Franco Molosso von  Rosenfranz ?  Nasce e Venezia  37 anni fa, il 19 del mese di settembre scriveva Amedeo Gagliardi nella sua intervista. Per scrupolo ho ottenuto dalle anagrafe il certificato di nascita di nonno del Molosso e la nonna Erica di Monticello conte Otto .

 “Erano questi i dati che risultavano anagraficamente quando ho realizzato uno dei primi scoop alla ricerca di soggetti VIP dotati di biografie degne di menzione ” dichiara Gagliardi .

ALLA RICERCA DELL’UOMO K-626 CLONE. Ma chi è davvero K626 e chi sono i suoi due doppelgänger ? Ebbene sull’Agente K-626″ è stato scritto davvero di tutto. Nelle recensioni dei blog si è azzardato anche di più. In molti si sono chiesti come fa una persona che dirige un concerto in una remota area geografica del mondo a trovarsi contemporaneamente nel mezzo di uno scontro a fuoco in Riviera Euganeo Berica, così come riporta il verbale dei carabinieri . A sua volta la stessa persona, a tavola con tutta la squadra dei Carabinieri di via Muggia a Vicenza, risulta essere a cena nella pizzeria Bella Napoli. Lo stesso momento dello scontro a fuoco avvenuto fra lui, la sua scorta e 4 killer inviati dal sicario di Arcore, convivente di Silvio Berlusconi, Vittorio Mangano, lamentatosi perché due di quel gruppo, ad Arcore non troneranno mai e che nessuno sa che fine abbiano fatto . Ed ancora, essere presente a una intervista televisiva avente oggetto i proietti all’uranio utilizzato in Bosnia. Intervista in cui era accompagnato da Italo Tassinari mentre invece dal suo passaporto, lu con i suo tecnici della Sealab risulta immerso nelle profondità, in un batiscafo nel mar nero in avaria.

O identificato in un soccorso stradale in italia e contemporaneamente risultare trovarsi all’estero ? O in autostrada, prima del bivio che conduce all’aeroporto di Venezia, chi è l’agente sotto copertura, quello fermato sotto falso nome a un controllo da parte di due pubblici Ufficiali della Polizia Stradale di Mestre , che esibisce due documenti che in comune hanno la stessa identica foto. K-626 viene quindi lasciato proseguire e il magistrato allora PM di servizio , il dr. Carlo Nordio dispone la restituzione di entrambi .

Esiste un preciso verbale dei Carabinieri redatto dal M.llo Lombardo in proposito che evidenziò che almeno 2 soggetti pregiudicati per omicidio di quel commando in Riviera Euganeo- Berica , catturati dai carabinieri, avevano infine ammesso di operare a vario titolo per la FININVEST di Marcello Dell’Utri , il senatore che dalla Sicilia porto da Berlusconi ad Arcore l’esperto in sequestri di persona nonché addetto alla diffusione di droga, il killer Vittorio Mangano. E’ lui che che da il via a i sequestri di persona quando attorno alla fascia Arcore viene collaudato il facile sistema per finanziarsi estorcendo denaro e così sequestrando un imprecisato numero di imprenditori. Con giroconto quel denaro estorto alla famiglie dei Lumbard. Molti di essi , anche pagando i ricatti saranno assassinati. Non torneranno più a casa. A ogni parun che scompare a Milano, un industria va a rotoli mentre al suo posto, rifinanziate, ricapitalizzate, ne spuntano altre . Denaro tracciato, quello dei riscatti che paga giornalisti. Professionisti della informazione. Politici, poliziotti, un ex alto ufficiale dell’Aeronautica Militare che devierà le rotte aeree ma anche allarma: La situazione è ormai fuori controllo . Silvio corrompe tutto e tutti Non la smettono più. Serve fermarli prima che divengano così potenti da essere invulnerabili. Lo dice lui . Proprio lui che entrato al servizio del Cavaliere, comprato, sempre con quel denaro. Pagato in un cambio in cui i sequestratori consegnando 2000 alla Banca Rasini di Luigi Berlusconi per il riciclo e ne ricevono subito indietro 200 spendibili . A cambiare le rotte aeree è lui che ingaggiato dal Cavaliere assiema a Ciancimino, l’Attila autore del Sacco che sfigurò Palermo costringerà a migrare i milanesi nelle diatriba delle rotte aeree tra Linate, a beneficio Milano2. Denaro tracciato e consegnato a giudici a Roma e Milano per ammorbidire i numerosi procedimenti giudiziari conferito a funzionari compiacenti per ottenere appalti. Infine dato in pagamento a magistrati come a killer mafiosi arruolati dai Servizi, I Funzionari dello stato italiano i vendita sono il ritratto della popolazione italiana che cambia . Quella che considera che la mafia è un fenomeno criminale. Mentre è una mentalità . In quegli anni sono tantissimi gli imprenditori come il padre di Carla Bruni che comprendono quello che sta avvenendo, lasciano l’Italia. E gli stranieri che contano , non torneranno più. Non se ne può più E’ i momento dell’Operazione Pirati Barbareschi .

