Nel Tribunale di Roma che ci fa quel denaro, generosamente prestato dagli Amenduni per pagare il riscatto di Carlo Celadon, dove fra magistrati e cancelliere, con quelle banconote tracciate ci si paga perfino il caffè? Ultima tranche del riscatto pagato durante la mediazione dall’ex magistrato av. Fabio Dean, il legale di Licio Gelli.

Haiti. Sequela di rapimenti: sequestrati venti ambulanti | Radio RTM Modica

DEDICATO A GIOVANNI FALCONE. Nella storia d’Italia, la più vergognosa, questa inedita vicenda, è delle operazioni segrete, coperte. La più brillante spericolata realizzata e mai rivelate prima d’ora: l’OPERAZIONE PIRATI BARBARESCHI Mission super-undercover che -pose la parola FINE  ai rapimenti. Non sarebbe stata possibile senza il sacrifico del suo protagonista, poi posto sotto ricatto, padre di un BAMBINO “MAI NATO” a cui l’avvocato di Silvio Berlusconi dopo la scomparsa del figlioletto, così delegittimandone la paternità nella denuncia di scomparsa, riuscì a cancellarne l’esistenza perfino dal certificato di nascita [ commento a prefazione di Salvatore Carubba 2023 ]

Negli anni 70 arrivano i rapimenti , Cambiano le abitudini . Anche i sindacati italiani cambiano. Dopo il sequestro- l’omicidio del martire di riferimento sindacalista, il Placido Rizzotto e l’ assassinato anche del pastorello testimone del suo omicidio con una iniezione “vaccinaria” letale somministratagli dal primario ospedaliero don Michele Navarra, dottore non di meno “qualificato”, del medico siciliano inviato ad Asiago a pungere con “strani vaccini ” i bambini nati intorno agli anni 70 . E d è a causa dell’ennesimo inutile sciopero che con 28 giorni di ritardo, malgrado il fetore che emana, quei dipendenti semi analfabeti delle Poste, messi nel sacco da nuovi attori sociali, sindacalisti italiani degni di quelli altrettanto italiani che “proteggono”, il Porto mercantile di NY, consegnano ‘orecchio spietatamente mutilato a Paul Getty. Nel dilungarsi delle trattative rapitori ” neutralizzano ” l ‘infezione al condotto uditivo e i dolori che il ragazzo provava iniettandogli eroina di stato, così facendoli ingerire alcool, iniettandogli massicce dosi di penicillina  ed antibiotici. Da liberato Paul non sbarazzerà più la dipendenza. Quell’abuso di antibiotici lo portò a morire cieco, a soli 50 anni.
Paul Getty quando posò per Playman. Aveva 16 anni. Per convincere il nonno a pagare gli verrà amputato l’orecchio. Il riscatto sarà infine pagato da Getty anche per mettere al riparo anche gli altri 14 nipoti. Ma contestualmente, seguendo il denaro, sarà ingaggiata una attività di investigazione coperta per identificare le reali regie politiche ed imprenditoriali italiane il fenomeno criminale nasconde .

LA MACABRA PRATICA D’MPUTAZIONE di ORECCHIE ha radici profonde

LA STORIA: di PAUL GETTY per concorrere e interpretare il piccolo Conte Tazio, in “Morte a Venezia”già a 13 anni Paul fece pervenire le sue foto a Luchino Visconti. Il regista che con i suoi scatti, mirati a rendere immortale la bellezza di Wladyslaw Moses, era intento a ripercorrere la vicenda del premio Nobel della letteratura Thomas Mann quando lo scrittore, rivelando la sua velata omosessualità, restò folgorato, per lui ormai irraggiungibile. dalla incantevole figura angelica dell’aristocratico ragazzino polacco: Tazio.

Il dodicenne appena uscito dalla pubertà farà letteralmente perdere la testa a Mann che morirà nel tentativo di avviare un impossibile, rapporto con lui. Nelle realtà Mann è alle prese del suo l’ultimo incarico: la super-visone del festival Wagneriano di Bayreuth dove la morte  divorerà inesorabile la sua epoca. [ da :”Tutti gli amori impossibili ” brano estratto dal “Doppio Enigma da Giulietta & Romeo ad Arcugnano” ISBN97912 200 2768 7.Franco Malosso von Rosenfranz]. Visconti però dopo averlo visto nel film “Una storia di amore fra adolescenti optò per Björn Andrésen,  Dotato di talento artistico intanto , Paul si guadagnava da vivere realizzando gioielli, assemblando monili semilavorati inviatigli incautamente a suo nome, dai laboratori Vicentini. Inoltre vendendo suoi dipinti e facendo la  comparsa in alcuni film seguendo lo stesso ambiente che a Roma aveva frequentato Sharon Tate. Notato a Roma per la sua bellezza angelica , il suo fare dolce, educato, affettuoso, a causa del su altruismo, fu schedato anche dalla polizia politica e da uomini dei servizi segreti italiani. Partecipava infatti a manifestazioni di sinistra in difesa dei diritti dei più deboli. Paul dimenticando che Roma non è Parigi ne’ Londra, così ignorando la pericolosità sociale che alberga nelle capitale, fu inserito quindi nella lista ostaggi da rapire il cui denaro nel suo cambio, avrebbe avuto anche l’OK dalla Banca Rasini di Luigi Berlusconi. A gestire il suo sequestro furono manovalanze calabresi della ndrangheda, che già riscuoteva per conto dei politici le tangenti dell’autostrada Salerno Reggio Calabria di cui per i guard rail era fornitore una branch delle famiglia dell’autore, Franco Malosso von Rosenfranz.

Storia d’Italia in 2 secoli di ORECCHIE MOZZATE : Dalla tomba di Garibaldi che potrebbe contenere la salma del massone “ ladro di cavalli con le orecchie mozzate ” perpetuamente presidiata dallo Stato Italiano, all’amputazione dei lobi nel rapimento BULGARI e trattativa per l’archeologo Giulio Regeni
GARIIBALDI EROE NAZIONALE O ASSASSINO E LADRO DI CAVALLI . Deluso sia chi desiderasse vedere su chi e che cosa si fonda davvero e una volta per tutte lo Stato degli Italiani nato 200 anni fa . La tomba intanto rimane fortemente presidiata . Con o senza le sue orecchie .

Da piccolo Farouk al breve sequestro per rapina dell’orafo Pileggi in provincia di Vicenza  (non collegato ai precedenti se non per modalità imitative ) non bastasse l’incubo delle minacce gli aguzzini al servizio dei politici, che amputano le orecchie.

