Eravamo nel 2019 : Arcugnano appare in zona rossa. Sono gli sversamenti tossici di mafia nel suo territorio che hanno canalizzato i veleni direttamente verso Este -Noventa investendo Vo’ Euganeo e PojanaMaggiore. e mettendo in quarantena ignari abitanti che irrigano i campo con acqua volutamente avvelenata mentre il caso , dopo quello molto discusso di Bergamo gestito dal Gen. dei servizi segreti Figliuolo diventa “Emergenza Nazionale “.

UN COVI 19 PROVOCATO MEDIATE L’ INDEBOLENTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE SULLA POPOLAZIONE COLPITA DAGLI SVERSAMENTI TOSSICI E DA ANALISI ITALIANE ADDOMESTICATE DAL RICCO BUSINESS ORMAI INGESTIBILE DELLO SCANDALO RIFIUTI CHE NEPPURE IN UNA IPOTESI DI SFOLTIMENTO DI POPOLAZIONE DA VIRUS SEMBREREBBE ARGINARSI. Business milionario agevolato da proprietari terrieri ospitanti anche su terreni protetti paesaggisticamente e aventi diritto a finanziamenti UE . Arricchimenti immediati garantiti.

A QUALCUNO LA “SCOAZZA” RENDE PIU’ DELLA CULTURA COMINCIO’TUTTO IN ANNI’80. Dal 1984, alcuni cittadini di Arcugnano muoiono per improvvisi tumori fulminanti. In altri, si aggravano mali incurabili. Sul sangue dei malcapitati valori parlano chiaro: l’ARPAV che è l’ente preposto alle verifiche ha una impressionante sfilza di dirigenti denunciati e condannnati per corruzione su tutto il territorio Italiano , tant’è che le indagini, fra infinite minacce, stremati, i cittadini devino farsele da sole. Abbandonati a se stessi fra il tanfo- scandalo da concia – PFAS ad Arzignano , e dall’Oasi di Borgo Casale antistante l’anfiteatro, i preferiscono i risultati ( piuttosto allarmanti) commissionati a Corpi di Volontariato all’estero .

ARCUGNANO: COME TI RAGGIRO IL CITTADINO CON LA TARI Inutili anche le denunce del Conservatore del paesaggio dell’Anfiteatro Berico Querini -Colonna, Franco Malosso von Rosenfranz . Fin tanto che l’ultima Mioni, la Miresi è in vita , il “condor” si batte energicamente per difendere i loro vasti possedimenti terreni, la natura minacciata dal nuovo redditizio business . Cioè quello che più convenientemente si può occultare sotto pochi centimetri incolti improduttivi o coltivati interrando rifiuti solidi urbani del Comune di Arcugnano . e sversamenti tossici di conceria scaricati nei pozzi permamenti.

ALTRO CHE RACCOLTA DIFFERENZIATA! Da Roma Capitale, è un “orgoglio italiano” incontrollato quello della Italia pattumiera a cielo aperto di tonnellate di rifiuti UE. A una certa ora della mattina avviene il mixaggio sconsiderato dei rifiuti . Ma quello che è più grave ADR è che autisti sono concordi : A che serve se poi vanno interrati tutti insieme o gettati i laguna? O come nel caso che stiamo narrando, occultati nei resti di quello che era il lago più antico del Nord Italia ? La Fontega. Un bacino disturbati da chi vorrebbe recuperare l’area dell’ antico anfiteatro? Cittadini ignari che pagando le tasse di smaltimento. Invece quei soldi col meccanismo delle fatturina fittizia che da da mangiare a compiacenti funzionari del Governo. Un esercito di persone che grazie a una fatturina usata quale “comprovante di avvenuto smaltimento” fa tornare direttamente nelle tasche degli amministratori, sindaci ecc i soldini pagati delle TARI dai cittadini . Così la monezza te la ritrovi, solo infelicemente occultata sotto casa. Numerosi i collaboratori di Giustizia, pentiti che rivelano inciuccio tra politici, sindaci e perfino qualche magistrato e giornalista fiancheggiatori incaricati a coprire e depistare .