Il famoso attacco all’on Berlusconi dell’on.Di pietro

I Molossi e i Molosso . Ovvero K-626 . Pochi sanno che malgrado apparentemente dotato di identico bagaglio culturale, non sempre è lui il personaggio che è comparso pubblicamente, ci ha tenuto a precisare il suo miglior doppelgänger. n.1, il serbo-Macedone interessato dalla Saga dei discendenti Molossiani a tutelare sull’ultimo Re Molosso di Macedonia- Epiro. Antico Stato sottomesso all’Antica Roma. Infine inglobato nella sua patria: l’ex Regno di Pietro di Jugoslavia .

BIOGRAFIA DI UN RE . Sarebbe tuttavia il caso di parlare di una persona, o meglio, di più persone che convivono in una sola? Rasentiamo la fantascienza sperimentale : Il vero agente K- 626 sarebbe deceduto in missione e da tempo immemore assicura Rancovich. Il Molosso che incontriamo oggi sarebbe un suo perfetto clone .

IL CLONE MOLOSSIANO Ne è certo anche Guglielmo Marusso l’ex super tecnico professionista degli appaltatori Baita & Mantovani . Licenziatosi da loro quando si opponeva ai voleri della Dama Nera del Doge Giancarlo Galan. E ora c’è lo lo conferma anche lui: E’ un suo sosia perfetto“. “Tanto non poteva rimanere un segreto”. Questo è quanto sostiene la sua guardia del corpo Nenad Rancovich. Da anni, il suo più identico doppelgänger. Rancovich dentificato per la prima volta dopo anni di discretissimo servizio di guardia-spalle oltre che di capo coordinamento -scorta del Molosso ha ammesso infine esplicitamente l’esistenza dei sosia. Avere dei doppelgänger è tipico nella tradizione Titina ( Joseph Goebbels sosteneva che Tito Broz, il Trentino assurto e Leder indiscusso degli Stato delel ex Jugoslavia, il più celebrato capo di Stato e statista del mondo ne avesse ben 7 di suoi sosia). Una doppia identità la sua dunque . Rivelazione  uscita al sole per forza maggiore . Sebbene trattandosi di un ben più fresco clone, una doppiezza impossibile da accertare nell’originale: il clonato. Appunto. Non per quanto concerne quella di Rancovich . Dopo la sua inevitabile identificazione in un controllo di polizia stradale del 2013 , in seguito al tamponamento di una vettura decisa a fermare il Re macedone in A4 .

IL FATTO CURIOSO dal racconto ripreso dal libro di Nenad Rancovich. Il Molosso era diretto all’aeroporto Marco Polo per imbarcarsi nel volo all’Aeroporto Marco Polo dietto Paderborn-Lippstadt  PAD, e raggiungere una direzione musicale in evento presso Wewelsburg in Westfalen . Lo stesso prosegue Rancovich, viaggiava in direzione dell’aeroporto , I Molosso si era prudentemente sostituitisi a bordo della guida dell’ Alfa Romeo Giulietta che viceversa doveva essere condotta dalla scorta mentre il Rancovich con la scorta guidava la sua Mercedes.