A essere coinvolti in questi rapimenti, politici coinvolti nel riciclaggio seduti nel Parlamento Italiano che ancora oggi mantenendo i loro pecorai addetti a badare gli ostaggi che ringraziano e premiano i rapitori per non aver collaborato a raccontare che eran loro i destinatari di quelle mazzette insanguinate : Dopo 3, massimo 5 anni saranno così liberi gli aguzzini di Ammon, Rolf Schild per il cui rapimento a mediare con un DC dovette intervenne il primo ministro inglese Margaret Thatcher Seguirà i rapimento del collega di mio padre, il Cap. L. Concato, quello del padre del bravo e coraggioso ex direttore del Giornale di Vicenza Luigi Bacialli parente del presidente della Repubblica Segni Il rapimento con soppressione delle vittime di Dorthy De Rothschild , al cui marito May il giudice italiano regalerà un ulteriore good by Italy.. L’anglo americano in cerca delle moglie per mari e monti sarà così doppiamente beffato oltre che dalla perdita delle amata consorte dei propri beni per ordine della magistratura italiana . La sua colpa : 2 anni dalla scomparsa della amata moglie, offrì una ricompensa a chi troverà il cadavere suo e della amica . A quel punto i cadaveri saranno subito trovati. Prima di pagare tutta la somma , prende tempo per fare alcune indagini ma a i ritrovatori , dei cacciatori , la cosa non va giù. Sarà celermente spogliato dei suoi beni da una sentenza della Magistrati delle Repubblica Italiana . Questo sono solo alcuni fra i tantissimi stranieri alleggeriti da questa gigantesca associazione a delinquere che combatte ancora oggi il magistrato calabrese dr. Nicola Gratteri .

SEQUESTRO OMICIDIO DELLA BARONESSA DE ROTSCHILD

DAGLI ANNI 70 .TV – STAMPA COMPRATE PER ADDOMESTICATE LA VERITA’ Alla fine i rapiti ad Arcore non fanno neppure a tempo a uscire dal cancello del cavaliere che sono rapiti mentre Travaglio considerato una sorta disfatista, viene subito querelato se osa parlarne appunto del rapimento del “Prinicpe “Spinelli “.

https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=5296746220373350

.BERLUSCONI TUTTA A UNA VITA A NASCONDERE IL SEGRETO DEL DENARO TRACCIATO Se poi qualcuno fa troppe domande e protesta, ci pensano certi giornalisti , veri e propri fiancheggiatori funzionali a nascondere scomode verità o a prendere di mira ulteriormente i malcapitati che osano chiedere che si investighi su certe fortune e su come certi politicanti siano assurti a certe cariche Le TV del Cavaliere nel frattempo sempre più coinvolto, ma anche sempre più preoccupato a evitare inchieste che gli accertino da dove arrivano tutti quei soldi genera amici , ma che Platone avrebbe definito come “Camerieri” che banchettano al suo tavolo mentre lui ci mette la faccia, non fa mistero di vantare i nomi de magistrati che coprono la tratta .

“DER SPIEGEL POLITIKE Italien: Urlaub voller Schrecken “

“Italia: vacanze piena di orrori”

Milioni di tedeschi amanti dell’Italia si erano abituati a rapine, furti d’auto e rapine ferroviarie. Ma ora, per la prima volta, sono stati rapiti vacanzieri tedeschi: tre bambini, comprese le due figlie del giornalista televisivo Dieter Kronzucker.Susanne e Sabine Kronzucker, figlie del giornalista tedesco Dieter Kronzucker, sequestrate e rilasciate con la mediazione del clero che non è tenuto a rivelare ne fonti e nomi, nonché versando 4.3 miloni di marchi e con buon “good by Italy”, ovvero: “arrivederci a mai più”. La maggior parte del riscatto è stata presa in prestito, l’altra proveniva da una svendita di proprietà . L’associazione professionale dei giornalisti tedeschi in gara di solidarietà ha fornito 100.000 marchi a padre senza interessi garantiti dal lavoro sudato che il padre giornalista dovrà affrontare nei prossimi suo anni di vita. Questo forse spiega perché per i tedeschi i il fenomeno Berlusconi appare un tantino ridicolo come molto “curiose” le apparizioni dove Papà Woityla esortava i pecorai a liberare gli imprenditori e loro ragazzi tenuti in ostaggio mentre la sua Banca Vaticana è seconda , dop quella di Berlusconi nel lavare i soldi pagati dalle famiglie dei rapiti per rivedere il loro congiunto vivo

Molti turisti stranieri in Italia non metteranno mai più piede. Questo è un motivo che l’italia si può visitare ma fin tanto che non sarà completata la sostituzione etnica, diversamente che nei paesi limitrofi essi preferiscono il mordi e fuggi . In compenso ci sono aziende che con i soldi dei sequestri sono germogliate a dismisura . Ora si possono colà permettere di fare studiare i loro figli , in rappresentanza dell’ Italia

1974 OLTRE IL SEGRETO BANCARIO NASCE UNA TASK FORCE SEGRETA PRIVATA CHE SI SPECIALIZZA IN INDAGINI EFFICACI INTERNAZIONALE PER ACCERTARE CHI SIA ‘ IL DESTINATOARIO/I REALE DEL DENARO SEQUESTRI

Mentre gli stranieri disertano raffreddando le loro presenze da e per Porto Cervo e da molte località in italia, così preferendo altri porti meno corrotti nel mondo, su un aspetto comunque la task force segreta dei “fregati” da questi italiani era d’accordo. Questa barbara usanza ben collaudata con cui si finanziavano i politici italiani e i loro parenti prestanome doveva finire. Come :

1)Logisticamente investendo in sistemi satellitari capaci di rintracciare l’ostaggio attraverso il calore ipodermico emesso dal corpo .

2 ) Con una lente di ingrandimento sulle note banche che trafficano le banconote tracciate incoraggiando i rapimenti e specializzandosi nel riciclo del denaro insanguinato spremuto a quei poveri diavoli. Salta fuori fingendo un inchiesta diversa, il primo mafioso illustre che la vecchia mafia non vuole . Si ratta diel siciliano Michele Sindona. Proprio perché i vecchi padrini sanno che il denaro dei rapiti finirà per arricchire gente come Berlusconi , Marcello dellUtri, Mangano e dei rispettabili calabresi non vogliono sapere di sequestri di persona . Ma anche sanno che finirà. non contano troppo sulle capacità di intrattenimento del Cavaliere di distrarre la popolazione italiana con Milan Calcio TV , acquisto delle informazione ed affini, ciò che sta succedendo. E infatti , dopo un poco le inchieste portano tutte alla Banca Rasini di Luigi Berlusconi e a quelle Vaticana IOR . Da li si ricicla e si invita chiunque a portare cambiando il denaro dei sequestrati .

3) Nel denaro: partendo dal presupposto che chi organizza i sequestri sa di poter disporre di una Banca compiacente a ripulire il denaro tracciato, quindi controllandolo attraverso i I numeri di serie delle banconote erano più che bastanti per rivelare aziende e mani dove esso era transitato . Dal maresciallone che beneficiava della busta di denaro contaminata e che con quell’extra si pagava l’università ai figlio il mutuo fino alle regie coperte , mente politica dei sequestri. Dati facili per chi operava con le banche a certi livelli .

