AIUTIAMO FRANCO VON ROSENFRANZ A PAGARE IL PIZZO DI 5 MILIONI PRETESO DALLA MAFIA?

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Intervista a Franco Malosso von Rosenfranz a proposito della tangente richiesta ai suoi studiosi a titolo di “protezione ” sull’anfiteatro Querini -Colonna. .

MANCANO LINEE GUIDA ISTITUZIONALI PRECISE E CHIARE SU COME E CON QUALI MODALITA’ VERSARE IL PIZZO ALLA MAFIA ISTITUZIONALE.

Un soggetto che vive all’estero non sa bene come rapportarsi con questo fenomeno tutto italiano. In paesi considerati più civilizzati del nostro la tangente è legale. E “il Molosso” diversamente da altri imprenditori non è un soggettino tanto addomesticabile come viceversa lo sono altri vicentini illustri. Ai microfoni dichiara: Non mi va di macchiarmi la fedina penale per fare da capro espiatorio a un sistema collaudato. Quello che nel millenario anfiteatro è il problema dei rifiuti mai smaltiti.

LA TANGENTE COME PRATICA COMUNE ( I 5 milioni richiesto all’anfiteatro)

Neppure dopo la “lezione sentenza di I° grado” alla maniera di Libero Grassi il Conservatore sta zitto e aderisce alla richiesta di pagare i 5 milioni di tangente adeguata agli sviluppi della struttura:

O questi uomini dello Stato ci LEGALIZZINO LA MAFIA e la tangente diviene un contributo unico e quindi i 5 milioni richiesti all’anfiteatro sono legalmente pretesi dalla Mafia a titolo di protezione o qualche funzionario dello Stato Italiano magari di competente avvocatura , dovrebbe spiegarci perché oltre delle tasse, siamo soggetti a versare queste tangenti. D’accorso che con la protezione delle Mafia si beneficia di una doppia garanzia ma così come è la legge italiana ora, fiscalmente il pagamento di una tangente ci mette in condizioni di divenire soggetti ricattabili. Ostaggi esposti a ogni tipo contenzioso tributario e a diffamazione quale rappresaglia punitiva . Se non si possiede una banca, non mi si dica che è facile portare alla luce e corrispondree 5 milioni di euro!

Insomma per essere difesi da attacchi indiscriminati di magistrati evitandosi indagini deviate a cui seguono altrettanto deviate condanne dovrebbero legalizzare le tangenti pagate a Giudici e politici. Almeno così sarebbero detraibili ai sensi dell’art. 58 del Codice sull’imp. redditi come le “commissioni pagate segretamente da aziende” vengano riconosciute almeno ai fini fiscali come spese professionali qualora esse siano ritenute “una pratica comune”. [ Inambito UE : Zweites Antikorruptionsgesetz” [BGBl. Nr. 205/1982]  “Strafrechts änderungsgesetz” del 1987 [BGBl. Nr. 605/1987] e del 1996 [BGBl. Nr. 762/1996] 

Come dargli torto ! 5 milioni non sono caramelle!

E’ inutile che io faccia il Conservatore spremendo fino all’ultimo euro perfino le mie personali risorse portando avanti con passione, amore e con sacrifici inenarrabili un’ impresa dedicata alla collettività ma anche operando in un contesto in cui, per non tenermi rifiuti tossici nell’anfiteatro, io devo solo ed esclusivamente rapportarmi con latitanti ricercati, soggetti istituzionali coinvolti in traffici illeciti! Insomma la legislazione in materia deve essere più chiara! Per un poco ho accettato di far finta di stare al gioco. Spero che il mio caso serva ai prossimi e faccia approvare certi codici di comportamento. Nella mia azienda nel Regno Unito ricevono decine e di lettere che mostrano questo disagio. Io non ho tempo di aprirle e me ne scuso, ma sarebbe ora di intervenire. La tangente in Italia è un poco come la prostituzione. E’ proibita ma non c’è solo per i miopi. Smettetela di recitare.

