALIANO -INCOMBE IL RAPIMENTO Una scelta che per il padre fu tuttavia obbligata in quanto il nome del figliolo fu inserito nelle liste dei ragazzi (oltre 800) da rapire assieme al figlioletto di Sergiu Celibidache . Della stessa Arma di appartenenza del padre c’era un tenete colonnello responsabile dei servizi segreti del Vaticani, tale Col. Am. Walter Balzanella che aveva molte cose da rivelare in proposito . E li non spariva solo della povera Emanuela Orlandi rapita dalla Banda della Magliana su richiesta del Presidente Vaticano del Papa , IOR, e “giustiziata” in quanto “merce di scambio nelle trattative di restituzione del denaro investito dalla banda nelle casse dello IOR. Non ci sono solo i rapimenti con l’uccisione del collega responsabile degli Elicotteri Augusta Cap. Leone Concato. Scomparsi o uccisi come Adriano Olivetti, così come quelli di tutti i vertici dell ENI (AGIP) con in testa il loro presidente Enrico Mattei e il suo pilota ex collega di Malosso Imerio Bertuzzi . C’è poi il padre del direttore del Giornale di Vicenza, l’ing. Paolo Bacialli , sempre dell’ENI. A quell’epoca, Sopratutto in Italia quando rampolli di buona famiglia imparentati con note aziende diventavano tra i bersagli preferiti dei malviventi che sanno di poter far leva su cospicui patrimoni da estorcere con i rapimenti dei propri congiunti poi investiti in traffico di stupefacenti . Uccisi per morte violenta i Marchesi Casati Stampa, per finanziare nel loro terreno la nascente costruzione di Milano 2 con un sofisticato sistema di riciclaggio di denaro, sparivano per divenire ostaggi . Eè il caso dei vicini Marco Isoli e in seguito quello di Carlo Celadon. Anche pagando i riscatti e dopo minacce terribili, davvero indelebili per i familiari che dovevano rapportarsi con i rapitori a gestire i ricatti, non sempre i ragazzi tornavano a casa. Una minaccia impossibile da rivelare giacché qualsiasi genitore di un qualsiasi compagno d banco lo avrebbe isolato . Per proteggerlo da un rapimento incombente a scopo di riscatto  i padre lo prese con se sotterrandolo letteralmente nelle sua basi segrete da lui comandate . Qui Franco crebbe come uno studente modello  Military brat fra i missili-intercettori a testata nucleare occultati nel sottosuolo di quelle basi segrete del Nord Est Italiano e Sud Tirolese. Per quanto tempo ? Fin tanto che l‘intelligence bussò alla sua porta . Franco da quel momento ebbe il merito di aver attivamente contribuito alla cessazione del fenomeno rapimenti partecipandolo tecnologicamente. Tuttavia, nella successiva rappresaglia fu il suo figlioletto ad esserlo. Sopravvissuto a numerosi attentati  e tentativi di sabotaggio ebbe la vita profondamente segnata dalla scomparsa del suo figlioletto. Sparito. ( incredibilmente cancellato anche dal certificato anagrafico di nascita e Stato di Famiglia ). Questo è quello che può accadere a chi si oppone al saccheggio dell’Italia.

L’ AMBIENTE DI CRESCITA DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ BATTEZZATO FRA I BOTTI La madre ben consapevole del contesto politico italiano che pretendeva pesanti tangenti per le forniture di guard rail dalla branch aziendale delle famiglia,(fornitrice dei guard rail anche nella Salerno Reggio Calabria) propendeva per specializzarlo in uno di questi stabilimenti di fonderia solamente per poi indirizzarlo a migrare in Krupp. Era il tempo che serviva finanziare MILANO 2 con il denaro dei ragazzini sequestrati. Il nome del giovanissimo Franco fu poi trovato trovato nella lista dei ragazzi da rapire assieme a quella in cui compariva il figlioletto del Maestro Celibidache. Ma Franco con la separazione dei genitori rimase così in italia. A Celibidache bruciarono casa e il pianoforte . Il Maestro fece appena in tempo a mettersi in salvo ma il padregenerale pilota di S.A. – NATO, malgrado il pericolo, decise di tenere Franco con se in Italia. Così per proteggerlo dal rischio rapimento, Franco fu spesso collocato presso famiglie di alti ufficiali e sottufficiali da cui fu sottoposto  ad intensivi addestramenti paramilitari  e di sopravvivenza in Sardegna sovvertendo così le attitudini musicali del ragazzo.

I GRAVI ELEMENTI DETERMINANTI la sua infanzia  che fu caratterizzata dal rapimento del collega del padre, il Cap. Pilota Leone Concato, del padre del Caporedattore del Giornale di Vicenza Paolo Bacialli. Una crescita irrequieta e spesso “blindata” nel Tirolo italiano “battezzato” dalle deflagrazioni che la disinformazione dell’epoca depistava su Alois Amplaz e Georg Klotz. In seguito saranno i vicini di casa a udire deflagrazioni assistendo al lancio del suoi razzi. Ricorda con ironia l’educatrice che per essere notato dal padre, che comandava le basi sotterranee colme di missili nucleari, il piccolo Franco oltre a togliere le marmitte ai motorini dei ragazzini di quartiere facendo perdere il sonno ai vicini si era specializzato a fabbricarsi razzi utilizzando i fusti residui dell’olio d’oliva e impiegando carburo come propulsore. Quindi accomodando a bordo della capsula dei pollastrelli nani, lanciava il razzo in orbita. Una volta che il razzo terminava la sua discesa la stadio ospitante si apriva e il volatile scendeva a terra planando dolcemente con le ali. Per i vicini gli esperimenti del ragazzino erano un vero incubo. Una volta la capsula finì nel terrazzo di un vicino, un altro colonnello dell’Aeronautica in pensione e il piccolo Franco rientrò in collegio . In seguito, sviluppato l’orecchio musicale assoluto, Rosenfranz detesterà definitivamente ogni forma di chiasso.

MALOSSO: SPARATE A VISTA! Il Gen. Ettore Malosso, uomo aperto ma che tuttavia, data l’esperienza, acquisita nelle Guerra Fredda e responsabilità di frontiera, insegnerà al figlio a non fidarsi mai di nessuno e a sospettare di tutti. Che essi siano sabotatori sovietici, o Jugoslavi, spie o uomini dei servizi segreti Italiani al servizio di un ancora giovane Steve Pieczeniko, successivamente “ travestiti” da neo-brigatisti rossi, nelle basi dove lui fra l’altro nelle pause scolastiche il generale lo nasconde per sottrarlo alla piaga rapimenti, il suo ordine è: “sparare a vista” a chiunque si avvicini.

Wernher von Braun , Erich Apel Hanna Reitsch,  Ferdinando RaffaelliEttore Malosso i velivoli bomba radio pilotati erano tutti figli di una unica identica designata matrice. Finita la denazificazione in Texas, il Barone violoncellista Wernher von Braun progettava sia l’allunaggio che come far fronte a una imminente annunciata invasione russa; Missili nucleari erano stati posti razzi nucleari a difesa del Nord Est Italiano. A Calvarina c’erano missili nucleari Nike- Hercules.

r/OldSchoolCool - Sharon Tate had a successful modeling career before she got her first acting break. She rode on a missile for the cover of Stars and Stripes in 1960
Sharon Tate su un NIke Herculess

Questi missili possedevano una capacità distruttiva venti volte superiore a quella impiegata a Hiroscima. Il Gen. Ettore Malosso, è un uomo dai nervi saldi. Vicino a a se c’è un altro più giovane tenete colonnello: Paul Tate ( papà di SharonTate) . Il gen. Ettore Malosso, padre di Franco, rientrato dagli Stati Uniti, al comando del nuovo padrone americano, diviene l’uomo che poteva togliere le sicure calando il dito sul bottone. Insomma è l’uomo che può replicare o eseguire l’ordine di scatenare una guerra nucleare.