La nuova AR Giulietta stante alle trattative con la segreteria del dr. Marchione a Casa di Giulietta in anfiteatro Berico di Giulietta ad Arcugnano, doveva servire a pubblicizzare sulla zattera sul lago dell’Anfiteatro Berico la nuova vettura.

Il Molosso vero o il suo clone con l’auto dopo i tamponamento

Il tamponamento avvenne nei pressi di Grisignano (VI) quando la vettura sospetta intestata a una cittadina Jugoslava residente a Padova tenta di affiancare e bloccare la Mercedes. Solo o con complici la sola persona a bordo a capisce di aver sbagliato auto ? Attimi fatali . Stupore, distrazione? L’auto inseguitrice entra collisione con l’auto che in realtà non è condotta dal Molosso che la scorta provvederà intanto subito a mettere al sicuro come riportato nel rapporto di Polizia Stradale .

Rancovich racconta con dovizia l’ episodio . E’ la prima volta che viene identificato. Ormai come doppelganger è bruciato . Così chiede al Molosso di di scrivere il suo primo libro . Apprendo così che è la parte più affascinante , del libro ancora non è ancora terminata. Il Molosso ha dato l’assenso. Ma ci sono fatti, come quello super tecnologico vantato 30 anni prima , un fake appositamente da lui sganciato per fare smettere l’industria dei sequestri che non è ancora del tutto perfezionato ( il riconoscimento ipodermico, della postura, del volto ecc) . E lo prega di attendere ancora un annetto . Per permettere alla tecnologia di realizzare davvero questa tecnologia. Nell’attesa mi spiega con dovizia i misteri. Su come come è stato possibile clonare il Molosso . Ma intanto, io mi chiedo : chi dei due su tre è l’autentico Molosso ?

IL CLONE Il serbo che al di la del clone Molossiano perfetto nel suo DNA realizzato malgrado le obiezioni dell Chiesa cattolica ed Islamica, cita a conforto che tutto sarebbe stato prodotto legalmente Le Nazioni Unite. Nel marzo del 2005 con un United Nations Declaration on Human Cloning. intervenute nella situazione dopo anni di accese polemiche ammettendo di essere incapaci e incompetenti a raggiungere un consenso o un diniego a riguardo.E si sono limitate ad esprimersi rilasciando un protocollo di accordo, sorta di convenzione vincolante . In pratica la clonatura di una persona deve solo seguire delle raccomandazioni Non ci sono linee guida vincolanti. Rancovich inoltre,  ha rivelato che esistono almeno 2 omonomie giudiziarie riconducibili a Franco Malosso von Rosenfranz oltre ai suoi ben 3 doppelgänger, Uno solo di loro i è l’identico suo colone. Il suo  impressionante   praticamente indistinguibile sosia. Cambia per differenza di età anagrafica , nazionalità ma l’aspetto è davvero simile . Fra potere e non potere,   Il bello è che anche Nenad,   dopo essersi chiesto con quale dei 2 altri soggetti da proteggere  lui abbia dunque conferito, ha deciso di iniziare a scrivere il suo libro : “Tre in uno”.