Dichiara inoltre il Conservatore alle emittenti uniche:

OK, io comprendo e non biasimo che nessun maresciallo dei Carabinieri mai si sognerebbe di attivare professionali indagini che comunque sarebbe regolarmente archiviate da superiori. Andare contro la mafia dei rifiuti? Consideriamo poi che per un popolo di sozzoni è normale nuotare in laguna fra la propria monnezza raccolta in Veneto e colà scaricata senza essere smaltita.

Questo modo di arricchirsi a dismisura grazie alla tassa che versa la popolazione italiana riempiendo falde, fiumi, bacini mari campi abbandonati, paesi da Asiago in su non lo trovano civile. Provate a scaricare nello stesso mare ma dalla parte croata. Ti tagliano una mano. Anche qui c’era un patto tacito fra politica e Mafia. Si uccide solo in casi estremi. Per imporsi oggi fra mille telecamere a circuito chiuso, si utilizza il fiancheggiamento di TV e giornalisti compiacenti. Il soggetto ribelle lo si inonda di nefandezze. Si persuade meglio e con meno clamore di quello che fanno i morti ammazzati. Eppure un pelo prima dell’era delle telecamere a circuito chiuso che hanno standard di fabbrica che oltre a casa nostra trasmettono almeno a una cinquantina di altri server, il mio staff ha perso due amici. Uno perfino finito a a fucilate. E vabbeh.

A QUESTO PUNTO, PER EVITARE GUAI PEGGIORI  ECCO PERCHE’ LA TANGENTE DI MAFIA  DEVE DIVENIRE  LEGALIZZATA ESSENDO UNA COSA SOLA CON LO STATO?

Certamente. Lo affermò: Giuseppe Guido Lo Schiavo primo presidente della Corte di Cassazione  e poi nelle forme più consone il Procuratore siciliano  Busuito: nella persecuzione ai banditi ed ai fuorilegge la Mafia si  affianca  alle Forze dell’Ordine. Dunque

 I MAFIOSI NON SONO DA CONSIDERARE FUORILEGGE  né tantomeno la Mafia è  un’ associazione a delinquere.

La mafia è condivisa  da un notevole numero di magistrati che non hanno   timore di dichiarare pubblicamente che la Mafia non solo non è un problema ma addirittura è una «forza d’ordine».  Essa è una organizzazione che collabora con le forze di sicurezza dello Stato, cioè  propria dei magistrati  Italiani  . 

10 luglio 1943 con il liberatore ebreo Luky Luciano la  Mafia rientra ufficialmente   in Italia 

Sotto  di essa pare ritorni l’ordine e  gli agitatori sindacali scompaiono.

Ma  con questi presupposti ritorna anche il caos. Continue le epurazioni del vecchio regime. Segue la prima strage di Stato, quella del Portello delle GInestre. Continuano i morti per lupara bianca e i sanguinosi regolamento di conti. Esecuzioni contro gli ex prefetti  e membri dei carabinieri rei  di aver  combattuto la mafia e le truffe. A Corleone un bambino viene ucciso  mediante iniezione  su ordine del Capo mafia direttore dell’ospedale Carmelo Nicolosi. Qui malgrado la mafia si indiscutibilmente capace di mantener l’ordine, si passa un poco troppo il limite. I mafiosi vengono pertanto inviati al Nord al soggiorno obbligato e lo colonizzeranno sotto gli occhi del politico padovano Graziano Verzotto vicepresidente delle DC siciliana.

Nel 1965  i  membri della commissione parlamentare antimafia, ELKAN ED ASSENNATO, rilevano che  i magistrati tendono  a commisurare sentenze assolutive  a mafiosi  che si macchiano  continuamente di truffe, omicidi, isolando gente umile e semplice, tra stragi, furti, torture, sequestri, lupare bianche, uccisioni di animali da pascolo; estorsioni. i soggetti si definiscono “antifascisti” motivati nel loro agire come da buoni propositi sinistrorsi.  