ECO-MAFIA FINANZIATA DAGLI ARCUGNANESI: PER LORO E’UNA RISORSA In pratica sono indirettamente cittadini stessi a finanziare questa lucroso business mafioso . Qualcuno protesta , ma all’opera c’è chi nell’organizzazione criminale è incaricato di intimidire, sedare le proteste che come il tanfo, escono dai social fb ecc. dove anche li vigilano persone legate organizzazione criminale. Un business questo che in fondo è migliore di quello del traffico di cocaina che dall’Olanda giungeva direttamente in Comune di Vicenza per essere spacciato di fronte alla locale stazione nel centrale Campo Marzio . Il tutto grazie grazie alla collaborazione istituzionale. Negli anni scorsi , Malosso non si occupa solo di musica. E’ titolare di aziende Satellitari specializzate perfino in riconoscimento facciale o che riprendono i traffici via nave con l’abbandono di rifiuti tossici. Perfino sotto acqua, accertati con un batiscafo. Ama sinceramente l’ambiente e non da tregue alla gang. All’ultimo momento e solo perché è stato prudentemente addestrato al pericolo che non salta in aria nella sua auto imbottita di tritolo. Un autista delle sorelle Mioni finisce gambizzato. Ma Malosso non si piega . Non si fa corrompere dal ricco business. Sfugge pure al tentativo del suo sequestro nel corso di un inseguimento stradale nella Riviera Berica . Davanti a decine di automobilisti incolonnato nelle Riviera Berica fra sorpassi spericolati zigzagando sulla pista ciclabile e le auto incolonnate davanti a decine di automobilisti che escono dal lavoro, nella sparatoria che consegue esce miracolosamente illeso . E’ l’epoca in cui la Mafia finisce per impensierire anche al Quirinale . Molti i politici che fecero affari con i suoi uomini ora cercano di liberarsi.

Erano proprio le pressioni governative a fare affidare i rifiuti alle aziende coinvolte nel fasullo smaltimento. Anche sui campi ad Arcugnano. Fra i latifondisti. coinvolti che non si piegano a trasformare i loro campo nella maleodorante pattumiera Italia odierna, del modi un panino e fuggi . Il Bel Paese ha infatti smesso di mostrare la sua parte peggiore : “I rapimenti di grandi e piccini”. E’ conosciuto in tutta la Comunità Europea per le altissime multe che pagano per inciviltà gli italiani a Strasburgo. E’ il paese che gli Italiani si autocelebrano come “il bel Paese” dove trova la morte il nobile Orsini col volto devastato da una fucilata. Sulle loro proprietà anche le figlie di un giornalista tedesco sono rapite dalle gang. Pagato il riscatto, non torneranno più in Italia. Idem le case del direttore d’orchestra Celibidache a cui bruciano pure il pianoforte. Poi è il turno dell’altro Latifondista, il conte Lante dalla Rovere, sequestrato e mai più rilasciato con ostaggio pagato. Quindi del conte Marci Aurelio Pasti rapito pure lui . Anni dopo a Eraclea, Abano e nel Veronese la Eco- Mafia sui loro ex terreni mostra come ci sa fare a piazzare amministratori di comodo e che ci si doveva fare nei suoi campi destinati a interrare rifiuti mai smaltiti Un giro alimentato a cui si affacciano sindaci mai sazi. . Ma fin tanti che l’ultima delle Mioni, la Miresi , vive , lo scomodissimo Malosso, non c’è tregua . O meglio, fin tanto che nel 2016 dopo numerose sostituzioni di persona truffatori legati alla mafia, con la denucia in Procura per un fantomatico , i realtà completamente inventato abuso edilizio, estorsore selezionato, lo mette fuori gioco. A far da prova ai presunti abusi edilizi no sono migliaia di testimonianze a supporto, un CTU , perizie tecniche ma è una diffamazione orchestrata da ” alcuni” giornalisti funzionali “che si prestano alla associazione mafiosa. U giovane magistrato della Procura Vicentina già balzata agli onori della Cronaca Italiana per essere stata una base dove la Mafia attraverso un giudice nascondeva armi, mitra e pistole condanna il conservatore senza che gli sia ammessa la possibilità di produrre le prove a sua discolpa. Processo degno di essa . SCHELETRI NELL’ARMADIO. IL COMPLOTTO PER FARLO CONDANNARE E’ ORIGINATO DAL DIRIGENTE USLL ARCUGNANO ORDITO DAL GEOMETRA ANTONIO DAL LAGO .