Quest’ultima via, una volta scoperti i nomi, dei destinatari di quel denaro che aveva pagato le esecuzioni di tutti quei 25 che lo avevano preceduto, segnò la definitiva esecuzione militare pianificata di Giovani Falcone .

POTEVANO MORIRE ANCHE CARLA DAL PONTE E IL MARITO AVVOCATO Il primo attentato fu bloccato solo perché ancora non era dato a sapere con certezza se la magistrata Carla Dal Ponte avesse scaricato Falcone o no. Cosa che fece dopo la sua morte archiviando sistematicamente tutte le inchieste del coraggioso magistrato

Questo libro è intitolato ai miei 5 anni segreti di collaborazione con Giovanni auto-delegandomi a compatire per tutti quegli ingrati che espongono indebitamente la sua immagine. Franco Malosso von Rosenfranz .

Autori: Salvatore Carrubba e Franco Malosso von Rosenfranz, nome in codice K -626. Narrativa in gran parte autobiografica.   ISBN: 9798375086880

FU BERLUSCONI A DARE  L’ORDINE DI UCCIDERE  GIOVANNI FALCONE ? 5 giorni prima di morire Falcone disse : “Berlusconi e Marcello Dell’Utri  hanno dato l’OK ai sodali di Vittorio Mangano, [il convivente di Silvio Berlusconi ndr] Sarà lui a fare predisporre  “la Valsella “ [l’esplosivo ndr per uccidermi  “.

DALLA MILANESE NOTA BANCA  RASINI DIRETTA DA LUIGI BERLUSCONI,  LA PIU GRANDE BANCA LAVATRICE  DEI SEQUESTRI DI PERSONA,  DROGA, MAFIA, TANGENTI , ESTORSIONI , RAPINE , CENTRO  INTERNAZIONALE DI RICETTACOLO DI OMICIDI ECCELLENTI , una civetta  dall’interno trasmetteva alla manovalanza che si occupa di assegnare le coordinate, gli spostamenti dei manager lombardi da rapire, i luoghi dove essi si recavano in vacanza vacanze, e i conti cifrati dei loro tesoretti fatti ape aprire anche in Svizzera, qualcuno anche in Lussemburgo. In pratica una  gran parte imprenditori milanesi da sequestrare e spremere hanno il vicino di conto che mentre i loro si prosciuga a causa dei sequestri , quello dell’altro, viceversa sale grazie al loro denaro denaro che unge soggetti istituzionale formando il nuovo fortissimo potere a cui era giunto ad indagare Giovanni Falcone. . Alla Rasini di Luigi Berlusconi le mazzette insanguinate gironzolando per Panama e Nassau dove si cambiano anche banconote del sequestro Heineken .

INTANTO BERLUSCONI :DA EDILNORD A MEDIASET AL CALCIO . Proventi da sequestri dei vicini di casa milanesi che non fanno parte della banda di imprenditi che viceversa hanno percepito i loro soldi, saranno investiti i Edilnord . Buona parte del denaro anche sarà destinato a formare e pagare “giornalisti compiacenti della verità sui rapimenti e del loro compito di distrarre telespettatori ” ed intrattenitori incaricati dirottare le scomode verità alla popolazione italiana – Idem a pagare magistrati inseriti in libro paga e per annientare corrompendo le verifiche delle GDF . Quando ai villeggianti inglesi inglesi che disertano la Sardegna viene detto che sono i sardi i colpevoli dei rapimenti, essi non ci credono. In gran massa il bel mondo lascia Porto cervo .Il danno di immagine per l’economia turistica è rilevante mentre i sequestri proseguono indisturbati. Quelle mazzette comprano le bocche istituzionali.

Quando in Italia il denaro cambiò violentemente padroni. Sopratutto nel Lombardo – Veneto convivono ancora oggi , non proprio così tanto bene insieme, i resti di una schiera di grandi geniali nobili imprenditori derubati di tutto. Rovinatisi per riuscire a pagare i riscatti richiesti per la liberazione dei loro familiari sequestrati. Mentre una altra parte di “imprenditoria” che he si attribuisce titoli, vive di bagordi, puntate al casinò s è arricchita smisuratamente con i rapimenti dei propri familiari a scopo di estorsione .Cresciuta e divenuta estremamente potente grazie a questo sanguinoso denaro estorto, miracolosamente migrato dentro le loro assetate aziende.

I RAPIMENTI PARTENDO DAL PICCOLO LINDBERGH Qui con l’aiuto di Salvatore Carubba, è Franco Malosso von Rosenfranz stesso a ricostruire quell’epoca, non senza raccontare le proprie memorie. Racconto unico, commovente dopo quello del sequestro del piccolo Charles Lindbergh

Charles Lindbergh (third from left) and German officers during one of his visits to Germany. The famous pilot spoke out against America’s entry into World War II.
“CI VUOLE UN LADRO PER CATTURARE UN LADRO” . il Generale dell’US Air Force Lindberg, e noto trasvolatore atlantico al centro. Papà del bimbo rapito Charles Linberg Jr.. Al Capone , associato Joseph Kennedy, il politico e contrabbandiere di alcolici he con sagacia riuscì a utilizzare il fanatismo dei seguaci dei padri pellegrini delle Mariflowers e dei bigotti americani a favore business del proibizionismo e della prostituzione esercitabile solo a Las Vegas) Business che fruttò ai due soci di fatto divenuti incontrastati monopolisti che il definitivo sdoganamento delle Mafia dentro il Governo. Al Capone conoscendo bene i giri che poteva fare il denaro del riscatto preteso da Lindberg per la liberazione del figlioletto, attraverso il fratello si propose inutilmente a mediazione. Il sindacato ebraico la Mafia Koscher) cioè Cosa Nostra trovava nei sequestri di persona una pratica vile, punibile ferocemente anche all’interno della propria struttura.

Il racconto regala fedelmente e documentalmente , come e sempre nel perfetto stile dell’autore quel mai rivelato retropalco di uno dei più controversi rapimenti di tutti i tempi. Contiene inoltre il vissuto di chi in quel passaggio di denaro, fra terribili pressioni e il silenzio a cui dagli anni ’80 furono sottoposte circa 2000 famiglie Italiane derubate della presenza propri cari. Anche questa è l’Italia.

I  SEQUESTRI Franco Malosso von Rosenfranz a cui fu minata una delle sue identiche auto per farne un autobomba con gli stessi candellotti delle Valsella adoperati pr le altre stragi, fu commilitone del serg.m. Gianni Conti .sequestrato, ucciso nel retro delle mensa ufficiali e gettato nella piscina Ufficiali dell’aeroporto T. Dal Molin mentre era in corso i trasporti aerei finalizzati alla operazione coperta di drogatura delle popolazione Italiana Blu Moon. Dal Pentagono, la vicenda oggi è in via di probabile desecretazione assieme agli atti relativi a Ronald Stark

Franco von Rosenfraz dopo la scoperta dell’autobomba . E’ a bordo di una delle due speciali autovettura fornite via ” Special delivery – Turist and diplomat sale ” che era stata trasformata in autobomba con i candelotti della Valsella di Ghedi. Gli stessi ma con innesco a strappo che saranno dedicati a Giovanni Falcone .