Un poco come i luogotenenti che portano avanti l’eredità di  Liborio Romano  gli italiani scoprono che  pagando i Giudici si  beneficia del meccanismo della prescrizione  e dell’archiviazione  per decorrenza dei termini anche a fronte di impressionanti sequestri  di persona e di  omicidi di imprenditori.  

Della stessa prescrizioni beneficiano i Giudici come Renato Squillante della Procura di Roma e i sei miliardi  da lui imboscati in Svizzera.

Con questo incoraggiamento la magistratura  va indisturbata  a braccetto  con la mafia . Sale  così dalla Sicilia a Roma, in Lombardia e nel Veneto DC di Graziano Verzotto   assieme 141 mafiosi al soggiorno obbligato che ormai oggi, vediamo dalle cronache, lo  hanno completamente  colonizzato.

In questo contesto di mafia e sentenze trattate in nero il tribunale di Vicenza non è esente. Le previsioni del caso del sequestro Celadon si sono avverate.

L’associazione a delinquere di stampo mafioso per un magistrato potrebbe in fondo essere un reato lieve; ben lo dimostra a Vicenza l’esempio di un magistrato milionario denunciato per associazione mafiosa. Fra l’altro, proprio in Tribunale, lui nascondeva le armi con matricola abrasa probabilmente utilizzate in rapine a orafi della Riviera Euganeo Berica ecc.

La pena per il magistrato consistette in un prudente trasferimento ad altra Procura . e basta. Ma trovo che questo magistrato sia stato più coerente di altri sui colleghi che come lui non pagano. o peggio, assieme a altri membri istituzionali recitano la parte dell’antimafia .

Per Cossiga La Mafia  è nella  Associazione Magistrati

Ma dicevo, da quel momento a Vicenza i vicentini scoprirono che  per chi può  pagare, le  sentenze  si possono aggiustare. Sono concordate già in partenza col magistrato coinvolto nel sistema mafioso e non. E’ lo stesso magistrato che indica su quali  conti esteri intestati a parenti o altro vada pagata la tangente estorsiva che  proteggerà l’imputato .

Circa le costruzioni edilizie in Anfiteatro che hanno interrotto la vista sull’ Anfiteatro?

Contro questa prassi   e contro  il palazzinari  che a partire dal Sacco di Palermo  imbruttiscono tutta l’italia, col suo  follow money  si schierò un magistrato scomodo: Giovanni Falcone. Com è noto questo gli costò la vita. Idem per Polo Borsellino i cui investimenti spesi a premio per la strage sono stati investiti nelle sommità delle ville che si affacciano dell’anfiteatro. Ma di più non si può dire. Vige il Segreto di Stato. E la pena è pesantissima. Ecco vede questo è un altro punto...

Il follow money,  di Giavanni Falcone è il sistema che  da un semplice movimento bancomat a Malta ha incastrato  Raffaele Marra, ex capo del personale del Comune di Roma ed ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi.

Invece pare più applicato a controllare i movimenti in denaro di piccoli artigiani e commercianti.

Ben 11 sono le ville abusive realizzate sulla sommità dell’Anfiteatro. Una è del Magistrato del Tribunale di Vicenza. Esse rappresentano i reali abusi edilizi dell’anfiteatro attribuiti ingiustamente al Conservatore che impossibilitato a difendersi senza ammissione di prove sarà condannato.

Visualizza articolo per conoscere i particolari delle sentenza.

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Da sx Sebastiano Tusa, Maurizio Tosi -responsabile per l’archeologia- Franco M. von Rosenfranz, Renato Cevese .