Costui, riciclatosi come donatore di sangue. “amante del paesaggio” e con il figlio è candidato LOCALE M5S bersaglia di denunce la locale Procura fingendosi ambientalista preoccupato per un anfiteatro fantasma… . Peccato che anni prima però , è proprio sotto i suoi occhi, quelli di Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Arcugnano che la elegante veduta paesaggisticamente protetta delle Villa Montanari affacciata sullo storico ‘anfiteatro dei Querini-Colonna-Marzotto -Grimald-Grimani , viene distrutta . Idem circa parte del la documentazione storica che sparì dalla allora sede comunale assieme alla cassaforte trascinata giù ma poi abbandonata sulla media cavea dell’anfiteatro a causa del peso..

Ed è così che l’ambientalista Franco Maosso von Rosenfranz viene ripetutamente diffamato per rappresaglia con a pretesto di un fantomatico abuso edilizio per il quale egli sarà condannato SENZA POSSIBILITA’ DI AMMISSIONE DI PROVE. E’ egli il Conservatore del Paesaggio e dell’archivio Mioni Papadopoli Wollemborg, la biblioteca delle latifondiste padovane native di Montagnana (Padova) sorelle Mioni :Montagnana è anche il paese a due passi da Este, il paese che ha ha sfornato Reali di mezza Europa . In particolare Montagnana che ha dato Natali al tenore di Arturo Toscanini Amministratore finale dei Rosenfranz-Maltarello Pianoforti, Aureliano Pertile . A due passi dagli sversamenti tossici compiuti a e ESTE .

COVI 19 ZONA ROSSA Iinquinamento e disastro ambientale colposo, tutti sapevano che da monte Cucco di Arcugnao, sversati liquidi cancerogeni e chiuso l’accesso al pozzo, la canalizzazione, passando per pozzi e bacini dell’anfiteatro di Arcugnano, ridotto a una discarica, conduceva alle zone rosse .

PARADOSSALMENTE NOI SOTTO I POZZI DI SVERSAMENTO ALLA FINE ERAVAMO STATI GRAZIATI DALLA SCIA DI MORTE DEI VELENI sostiene il Conservatore. Un quartiere di 11 ville abusive edificate scavando la sommità dell’anfiteatro ha deviato il carico di veleni ai lati delle scarpate cioè fuori dalle terrazze sottostanti da noi mantenute. I morti per tumori fulminanti che si verificarono (dove perfino la moglie di un magistrato sembra ne sia rimasta vittima) vennero causati dal carico di veleno sversato. Un indebolimento fatale che pruduce pure sterilità. Questo fino a Vo’ Euganeo (divenuta altrettanto così zona rossa), Pojana Maggiore, Este.

I RIFIUTI AL CROMO NEL BACINO DELL’ANFITEATRO DI ARCUGNANO

Distruzione ambientale : OPERAZIONE CONCERTATA DA TEMPO? L’intenzione è indebolire silenziosamente la popolazione della Riviera Euganeo Berica , uccidere! Gli sversamento tossici furono gettati presso l’osservatorio astronomico sovrastante l’anfiteatro di Arcugnano nel pozzo da Monte Cucco . Da li il canale in parte sotterraneo instradando per chilometri il cromo tetravalente residuo di conceria fino alla compiacente Pojana Maggiore che detiene il record di immobili sequestrati per investimento mafioso. Nella Foto: A Vo Euganeo in Quarantena , le e congratulazioni del presidente Mattarella al sindaco (PD) Farmacologo Giuliano Martini per le modalità con cui ha condotto l’emergenza COVI 19.