Intanto Franco,attratto dall’ etere oltre che dalla musica, forse per attirare le attenzioni del padre, si specializzò in progetti di telecomunicazione satellitari e in seguito, giovanissimo, indagò riservatamente per conto di quel collega del padre il ten. col.Paul Tate, (genitore dSharon Tate moglie del regista Roman Polanski).

A Los Angeles mentre studiava perfezionamento di applicazioni biometriche applicata a monitoraggio satellitare fu interpellato per contribuire alla liberazione di Carlo Celadon. Franco Malosso Maltarello fu solidale. Non esitò allora a saltare su un tram chiamato “collaborazione” in Intelligence. La sua missione ebbe successo. Dopo la liberazione di Celadon i sequestri cessarono (800 denunciati su 4.000). Come spesso accade per certi eroi silenziosi, il suo contributo sarebbe rimasto coperto se mai nel 2016 fosse venuta alla luce dei riflettori l’ ESTORSIONE sull’ANFITEATRO BERICO  contestuale alla scoperta del dossier saggio in Banca Nuova di Bernardi Mattarella  ecc. Con questa grave perdita di segretezza la sua ufficiale collaborazione è venuta alla luce.

Con il denaro dei sequestri, la Cupola mafiosa inseriva propri candidati nelle istituzioni politiche Italiane corrompendo Forze dell’ Ordine e Magistratura, finanziando MILANO 2.

SEQUESTRI DI PERSONA ITALIANI PER FINANZIARE EDILIZIA A “MILANO 2”. Correvano gli anni delle strage di Cielo Drive seguita un anno dopo da quella familiare del marchese Casati Stampa dalla cui villa di Arcore, poi del cav. Silvio Berlusconi, si stabilisce Vittorio Mangano mentre nei terreni adiacenti nasce Milano 2. Sui terreni facenti parte delle proprietà il progetto ormai c’è .Non ci sono ancora i soldi per finanziarlo? Niente paura! I mio nome era in una lista di ragazzi rapire con descrizione di genitori e parenti in grado di pagare .

Giardini del Qurinale . Con colleghi, l’expertize Maurizio Quartieri Perito per il Tribinale di Bologna per delle Opere trovate in casa a Marcello dell’Utri, Anfiteatro Berico, della Eredità Arturo Toscanini. Piovene , (quarto da sin), Franco Malosso von Rosenfranz (terzo da dx) con Tito Lucrezio Rizzo Cons. titolare Organo Centrale Sicurezza Presidenza della Repubblica Italiana(secondo da dx)

LO SCONTRO CON LE ECOMAFIE IN ANFITEATRO DI ARCUGNANO (VI) Come Giorgio Moroder o il figlio del docente vicentino delle Cattedra di filosofia, il padre del microchip Federico Faggin, il prof. Rosenfranz potrebbe rimanere negli Stai Uniti , comunque all’estero a godersi i suoi successi, lontani dal Triveneto. Limitarsi a procacciare investitori che da lì risollevino beni storici del Bel Paese.

Una vita la sua fatta di grandi imprese che lui con diplomatica nonchalance ha sempre tentato di mostrare piccole.

IL RICHIAMO DINASTICO CON ARCUGNANO DOVE LA LA CULTURA ITALIANA, MUTILATA, CHIEDE AIUTO Invece rispondendo all’appello di diciassette famiglie, rientra nuovamente in Italia, paese sceso ormai al quartultimo posto in tema di difesa dei diritti umani. Educato nel rispetto della Patria e della antica civiltà, di discendenza ben felice di essere stato scelto, riportò con sé un soffio della grande civiltà ellenica.per difendere il paesaggio dell’anfiteatro di Arcugnano o meglio per cacciarsi in una sorta di campo minato. Il luogo da preservare ha limitrofe due basi militari alleate che lui conosce molto bene fin da quando era ragazzino.

NEI PIANI: L’ANFITEATRO DI ARCUGNANO DOVREBBE RIMANERE UNA DISCARICA BEN OCCULTATA. Sulla sommità, distrutto il suo palco imperiale, fondamenta per ville abusive figlie di interessi privati che ne impediscono la vista, venne distrutto e ridotto l’ambiente originario . Sono passati oltre 20 anni dal rogo doloso dell’archivio storico sorelle Mioni-Papadopoli Wollemborg di cui Rosenfranz era curatore. Al suo rientro verrà riconfermato Conservatore da tutti i proprietari che nel frattempo vi si sono avvicendati. Si tratta di 17 famiglie firmatarie.

BERSAGLIO PRINCIPALE NELLA LUNGA ESTORSIONE SULL’ANFITEATRO . LUNGA VICENDA FATTA DI TANTI INUTILI ESPOSTI Intervistato da Amedeo Gagliardi : Senza proteggere ciò che scorgo essere indifeso sarei un uomo senza sogni e non so vivere nell’altro modo . L’Italia pare detenga il record di 10.000 denunce praticamente inevase. Nelle discarica che dovrebbe essere mantenuta occultata dentro l’anfiteatro di Arcugnano Rosenfranz constata la TOTALE INERZIA DEL TRIBUNALE VICENTINO e l’assenza di alcuni vertici locali che malgrado si dimostrino interessate agli scempi non si costituisco affatto Parte civile . Fra loro : Legambiente, Italia Nostra ecc. in qualità di membro per club, circoli ed associazioni internazionali a favore dell’ ambiente tra cui UNESCO, espone più volte la sistematica distruzione delle barriere architettoniche dell’anfiteatro con i blocchi delle terrazze, il loro saccheggio archeologico iniziato nel 2002 ed invano denunciato alla segreteria del Ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan. L’ ex possedimento Querini -Colonna- Grimani -Grimaldi- Marzotto -Dalle Ore e Inglesi , cioè l’anfiteatro Berico, alla pari dei dintorni di Villa Adriana viene ridotto così a discarica, dove la ricca italiana mafia Comunale si disfa dei suoi rifiuti arricchendosi dal fittizio onere di smaltimento incassato dai cittadini. Philippe Daverio , amico di Emanuela Pertile ,nipote di Aureliano e amica del Conservatore Rosenfranz, intercede preoccupata per la situazione. Daverio critica i siciliani . Ad Arcugnano lo scempio che taglia in 2 il Teatro . L’opera è di u clan di siciliani che lui in occasione di una premiazione, criticherà aspramente. Dopo un anno, preceduto da Emanuela che nel frattempo si vede archiviarsi dal Tribunale Veneto i beni del nonno rubai finiti nei mercatini , anche il critico muore. Intanto Franco von Rosenfranz rientra in italia sfuggendo subito a un nuovo attentato . Vuole ancora occuparsi occuparsi delle operazioni di ripulitura delle terrazze. Il tempo è avaro così nel 2015 lascia la direzione della FPW Philarmonie Wien Franco von Rosenfranz fans club [ Genehmigung: Orchester Friedens Philharmonie Wien.] e l’ Orchestra des Petis États d’Europe del Principato di Monaco investendo qui la sua liquidazione assieme ai contributi di finanziatori, sponsor e volontari.

ADR sul perché sacrificarsi spendendosi per una simile causa, al giornalista Paolo Usinaia (TGWEB) che lo intervista dichiara determinato:

Abbandonare, tradendo così speranze di chi ha già dato la vita rinunciando alla serenità, verso chi mi ha sostenuto ed incoraggiato per fare risorgere questo teatro dell’opera, avrebbe fatto di me un uomo senza sogni. E io non so vivere nell’altro modo. Per cui vivo o muoio con la mia Impresa .