Inutile dire che certe vicende sono state dapprima autorizzate . Poi censurate. Ma da chi dei 2 allora? Anche un capo cantiere durante l’operazione di recupero dell’Anfiteatro Berico ha fatto verbalizzare dai carabinieri, e ciò si legge testualmente durante un interrogatorio che certi giorni, lo stesso identico individuo, cioè il Molosso committente ai lavori di ripulitura era capace di fare eseguire e decidere un strategia alla mattina. Nel pomeriggio di cambiarla completamente. Alla sera pure . Da qui la convinzione che i Molossi fossero almeno 3 .Che si trattasse di 3 cloni di cui uno quasi perfetto ma che talvolta, non ha ricevuto aggiornamenti nel passaggio delle consegne. Altri hanno riferito che come per i concerti, o interviste quello non è sempre lui. Lui era in un altro paese e non poteva occuparsi dell’anfiteatro in quel periodo. Molti i testimoni da lui ricevuti in Cantiere sollevarono dei dubbi sulla sua identità. .. Lui , Rancovich gli è stato alle costole per anni. Eppure dice : Come è possibile che fosse lui se lui era a parlare con me? Un fatto simile accadde a Idro Montanelli . Si prese da sparaballe avendo dichiarato avere conferito con Hitler. In realtà era uno dei suoi sosia . Gustav Weler freddato nelle cancelleria durante i trasferimenti America del sud di Hitler del 1945, in fine dovettero ricredersi su Montanelli che aveva detta tutta la sua verità. Rancovich eloquente, si era definito disponibile nelle mia intervista esclusiva a tutto vantaggio della sua carriera di provento scrittore, ma si capisce che per ragioni di sicurezza, dopo aver nervosamente parlato con qualcuno, insomma dopo le incredibili ammissioni che per noi tutti sono sta la certezza di quelli che prima erano dei dubbi , ha bruscamente terminato la intervista ed evidentemente quello che era stato autorizzato a chiarirci dopo troppe ma davvero troppe coincidenze. Per il momento non posso rivelare oltre e ricordando la fine di Gustav WelerBaći! Peccato che” baci “in serbo -Macedone non suona come in italiano. Infatti voglia dire ADDIO! Ah: per favore, non provate a seguirmi e in un attimo è sparito fra la gente Dati i collegamenti con quella fuga e con quell’oro di Tito infine restituito agli aventi a diritto resi ricomparso nel 1988 per serena ammissione del ns. Conservatore , come si può dargli contro .

Il cadavere di Gsutav Weler eliminato con un colpo di pistola i fronte alla scomparsa di Bormann, Muller e von Hummel e delle note di cui i conti cifrati
Dei 4 sosia di Hitler oltre alla voci che gli emissari di Lucky Luciano con gli uomini corrotti dalle lobby del farmaco e belliche abbiano sostituito il Leader tedesco nel 1938 rinunciando a drogarlo con lo stupefacente del consenso che tuttavia lo fecero assumere all’altro nuovo sostituito, tale Maximilian Bauer . Le testimonianze che confermano ci fosse stato un altro Hitler sono piovute proprio per mezzo delle interviste alla troupe del Becce . Ed è su questi punti che quando chiedo di esaminarle . Rancovich fa una telefonata. Chiede probabilmente al Malosso se può rivelare quello che per esempio è stato cancellato nella intervista a Marlene Dietrich a Parigi . C’è anche un intervista a Joe Banana . Per quella va bene , si può divulgare ma intanto o i fogli battuti a macchina sono tornati nella borsa di Rancovich che Cambia discorso e salta a Julius Schreck il suo “cameriere di corte ” a prima vista era il più somigliante . La NEA affermò che Schreck fu l’autista di Hitler fino al 1934, ed anche che mentre stava viaggiando nel retro di un’auto guidata da Hitler, e prese un proiettile da un potenziale assassino di Hitler che non si aspettava che Hitler fosse alla guida. Schreck morì nel maggio 1936 dopo aver sviluppato la meningite in seguito a quella pallottola, la cui a perforazione del cervello  pare compromesso i alcun modo la sua lucidità, ma l’incidente aveva diffuso l’infezione che non fu possibile fermare in tempo e che fu la causa della sua morte .
Il terzo sosia impiegato alla fine per coprire a fuga in Argentina .Alla fine di aprile del 1945, il “Servizio stampa tedesco libero” di Stoccolma fece circolare la voce secondo cui un sosia di Hitler di nome August Wilhelm Bartholdy, presumibilmente un ex droghiere di Plauen, era stato chiamato a Berlino per essere filmato mentre moriva sul campo di battaglia al posto di Hitler. Dopo questa conversazione ho cercato a lungo le origini di Maximilian Bauer ma gli archivi della sua città natale di nascita natale, distrutti in un bombardamento non mi hanno aiutata . Conclusione, Bauer , un sosia perfetto è un fantasma noto a pochi . Anzi a pochissimi . Chi aveva interesse a mantenere in vita i leader tedesco ? In primis Le lobby belliche e farmaceutiche. Chi poteva parlare come il figliastro di Goebbles (BMW – VARTA ) è morto in un misterioso incidente aereo a Como . A chi altro chiedere? Comunque dove finisce questa vicenda che resta senza risposte, segno che è stata condotta benissimo comincia quella del suo oro . Questa è tutta certificata dalla. Molosso – E’ uscita a viva forza a causa delle necessità che per per ragioni giudiziarie , trascorsi i 30 anni si possono esaminare facilmente e che si concludono con la sua definitiva uscita di scena a da questa vicenda che viene alla luce nel luglio 1988 dopo che ha ammesso , ed è tutti vero di aver personalmente fatto da garante e controllato che fosse restituito al tesoro Jugoslavo. Tutto questo per liberarsi per sempre dai cacciatori di quell’oro cui lui ha voluto pubblicamente e provatamente rinunciare. E anche di tutto questo c’è prova certa che il metallo sia transitato dalla Svizzera a Firenze . Arezzo. Da li a Bari e ritornato al Cattaro da dove lo Stato Italiano se ne era impossessato idebitamente anni prima . Al posto di atraversare 4 Stati : Svizzera, Italia -Montenegro Un conferma arriva dal al fatto che sebbene lui sia un Conservatore dalla reputazione no solo onesta. Di più. Per spostare fiduciariamente e giornalmente tonnellate di oro, per l’appunto, serve fiducia . Tanta . Anzi tantissima . Molosso non è certo un uomo di fiducia qualsiasi . Insomma non è comune mortale . Con uno solo di quei tanti viaggi giornalieri c’è ne era abbastanza per vivere da nababbo per tutta una vita. Afferrare l’operazione “restituzione” Goldfinder rappresentò per i Macedone , per la sua missione, una doppia opportunità da medaglia D’oro.