DA BAGHERIA AD ARCUGNANO. DA CORLEONE AL SACCO DI PALERMO

Gli autori di questo imbruttimento che ha condotto alla povertà e a cancellare Palermo dalle rotte turistiche si deve a quei tanti combattuti da Giovanni Falcone che lui chiamava “colletti bianchi”- Laureati nelle diverse discipline dell’umano sapere che anziché lavorare per il bene comune, sono intermediari e ingranaggi, a volte persino attori protagonisti di quel perverso e devastante sistema che iniziò portando carrettieri, capi mastri e prestanome vari a diventare i “costruttori” delle periferie grigie del nostro magmatico presente.[Danilo Maniscalco ndr]

2016 Ad Arcugnano come a Corleone. Giuseppe Antocci presidente del Parco dei Nebrodi si salva fortunosamente dall’attentato commissionato da colletti bianchi. Sono gli stessi che desiderano pure cementare la Fontega di Arcugnano. Si tratta di Criminali? Sono criminali quelli che ottennero il sequestro dell’Anfiteatro? Una mossa per stancare il conservatore superstite e indurlo a mollare?

Protetto dalla sua baia fino al 1938 il “santuario” delle Querini è dotato di stupefacente surround. Con i suoi tre bacini che si affacciano su quella parte Sacra, dell’ex Grande Lago di Vicenza , il più antico del Nord Italia, è anche l’unico più antico Anfiteatro acquatico ancora esistente al mondo.

IL FUTURO DELl’ AREA DELL’ANFITEATRO

Già a partire da ottobre 2020 la Casa di Giulietta (la masseria fortificata che si affaccia sull’Anfiteatro), luogo dove si incontravano artisti del calibro di Neri Pozza, Otello De Maria, Maurizio Girotto ecc. (ricordati in una galleria fotografica al suo interno), ha iniziato a svuotarsi della cineteca, donazione del compositore vicentino del cinema tedesco, dr. Bechstein ( Giuseppe Becce). Finirà probabilmente da un collezionista a Monaco. Stessa sorte per la vastissima Biblioteca contenente parte anche dei libri superstiti al rogo doloso in stile Georgofili dell’archivio sorelle Mioni Papadopoli-Wollemborg. Smembrata da topi ed umidità, finirà ai privati garantisti che ne faranno richiesta.

Dopo aver subito vandalismi e spostamenti di molti suoi blocchi nel 2002, riparata senza contributi pubblici, la colossale struttura è stata restituita alla sua millenaria bellezza nel 2014. Si tratta di terrazze in pietra di Vicenza e calcarenite ( utilizzato per il surround del teatro). Le sue terrazze sono al vaglio del CDA che gestisce questa parte di anfiteatro superstite che potrebbe sradicarlo come fu per la Stele di Axel, per essere traslato in sicurezza verso simil-località di passaggio Ventikens offerta da un sindaco in Ungheria (UE). Il conservatore non l’ha presa bene per quello che gli è accaduto in Italia . Anche se non vi sono linee guida che attestino difformità atte a manifestare un abuso edilizio, lui è fermamente deciso a convincere i CDA a ottemperare alla ordinanza di demolizione (anche a riportare l’originaria discarica fra le terrazze che ancora in questi giorni sono oggetto di scarico). Fra gli elementi del Teatro delle Querini-Colonna da smaltire vi sono anche statue e il chiosco descritto da Guido Piovene.


Vogliamo  mantenere il  nostro sostegno e la nostra solidarietà al suo ultimo Conservatore Franco Malosso von Rosenfranz? Preservare la  memoria del guru (fra i cinque maggiori al mondo) dell’archeologia mondiale,  classificatore dell’Anfiteatro  Berico delle Querini  in Arcugnano Capoluogo prof. Maurizio Tosi, (eliminato prima di poter deporre), seguito dall’ecologista Mauro Pretto?
Se vuoi sostenerci  con una offerta libera destinata alla urgente manutenzione   sarà apprezzato il tuo  contributo e il tuo nome resterà inciso nell’Anfiteatro.

IBAN: AT 9220 7060 44 000 19 420

Per approfondimenti

1 commento

  1. Antonella Vitocco

    Aiutiamo FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ AMBIENTALISTA

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