LE RAPPRESAGLIE – ATTENTATO DAL 1997 – OMONOMIA GIUDIZIALE . VIZIATO PERFINO IL PROCESSO D’APPELLO DURANTE L’UDIENZA FILTRO Su lui si destinerà ogni tipo di rappresaglia. Fra l’altro è sotto la sua egida che al posto dei maggiori partiti politici si dà spazio a esporre in teatro le ragioni del popolo veneto. L’ambientalista ostacolato con ogni espediente e vittima di continue SOSTITUZIONI DI PERSONA ad opera di collaboratori di Giustizia diverrà vittima di decine e decine di lettere che recano la sua firma apocrifa inviate ad autorità. L’autrice viene identificata da polizia straniera che no ha competenza fra Giudici Veneti . Così le inchieste vengono archiviate o ignorate.

Il PM Valmassoi prende per buona una manifesta volontà di “Rinuncia all’appello” attribuita al Malosso. E’ una “rinuncia” farlocca. Ma lo stesso PM pur respingendone la presunta volontà di rinunciare all’appello del documento utilizzato, vizia pesantemente il giudizio di appello introducendo il Malosso così come INCOERENTE ai giudici in camera di Consiglio Presieduto del Trib. di Venezia, Elisa Mariani nella Corte d’Appello di Venezia diretta da Ines Marini. Peccato che il vero Malosso non abbia mai “rinunciato ” all’appello.

POSSONO I MEMBRI DI UNA CORTE D’APPELLO NON INTERROGARSI SULLA PRESENTAZIONE DI SIMILI FANDONIE INTENZIONALI ATTRIBUITE A FRANCO MALOSSO ATTE A VIZIARE UN PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO ? Sembra di si. E senza fare quelle giuste prudenti verifiche certi espedienti atti a screditare, richiamano a un clamoroso sagace raggiro non certo architettato da menti comuni che permise il rilascio del Torturatore argentino col. Olivera difeso dall’avvocato di Licio Gelli Augusto Sinagra?

L’ULTIMA TROVATA “LEGALE” CONTRO L’AMBIENTALISTA VENEZIANO Nel merito “lui” cioè Franco Malosso rivolgendosi indirettamente ai togati in attesa di giudicarlo avrebbe manifestato loro, seppure indirettamente, di volere rinunciare all’appello dopo un processo dove il GIP del Tribunale di Vicenza, per incriminarlo si è servito della deposizione di un ESTORSORE SERIALE SPACCIATOSI PER MURATORE, PREGIUDICATI E PLURIDENUNCIATI ISTITUZIONALI , quali persone di contatto fra Procura e Comune .

“In Italia, in passato per intentare altri passati procedimenti e processi per reati a me estranei, hanno utilizzato omonomia giudiziale , lettere falsamente attribuite a me, pluripregiudicati, che manco conoscevo e fortunatamente smentiti dai loro compagni”

Appare evidente che la banda mafiosa dispone di redattori compiacenti. L’estorsione con la concretizzazione di pesantissime minacce riferite a smbramento di corpi, lupara bianca ecc procede indisturbata anche davanti agli occhi dei Magistrati di Appello che vanta “propri” ? Le “coincidenze” continuano? E’ una distrazione che i magistrati non hanno segnalato ? Replica, l’ambientalista: Questi accadimenti sono un copione collaudato. La Magistrata che lo deve giudicare è l'”archiviatrice” del caso Crack Banca Popolare Vicentina dr. Gianni Zonin, ELISA MARIANI La replica di Franco Malosso von Rosenfranz.

IL RICORSO DI MALOSSO IN CORTE D’APPELLO . IL RUOLO DELE MAGISTRATE INES MARINI E ELISA MARIANI Presso la direzione delle Corte D’appello di Venezia retta dalle due magistrate si trovano giacenti con imputati in scarcerazione per prescrizione , processi molto importanti mentre il fascicolo del Malosso avrebbe scavalcato questi ricorsi ritenuti decisamente prioritari .

Ritornando alla lunga estorsione Anfiteatro Berico, l’ambientalista fu vittima di un “tardivo ” tentativo di sequestro in località Longare (VI) . Appena uscito da Palazzo Rosso, proprietà delle sorelle latifondiste Mioni per cui è archivista, venne avvisato via satelliti intelligenti circa il tallonamento operato dietro di lui dai malviventi. La scorta che doveva proteggerlo era intrappolata nell’intenso traffico. Ne seguì un rocambolesco inseguimento . Malosso  speronò  una  delle auto inseguitrici e avendo la meglio uscì indenne dal conflitto a fuoco con i malviventi. Alla fine non riuscendo a colpirlo gli faranno sparire il figlioletto.

LE MINACCE ALLO STAFF DURANTE L’ESTORSIONE DI 5 MILIONO DI EURO, LA DIFFAMAZIONE CON L’AIUTO DI FIANCHEGGIATORI FUNZIONALI per impadronirsi dell’Area in Anfiteatro di Arcugnano. La prima cosa che fa una associazione di stampo mafioso è garantirsi l’immunità dalla magistratura competente. Dopo l’ incendio doloso dell’archivio delle sorelle Mioni, mirato a assicurarsi edificabilità e gli scarichi abusivi in aree paesaggisticamente protette facendo distruggere, fare sparire testi documenti antichissimi dei Querini, dei Colonna, rilievi di Galileo Galilei in esilio a Longare-Lumignano – Arcugnano sull’anfiteatro di Arcugnano, nel 2016, gli estorsori istituzionali dotatisi di “pseudo-giornalisti” in qualità di fiancheggiatori, funzionali. calunniano l’impresa mentre il resto delle banda col pretesto di paventare protezione istituzionale o viceversa minacce di fare verificare i finanziatori del recupero al ventennale classificatore dell’anfiteatro dei Querini-Colonna in Arcugnano, il prof. Maurizio Tosi, l’organizzazione Italiana offrì un accordo di comoda complicità incaricandolo di raccogliere e dividere la tangente privata. A versarlo dovevano esserne i “facoltosi” finanziatori della sua manutenzione. A stabilire le tranche deve essere un commercialista del cav. Gianni Zonin . Ci corrà un anno di indagini ma alla fine i Conservatore accerta che era un comodo depistaggio ordito dalla eruditissima banda.

MAFIA VICENTINA CHE UCCIDE SILENZIOSAMENTE Un recupero che andava a scapito della loro discarica occultata la cui parte di competenza era stata bonificata a spese degli associati tra cui la stilista padovana Gabriella Contessa Bovio ecc. A questo punto gli avvertimenti scatenarono una serie di omicidi “mascherati”.

UNA ESTORSIONE DA 5 MILIONI SUI 120 PER INSERIMENTO DELL’ ANFITEATRO NELLA VIA DELLA SETA Nell’accordo, Tosi e Malosso dovevano prestarsi a raggirare i finanziatori del recupero del teatro rastrellando 5 milioni di euro. La tangente fu calcolata sui 120 milioni erogabili che lo avrebbero incluso nel progetto della nuova via della seta . La consulenza fu del prof. Sebastiano Tusa che morì nel volo Ethiopia. Il professor Tosi venne intimidito anche per iscritto ma non accettò ed anzi offeso da questa richiesta ingiustificata, giacché l’intera operazione di recupero delle gradinate del teatro era stata annunciata a donazione alla cittadinanza a titolo volontario grazie proprio al contributo di privati felici di vedere rinasce l’antica struttura. Egli decise allora di spendersi in una conferenza stampa e rendere pubblici i particolari dell’estorsione. Nel corso della conferenza non gli fu possibile terminare a causa di risate e disturbo in un’aula gremita e dove solo un giornalista venne in un clima gelido mentre fiancheggiatori furono istruiti per denigrare e coprire i veri motivi del disagio.

TANGENTE NON VERSATA PER ANFITEATRO: SCATTANO RAPPRESAGLIA E PROVOCAZIONI Rifiutata l’offerta di protezione ovvero il pagamento di cinque milioni di tangente, la banda che vanta protezioni innominabili in Magistratura si attiva ingaggiando i suoi peggiori scagnozzi contro il classificatore dell’anfiteatro dei Veneti Antichi Maurizio Tosi, che non riuscì ad arrivare vivo al processo. Falciato dalle fucilate cadde solitario anche l’informatore ecologista Mauro Pretto.

