Fra le note il suo ” Flugbuch”,

Ne il Libretto di Volo della Regia Aeronautica come quello tedesco del Generale Malosso, non viene riportata la vicenda di due suoi sottoposti. Mentre egli era all’aeroporto di MIlano-Linate quando quale dirigente S.A.T.A . un n SM 79 della RSI trafugato da 2 piloti fu da essi sottratto per essere “donato” a Maresciallo Tito.

Ad assolvere completamente il Generale reo di “non aver trattenuto per la coda un S N 79 con i motori in moto “(la motivazione del rapporto recitava pressapoco così ). Alla fine intervenne Re Umberto II di Savoia in difesa dell’Ufficiale. Tuttavia. il resoconto di quella clamorosa vicenda è riferito autobiograficamente in un libro autobiografico da lui scritto. [Realtà Forse pag. 129 /Bastogi ed. ]

Nel merito: Due piloti italiani, a seguito di trattative con agenti segreti del blocco sovietico, con disonore , lo rubarono dalla base di Linate di cui Malosso era comandante,  

Goering a Bordo di un SM79 (Archivio Studio Luce)

Il maresciallo Tito non era per lui un illustre sconosciuto . L’allora tenete Pilota Ettore Malosso aveva prestato servizio a Gorizia. E ben sapeva chi fosse quel nemico di vecchia data che pochi anno dopo bramoso di rivincita, premeva e spadroneggiava dentro i confini Italiani per vendicare i suoi martiri giustiziati dalla repressione Fascista.

Il comandante col. Pilota Ettore Malosso
Tito e Stalin

Churchill e Tito

Chi era Tito? Perfino i servizi segreti tedeschi,  Goebbels  in testa non nascosero mai la propria ammirazione per quell’uomo di cui era difficile seguire le tracce e che anche quando si credeva di averlo intrappolato riusciva sempre a cavarsela. Le informative delle SS (che non ascoltavano il miglior lavoro di intelligence di Otto Skorzeny) descrivano Tito come un personaggio di cui si sa poco, salvo vaghe e spesso distorte caratteristiche fisiche. Leader chiave. Oggi per alcuni di quei fatti sono passati gli anni coperti dal Segreto militare e le alterne vicende tra il comandante Ettore Malosso e l’allora ex agente Tito. Il presidente Jugoslavo disponeva infatti di ben 7 identità diverse. Molto pericoloso, astuto, pieno di risorse e agenti infiltrati dovunque. Tuttavia fra i quei due nemici, prevalse sempre un grande rispetto e collaborazione (tant’è che al disgelo della guerra fredda fra le superpotenze, uno dei figlii del Generale, Franco Ettore cofinanzierà un villaggio di bambini orfani di guerra divenendo successivamente vice-console onorario di un paese dell’ ex blocco sovietico). Il generale Malosso sapeva infatti che Tito era un intelligente nemico. Leader carismatico indiscusso dotato di ben 7 identità diverse. Tito non restituirà il velivoli Italiani rubati ma assicurerà personalmente al Generale che per i due suoi ex colleghi traditori, in Jugoslavia non ci sarà alcun compenso ed anzi saranno rinchiusi in carcere. Tito quindi maturerà un debito col comandante Ettore Malosso . Avrà tempo sdebitarsi in seguito.

