L’ AUTOBOMBA DESTINATA A FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ
Nella sua auto blindata era stato forzato il bagagliaio. Rimasto solo nell’inchiesta dopo l’omicidio del suo commilitone il sottufficiale Gianni Conti massacrato di botte e buttato nella piscina ufficiali per inscenare che vi fosse annegato, da tempo era stato da lui avvisato di possibili ritorsioni da parte della lobby in uniforme che assicurano la drogatura dei giovani vicentini col trasporto dell’eroina e altre droghe attraverso i voli NATO al dal Molin.

Armored car Malosso’s special delivery Turist & Diplomat Sales [ Archivio Gen. Ettore Malosso]

Da attento militare addestrato a devitalizzare attentati di terroristi, una mattina come tutte le altre , prima di aprire il portello dell’auto Malosso si accorse che la maniglia del bagagliaio era in una posizione lievemente spostata rispetto a quella lasciata la sera prima. Aprendo quel poco che serviva potè scorgere l’innesco. Sarebbe morto sicuramente dilaniato nell’esplosione. Un altro ufficiale di quella Terza Brigata Missili *prese in consegna l’ordigno. Segretarono tutto per lungo tempo facendo finta di nulla ma probabilmente avvisati da una talpa nessuno si fece mai più vivo.


3º Gruppo missili "Volturno" - Wikiwand

*La Terza Brigata missili nucleari era una unità operativa costituita in seguito all’accordo segreto stipulato* il 20 ottobre 1954 tra il governo italiano e quello statunitense, relativo alla difesa con missili nucleari . A distruggere Hiroshima bastò una bomba detta “Little Boy” con un’energia di potenza di 13 kilotoni. Quelli da scagliare a risposta da missili locali erano di 100 kilotoni!
Erano quelli i tempi in cui i bombaroli aspiravano a procurarsi armi nucleari; tempi in cui un segretario del partito italiano di destra copriva il costo dell’intervento chirurgico per modificare le corde vocali di un politico bombarolo contando così pure su persone che facevano a gara per far sparire dalla procure i campioni di registrazioni voce comparative.

*Piani militari segreti del Patto di Varsavia, risalenti agli anni sessanta prevedevano un attacco all’Italia attraverso la neutrale Austria con un bombardamento nucleare preventivo sulle città di Vienna, Monaco di Baviera, Innsbruck, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Ghedi e Piacenza. Le truppe russe-ungheresi consistenti in 7 divisioni motorizzate, 3 divisioni corazzate, 38 lanciamissili, 214 aerei da combattimento, 121 caccia, 24 aerei da ricognizione e 25 bombardieri con armi atomiche prevedevano di occupare il Nord Italia, attraverso le linee di penetrazione di Tarvisio e della Val Camonica, raggiungendo Brescia e Bologna in 13 giorni di combattimenti attestandosi poi saldamente sull’Appennino tosco-emiliano.[6] Al contrario i piani militari segreti della NATO prevedevano, secondo quanto affermato dall’ex presidente Francesco Cossiga in una nota trasmissione televisiva della Rai,[7] una risposta nucleare italiana sulle città di Praga e Budapest che sarebbe stata condotta per ritorsione dall’aeronautica militare italiana .