ESTORSIONE COPERTA DA UN PROCESSO FARSA “PER PRESUNTI ABUSI “EDILIZI” CHE NON SARANNO MAI ACCERTATI Un abile clamore mediatico, maldestramente orchestrato su incarico di pseudo giornalisti, in realtà fiancheggiatori funzionali dell’organizzazone mafiosa si occupò di deviare sulla parte recuperata dell’ Anfiteatro a terrazze, i reali abusi edilizi delle 11 ville  abusive che occupano le terrazze del parco Montanari ed occultando la veduta paesaggistica sullo storico Anfiteatro sopra il lago più antico del nord Italia,

ESTORSIONE ULTIMO ATTO: SFREGIO FINALE – SEGNALE CHIARO A CHIUNQUE SI OPPONGA ALLA MAFIA . IL CONSERVATORE CONDANNATO PROPRIO NEL GIORNO SIMBOLICO DEI DIRITTI COSTITUZIONALI DI ELEMENTARE DIFESA (NEGATIGLI)

Il giorno Giovedì 10 dicembre 2020, giornata dell’Anniversario della dichiarazione europea dei Diritti Umani, al posto dei due sindaci  e di un magistrato colpevoli degli abusi, continua l’ opera di depistaggio sul Conservatore Franco von Rosenfranz che viene condannato senza ammissione di prove per abuso edilizio e contraffazione. Il suo processo sembra un calvario simile copia a quello del degradato Ufficiale Alfred Dreyfus.

Ripresa fino all’ OASI di BORGO CASALE da una delle torri dell’anfiteatro di Arcugnano

PROVE E PERIZIE NON AMMESSE DAL TRIBUNALE ITALIANO Processato e condannato per abusi di altri, il Tribunale non gli ammette nel diritto di difesa nè le perizie, nè le prove. Insomma per difendersi degnamente egli dovrebbe essere costretto a reagire a quelle che sempre di più appare una paradossale provocazione . La figura e l’opera del Conservatore offeso e perfino ridicolizzato, dipinto falsamente come se fosse lui l’abusivista dalla banda di malviventi istituzionali, polarizzano l’opinione pubblica: mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarietà, in Italia e all’estero.

DENUNCIATO PER SPIONAGGIO Già vittima di un precedente tentativo di incriminazione (a cui risultò completamente estraneo), diffuso come alto tradimento per spionaggio militare nel bacino dell’anfiteatro della Fontega di Arcugnano (nelle basi US entrava fin da ragazzino con Paul Tate) salito alla ribalta per l’aiuto dato al gruppo NO DAL MOLIN, egli non può neppure avvalersi della facoltà di rispondere, pena lo scioglimento del vincolo di segretezza.

Si celebra giusto in questo periodo il processo ma con rito abbreviato per RIVELAZIONE DI SEGRETO DI STATO ai due giornalisti del Sole 24 ore e Verità. Un reato che prevede fino a 20 anni di carcere . Questo è ciò che rischiano i colleghi Nicola Borzi e Francesco Bonazzi a fronte del rischio di incorrere in una pena di 25 anni di carcere.

IL SEGRETO DI STATO. DOVE? La sommità dell’Anfiteatro è legata a fatti ancora coperti dal Segreto di Stato relativi alla strage del Gen. Dalla Chiesa e del Magistrato Paolo Borsellino. Inoltre fra le ville costruite abusivamente, in odore di Mafia con il premio pagato per la strage ai killer di via D’Amelio, appare anche quella di un magistrato edificata sulla distruzione del un pozzo secolare permanente dell’anfiteatro posto sotto inchiesta dai magistrati del Presidente del Tribunale Antonio Cappelleri.

LE PROVOCAZIONI

Ci sono provocazioni a cui è obiettivamente molto difficile evitare di replicare. Tuttavia a volte è meglio sapersi tenere un buon paziente silenzio . Dicono di lui: Con la vicenda legata all’anfiteatro, per molti, l’ennesimo tentativo di chiudere la bocca dell cultura lo ha messo a dura prova: Questa volta dovrà abbandonare quel suo sarcasmo, quel dover vivere sapendo stare in mezzo alle cose e pur mantenendosene sempre al di fuori. Insomma prendere posizione . Invece lui che difendersi da se, come sa benissimo fare, solo, unico imputato a un processo dove il prof. Maurizi Tosi è deceduto, sceglie di obbedire attenendosi al vincolo di segretezza . Per me parleranno le prove . Cioè le perizie . Completamente assenti nell’accusa. Ma gli va amale . Siamo in Italia. I giudici non glie le ammettono.

Dalle insinuazioni di essere lui l’abusivista e non gli autori delle ville abusivamente edificate in Anfiteatro, alla falsificazioni di Google Map uscite dal Comune di Arcugnano ed utilizzate per mostrare lui alla gente come l’ abusivista .E davanti a questa ingiustizia i giudici non vedono il complotto ? Come può difendersi degnamente il Conservatore in una simile situazione ?

SFREGIO CASUALE ? Circa tre anni di Carcere. Ma ecco che la sua condanna equivale a screditare completamente la reputazione di tutti i sommi memorialisti vicentini con gravissimo danno di immagine alla città del Palladio. La sua colpa? Aver riferito quanto essi riportavano circa l’esistenza dello stesso. Abbiamo assistito al caso Palamara . In Sardegna nel 2021 al Magistrato che emette nel giro di pochissimo una sentenza inspiegabilmente opposta e sicuramente anticostituzionale. Qui da una vicenda in cui tutti scapperebbero se non lo staff del dr. Gratteri, siamo solo all’ inizio di un regolamento di conti dove il Conservatore opportunamente provocato doveva fare da apripista. E’ casuale che il giorno della sua condanna è quello delle giornata contro le mafie ? Sa di sfregio.

L’ANFITEATRO BERICO NEL CINEMA . ATTESA PER UN FILM SULLA VICENDA con Rosenfranz protagonista principale .

Area privata , da quando è stato parzialmente aperto alla pubblica cittadinanza il Castello di Giulietta e l’Anfiteatro Berico è cornice attiva di 3 realizzazioni in coproduzioni cinematografiche. E’ inoltre prevista la ripresa di un film sulla calvario giudiziario inerente alla lunga persecuzione subita. Le riprese iniziate nel 2015 sotto l’egida del prof. Maurizio Tosi riprenderanno presumibilmente al termine dell’emergenza corona virus in territorio elvetico anche se per ora il Conservatore, che potrebbe essere attore principale del film, non ha firmato il contratto per la continuazione del girato.

Rosenfranz è il protagonista   del  Teatro dei sogni, (ISBM 9788834603406 ed: la nave diTeseo –  Margherita Sgarbi)

Il teatro dei sogni copertina

romanzo  denuncia  satirica   di Andrea De Carlo (dove il Conservatore appare  filtrato dalla personalità del marchese Guiscardo Guidarini) .

I 5.000 anno di storia del Santuario dei Veneti antichi nell’Anfiteatro acquatico Querini- principi Colonna – Grimani, gen Grimaldi, Dalle Ore Marzotto si trovano nelle edizioni 2017 ( del prof, Maurizio Tosi) – 2019 – 2022 del Gianicolo Veneto di Arcugnano

Parte delle citazioni qui presenti sono tratte dal libro “Il Gianicolo Veneto di Arcugnano” scritto dal conservatore Franco von Rosenfranz (ISBN 9791220027670)

Letteratura circa la VERA storia di Giulietta, ispirata nel soggiorno di Luigi Da Porto presso il castello delle cugina proprietà eredi e nelle descrizione del Cavaliere Templare primo amante della tredicenne si trovano nel libro. Il doppio Enigma

Parte delle scene del film VERA STORIA DI DUE AMANTI INFELICI sono state girate nelle VERA casa di Giulietta dentro il suo Castello di Villa di Arcugnano Anfiteatro Capoluogo .