LA RETE SPIONISTICA DA RECLUTARE FRA I PARENTI DEL M.llo TITO E LA DROGATURA DEI TECNICI AI MISSILI NUCLEARI I due nemici si troveranno nuovamente a confrontarsi allorché il Generale Malosso scopre una talpa italiana con il portafogli gonfio di denaro. Si tratta di un civile travestito da ufficiale dell’aeronautica militare . Smascherato quando era già ormai già dentro la sua base segreta dove tolta una sicura e premuta una leva missili atomici possono partire coni loro carico atomico devastante. L”Ufficiale dopo aver oltrepassato l’accesso presidiato dai VAM era arrivato ad un passo dal raggiungere la stanza dei bottoni. Li per li il soggetto riuscì a farsi passare per un mitomane. Il comandate finse solo però di credere a questa versione. Lo lascia andare ma non lo mollerà neppure per un attimo. Lo fa pedinare ed ascoltare dell’epoca. Chi lo ha ingaggiato per introdursi nelle postazione sotterranea a Folgaria, nel Tirolo italiano ? Non è un episodio da sottovalutare. I risultati no tardano ad arrivare . Dietro l’ apparente dilettantismo dell’intruso c’è una capillare rete di spericolati informatori locali sovietici incaricati fra l’altro a seguire le mosse dell’on. politico vicentino Mariano Rumor e del suo omologo Emilio Colombo . Secondo le spie sovietiche i due on DC potrebbero essere di facile approcio avendo già fama di vendersi al miglior offerente . (Lo scandalo delle tangenti Lockheed  non era ancora stato neppure negoziato ) In caso di attacco dei Russi era previsto che i due onorevoli DC dovessero prendere posto nel rifugio nucleare delle base. I paesi delle Cortina di Ferro, meglio degli Italiani sapevano perfettamente pure che il secondo ministro DC era un consumatore abituale di cocaina proveniente da quei voli aerei vicentini NATO. E qui viene il bello . Nei piani dei sovietici, utilizzando l’eroina proveniente da quei voli , quella trasportata e destinata agli ambienti legati al movimento studentesco della sinistra extraparlamentare (piano bluemoon) era stato previsto di approciare i tecnici miliari delle base per drogarli.

Dalle indagini svolte, Malosso arriva a un uomo dell’UDBA ( l’ex OZNA) di Tito. In breve come nelle migliori e più delicate trattative occulte, fatta salva la reta Slava, quella degli agenti DDR e Sovietici che dovreva impossessarsi del quadro di controllo dei missili nucleari delle base viene smantellata. I membri eliminati a uno a uno . Meno che uno . Si tratta di uno studioso Italiano non ben identificato e capace di no farsi incastrare. Il piano dei sabotatori delle DDR puntava a impossessarsi del quadro dei comandi . Nel fare ciò , e lo appresi dal prof . Tosi che i tecnici DDR dopo i suicidio di Erich Apel allievo di von Braun avrebbero incontrato serie difficolta ad effettuare nella stanza dei comandi. Ma certamente che sotto ostaggio tutto sarebbe potuto succedere.

Comunque questo fu il mondo dove il military brat Franco Malosso crebbe e che oggi limitatamente a questi dettagli, pesantemente incalzato da insinuazioni e provocazioni si è deciso a raccontare.

IL MONDO INTERO NON AVREBBE MAI IMMAGINATO UN SIMILE PERICOLO NUCLEARE Così , con quella stessa tecnica di approccio il piano avversario poteva prevedere che la droga cambiasse puscher. E quale tipo di droga ? Il generale sa bene che potrebbe essere utilizzata sui suoi avieri. come dai suoi tecnici addetti ai missili. Peggio poi se sulle guardie. Per gli operatori delle basi segrete, chiusi sottoterra basi, si sa, il tempo non passa mai. E uno spinello potrebbe nascondere quella droga del consenso.

Forse , anche utilizzata in astinenza per ricattare i tecnici militari italiani della base. La stessa insidiosa droga del consenso che affossa la coscienza . Una droga raffinata in Belgio, usata per prendere all’amo Hitler alla fine del 1937. Lui stesso durante le operazioni di guerra aerea fu inconsapevolmente drogato dalle tavolette del cioccolato Pervitin prodotto dalla Temmler e a fine conflitto dovette ricoverarsi a Villa Margherita, sopra l’anfiteatro della Fontega per disintossicarsi. [Clinica a Monte Giove in Arcugnano diretta dal prof. Nordera ndr]