 Allorché il suo nome comparve nelle lista di ragazzini da rapire, il padre lo crebbe da perfetto military brat. Spesso dentro le sotterranee  basi segrete missilistiche nucleari. All’adolescente Franco, ciò non impedì di scampare a un rapimento restare vittima di un sequestro breve consumato dentro un aeroporto militare. Questa fu la scintilla sofferta che al di fuori della sue due carriere, l’avventura musicale, come quella telecomunicativa, da signore dei satelliti, lo convinse ad accettare una serie di operazioni coperte in intelligence finalizzate a stroncare definitivamente il fenomeno dei rapimenti ed operando con il nome in codice. K-626. Una missione che l’autore pagò a caro prezzo. Uscito indenne da un sanguinoso tentativo di sequestro dovette vivere la scomparsa del propio primogenito figlioletto impossibile da denunciare come tale, in quanto la nascita del suo figlioletto fu cancellata dal legale di Silvio Berlusconi dal registro dei nati all’estero per evitarne la denunzia della di lui scomparsa . Da separato, la forza di assistere al suicidio delle compagna psicologicamente incapace di gestire la tensione.

Al suo primo battesimo come detective per l’intelligence militare, per il collega del padre, il T. col. CIA – US Army Paul Tate , compagno di giochi ed amico a Vicenza di Sharon Tate, sotto l’egida di una notissima agenzia investigativa, Franco Malosso von Rosenfranz indagò le stragi ad opera di un esaltato, C. Manson trattato con LSD che voleva ,ettersi in mostra per assurgere a “padrino ” nel Sindacato Ebraico (Cosa nostra) Della efferrata azione dimostrativa condotta dei suoi complici furono vittime i coniugi “ LaBianca” per uno sgarro fatto a Cosa nostra.

Franco investigò con successo in particolare sui rapporti fra Joe Adonis a Verona e Vicenza e la figlia dell’ Ufficiale, l’attrice Sharon Tate, military brat , rientrata in USA a LA, durante il suo sequestro, la ragazza a soli 26 anni a L.A. dopo che essa era stata semi-sventrata del figlioletto in grembo, Paul, primogenito mai nato del regista Roman Polanski, il regista che in una rivalità con Frank Sinatra, aveva avuto il coraggio di affrontare il tema delle sette sataniste presente nel suo film Rosemay’s baby .

Conobbe lo spietato meccanismo dei sequestri di persona legati al  potente Cartello Colombiano delle droga ,  quando questi non puntava più in Sicilia  nè a Milano ma direttamente a conquistare la produzione a Bruxelles delle aziende e che prima come eran state denunciate e fatte chiudere dal ministro dell’Igiene del terzo Reich Leonardo Conti giustiziato in frettolosamente a Norimbrerga per evitare che potesse essere interrogato su queste vicende. Di questa  organizzazione Monika Ertl aveva pensato di servirsi per sequestrare Klaus Barbie. Il Boia di Lione, però a sua volta la sequestrò per primo così barbaramente  violentandola, uccidendola e smembrandone il cadavere dato in pasto agli animali.

Durante  il quasi  analogo a  quello Italiano  periodo dei sequestri di persona argentini, da accademico musicale ed esperto in  monitoraggio dati  voce via satellite,  mise a disposizione il proprio orecchio musicale assoluto a  fianco già  di proprie tecnologia per giungere al riconoscimento del timbro  voce del rapitore di bambini, il  Col Oliviera. Collaborò alla diffusione  della Banca DNA dei bambini rapiti dopo il sequestro del nipote vicentino marito di Estela Carlotto.  

l presidente di Amnesty International, Estela Carlotto dele nonne de Plaza De Mayo, Franco M.M. von Rosenfranz durante un convegno di Amnesty.

SCAMPATO A BEN OTTO ATTENTATI Sopravissuto a un autobomba , negli anni 2000  in Riviera Euganeo- Berica Rosenfranz sfuggirà  a un ennesimo tentativo  di  sequestro organizzato da Vittorio Mangano , il sicario di Arcore convivente con Silvio Berlusconi .- Nella sparatoria dei 4 criminali partiti da Arcore 2 non saranno più trovati. Mangano è un ‘esperto in omicidi, sequestri di persona, decapitazioni di teste di poveri animali . L’accompagnatore di Marina Berluscon rivela che fu condotto a Milano ,di fatto a fare a fare da” guardia bidoni” alla esuberanza e faciloneria del cav. Silvio Berlusconi durante la gestione del ricco bottino di banconote provenienti dai facili rapimenti dei Lumbard . Chi lo accompagna a Milano è il futuro senatore di Forza Italia, il siciliano on.Marcello dell’Utri. Allorchè, astretto in prigione , minaccia di “vuotare il sacco,” Mangano viene irrorato chimicamente . Al suo funerale sia Marcello dell’Utri che il cavaliere esternano parole di ringraziamento per la sua opera durante la convivenza fra Arcore e presso Como. Ma ad essere irrorati chimicamente ci saranno presto anche il cavaliere e dopo il trattamento mure il suo avvocato divenuto ormai un portatore di troppi atavici segreti .

BERLUSCONI SI CONCEDE AI FOTOGRAFI METTENDO BEN IN VISTA LA PISTOLA

INTANTO nei CENTRI d’ AGGREGAZIONE SOCIALE si fa LEVA sulla INIBIZIONE e su musiche tecno- subliminali E’ il tempo in cui per mettere freno alla libertà è la regola va bene spingere gli adolescenti a divenire fragili insicuri, e così gelosi , possessivi . Nei suoni , i temi autolesionisti conquistano i più deboli. . Per incrementare il consumo di droga gestori di balere, discoteche che per prime, dopo secoli erano uscite allo scoperto pensionando la sagra parrocchiale paesana, si ponevano come “scongelanti i sociali” . Orbene per non vedersi ritirare licenze dovranno eliminare musiche melodiose, saranno eliminati i balli lenti. Censurare baci, abbracci Con una pseudo moda algida e distaccata si passa al gran finale. Accettare immissione di musica tecno subliminale . E sopratutto fare finta di niente mentre all’interno dei locali, ma anche all’esterno, a casa, ragazzini vengono innaffiati di exstasi. Alle ragazzine al posto di un invito a un ballo lento vengono sciolte nei bicchieri le cosiddette droghe del consenso . Alcune non usciranno più dalla spirale del sabati sera e si formano le prime baby prostitute . L’addio a quei cantanti melodiosi pagati dall’anonima sembra tombale .

LA DROGA SI IMPOSSESSA DEL NOME DEL FILM DI GIUSEPPE BECCE .

E sopratutto fare finta di niente mentre i ragazzini vengono innaffiati di exstasy studiata nei laboratori Belgi a due passi dalla sede del Parlamento Europeo dove membri, la sera si fanno portare nei club ragazzini e bambine giunte ormai all’ultimo stadio.