Film – Vera storia di due amanti infelici
Altre pubblicazioni edite dal Consorzio di Promozione Turistica delle Provincia di Vicenza
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è mururoa-1024x576.png

Franco Malosso von Rosenfranz  è  anche il misterioso  “Uomo K-626del biografista Lago Franco. Lo scrittore ne  ha per la  prima volta  fedelmente ritratto tutto il suo  prezioso operato  svolto  all’ombra dell’intelligence militare.  Il testo  sarà  presentato   in tutta  Italia   solo alla declassificazione di atti allo scadere dei 30 anni coperti dal Segreto di Stato .

Il libro : La 19a scorta rivela la vera storia di Franco Malosso von Rosenfranz scritto dal guardia spalle Salvatore Carubba . All’interno una prefazione intitolata ai due Generali dell’aeronautica Militare Ettore Malosso e Giorgio Bertolaso e descrizioni doi 20 anni di scorta anche dentro il territorio dell’Anfiteatro Berico .

NELLA DISCOGRAFIA : nel 2019 , sotto l’egida di Franco von Rosenfranz, grazie all’ eccezionale surround acustico il tenore Dario Dionisos Magnabosco vi ha inciso il successo musicale  “Ancora quel momento”. primo singolo di Dario “Dionisos” Magnabosco. Un omaggio alla diffusione radiofonica.

MetroMusic #1147 ANCORA QUEL MOMENTO - DARIO "DIONISOS" MAGNABOSCO
https://www.youtube.com/watch?v=xrIRyA2_vHg
I TECNICI DECISERO DI NON DEMOLIRNE LA LARGA TORRE MERLATA SUPERIORE CHE EMERGE PREPOTENTE A DX SOPRA LA CAVEA

RAPIMENTO CARLO CELADON E LA FINE DEI SEQUESTRI DI PERSONA Franco Malosso von Rosenfran , I cinefili in questa operazione lo accostano spesso alla figura di Peyrol impersonato da Anthony Quinn nel film l’Avventuriero quand’egli accettò di fare l’agente K- 626 ( suo nome in codice) nell’operazione Pirati Barbareschi. OPERAZIONE PIRATI BARBARESCHI Fu un piano dei Servizi Segreti destinato a far cessare la piaga dei sequestri di persona italiani compiuti ai danni perfino di cittadini anglosassoni. Costoro non avevano preso troppo bene questo orientamento politico Italiano che così proprio con l’industria dei rapimenti ed anche con il sequestro di loro connazionali si arricchiva ingrossandosi incontrollatamente . Il clamore dei sequestri di persona alla fine danneggiava anche il traffico di stupefacenti ? Risponde K-626 : Per dirla in 2 parole : Dove per via della finta collaborazione della Magistrata Elvetica Carla dal Ponte, Giovanni Falcone (preceduto da tutti i morti ammazzati Terranova, Costa, Levantino, Dalla Chiesa, Scopelliti ecc. ) arrancava nella disamina de i movimenti bancari riconducibili alla regia, e così nelle fasi di rogatoria ed accertamento per determinare con certezza chi fosse il beneficiario finale Italiano camuffato da tante Holding Svizzere, cioè il destinatario e i gregari a cui confluivano le enormi somme denaro estorte dai rapimenti. Ebbene, diciamo allora che, malgrado il segreto bancario chi possedeva il controllo delle banche, questi movimenti di denaro li potevano sbirciare senza troppe difficoltà, rogatorie ecc. Celebre innesco fu il rapimento di un parente della Lady Di Ferro creduto membro Rothschild , quello terminato con l’amputazione dell’orecchio a Paul Getty , quello di Faruk, e quello Martin , Sabina e Susanne Kronzuckel 

Giovanni Falcone sotto scorta armata a Londra prima di essere assassinato

CARLO CELADON NEI PIANI DEI SERVIZI PIU’ SEGRETI In questa missione. K-626 era il candidato ideale. Cresciuto con il vento del propio rapimento che gli soffiava sulla coppa. Ad Asolo come in Enclave Monegasca tra Grimaldi-Menton coltivato dalla spia e cartografa Inglese Freya Stark , un nome che ricorda Ronald Stark, . K-626 è un military brat e esperto in telecomunicazioni dotato dell’autorevolezza necessaria in materia. Inizialmente il piano d’azione non prevedeva che K-626 fosse infiltrato ma che fosse solo “sporcato giusto il tempo per donare un importante servizio alla Patria” . Ma a un certo punto sembrò non esserci più tempo . Potevano fare a Carlo quello che avevano fatto Giovanni Palombini il cui cadavere congelato, ogni tanto tiravano fuori dal freezer e lo fotografavano con un quotidiano tra le mani. Si insomma… per farlo apparire ancora vivo ottenendo altri soldi per il riscatto. Uno dei sequestratori del Palombini era a Vicenza…

.

La facile “spremitura da rapimenti “, complice chi fra quei membri istituzionali che viceversa dovevano essere preposti a indagare dallo Stato Italiano e che non lo fecero, stava travalicando in Veneto dopo aver oltrepassato da tempo la fascia intorno a Milano.

FALCONE sosteneva : il giro di affari generato dai rapimenti e investito in drogattura delel popolazione era di 300 miliardi di dollari/anno stimato nel 1987 dalle Nazioni Unite . Una cifra che superava di gran lunga il PIL di parecchi Paesi, e che poteva essere utilizzata per COMPRARE INTERE CLASSI DIRIGENTI , CONDIZIONARE I MEDIA , LA TV GLI ORGANI STAMPA stravolgendo il destino futuro di svariate aree del mondo. Con la droga che ne usciva, per ingannare la noia e la solitudine avevano quasi approcciato i responsabili tecnici addetti ai missili nucleari delle basi segrete comandate dal gen. Ettore Malosso .

Il generale che in tempo di guerra era stato trattato col Pervitin, in piena Operazione Bluemon, non sapeva proprio a quale santo rivolgersi .



Il Cadavere del Giudice Terranova ucciso”per aver ficcato il naso sul riciclaggio del denaro ottenuto dei sequestri di persona “. Il suo posto e quello di tutti gli altri magistrati non disposti a farci comprare , sistematicamente assassinati fu preso da Giovanni Falcone

Morivano poi tutti quelli che si succedevano li . Falcone pur consapevole dell’arte dell’ingratitudine umana ed alla morte certa a cui sarebbe andato incontro con la sua bellissima compagna ne seppellì una dozzina . Quelli di farsi corrompere, proprio ne volevano proprio sapere. Così quando uno moriva l’altro riprendeva a indagare sui destinatari di quel denaro. Su quei beneficiari facenti parte della politica Italiana, una regia che percepivano il denaro dei rapimenti e che al termine del progetto di drogatura della popolazione italiana ( Operazione Blumoon ) non ha mai smesso di portare avanti il medesimo business fuori dagli ambiti militari. Appunto : la drogatura della popolazione italica. Un business da capogiro qllora. Figuriamoci oggi dove un ragazzo su 3 fa uso di droga. A quell’epoca Nella DC , era stato preso all’amo dalla rete di Max Mugnani anche l’on. Colombo, collega di Mariano Rumor, coperto da l’alias Antelope Cobbler nel conto bancario cifrato ( per altro diverso scandalo).

LA FINE DEI RAPIMENTI Ebbe successo proprio grazie al Follow Money di Giovanni Falcone ed al comparto tecnologico di cui poteva vantarsi Franco Malosso von Rosenfranz. (Teleservice). Grazie a questa operazione, Carlo Celadon non fu soppresso ed anzi fu liberato

CARLO CELADON RILASCIATO DAGLI AGUZZINI DOPO 3 ANNI

Ai criminali catturati durante le trattative ( spesso un evento prevedibile nel codice dell’industria dei rapimenti, ) gli appartenenti alla “Santa la struttura della ndrangheda comprendente Giudici Politici e Poliziotti si incaricava di commisurare pene corte ai carcerieri dei ragazzi rapiti . Se catturati , sebbene tacendo , fra un cavillo ed un altro era molto remota remota l’ipotesi spauracchio di farsi più di tre anni di carcere. Così i carcerieri degli ostaggi come Carlo non parlavano. E non avrebbero parlato mai. .