Ma intanto che fare? La collaborazione fra servizi di sicurezza sarebbe solo rimasta evasiva. il progetto “Bluemoon” doveva rimanere segreto e mai ostacolato. Ne andava di mezzo la sicurezza nazionale del paese e degli Alleati. Nessuna indagine militare nessuna forma di collaborazione interpellata era pensabile. a quell’epoca in piena operazione degli attivisti di sinistra . Nessun Comando avrebbe risposto a certe domande come per esempio sulla qualità del tipo di stupefacente impiegato. Talvolta gli eredi del liberatore Lucky Luciano , col Max Mugnani salivano a prelevarsi e avviare verso destinazione ignota, Top Secret erano i loro carichi di droga . Ma bloccarli significava andare contro i Comandi Alleati . In seguito il mio commilitone, il sottufficiale Gianni Conti di soli 23 anni in servizio al Dal Molin, pagherà con la vita quella violazione coperta dal Segreto di Stato. Per portare alla luce le prove inutile fu l’interessamento dell’Ammiraglio Falco Accame. Dentro gli stessi carichi passavano prodotti impiegati per le stragi italiane. ? Beh, se li avessero reperiti oltreoceano credo che i seguito ai botti dove moriva gente comune qualcuno al Pentagono avrebbe pensato che non fosse stata una buona cosa aver dato in mano a italiani certe potenzialità. Mi ricordo di una venditrice di palloni aerostatici pubblicitari. Mi dissuase da tale forma di pubblicità “non è adatti agli italiani; sparano su tutto quello che vedono di diverso”.

E fu così che fu impiegato Franco ? Si . L’operazione fu portata avanti in varie fasi e per non allarmare la popolazione a compartimenti stagni , segretandone le parti militari, con collaborazione con due poliziotti della locale Questura di Vicenza, all’epoca in forza a Palazzo Folco in S. Marco , un tempo connesso al Parco delle Querini. rip. Il traffico fu interrotto . Oggi il palazzo rivive con le riprese del Film Mediaset.

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FRANCO MALOSSO IL DETECTIVE PIU’ GIOVANE D’ITALIA In piena Guerra Fredda nel loro trapasso, al SIFAR comincia l’opera del  Servizio Informazioni Difesa (SID) . I servizi di sicurezza erano allertati che sulle basi nucleari missilistiche era in corso un piano di espugnazione Guidato prevenzione e tutela del segreto militare e di ogni altra attività di interesse nazionale volta alla sicurezza e alla difesa del Paese.

Il gen. Malosso formatosi a Fort Bliss in Texas, paese in cui era nativo un altro ufficiale, il ten. col Paul Tate, papà di Sharon Tate . Ma sopratutto, la base era quella in cui erano stati “denazificati” anche Wernher von Braun  e un migliaio di tecnici che Von Braun si era portato con se. Il generale av Erano gli anni in cui Pat Boone stava per riceve l’incarico di propagandare indirettamente per la CIA la lottizzazione din una costa Australiana. Per Franco che riceveva dall’America i suoi dischi, quelli di Frank Sinatra e le incisioni di EXODUS dirette da Arthur Fiedler  il tecnico tedesco von Braun era un violinista di Pat Boone. Non ci insegnavano che eravamo nato da un parto . Insomma eravamo stati assegnati ai nostri genitori attraverso delle cicogne.

SENZA LA SAGACIA DI FRANC O MALOSSO FORSE OGGI NON SAREMMO ANCORA AL MONDO ?

Curiosamente, a tracciare ed intercettare il piano di spaccio, le varie fasi, tappe, i passaggi delle droga dal suo arrivo fino all’ingresso in Base Militare fu un ragazzino: Franco Malosso v R. alla sua prima missione. Con la sua opera aveva sventato un possibile devastazione nucleare. E questo è stato confermato molti anno dopo dall’Archeologo classificatore dell’Anfiteatro Berico delle Querini di Arcugnano. I Russi non avevano dei tecnici istruiti alla conoscenza di un pannello di controllo missilistico e direzionale NATO di tipo NIKe della Bell  Bell Telephone Company, Quindi se anche un commando Russo mediante un blitz si fosse asseragliato nella stanza dei bottoni gestita dal Gen. Malosso, sarebbe stato necessario sequestrare un operatore missilistico . Trattenerlo sotto doppia minaccia in scacco matto rivolgendo i missili nucleari caricati a 20 megatoni cioè quasi il doppio di quello mod Hiroshima verso l’intero scacchiere difensivo italiano. Questo piano fu riportato dal Prof.Maurizio Tosi .