IL BELGIO . DESTINAZIONE PAESE DEI BALOCCHI FNALE. Spesso muoiono sotto tortura per il divertimento dei presenti . Chi urla ” A morte i pedofili i realtà mira solo ad ottenerli . Per poi violentali ed ucciderli i nmodo di non lasciare tracce I loro corpicini smembrati, fatti a pezzi sono destinati all’industria degli organi . Non si butta via nulla !

OBIETTIVO :CROLLO TOTALE DELLA CAPACITÀ COGNITIVA DEI RAGAZZI Che formeranno la massa !insomma atta a desocializzare adolescenti per renderli diversamente incapaci di rapportarsi e disinibirsi fra loro solo se non con l’ausilio di droghe e così divenendo così potenziali azionisti del bussiness . Da quel momento il traffico di drogatura istituzionale sugli adolescenti e poi i futuri adulti italiani registrerà picchi di successo sempre più crescenti

CONTRARIO ALLA MASSICCIA DROGATURA DEI RAGAZZI ITALIANI Franco Malosso von Rosenfranz da Conservatore dei Luoghi, curava l’Anfiteatro delle Querini , l’archivio delle sorelle  benefattrici Mioni-Papadopoli- Wollemborg. La loro biblioteca, In seguito fu fatto incendiare dolosamente e del fatti dirante la provocazione sull’anfiteatro Berico, per dare più vigore all’estorsione , vennero fatti comodamente incolpare un magistrato siciliano e Matteo Messina Denaro. Sfuggì , grazie al capace interventi delle sua scorta a un primo tentativo di sequestro diretto da Vittorio Mangano che alla morte di Joe Adonis, e in seguito quella del vicentino Francis Turatello, figlio del Frank Coppola, prestanome dell’on. Andreotti .

Andreotti a sx. . Di sfondo la mamma di Geraldine Chaplin con il marito i grande Charly Chaplin. L’obiettivo la coglie mentre guarda preoccupata l’attore esordiente del cinema muto all’epoca dell’avvento invasivo del politico italiano . Charly circa la pericolosità di Andreotti e i suoi è appena stato messo messo in guardia da compositore vicentino Giuseppe Becce Bechstein che lo ha avvisato di tenersi alla larga da questi italiani. . Di li a poco scappa dall’italia anche il direttore d’orchestra Sergiu Celibidache .
Andreotti con l’on DC Emilio Colombo, anche lui stesso infine preso all’amo dai traffici istituzionali di stupefaceti dopo il successo dell’operazione Blue Moon, organizzati per la drogatura dei giovani italiani

Mangano voleva fare dell’Anfiteatro Berico di Arcugnano , uno suo speciale omaggio al Cavaliere attraverso Giancarlo Parretti . Al rifiuto, Seguirono ben otto attentati ai danni del Conservatore dei luoghi . In alcuni casi culminati con intimidazione, minacce, sparatorie. Infine dalla richiesta estorsiva di 5 milioni di euro da raggranellare con una colletta fra i generosi sponsor del recupero dell’anfiteatro. In cambio: protezione da parte dei Magistrati della Procura della Repubblica di Vicenza, visibilità da Veneto film commision pubblicazioni dell’Anfiteatro su testi delle Provincia, collaborazione di un pregiudicato Soprintendente delle cricca compiacente.

Da LIBERO GRASSI A OGGI. COME CAMBIANO LE MODALITA’ MAFIOSE. Offerta respinta dal classificatore ventennale dell’Anfiteatro Berico, il guru dell’archeologia mondiale prof. Maurizio Tosi. La sua resistenza si conclude con il suo omicidio il giorno prima del suo inserimento in lista testi e con la successiva la strana morte nell’airbus del collega di archeologia marittima Sebastiano Tusa, oltre che con gli omicidi dei membri dello staff e del prof. Maurizio Tosi stesso . Tra questi attentati , tre subiti dal Conservatore del luoghi Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz e debitamente denunziati e sistematicamente ignorati dai preposti magistrarti della inerte Procura Vicentina prima e durante la sua attesa deposizione processuale che vide lui, complice l’impossibilità a deporre a causa del vincolo di segretezza ricattatorio del Segreto di Stato e così condannandolo al posto dei reali autori dei mega abusi sulle terrazze dell’anfiteatro: il Sindaco di Arcugnano e la manovalanza di Piddu Madonia, reali autori dentativi accaduti durante l’assurdo provocatorio “processo Anfiteatro Berico” inventatogli su misura contro di lui e il collega guru dell’archeologia del prof.Maurizio Tosi. Dietro la facciata il processo intentato mirava a “chiudergli loro la bocca ” e malgrado il Conservatore avesse sempre rispettato fino ad allora il vincolo di segretezza di Stato sui passati accadimenti avvenuti ai danni della colossale struttura berica . Rilascio di concessioni edilizie abusive e occultamento nella sua cavea di rifiuti comunali.

immagine tratta da Franco von Rosenfranz France Fans club – YouTube

L’OPERAZIONE PIRATI BARBARESCHI Da adolescente ebbe a vivere un sequestro breve mentre negli anni gli fu fatto scomparire il proprio figlioletto , impressionato dal sequestro dei Bulgari, durante il rapimento di un musicista, legato mani e piedi supino e costretto a subire notte e giorno innenarrabile diffusione di “pseudo-musica“, il Molosso accettò infine la proposta per l’intelligence di tre generali. Una segretissima e rischiosissima missione coperta mentre sequestri degli imprenditori italiani, sopratutto Lombard Veneti, proseguivano imperterriti arrivando a una media di trenta a settimana.

Gli stranieri cominciavano allora a disertare  l’Italia ed  alcuni magnati, anche bancari, toccati  dal fenomeno minacciavano  boicottaggi.  LA MISSIONE: Il  Molosso , accademico musicale e presidente di numerose aziende pioniere in telecomunicazioni satellitari doveva entrare in conatto con i malviventi e vantare autorevolmente che l’intelligence Italiana  disponesse di  apparecchiature in grado non solo di riconoscere il timbro di voce vicino all’ostaggio ma sopratutto rintracciare e via satellite  qualsiasi ostaggio mediante riconoscimento ipodermico-calore del corpo.  Tecnologia  impossibile per quei tempi. Ci vollero due anni di addestramento affinché K-626 apparisse convincente.