K-626 ACCETTA LA MISSIONE SEGRETA Serviva agire in modo davvero circoscritto, fulmineo e riservato e in un altro modus operanti sempre supersegreto . Anche perché Il fiume di denaro proveniente dal bottino dei sequestri corrompeva chi fra le cariche istituzionali addetto al personale, decideva trasferimenti , nomine, assegnazioni . E anche i muri avevano orecchie. Non potevi fidarti di nessuno. Quando all’agente K626″ a lui venne proposto il compito di forzare quel blocco  di omertà difficilmente violabile. Lui si trovava in America. Come un altro vicentino doc, Federico Faggin , l’inventore del microchip, Franco Malosso von Rosenfranz era allora era un giovanissimo corteggiato manager fra i più quotati nello studio di applicazioni per telecomunicazioni satellitari che di ali a poco avrebbero sbancato in Buckingham Gate 1

. UNA FAKE COLLAUDATA STILE WILLIAM MARTIN (operazione Mincemeat) o EL ALAMEIN . Una notizia diffusa da una collaborazione credibile. giacché l’alias , nome in codice K -626 cioè Franco Malosso von Rosenfranz è dotato di una pagella credibile ed ineccepibile . Franco Malosso von Rosenfranz, inoltre è un military brat cresciuto sotto terra, cioè all’ombra di quelle basi missilistiche nucleari segrete, comandate dal padr , il gen. SA Ettore Malosso . Il gen. collega, conterraneo , amico e camerata del gen. Giorgio Bertolaso. Malosso era Un esperto di telecomunicazioni . Proveniente da formazione a Fort Bliss, dove , fra i tanti 1000 tecnici tedeschi passati alla NASA era stato denazificato anche W. von Braun, lo scienziato delle V1 . V2 che dicono abbia portato gli USA per primi ad allunarsi. . .

LA BEFFA Orbene, quel preciso messaggio che K- 626, doveva recapitare era un beffa . Una falsa informazione. Quando mi introdussero presso quel vero padre disperato , un padre che ogni figlio vorrebbe presso di se a lottare al suo fianco, mi senti mancare . Ne fui commosso non seppi proprio dire di no . Avvertivo dentro me il suo lacerante dolore. Aguzzini ed approfittatori lo tormentavano con un sadismo senza precedenti che da ragazzo quale ero avrei preferito evitarmi di conoscere. I presenti mi guardavano in silenzio. Allora accetti? Porteremo a casa Carlo gli dissi . Si trattava inizialmente solo di un messaggio. Raggiungere delle precise aree tedesche dove si annodava “AGIP” . Quindi diffonderlo allo scopo di ascoltare reazioni fra i membri dell’organizzazione dai distretti tedeschi ( Giovanni Falcone insegnava che il primo che ti contatta dopo un azione imprevista è il membro responsabile delle cricca ) In comune con Giovanni avevo ricevuto le stesse candeline esplosive della Valsella poste dentro il bagagliaio della mia Volvo. E solo per quanto avevo appreso dall’addestramento che mi salvai allorché la banda, determinata a non fermare il business drogatura impiegando voli cargo NATO, avevano riempito di botte il mio sergente maggiore Gianni Conti e gettato dentro la piscina Ufficiali del aeroporto Dal Molin, così da farcelo sembrare annegato durante una sera a una party. Per capire di quale ragnatela di ramificazioni ereditate esistesse li dentro serve fare un passo indietro . Perfino i miei genitori compravano da un commerciante l’ultimo tipo del meraviglioso frigo americano …. Quel commerciante era Lucky Luciano. Ho scritto un libro denso su lui. Tuttavia in quegli anni, per stessa ammissione di Franco Malosso von Rosenfranz, la tecnologia non era pronta a produrre una simile Sat- sorveglianza mediante applicazione di riconoscimento ipodermico di calore/ postura / movimenti / DNA con il laser proiettato su un territorio ( Aspromonte -Veneto -Lombardia).

QUANDO DURANTE IL SEQUESTRO LA NDRANGHEDA VACILLO’ L’operazione sembrava semplice in realtà fu costellata subito da tante difficoltà. In primis Franco non abitava a Vicenza allora . L’archivio delle sorelle Mioni -Papadopoli -Wollemborg dove fra i libri preferiti , mi addormentavo, lo avevano appena dolosamente bruciato . Il mio “covo” più vicina era a 2 ore e mezza di strada. In Tirolo Italiano e francamente quello che a Los Angeles avevo lasciato di incompiuto sospendendo colazioni e collaborazioni, tecniche e musicali insieme con un “Allora arrivederci, ci sentiamo la settimana prossima” …era per me una perdita consistente. Ma ero stato abituato alla gerarchia militare, a obbedire e a non pensare troppo… Non sapevo che nelle parte che dovevo recitare mi stavo apprestando anche io una ‘angosciante ” non sapere ” farcito da una ‘attesa sadica e spasmodica . Quella a cui stavo andando incontro . Ero piombato di corsa in quella pausa , “un allegro con fuoco ma non troppo” cui i rapitori calabresi avevano piazzato la famiglia Celadon. Dalla Grande Germania non si muoveva più uno suono . Ma anche essi ( e ne avremo conferma dall’evidente silenzio successivo) erano entrati in un nuovo non sapere” continua K- 626 : da noi avvertito attraverso la diffusione della notizia recapitata alla comunità calabrese dai distretti i cui provenivano le chiamate. in Germania . La news che esistesse una nuova tecnologia. che si disponesse di segreti mezzi così evoluti adatti al tracciamento di un corpo doveva avere creato creo un iniziale scompiglio fra loro . Avevamo piazzato dei gate kepper nel traffico intercontinentale su quelle parole. Ma io non sapevo il calabrese. L’unico calabrese già molto apprezzato che a Hollyvood sarà l’autore di Fluke : Carlo Carlei era l’unico che conoscevo Ma di vista… Poi ti vedi che lo cercassi per chiedergli una cosa simile in missione Patria ... Qualcosa ne usciva dalla scansione , ma era nulla per iniziare un indagine mirata che avrebbe comunque avuto bisogno di appoggio da parte della BND . L’erede della Abwehr, dove presiedeva suo cugino ? Si . Ma i tedeschi per capire il calabrese altro non potevano fare che reperire degli interpreti fra quella entità . A quel punto rischiavamo di compromettere tutto ed esporre Carlo a una ritorsione. Dal 1943 sia la Germania che l’Italia Fascista sono paesi stata vinta dalla Mafia .

TELEFONATE DUBBIOSE -AGIP Di certo, chi riciclava politicamente , rassicurava quegli eredi di Sam Giancana, sull’inesistenza di questa tecnologia . Tuttavia essa rappresentava un ostacolo, qualcosa di cui essi non potevano avere assoluta certezza di inesistenza. Insomma che la notizia fosse un fake per rendere collaborativa un impenetrabile organizzazione. Va da se che però, un ostaggio morto pesa più di uno rilasciato vivo. Prova delle esitazioni era che dalla Germania, Francesco Staiti alias AGIP, il crudele telefonista interlocutore di Candido Celadon entra presumibilmente in disaccordo fra membri . Le notizie sono contradittorie . infatti Esiterà a lungo dal rifarsi ancora sentire dai Celdon . AGIP era il suo “nome sfida”. L’organizzazione lo utilizzava quasi a monito spavaldo in riferimento alle tante, in quegli anni, scomode vicende coperte , occultate, accadute all’ ENI che si potevano potenzialmente celare dietro questo nome . Era lui il telefonista che tormentava la famiglia Celadon . Poche le speranze che l’operazione avesse successo . C’era poco tempo , giocavamo a spararle grosse sapendo di essere ascoltati ma nessun magistrato prendeva provvedimenti ! In quel nido d vipere , per realizzre una provocazione pesante che non dasse sospetto, allora, la fortuna inaspettatamente mi aiuta . La realizzai grazie a una Mata Hari amica . Arrivo a provocare ripetutamente un magistrato. Il trucco funzionò. Da tempo avevo preso a prestito un convincente pedigree. K -626 si inserì senza destare sospetti pertanto in una organizzazione contrabbandiera che immetteva tonnellate di oro nel mercato. Vero . Ma cui mai feci a nessuno del male . Loro rispettavano me e io loro.