Proprio così, l’archeologo Maurizio Tosi, convintosi per giusta causa, a lavorare per una rete gestita dai spie tedesche dell’Est della ex Jugoslavia che si altanelavano fra Stalim e Tito oltre che tedesche e per l’Unione Sovietica  come ricorda lo scrittore J. Flaming . Insomma Maurizio Tosi Franco Malosso erano entrambi agenti avversi agenti coperti da sigle prima ancor di operare insieme nell’Anfiteatro Berico ex Querini, il primo nelle veste di Cosenrvatore dell’antico paesaggio da cui provengono i Reali Inglesi e mezza aristocrazia europea che sempre i Riviera Euganeo Berica avevano in Este la loro partenza dinastica.

Sapevo che mai mi sarei potuto fregiare di aver bloccato qualcosa che avrebbe potuto togliere la vita di mezza Europa . I Nike Hercules erano caricati a 20 kiloton contro i 12,5 impiegati a Hiroscima . Fui premiato con una torta. Il biglietto avavo visto benisssimo che era stato scritto da mio padre . Recava la scritta :

“Da parte del Governo Italiano . Con gratitudine 

il Generale ettore Malosso fra i suoi uomini e il Sindaco

Manco il Sindaco che credo sapesse tutto, fu invitato al mio encomio . Sapevo che nessun Governo Italiano dell’epoca mi avrebbe mai dimostrato riconoscenza per ciò che l’ opera di un ragazzino aveva bloccatoL’unico che segretamente me ne riconobbe i merito fu il col. Paul Tate, il papà delle povera Sharon, poi divenuta moglie oltre che madre del bambino di Roman Polanski. Il colonnello mi regalò in cinturone porta revolver da cow boy texano che conservo ancora [da “L’uomo K-626 “ndr]

Il piano del nemico era ottenere più informazioni possibili .

ETTORE MALOSSO E IL M.llo TITO. ERA ALTOATESINO ? Con stupore fu accertato che le radici del maresciallo antagonista 

CUROSITA’:

L’ex direttore Vicentino dell’UFA lo nutriva delle appassionate imprese del Raid Roma- Pechino-Tokio, opera dei membri del REPARTO ALTA VELOCITA’, a quell’epoca, le imprese dei raid di Bruni Mussolini e compagni erano telegrafate con emozione da Piazzetta Marconi in Arcugnano Capoluogo, adiacente l’ingresso dell’altro parco terrazzato , quello dell’Anfiteatro delle Querini. Qui Elsa Buffa Dalle Ore Marzotto alle feste nell’ Anfiteatro di Arcugnano giungeva con il suo idrovolante che fino al 1934 era una baia fluviale.[ Freya Stark  spia e Cartografa Inglese ndr Elisa Dalle Ore Marzotto era per l’epoca era prototipo femminile di aviatrice italiano conteso alla primatista Hanna Reitsch, la donna del record inviolato: quello di essere stata sparata i cielo a quasi a 1000Km h. Passa le ferie presso quel lago delle Fontega (a villa Grandi presso le proprietà Piovene) anche il Gen. Giusepe Marini, compagno di Equipaggio di Italo Balbo nell’impresa di idrovolanti transoceanica da Orbetello a Rio De Janeiro. Lo ricorda una immagine nel casino di caccia-boaria di villeggiatura (Casa di Giulietta Querini ed ex tempio di Jano inferiore) in anfiteatro di Arcugnano.

ANFITEATRO BERICO QUERINI : il Lago Fons, odierna “Fontega ” oggi nei periodi di piena , facente perte del più antico bacino del Nord Italia .
Nella foto missili posti all’esterno delle cavità che li ospitava, nelle basi segrete intercettatori nucleari sotterranee “Tuono” Folgaria, di Monte Toraro, Tonezza, Venda di cui era comandante Ettore Malosso