DENARO DEL RISCATTO DI CARLO CELADON RICICLATO IN ALTRETTANTE IMPRESE LEGATE ALL’IMPRENDITORIA VICENTINA Dotandosi  di un adeguato pedigree  giudiziario ideato a pretesto nel campo dei metalli preziosi nelle operazioni di fornitura in Germania a Supermax svolte su suggerimento di giuseppe Becce Giuseppe Becce Bechstein , quando intraprendente adolescente , pretesto studiato quello di riportare in Italia  l’oro e l’argento macedone di famiglia, di parte delle riserve custodite e sottratte a di Pietro di Jugoslavia , dai Caveau Svizzeri ad Arezzo , metallo prezioso a cui comunque l’erede Molosso rinunciò a trattenere per se.  l’operazione fu improvvisamente dirottata sul sequestro dl vicentino Carlo Celadon. allorché si abbe certezza che fasci di banconote segnate, pagate per il riscatto del ragazzo, nelle trattativa condotta dal ex magistrato e legale di Licio Gelli , L’AVVOCATO FABIO DEAN. ricomparivano finanziando iniziative di altri imprenditori vicentini. Grazie al riserbo, coadiuvato anche dal  Follow Money del grande magistrato Giovanni Falcone che in seguito , come per i colleghi che lo precedettero, trasferiti, intimiditi, isolati , vilipesi , infine eliminati uno dietro l’altro, pagò con la vita il coraggio mostrato anche a queste indagini . Comunque per sua parte, lentamente l’operazione giunse al successo. I sequestri cessarono.

Questa retro storia contiene quello che di segreto mai fino ad oggi in questa operazione è  stato rivelato. Una storia di indicibili sacrifici, di speranze, di ansia, di attese che non finivano mai. Vicenda in cui denaro e droga intesi come nuova moneta di scambio  sembrano aver appianato tutto. Anche il dolore delle vittime .  

Salvatore Carubba Coautore /addetto al suo servizio scorta: Qui  nulla è romanzato  .

CHI HA BENEFICIATO DEL DENARO EROGATO DAI RAPIMENTI OGGI COMANDA

All’epoca c’era un imprenditoria emergente capace, ma povera, oggi divenuta fortissima con quel denaro brutalmente svuotato dalle tasche di nobili, ereditiere , imprenditori che dovettero chudere le fabbriche , con l’occupazione e che spesso, no dimenticando il trattamento subito, si suicidarono ecc. Era successo che una parte di imprenditori, politici, poliziotti, si era imbattuta in macellai disposti a tutto pur di vedersi cambiare un milione di lire contrassegnate per 300mila euro . E così decisero di usarli .

La mafia di una volta non voleva campare con i sequestri. Dava da mangiare bene lo stesso a tutti i propri affiliati . Pensiamo a Lucky Luciano. Metà polizia degli Statu Untiti era nel libro paga suo e di Al Capone Non mancavano ami i soldi per un mutuo da pagare. E per arricchirsi bastava far le va sui bevitori,. All massimo drogavano qualche ragazza per farle prostituire .

Ben si affranca alla vicenda il libro Italia segreta dei sequestri (Newton Compton)scritto dal magistrato  Ferdinando Imposimato.

Un’altra prova magistrale di scrittore e saggista per il Giudice delle Verità scomode, Ferdinando Imposimato, magistrato di spicco, giudice istruttore nei casi più scottanti della storia italiana e presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione; ma anche Grand’Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica e già senatore. Reduce dal successo del volume “I 55 giorni che hanno cambiato la Repubblica, grazie al quale la Procura di Roma ha disposto la riapertura del caso Moro, Imposimato torna protagonista in libreria con L’Italia segreta dei sequestri (Newton Compton), sfoderando ancora una volta l’anima dell’investigatore e la vena del grande narratore, e ricostruendo, con precisione documentale, la storia dei rapimenti in Italia negli anni ’70 e ’80, dal caso Sindona a quello Orlandi. Presentando il libro a Roma, l’ex magistrato ha illustrato i punti salienti della sua ultima fatica letteraria.

Qual è la sua opinione sulla sorte di Emanuela Orlandi?
«Sostengo la tesi della pista bulgara e delle infiltrazioni della Stasi: sta di fatto che nel 1997 Ali Ağca mi invitò nel carcere di Ancona, in cui era detenuto, e mi raccontò una lunga storia. Mi disse che nel carcere di Rebibbia, nel 1983, due sedicenti giudici bulgari lo avevano minacciato di morte. Uno di questi, Jordan Ormankov, si era recato al bar con Ilario Martella, giudice istruttore nell’inchiesta per l’attentato al Papa, e l’altro, Stevan Markov Petkov, ne aveva approfittato per confidargli in lingua turca che entrambi erano agenti del Kgb e che avevano rapito Emanuela Orlandi per ottenere la sua liberazione. Quindi, gli chiesero di “distruggere” il processo e di ritrattare le proprie dichiarazioni, altrimenti avrebbe fatto la stessa fine della ragazza. Gli dissero anche di aver minacciato il giudice Martella».

Che conferme ha ricevuto sulla veridicità di questa versione?
«La conferma giunse da Martella, che non aveva mai parlato prima con nessuno delle minacce subite. Inoltre, potei verificare che i due sedicenti giudici bulgari arrivarono a Roma il 20 giugno 1983 e ripartirono il 24: ossia due giorni prima e due giorni dopo il rapimento Orlandi. Ma non vennero in Italia per incontrare me o Martella, piuttosto si recarono in ambasciata: è un chiaro indizio. Oggi siamo in possesso di tracce sufficienti per spiccare molti mandati di cattura. Ma la maggior parte di queste persone, ahimè, è morta».

Emanuela poteva salvarsi?
«Altre ragazze si salvarono: prima di ripiegare su Emanuela, ad essere pedinate erano state altre cittadine vaticane, già pochi giorni dopo l’attentato al Papa, il 13 maggio 1981. Come ho verificato nei rapporti dei Carabinieri, presentati al processo Orlandi, ad essere sotto osservazione furono le figlie di Angelo Gugel, aiutante di Camera del Papa, che abitavano nello stesso stabile dell’Orlandi; ed anche la moglie e la figlia di Camillo Cibin, capo della vigilanza vaticana. Tuttavia, i servizi segreti francesi informarono Gugel che presto alcuni cittadini vaticani sarebbero stati rapiti. Questi mise in guardia Cibin. Le ragazze furono messe al sicuro. E si ripiegò sulla famiglia Orlandi, all’oscuro di tutto: la pista internazionale è più che evidente».

E Mirella Gregori?
«Il collegamento tra i due rapimenti è certo. Mirella, fotografata pochi giorni prima del sequestro con papa Wojtyla e per questo prescelta, doveva servire a ricattare il presidente Pertini affinché concedesse la grazia ad Ağca. E la mia ipotesi è che, purtroppo, sia stata soppressa».

In questo libro torna a parlare del caso Moro, rinnovando la sua verità.
«Tutto ruota intorno alla questione incredibile della prigione: ancora oggi, a 35 anni di distanza, non si sa ufficialmente dove sia stato tenuto Moro. Com’è noto, fu rapito dalle Brigate Rosse, dopo lo sterminio della scorta. Ma fu condotto in un luogo che non è mai stato indicato. Sennonché, io ebbi la ventura, e anche la sventura, di trovare questo luogo due anni dopo la morte dello statista: in via Montalcino numero 8 interno 1. Non l’avessi mai trovato: questa prigione non doveva essere scoperta; lì si celavano i nomi di coloro che potevano liberare Moro e che furono fermati da un ordine perentorio del Ministero dell’Interno e, come ho scritto decine di volte, di Cossiga ed Andreotti. Anche il generale Dalla Chiesa ricevette l’ordine di non intervenire».