TONNELLATE D’ORO MACEDONE Oro che in fondo non era poi così tanto privo di certificato di provenienza. Era quello , in parte oro della sua famiglia . Quell’oro entrato nelle casse di Re Pietro di Jugoslavia dal bottino colà traghettato proveniente a sua volta da un antico impero . Quello di Re Alessandro Molosso I Re di Epiro -Macedonia, zio di Alessandro Magno. Anche il geniale Licio Gelli , beffando il futuro presidente dell’Austria Kurt  Waldheim .

Risultati immagini per kurt waldheim in uniform

RISCHIO FALLIMENTO La missione subì inizialmente una brusca accelerazione . Ma per una probabile fuga di notizie, i sospettati mancarono di farsi sentire telefonicamente. Seguì un momento di forte tensione che sembrò compromettere l’operazione allorché un bravo capitano della GDF comprese che io conoscevo perfettamente il momento del suo per me indispensabile blitz per entrare in contatto con i rapitori . E voleva pure indagare.. su un contatto che avevo avuto con un altro graduato GDF in Sicilia, tramite di me e Giovanni Falcone e di come potessi dialogare dal diverse lontane aree telefoniche, in realtà figurando a casa . Non potevamo fidarci di nessuno . Non fu un bel momento. Non sono propriamente tattiche che ti spiegano in un addestramento. Per fortuna il giudice bloccò ” il solerte ufficiale ” perché l’inchiesta non si allarghi troppo” disse . Così quello, finita l’operazione se ne tornò nella lontana città da cui lo avevano chiamato a Vicenza a intervenire pensando di agire inascoltati mentre noi ascoltavamo loro ascoltavano…Rosenfranz ride e continua : Bisognava stare in stay-behind . Attendendo pazientemente il momento che sarebbe seguito all’arresto i fragranza , col denaro degli aguzzini custodi del ragazzo e la traduzione degli stessi presso la Procura dove era stato commesso il sequestro. In quel momento sarei entrato in azione io. I giorni però passavano interminabili ma circa i catturanti …manco l’ombra. Le cose non sembravano maturare affatto nelle direzione giusta. Credevo di non essere più all’altezza di espletare l’incarico . Ma poi pensavo a quel povero ragazzo . Pensavo:il mio, in fondo era un sacrificio da poco e che poteva salvarlo. I giorni non passavano mai . Dovette entrare in scena alla maniera cutoliana anche il doppelganger di K-622 per darmi il cambio. Poi dopo un logorante interminabile periodo durante quell’enorme rallentamento organizzato malissimo, frettolosamente , diciamo “all’italiana” finalmente arrivò l’atteso momento. Presi i sequestratori , K – 626 , con la sua abilità e contro tutte le negative previsioni di probabilità di successo , entrò in azione .   Forzò audacemente quel blocco depositando con nonchalance il “confetto avvelenato” e fu davvero preso sul serio da uno dei malviventi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è CELADON-MAGRISSIMO--1024x640.png
Lo stato di prostrazione in cui gli aguzzini avevano ridotto Carlo

In seguito seppi che erano davvero rimasti disorientati. La sua operazione coperta fu finalmente portata a termine e con successo . Carlo fu infine rilasciato dai suoi aguzzini. Provato ma vivo. Aveva resistito. C’è l’aveva fatta. I rapimenti gradualmente cessarono . Alcuni mesi dopo il rilascio di Carlo, 3 professionisti, disinvolti, sicuri e volto scoperto, entrano in tribunale . Sono li per dare corso una pesante lezione, una esecuzione di morte pertanto tutti a Vicenza devono sapere che stanno cercando insistentemente un noto commercialista . Molti mesi prima, durante le indagini e trattative per il sequestro di Carlo, al rifiuto del Giudice vicentino che conduceva le ricerche di intercettare legalmente l’utenza di questo noto commercialista mentre mentre Carlo era incatenato, piegato anche nelle volontà, nel fango al freddo, dentro una buca fra topi serpenti e suoi escrementi io dovevo piazzargli pure le forchette. E non solo a lui. Anche a un al magistrato locale . A sua insaputa. Al mio posto Lo farà il mio Doppelgänger . E di questo episodio, non ne saprò più nulla . Se non che con 2 colpi di grazia alla tempia il commercialista Fioretto e la moglie vengono “giustiziati”. . E qui termina questa storia che assomiglia un poco quella di Cicero ( Elyesa Bazna) pagato con false sterline stivate in Tirolo malgrado i suoi importanti servizi . Va da e che dopo questi fatti neppure l’interessamento di Giovanni Falcone potè sortire per me nulla nel ripagarmi sia la reputazione che il sacrifico davvero sottopagato dallo Stato Italiano in rapporto al rischio e al coraggio dimostrato da K- 626 . Quanto alla tecnologia Sat che K-626 non aveva mai avuto, solo oggi queste prestazioni sono state quasi raggiunte. Perciò come per una frase di film : “L’istruttoria è (davvero )chiusa” . Dimentichi . Possiamo raccontare finalmente questa storia ai nostri nipoti aggiunge K- 626.

Nella foto scattata nel 1990 in esclusiva  dal reporter Gigi Romano, il primo abbraccio tra Carlo Celadon e suo padre Candido dopo la liberazione
Carlo Celadon con il suo grade papà Candido . Truffato , minacciato, mai si arrese.



Alla domanda fatta a K – 626 : che cosa potrebbe fare oggi Carlo Celadon per onorare la tenacia, l’affetto la resistenza , l’ostinazione del padre? Nelle coniglieria locale dove l’allevamento ha paura perfino dei propri pensieri, potremmo dedicare anche a un uomo di grande esempio (e con le P…. )come lui come abbiamo già fatto per gli eroici prof. Maurizio Tosi e a Mauro Pretto , una pietra ricordo in Anfiteatro di Arcugnano. Li a a due passi dalla casa di Marino Basso, il campione che con l’avvocato Pardo si era fatto consegnare parte del riscatto, purtroppo mai più trovato? Si . Confesso che le reazioni di quel padre suscitarono in me ammirazione . Ma anche invidia . Comunque.. l’agente k- 626 a questo punto, mentre si volta ancora indietro cambiando abilmente discorso aggiunge … Le posso dire…. quel denaro fu tracciato 2 volte . Quindi il destinatario finale c’è e sarà ancora identificabile? ... Può darsi . .. Certo poi sarebbe bello restituirlo in azienda ad Arzignano incrementandola ! Sono sicuro che questo, si , insomma io credo … credo…. che questo a Candido piacerà.

Dopo 30 anni , cessate le esigenze legate al vincolo di segretezza previste dal codice penale del Governo Italiano, tutta la vicenda della missione coperta di K-626 è stata trascritta, confortata da ogni dettaglio che ricorre . K- 626 però lo ha detto più volte: per quant’altro dovete comunque attendere che io lasci questa terra

ROSENFRANZ : I SUCCESSIVI PROBLEMI GIUDIZIARI CON LO STATO ITALIANO durante il recupero del Santuario della ex baia dell’anfiteatro Berico delle Querini – Colonna (classificazione – equipe archeologica del Prof. Maurizio Tosi)

CONTINUE SOSTITUZIONI DI PERSONA E OMONIMIA GIUDIZIARIA L’ impiego di malviventi esperti per svolgere questi servizi così da ostacolare il conservatore fu una costante. Nessuno di essi dopo ogni processo a chiarimento ha mai pagato. Non solo su Franco Malosso von Rosenfranz. Ne diviene bersaglio perfino un uomo della sua scorta colpevole di averci visto giusto.