Per quanto potrebbe apparire fantascientifica, l’affascinante ipotesi, quella in cui una personaggio come il Molosso almeno fino alla vicenda Anfiteatro, incline a stare alla larga dal mondo dei gossip, un soggetto che non fa nulla, ma proprio nulla per assomigliare o conformarsi con la gente comune, arriva l’ attenta analisi e testimonianza del sua migliore guardia-spalle: Rancovich, suoi documenti alla mano mi conferma che si si tratti di più persone diverse o almeno che nella prima quanto meno, ne conviva una seconda perfettamente identica . Alla seconda deve essere per forza stato clonato che anche il suo straordinario vissuto, visto che è il perfetto clone della prima. Il suo clone è in grado infatti di rispondere perfettamente a domande che erano degne del suo predecessore, ma troppo lontane , insomma collocate ben prima che lui fosse nato. Eppure verificate e contro-verificate religiosamente riferite con dovizia di particolari. Per cui in questa vicenda non si può trattare di parlare di semplici ipotesi. Aspetto più unico che raro è che essi sono Identici . lo sono nelle postura, nella eleganza dei movimenti. Il prof:Maurizio Tosi e il presidente e perito del Tribunale di Padova, Otello Gobbin una volta riuscirono a coglierli e fotografarli entrambi insieme e vestiti con lo stesso abito. . Identici ! O al massino, se no gemelli, potevano essere un fratello maggiore a fianco del minore. Mettici poi che a partire da ciò che aveva in guardaroba alle auto, perfino agli animali, tutto aveva un doppione e qualche domanda, io pure che pensavo di conoscerlo , me la son fatta .