Il Sindaco Giuliano Martini

Paradossalmente gli investimenti le ville abusive che si affacciano nell’anfiteatro salvarono la parte superstite di anfiteatro risparmiando la vita ai tecnici. Le loro fondamenta, distruggendo un secolare pozzo di raccolta permanente di acque piovane , deviarono il corso del canale sotterraneo delle acque avvelenate che da li raggiunge i 2 bacini che lo separano dal bacino finale . Quello più antico del nord Italia su cui si affaccia l’anfiteatro : La Fontega . Dal letto del lago, (ex lago giacchè solo per tre mesi all’anno si può ammirare in piena) affiancando nuovi scarichi abusivi, le acque raggiungono PoJana Vo, Vo Euganeo, Este, Noventa diffondendo il cromo ovunque.

AREA EUGANEO -BERICA FEUDO DELLA LEGA NORD. ANFITEATRO DI ARCUGNANO CAPOLUOGO CHE RECINGE IL LETTO DEL LAGO DELLA FONTEGA, IL PIU’ ANTICO DEL NORD ITALIA . VEDUTA DEL PERCOLATO SUI CAMPI COLTIVATI A GRANOTURCO. LA CANALIZZAZIONE CONDUCE A VO’ EUGANEO- POJANA . NUMEROSI I CASI DI LEUCEMIA ACCERTATI NEI BAMBINI MORTI. IL PANE LOCALE E’ CONTAMINATO. MORIA DI PESCI E DESOLAZIONE .
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Immagine1.png
L’esploratore Antonio Peretti (alias Tom Perry) responsabile conservatore dei luoghi di villa Cordellina cara al prof Remo Schiavo e Franco von Rosenfranz (sotto) conservatore del paesaggio dell’Anfiteatro Berico delle Querini in Arcugnano Capoluogo recentemente vittima di una pianificata diffamazione architettata da fiancheggiatori di mafia istituzionale.

L’INERZIA DELLA MAGISTRATURA VICENTINA malgrado l’allarme del Conservatore e delle Associazioni. L’allegro business prosegue indisturbato.

MACCHE’ RECUPERO”BONIFICA” DEL PARCO DELLA FONTEGA

I bambini giocano beatamente ignari (?) su un argine composto dalle tonnellate dei loro rifiuti solidi urbani colà occultate . Chi è la parte di magistratura Vicentina che avvalla un simile scempio ?

IL BUSINESS MAFIOSO DEI RIFIUTI TOSSICI E URBANI COLPEVOLE DELLE MORTI BIANCHE E’ FINANZIATO DAGLI ITALIANI . COME FUNZIONA:

Semplice : I sindaci corteggiano le discariche raccomandate da politici. Queste salite in nord Italia hanno titolari spesso poveri disperati pregiudicati per mafia. Per campare, come sostengo all’ unanimità tutti i pentiti, sono costretti a accettare di rilasciare la magica fattura fittizia che conferma l’AVVENUTO COSTOSO SMALTIMENTO . Così sindaco e sodali in questo modo fingono di avere smaltito il rifiuto mentre esso in realtà, sebbene non finisca più nelle parte bonificata nella pancia dell’Anfiteatro della Fontega scendendo per la Fontega, raggiunge ESTE inquinando tutta la Riviera Euganeo Berica dove l’altra proprietà di villa Saraceno gestita in Trust dalla Lendomark di cui è onorario Carlo d’Inghilterra (alle prese con rifiuti colà occultati e un deturpamento) ebbe non pochi attacchi da parte dell’allora Ministro delle politiche agricole e dei Beni ambientali Giancarlo Galan.

Giancarlo Galan (poi inquisito ed assolto con il cognato da un magistrato del Tribunale di Vicenza per quel traffico di rifiuti di cui tutti sapevano ma non indagavano). Artaserse Boeche si incaricò di analizzare i rifiuti tossici pericolosi occultati nell’Oasi di Borgo Casale che ben si vede dalla sommità dell’anfiteatro berico. Neppure l’ attuale sottosegretario agli Interni Achille Variati in seguito assurto a sottosegretario del Ministro degli Interni Bonafede, all’epoca come Presidente della Provincia ed ex Sindaco di Vicenza, e il suo assessore Antonio Dalla Pozza

stante alla narrativa di Giuseppe Romio osò contrastare il traffico dei rifiuti tossici pericolosi denunciati dagli esposti della associazione di ben 300 associati tutti consapevoli del problema come degli studi paesaggistici sull’Anfiteatro che recinge la Fontega svolti dell’accademico olimpico prof. Renato Cevese. Studi proseguiti dal 1997 dal guru dell’archeologia e classificatore dell’anfiteatro, l’archeologo prof. Maurizio Tosi.