OGNI DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA VICENTINA FINISCE NEL VUOTO. La condanna commisuratali senza possibilità a difendersi ne ammissione di CTU sarà l’ultima di una serie di denunce rappresaglia per aver operta con Giovanni Falcone per ben 5 anni fino a prima delle sua morte . Come dimenticare la denuncia inventata di sana pianta grazie alle mani lunghe di un carabiniere in servizio presso la ex sede Gladio e dei Carabinieri di Vicenza, i realtà oeprativo anche per le cosche , per “spionaggio Militare” . In quella occasione furono itilizai i Gambino caporalati dal Sinatra, loro volta appaltatori dei parenti del killer n, 1 del Sindacato braico ( Cosa Nostra ) Madonia successivamente preso Tra Arcugnano Abano , Longare . Tutti i terreni difesi da Franco Malosso von Rosenfranz come conservatore anche dell’archivio sorelle Mioni Papadopoli Wollemborg. Anche le benefattrici miliardarie , benefattrici signorine Mioni esattamente come il Cone Marco Aurelio Pasti, e Graziano Lante Dalla Rovere erano a rischio rapimento . Lo fu pure Franco Malosso da piccolo quando trovarono un pizzino col suo nome. Per rendere detestabile Franco Malosso, gli autori del fiancheggiamento mafioso del 2016, grazie alla complicità funzionale di alcuni giornalisti, venne diffusa la falsa notizia che nell’ inautentico anfiteatro patacca” lui percepiva 40 euro a visitatore. Addirittura vi sarebbero sbancamenti in area boschiva paesaggisticamente protetta. Menzogne che qualsiasi tecnico può verificare . Peccato che quando mi condanneranno , e di questo lui ne è certo, in barba la giusto processo dove non puoi parlare (strage Borsellino) perchè vincolato a fatti coperti dal Segreto di Stato) in due sedi i magistrati incaricati abbiano respinto il supplemento indagini, prove CTU, perizie decennali.

“PROCESSO ANFITEATRO” L’ESTORSIONE CALA A 560.000 EURO Al suo processo lo studioso arriva gravemente ferito da un ultimo attentato. ma nessuno sembra accorgersene.

E PROSEGUE IN TRIBUNALE Uno degli estorsori è proprio teste schierato dall’accusa. Perfino il Sindacato, dove lui è iscritto, redigendo un verbale mette in guarda dall’impiegare un simile teste inattendibile. Una situazione paradossale eppure il processo depista verso di lui i reati dei reali abusivisti, tra cui l’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale che per primo vide le distruzione ambientale dell’antico paesaggio e scatenò il caso fingendosi ignaro di un IMPROVVISO ANFITEATRO FANTASMA ma contro l’ambientalista colpevole di aver mantenuto e difeso come meglio poteva quella parte di storia violata . L’intera estorsione proseguirà indisturbata sotto gli cocchi dei magistrati. Il magistrato giudicante non si preoccupa di controllare che cosa fosse chiesto di ottemperare al Conservatore in un ORDINANZA firmata da un Capo resp. Tecnico del Comune, cioè la distruzione di elementi storici certi delle Famiglia Querini citati anche da Guido Piovene. Al difensore del Malosso vengono respinte CTU, Perizie. Vengono riprese solo parole di comodo espresse da una funzionaria della soprintendenza, visibilmente terrorizzata. La funzionaria chiamata in causa per contrastare l’opera di classificazione ventennale del prof. Maurizio Tosi comunque avverte che pur non essendo una perita “se il teatro non è antico non è detto che fosse parte più recente integrante della villa superiore …” Nessun supplemento o migliore accertamento di indagine viene disposto quasi a voler tenere coperti gli accadimenti. Eppure un muro a secco di ben 60 m . lineari composto di blocchi sottratti alle terrazze del teatro è stato omesso. Qualcuno scrive lettere incitando il conservatore alla resistenza e fornendo particolari sempre più inediti : “ Malosso Tenga duro, non tutti i carabinieri sono venduti. C’è chi vede e si dissocia da simili comportamenti” .

LA BEFFA PROCESSUALE : Nel merito, mentre un magistrato gli impedisce   di  penetrare nell’area sequestrata e produrre le perizie indispensabili per la sua difesa, l’altro lo condanna perché  senza entrare nell’area le perizie sono senza valore. Serve dire di più ? Benvenuti in Italia !

SENTENZA SCANDALOSA CHE VIOLA I DIRITTI DELLA DIFESA DELL’UOMO Enrico Maltauro, facoltoso imprenditore edile degli appalti con un fratello ucciso volato fuori dalla finestra, una P. IVA di una utenza telefonica instestata alla sua impresa coinvolta negli avvertimenti mafiosi della strage dei Georgofili, uno in Giunta del Comune di Vicenza, una in CDU Orchestra del Teatro Olimpico, confessa che senza pagare la tangente alla Cupola non puoi lavorare. La strage avviene cinque anni dopo il rogo doloso dell’Archivio Mioni Papadopoli Wollemborg .

Questa sentenza ripercorre le minacce estorsive così paventate come da copione.

Il magistrato giudicante a Vicenza definirà “pseudo-culturali ” le conferenze tenute assieme col prof. Tosi. L’Italia si riconferma un paese che non vuole cambiare. Non si rapisce più ma è solo cambiata la facciata . Chi ha subito un rapimento non vi fa più ritorno.

DOVE SONO LE PROVE DI COLPEVOLEZZA? Attese e richieste al Comune . Dove sono . Si sono visti solo delle clamorose falsificazioni. Per di più con il coinvolgimento delle Capo Ufficio tecnico Comunale di Arcugnano. Ed è così che le terrazze dell’ anfiteatro delle Querini, negli anni, curate con tanto amore dal Conservatore, divengono improvvisamente “un illegalità ” al posto di 11 illecite ville abusive in odore di Mafia, spuntate nella sommità dell’anfiteatro, coperte dal SEGRETO DI STATO.

MANI PULITE VICENTINA Ancora una volta nell’Italia che non vuole cancellare la sua immagine mafiosa nel mondo quel reato chiamato estorsione” ha vinto. Del resto gli stessi magistrati ammettono “E’ un reato che nei tempi e per le modalità in cui accade, generalmente cade prescritto “. La Mafia va legalizzata” o no ? Lasciamo giudicare alla gente.

L’illegalità e tutti i suoi uomini schierati contro un uomo solo. Franco Malosso von Rosenfranz . Sarà diffamato, calunniato e colpevolizzato per aver ritornato gratis senza “far cresta” alla cittadinanza qualcosa di unico e di grande come mai nessuno ha fatto nella storia. E senza aver mai chiesto nulla in cambio. Anche questa è “l’Italia” .

GESTIONE DELL’ANFITEATRO BERICO DI ARCUGNANO

IL 31 Dicembre del 2019 Franco Malosso von Rosenfranz si è dimesso e la gestione del Teatro e del Castello di Giulietta è passata alla costumista teatrale Emma Falcone cugina del Magistrato Giovanni Falcone ucciso dalla Mafia.

REPLICA ALLE CRITICHE SUL RIUTILIZZO DELL’ANFITEATRO DEL PERITO SILVIO CAODURO

Autore : Amedeo Gagliardi ©  1/1 /2022. Tutti i diritti riservati

1 commento

  1. paolo maria berti de ravignani

    persona colta,raffinata,un vero gentiluomo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2022

Tema di Anders NorenSu ↑