Così, scartabellando sulla sua cartella clinica risulta che Franco Malosso von Rosenfranz fu operato per sinusite a Padova. Gambe e braccia slanciate, ancora di più che delle sue mani, gli conferiscono una particolare inconfondibile eleganza che consolida la sua regale postura. E li, proprio l’anestesista che di braccia ne aveva viste, osservò che non aveva mai visto braccia così lunghe e non a caso il concertatore detiene una precisone di direzione musicale da fuoriclasse. Braccia fuori misura che avrebbero reso geloso Herbert von Karajan a dire degli esperti che gli permettono di poter comandare anche da 240 performers . Ebbene, a giudicare dalle immagini di video ufficiali, che malgrado lui o chi per lui come la sua icona Sergio Celibidache fanno togliere dal web così , preferendo esprimersi dal vivo, se non privatamente, non sono rilevabili differenze. Solo su un punto si può essere scettici . La profondità degli occhi è analoga ma in quello che compare oggi e ben si vede in alcuni pubblici video i tratti degli stessi che sono totalmente dissimili. Nel secondo, per esempio la palpebra melanconica, addirittura doppiamente plisettata non compare affatto . Dettaglio importante, visto che è stato rilevato anche da persone di sicura sua assidua frequentazione.

Queste sono sicure immagini sue estratte dalla carta di identità sudtirolese pure uguali all’archivio del Comune .

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Una sua unicità, la plissettatura doppia sulla palpebra è ben evidente qui .E’ ben vero che lo sguardo rimane profondo donando un aspetto immutato al personaggio, ma certo nei video spesi sull”Affaire Anfiteatro” la plica mongolica tipica dei discendenti del Molosso sembra scomparsa.

Franco Molosso von Rosenfranz così come compare nel video . Difficile pensare che si tratti della stessa persona . Non corrispondono ne l’età come neppure assolutamente tanti altri dettagli . In particlare i taglio degli occhi Un taglio allungato viceversa è rotondo .

Insomma, sembra fantascienza, se non fosse l’unico caso al mondo ma quello con cui parliamo noi, non sembra sempre essere più lui . Il fatto è che sono indistinguibili.

La sua compagna inglese Emma Seymour residente in Casa di Giulietta sull’Anfiteatro Berico, dopo un tentativo di rapimento rientrata frettolosamente nel Regno Unito . Quest’ultima, prima di scappare definitivamente dal pianeta italia durate l’inseguimento rifugiatasi all’interno del Castello dopo che , mentre si trovava sola, senza scorta e a piedi , dopo essere uscita piuttosto alterata dall’ufficio tecnico del Comune a piedi così lasciando si alle spalle Il Molosso e la sua rappresentante fiscale , risalendo, fu a lungo inseguita da una vettura condotta da una donna poi identificata, ma comunque dichiaratasi consulente dei Servizi Segreti, mentre lui, qualche giorno dopo dalla collina sopra la Punta delle Dama Nera , di proprietà dei Conti De Capnist, veniva fatto segno di fucilate da carabina di precisone cal . 22 che colpivano il suo cane il quale , facendogli scudo. stramazzo i una pozza di sangue.

Una vera e propria congiura in cui per giustificarsi gli organizzatori del complotto evidentemente altra ragione no si palesa se non quella di volersi sbarazzare attraverso intervento del Molosso del costruttore PIddu Madonia facendo addossare addossando a lui le ovvie repliche del Conservatore provocato che viceversa non ebbe a trovarsi a lavorare ad Arcugnano, ma invitato da soggetti istituzionali che incassarono oneri per le concessioni abusive rilasciateli e a lui pagate con denaro tracciato del sequestro Celadon, La vicenda riguardava la sommità sbancata dell’anfiteatro di Arcugnano durante le operazioni della manovalanza de Madonia manovalanze del Madonia il nato fra immagini prelevate da un vicino Comune ad Arcugnano , quello legato a Federico II di Svevia , Altavilla che confina Arcugnano i cui responsabili, identificati sotrend immagini prelevare da a Altavilla, un altro Comune che ha gemellato con la mafia pugliese nelle Provincia di Vicenza che è in lotta con gli storici partner siciliani dei Vicentini. Il conservatore si trova a dovere fare i conti con i falsi GOOGLE MAP diffusi sui social dalla responsabile tecnica del Comune di Arcugnano pr renderlo incriminabile mentre sull’operato della sua Capo Ufficio suo il Sindaco sembra non sapere nulla e anzi la rassicurerà che i magistrato corrotti a Vicenza gli salveranno entrambi insabbiando l’inchiesta ai danni delConservatore che no rileverà nulla fedele del Segreto di Stato . Per lui avrebbero parlato le prove, le perizie , assenti dalla accusa. A questo punto, colpo di scena . Il giovane giudice vicentino che lo giudica , non le ammette . Il conservatore subirà l’ingiusta condanna al posto del sindaco. La mafia dei sequestri di persona a Vicenza è salva ancora una volta .