Franco Malosso von Rosenfranz

Rosenfranz, quante volte ha denunciato questi fatti accaduti in Anfiteatro di Arcugnano Capoluogo ?

Moltissime volte ed inutilmente nell’arco di oltre un ventennio.

FOTO TIPO VIA SAT CON CUI MALOSSO ANCHE MEDIANTE INFRAROSSO GEOLOCALIZZO’ DISCARICHE IN RIVIERA BERICA

Chi tenne i contatti con il giudice delle indagini preliminari durante la decennale estorsione che lei e Tosi avete vissuto in Anfiteatro? Se io glielo dico non mi crede. Un agente di Polizia Munincipale, tuttora in servizio in Comune di Arcugnano. Costui è pregiudicato per possesso di sostanze stupefacenti, amministratore o prestanome della FINMARC calcio inquisito per ammanchi come da denuncia dell’ex Sindaco di Arcugnano Paolo Gozzi, tale Roberto Polato  in veste di  Agente di Polizia Municipale e alle dipendenze del vice sindaco Gino Emilio Bedin condannato per omicidio . Egli omise di riferire al sindaco Paolo Pellizzari gli studi storico  paesaggistici in Anfiteatro delle Querini di Arcugnano  e la pericolosità degli sversamenti .

Dopo il  processo di primo grado  è emerso che  l’assessore  Flavia  Zolla,  perfettamente consapevole deI DECESSI PER RIFIUTI TOSSICI studi e delle  manutenzione in Anfiteatro decideva di andare in  Procura a riferire gli imbrogli  che vessavano il Conservatore  al posto del Magistrato e i reali autori degli abusi e quindi fu congedata dalla Giunta comunale Pellizzari.

LA MONEZZA IN ITALIA: LA MALEODORANTE PATTUMIERA EUROPEA DEI RIFIUTI UN RICCO AMBITO TRAFFICO DA LOBBIES MAFIOSE ISTITUZIONALI IN LOTTA FRA LORO PER OTTENERNE IL PREDOMINIO: PER MOLTI ABITANTI ITALIANI : UNA RISORSA. CHE NELLA RIVIERA BERICA, DA ARCUGNANO A ESTE, PERMETTE DI SBARCARSI IL LUNARIO , Da sx Il sindaco dI Arcugnano ex Assessore a risorse Idriche e Ambiente delle Provincia di Vicenza destinatario delle denunce per disastro ambientale colposo Paolo Pellizzari. Un reato per cui sono previste pene fino a 20 anni di carcere Terzo da dx Attilio Schneck, quinto da sx il presidente della Provincia da poco sostituito come sottosegretario agli Interni Achille Variati . Ultimo a dx l’assessore Antonio Dalla Pozza. Tutti coinvolti a vario titolo nell’inquinamento acquifero citato da Giuseppe Romio. Pagato dai cittadini ignari L’arricchimento illecito dal mancato smaltimento dei rifiuto tossici tossici provenienti da mezza Europa ed interrati nel Vicentino, circostanziatamente da un po’ tutti i pentito di mafia a diverse Procure ha prodotto una associazione a delinquere articolata a vari livelli. Cagiona all’erario continue multe UE. Tantissime le falde acquifere e le aree video-riprese su cui si sono registrati scarichi riconducibili alla vasta associazione criminale si colletti bianchi.