Anche il suo fu un destino tragico.
«Ed è certissimo che egli abbia firmato la propria condanna a morte proprio palesando l’intenzione di liberare Moro. Dalla Chiesa fece un errore gravissimo: rivelò a Mino Pecorelli, giornalista di Op, che il ministro dell’Interno conosceva la prigione di Moro e gli aveva impedito di intervenire. E Pecorelli riportò queste indiscrezioni sulla sua rivista, nominando Dalla Chiesa con lo pseudonimo di Amen. E di lì a poco entrambi morirono. La Corte d’Assise di Perugia condannò in primo grado Giulio Andreotti per l’omicidio Pecorelli, riconoscendo il movente proprio nelle notizie in possesso del giornalista sulla vicenda Moro».

Nel libro parla anche di un nuovo testimone.
«Sì, ho raccolto la testimonianza dell’artificiere Raso, inviato dal Ministero degli Interni in via Caetani, tre ore prima che le Br comunicassero dove si trovava la Renault 4 rossa con il corpo di Moro: evidentemente al Ministero dell’Interno già sapevano tutto. L’8 maggio 2011, insieme ad alcuni amici del Centro Ricerche Aldo Moro di Bari, ho provato a collocare una lapide in via Montalcino. Ma il sindaco ha negato l’autorizzazione. Insomma, questo mistero sopravvive perché le istituzioni non si rassegnano a dire la verità».

Nel libro tratta anche di sequestri non legati alla Politica. Perché il caso Papaldo è emblematico?
«Perché dimostra come spesso da inquirenti e giornalisti vengano formulate ipotesi fantasiose che poi conducono sulla strada degli errori giudiziari. In questa circostanza, a rischiare di farne le spese è stato un Renzo Arbore agli albori della carriera. Infatti, il 22enne Francesco Papaldo era il giovane direttore del locale notturno Francis, di proprietà anche di Arbore. Dopo la sua scomparsa, il pubblico ministero De Nardo fece convergere i sospetti su Arbore, adducendo, sulla scorta dei rapporti dei Carabinieri, che il ragazzo fosse coinvolto in un giro di coca. Questa convinzione e una serie di deduzioni pseudo logiche stavano per portare all’arresto del musicista. Ma, come giudice istruttore, disattesi le richieste del pm e salvai Arbore: evitai così una campagna diffamatoria simile al caso Tortora. Papaldo, infatti, era stato assassinato da un antagonista in amore: una vicenda torbida di passioni e tradimenti».

Perché alcuni sequestrati furono vittime due volte?
«Spesso la persona scomparsa subiva il disprezzo e la calunnia: si sosteneva che fosse fuggita volontariamente con qualcuno, come si disse del magistrato Giuseppe Di Gennaro, scomparso nel 1975. Sulle prime, i giornali scrissero che era scappato con un amante omosessuale; invece era stato rapito dai Nap. Altre volte, si sosteneva la tesi della simulazione di reato per spillare soldi alla famiglia: Renato Filippini, sequestrato per due mesi, una volta liberato fu arrestato con l’accusa di aver inscenato il rapimento».

Lei evidenzia anche un triste destino, comune alle famiglie dei sequestrati. Cosa accadeva?
«Un caso esemplare è il rapimento di Paul Getty III e dell’atteggiamento di totale chiusura del nonno, il famigerato miliardario Paul Getty I, che si rifiutò di pagare il riscatto. Il ragazzo subì l’amputazione dell’orecchio e la sua vita fu completamente sconvolta. Effettivamente, quasi tutti i sequestrati sviluppavano un rancore nei confronti dei familiari, ritenuti responsabili di non aver fatto abbastanza per salvarli o per alleviarne le sofferenze. Così, sistematicamente, si producevano spaccature insanabili all’interno delle famiglie».

È avvincente anche il suo racconto di alcuni capibanda, come Laudavino De Sanctis. Chi era?
«Un feroce bandito, meglio noto con il nome di Lallo lo zoppo. Fu l’unico ad evadere dal carcere di Regina Coeli. Fu autore di una serie incredibile di omicidi e sequestri di persona finiti nel sangue, perché agiva a volto scoperto e, così facendo, era costretto a eliminare l’ostaggio, diventato un testimone scomodo, come nel caso dell’ingegner Ciocchetti. Ma la vicenda più drammatica fu quella di Palombini, il re del caffè di Roma: nonostante gli ottanta anni d’età, riuscì a fuggire miracolosamente dalla roulotte in cui era recluso e, incautamente, bussò ad un uscio nelle vicinanze. Ad aprirgli fu la moglie di uno dei rapitori complici di Lallo. Questi lo uccise e pose il corpo in un congelatore: così, lo tiravano fuori, gli mettevano un paio di occhiali, i giornali in mano, e convincevano i parenti che l’ostaggio fosse ancora vivo, facendosi consegnare il riscatto».

Grazie a lei mutò la strategia per risolvere i casi di sequestro. Come agì?
«Va premesso che dai contatti tra rapitori e familiari, il giudice istruttore veniva escluso: i parenti delle vittime ritenevano opportuno intrattenere delle trattative, senza il coinvolgimento delle forze dell’Ordine. Questa tesi prevaleva anche sui giornali: a loro parere, così si tutelava l’incolumità dell’ostaggio, laddove proprio così la si metteva in pericolo. Roma era diventata la mecca dei sequestratori: imperava il terrore. Allora decisi che, in presenza di un sequestro, si intervenisse militarmente, dando l’ordine di sparare sui rapitori che andavano a ritirare il riscatto. Insomma, a dispetto della tesi dominante, feci valere quello che diceva anche la Legge: il legittimo uso delle armi. Imposi la linea superdura, e da quel momento la situazione cambiò radicalmente: sgominammo molte bande di rapitori, tra cui quella dei Marsigliesi. E così riuscimmo a catturare, anch’io pistola in pugno, questo Lallo lo zoppo, liberando la ragazzina di 11 anni, Mirta Corsetti, che teneva in ostaggio».

Per il rapimento di Michele Sindona, invece, nessun intervento militare.
«Questo fu un caso emblematico: andava stabilito, innanzi tutto, se si trattasse di un vero o di un falso sequestro. La fotografia di Sindona, con una ferita da arma da fuoco all’inguine, emersa durante le indagini, mi indusse ad optare, verosimilmente, per la tesi del sequestro di persona. Non potevo immaginare si trattasse di una simulazione. Ma emisi un mandato di cattura per estorsione nei confronti di alcuni mafiosi che mi consentì di entrare in contatto, in America, con Fbi e Cia e di fornire loro un frammento di carta, rinvenuto presso un mafioso e che riportava l’indicazione di un volo aereo Francoforte-New York. L’Fbi, così, riuscì a risalire al volo, interrogò tutti i passeggeri e scoprì che uno di loro, tale Joseph Bonamico, in realtà era Sindona. Lo confermavano le sue impronte digitali sul documento di sbarco. Era la prova che non era stato rapito: così, fu accusato dell’omicidio Ambrosoli a Milano, del traffico di droga a Palermo dal giudice Falcone, e da me di simulazione di sequestro a scopo di estorsione».