L’indagine analitica termina comunque con una inquietante ipotesi. a diri poco fantascientifica . Il Franco Molosso von Rosenfranz che vediamo oggi, non sarebbe la stessa persona . Al suo posto c’è di lui , è vero, ma si tratta di un abbastanza perfetto clone .

Il suo nome i codice K-626, conferitoli in addestramento in Sardegna evoca un sezione dei servizi segreti italiani, la VII del SISMI ben nota come riportato dal col. dell’Aeronautica Militare Walter Bazzanella, ufficiale passato poi al Servizio Segreto Vaticano . Divenuto famoso per le sue informazioni rese sulla sezione K, discretamente indagata da Giovanni Falcone che sapeva che i suoi killer sarebbero partiti dal quella mezza dozzina di siciliani arruolati dal SISMI capaci pure di maneggiare esplosivi, senza che gli stessi uomini ai vertici, quello che li avevano assunti si facessero troppe domande sulla loro paretela … anzi. Sulla vicenda Gladio e su altre misteri indagati dai magistrati dr.Felice Casson, e dr. Salvini . Informazioni rivelate coperrte dal Segreto di Stato che l’onesto ufficiale pagò a caro prezzo .

Qui la sinfonia K-626 Lacrimosa eseguita dalla magistrale ed indimenticabile direzione di Carlo Maria Giulini. il Maestro era parente di quei fratelli che in Tirolo Italiano gestirono la Schulze -Pollmann con i macchinari di produzione ereditati dalla Fabbrica e Orchestra Reale di Maltarello -Rosenfranz e che fornivano di tavole e corde la Bcehstein di Elena Capito . Qui emerge tutto il il suo rigore nello stile interpretativo. Asciutto, lento, austero a tratti, comunque fortemente dubitativo, con per preferenza per la dilatazione delle misure dei tempi interpretativi laddove il tema si sposa con la sua grande potenza espressiva.

MA DA CHI E DOVE e’ STATO ASSEGNATO QUE NOME IN CODICE ? La K-627 Requiem in D minor K626 – Lacrimosa, è una composizione di Wolfang Amedeus Mozart l’ultima, ed incompiuta dopo la stesura delle parti vocali del “Domine Jesu e Hostias”. A storia narra che subito dopo la sua morte del geniale compositore Austriaco apparvero le prime leggende e numerosi aneddoti. ancora oggi sono legate le circostanze intrise di mistero. Stendhal, a riguardo narra di un anonimo committente mascherato con uno scuro mantello dall’aria lugubre che bussando alla sua porta del nel cuore di una buia notte gli offrì un compenso di cinquanta ducati per un Requiem dedicato a una persona importante . Mozart tentò di scoprire chi fosse il misterioso committente. Quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro, perché consapevole che stava morendo e si rese conto di non riuscire ad identificare l’uomo, si convinse che il committente fosse un emissario dell’aldilà . E che in realtà stasse scrivendo la messa di requiem per se stesso. ..E’ una storia lunga comunque magari un giorno la indagherò meglio svelerò completamente. Anche quella in cui , il Molosso adolescente in epoca di sequestri di persona accettò , in realtà, solo per cercare così anche il suo cane allontanatogli dalla madre : Wolf, anzi Lux… di raggiungere la Sardegna per essere affidato alle cure del Gen. Giorgio Bertolaso