LA PIANIFICAZIONE DElL’AZIONE DI DISCREDITAMENTO AL CONSERVATORE Nel frattempo il Conservatore, da innocente estraneo a questi fatti è stato infangato, diffamato e condannato 2 volte e il teatro sequestrato per 5 anni. Nessuno sa in dove si siano persi in Procura questi esposti della dr.sa Zolla . Vicenza vive nell’incubo che il personale infedele allontanato dal dr. Gratteri, Reggente la Procura di Reggio Calabria sia trasferito nella Procura della città Berica ? La cittadina detiene il record di sequestri immobiliari legati alla Mafia. All’interno delle sua Procura fu deposito di armi occultate da un Magistrato in odore di Mafia come di periti che altrettanto in odore di Mafia vi operano tuttora all’interno indisturbati.

COVID 19   “MADE IN VENETOECCO COME E’ NATO L’INDEBOLIMENTO SULLA POPOLAZIONE

Le acque tossiche  furono volutamente  lasciate libere di inquinare trasportando la loro scia mortale  così volutamente dai  bacini  dell’Anfiteatro  Querini di Arcugnano – fino all’ antistante oasi di Casale

E  da li’  per tutta la riviera euganeo-berica , sembrerebbe, date le missive protocollate e i  ripetuti allarmi.

Agli smemorati,  ecco che  cosa scriveva circa il Processo AIM  il  Corriere del Veneto .

COVID 19 E TRAFFICO RIFIUTI COMUNALI IN REALTÀ MAI SMALTITI IN ANFITEATRO  E PIU’ IN GENERALE NELLA COSIDDETTA PATTUMIERA EUROPEA  EUGANEO BERICA. Dove i rifiuti sono benvenuti e   per qualche veneto anche fonte di  ricco reddito in nero.

La Fontega

LO SCENARIO :  prescritte, archiviate, silenziata  e coperte le conseguenze degli sversamenti tossici  nella vergognosa  pattumiera veneta in riviera Euganeo  Berica, dove la regia era dell’organizzazione mafiosa, dietro l’escalation  di improvvise  degenerazioni  tumorali.  Fra decessi e nuove gravi improvvise patologie  avvenuti nel corso dello sversamento e canalizzazione di rifiuti tossici tra cui cromo tetravalente residuo di conceria  canalizzato  a sx e dx dell’ Anfiteatro di Arcugnano  e dai suoi bacini  e da qui  irrorato verso Este – Noventa fino alle altre zone  appunto divenute rosse Covid 19  di Vo’ EuganeoPojana Maggiore .

Nel corso delle campagna di sensibilizzazione pubblica per il fenomeno che rende appetibile a un ex agricoltore berico accettare che rifiuti tossici vengano scaricati nel suo campicello in cambio di denaro, il sindaco di Montegaldella, unico ad opporsi. Nessuna reazione dal collega di Albettone Jo Formaggio.

I fratelli Agizza erano proprietari di una discarica qui. Erano camorristi ricercati dalla polizia in tutta Italia, latitanti da anni. Nessuno di noi sapeva chi fossero, nessuno di noi aveva mai visto una loro fotografia su un giornale. Io ai tempi ero sindaco e l’allora ministro Enzo Scotti me li raccomandò. È stato messo un coperchio, ecco tutto“.( deposizione dr. Signorini , sindaco di s. P. di Rosà)

Si deve  proprio ad alcuni politici veneti aver spalancato le porte alla mafia dei Rifiuti  fino ad Este e più in generale in tutta la Riviera Euganeo Berica.

DANNI  CHE INQUINERANNO PER MIGLIAIA DI ANNI IL VENETO

Zaia Molti pensano seriamente che  al Veneto dovrebbero essere riaperte subito le frontiere  e così di  non provarci  più a frenare la fuga degli imprenditori superstiti.  

TRATTATIVA STATO MAFIA 3

Chi ha delegato il ping pong nel palleggio delle responsabilità delle ville abusive e rifiuti in Anfiteatro di Arcugnano distraendo verso  inesistenti abusi edilizi la manutenzione delle terrazze nella parte di Anfiteatro superstite ?Un ping pong sotterraneo  pare quello fra procura e comune di Arcugnano che vede perfino  un suo magistrato aver preso casa  nelle 11 ville abusive costruite sulla summa cavea della  parte  superstite dell’Anfiteatro delle Querini.