Per poi morire in carcere. Suicidio o omicidio?
«Morì avvelenato con il cianuro, ma secondo la versione ufficiale suicidato. Prima di morire urlò: “Mi hanno ammazzato!”, ma non ho mai visto un suicida che si comporti così. Del resto, seppi in seguito da un dirigente del carcere che fu avvelenato per ordini giunti dall’esterno. Solo dieci giorni prima di morire, aveva ricevuto la visita di un personaggio di grosso calibro affiliato alla P2. La sua fu una storia davvero straordinaria…».

L’Italia segreta dei sequestri

  • Copertina rigida ‏ : ‎ 313 pagine

Intervista  recensita . Autrice Isabella Pascucci .  

Recensione di Lago Franco :

“Date le pressanti minacce di morte ricevute al padre del Carlo Celadon, in una lotta contro lo scarso tempo rimanente, sfruttando un rocambolesco quanto improvvisato piano d’azione, “K-626” [ndr suo nome in codice] tentò il tutto per tutto su un piano che inizialmente non era stato congegnato per il Celadon così conducendo con insperato successo l’operazione ” K -626 ″ ,entrò personalmente in contatto con i rapitori, riuscì ad apparire credibile nel persuadere il carceriere del ragazzo. Di lì a non molto tempo dopo l’ostaggio fu rilasciato e i sequestri di persona degli imprenditori nascosti in Calabria cessarono .”  [da: ” l’Uomo K- 626 “di Lago Franco].

QUESTO FU IL CONTESTO SOCIALE DEL SEQUESTRO CELADON. LA SUA ADESIONE, IL SACRIFICIO E IL CONTRIBUTO Erano quelli gli anni in cui lasciando la Sicilia era ritornato in Veneto il padovano Graziano Verzotto, l’ex vice in DC dell’on. Bernardo Mattarella. Franco Malosso von Rosenfranz sarà fatto rientrare precipitosamente dagli Stati Uniti dal Padre quando accettò di lavorare per l’intelligence contribuendo a questa missione segretissima che permise il rilascio dell’ostaggio Carlo Celadon vivo, così svolgendo un’ azione coperta in cui egli, esponendosi in prima persona, andò ben oltre a un’ indagine di intelligence .

DURANTE IL RAPIMENTO CARLO CELADON  Inoltre, il suo secondo ingombrante cognome, per quanto si facesse per coprirne le origini, ne rivelava la discendenza a qualcosa di molto simile a un piccolo imperatore ultimo erede del Molosso (Alessandro I° di Macedonia Re d’Epiro, zio di Alessandro Magno, Marito di Cleopatra). Così fu cresciuto fin da ragazzino in un contesto di amici di famiglia, a loro volta di possibili rapimenti, sempre convivendo col timore del sequestro di persona italiano. A Los Angeles in CA mentre talenti come Federico Faggin o Giorgio Moroder , se ne guardarono n bene dl ritornare con gli italiani Circostanza che non lo fece esitare quando nel corso di una ricerca avanzata, senza sosta perfezionò l’applicazione dedicata al riconoscimento ipodermico via SAT così saltando su un provvidenziale carrozzone chiamato Inteligence . La nuova tecnologia poteva dare un grosso contributo a ritrovare gli ostaggi. Malosso si mise subiti al lavoro. A sera da Hong Kong operando a ritmi forzati, incessanti, i tecnici inoltravano i risultati del giorno a quelli in attesa in UK e US e viceversa . Ciò malgrado, nel 1988 la AIDC biometrica rimaneva ancora troppo arretrata fornendo imprecise FRR  e rendendo imprecisa oltre che dispendiosa l’attività di controllo e identificazione attraverso il riconoscimento corporeo satellitare. Nell’impossibilità di portare a termine in tempo la missione, nel corso del sequestro Celadon, certo che i sequestratori a cui erano state promesse pene blande non avrebbero rivelato nulla, temendo rappresaglia per la sorte dell’ostaggio, Malosso dotatosi di un “adeguato pedigree giudiziario” ruppe gli indugi e per mantenere ristretta la riservatezza nell’operazione, non esitò a mettere a repentaglio la sua stessa vita pur di salvare l’ostaggio.

Il suo nome i codice K-626 conferitole in addestramento in Sardegna evoca un sezione dei servizi segreti italiani, la VII del SISMI ben nota com riportato dal col. Bazzanella dei servizio segreto Vaticano e dai magistrati dr.Felice Casson, e dr. Salvini .

La K-627 Requiem in D minor K626 – Lacrimosa, è una composizione di W.A.Mozart. l’ultima, ed incompiuta dopo la stesura delle parti vocali del “Domine Jesu e Hostias”. Subito dopo la sua morte apparvero le prime leggende e numerosi aneddoti. ancora oggi legata a circostanze intrise di mistero. Stendhal, a riguardo narra di un anonimo committente mascherato con uno scuro mantello dall’aria lugubre bussando alla sua porta del nel cuore di una buia notte ed offrendo compenso di cinquanta ducati. per un Requiem dedicato a una persona importante . Mozart tentò di scoprire chi fosse il misterioso committente. Quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro e perchè stava morendo e si rese conto di non riuscire ad identificare l’uomo, così il compositore si convinse che il committente fosse un emissario dell’aldilà che lo avesse incaricato in realtà di scrivere la messa di requiem per se stesso. ..E’ una storia lunga comunque §magari un giorno la svelerò completamete. Anche quella in cui , adolescente mi trovai affidato in Sardegna in cerca del mio cane….

In seguito, per differenti motivazioni la Banca Vaticana IOR riciclava il denaro dei Sequestri di persona provenienti dall’Ambrosiano , Il Banco di Sicilia e la la Banca Rasini diretta da Luigi Berlusconi , un Papa invocava alla manovalanza impiegata per i rapimenti la liberazione di  Emanuela Orlandi e ai vertici dei servizi segreti dell’aeronautica militare arriva un dirigente proveniente dal Servizio Segreto Vaticano: Il colonnello Walter Bazzanella. Per primo svelerà di un nucleo K dotato di uomini in grado di assumere diverse identità, uscire ed entrare in un carcere ecc.[ da L’uomo K-626 di Lago Franco

https://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/fu-amenduni-della-valbruna-a-pagare-il-riscatto-per-celadon-1.2372512

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/02/04/sono-scomparsi-soldi-del-riscatto.

html https://www.pressreader.com/italy/corriere-del-veneto-venezia-e-mestre/20200625/281522228352186.

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/05/19/miliardi-all-anonima-una-via-insospettabile.html.

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/05/18/da-pretore-avvocato-di-licio-gelli-ecco.html