Ma c’è di più . l’ex body guard serbo si è spinto a cercare perfino l’arco dentistico del discendente di Alessandro .Un ricerca che era già stata fatta dal prof. Maurizio Tosi e che aveva accertato che il suo principale collaboratore fosse davvero l’ultimo discendente Molosso cioè di Alesandro Magno di Macedonia. Ebbene l’arco dentario, ma sarebbe a dire a u attento esame le “splendide imperfezioni” dentistiche che escono dalla bocca del primo, sostiene una sua ex fiamma, non coincidono co quelle dell’altro, a questo punto: il clone. Da parte di padre, Malosso- Rosenfranz ha un fratellastro mai dichiarato. Ufficialmente nell’atto di nascita non risulta però avere un fratello gemello. Ma allora chi era il Rosenfranz che lui aveva intervistato? Sappiamo per esempio che anche Hitler utilizzava controfigure. Tito ne aveva 5 di accertate , ma molti sostengono che fossero 7 di ci una morta avvelenata. . A Putin, ne sono attribuite 7 oltre che una parentele vicentina con gli industriali specializzati in automazioni. Per origine del cognome sia il maresciaiallo Tito che Putin sembrano avere parenti in quella parte alta di Vicenza che volge a confinare con la provincia di Trento. Chi conosceva Franco nelle sue estati vicentine riferisce che, una volta, in tempi in cui la robotica non sembrava ancora in fase di così tanta accelerazione, lui disponeva di un robot parlante simile a C1. Presumibilmente telecomandato. L’automa accoglieva ed a accompagnava gli ospiti attraversando il viale parco per tutta la sua lunghezza rettilinea che fiancheggiata da quella cinquantina di cedri del libano ancora oggi visibili donatigli dopo la sua direzione concertistica privata realizzata per un noto sceicco. Inoltre se da ragazzino la sua segreteria telefonica in vece del segnale acustico emetteva il ruggito del leone della Warner Bross “…al ruggito parlate pure...” , anni dopo chi suonava alla sua porta del suo laboratorio, un tempo appartenuto a Elsa Dalle Ore Marzotto, si cui oggi ricordiamo il velista musicista navigatore solitario Umberto sotto le telecamere, si sentiva rispondeva un messaggio registrato che precisando di essere assente, invitava a lasciare nome cognome e motivo della visita . E se a volte interveniva lui rispondendo, si sapeva che lo poteva fare da una posizione lontanissima.

Un  VP-7040  della SONY simile a quello adattato da Franco . L’impianto è stato donato ala museo Bechstein Giuseppe Becce.

Per quei tempi, un primato ! Nella sua primitiva versione, c’era una segreteria telefonica adatta al sistema dismesso SECAM realizzatogli da geniali ragazzi delle Seganfredo, illustre esperto di elettronica vicentino abitante in via col. Casanova a Monte Berico. E sue imprese non erano prive di polemiche. Le più acute per lui erano del grande vecchio conoscitore di radio a valvole: il Pagnoni. Mentre un altro vicentino, Federico Faggin l’uomo, figlio dell’altrettanto noto insegnate di filosofia , ha cambiato le sorti del mondo, inventando il microchips e guardandosi bene dal produrlo in Italia così migrando in USA, lui , il Malosso o chi per lui , rientrava da USA inItalia .E li che la sua carriera digitale si è fermata.

UNA VICENDA CURIOSA Intanto l’altra sera, per essere precisi , sabato mattina 9 settembre 2023, una piccola auto intestata a lui si trova regolarmente parcheggiata in zona Fiera . Ma il Comando di Polizia Municipale locale chiama, chiede al signor Rancovich , non al Molosso gentilmente se potesse spostarla il prima possibile . E passi il rischio autobomba … Per lui ,l’agente K -626 è routine ,OK,. Per chi da investigatore davvero capace indaga i rischi pure…. ma eccoci giunti anche qui al filo di Arianna . Non più tanto segreto allora !

Evidentemente ha ragione il suo sosia. Ormai l’arcano è svelato . Inutile mantenerlo misteriosamente celato . in questo giorni di Settembre siamo in un momento dove vengono fatti i raggi x a tutti e a tutti : quello della Fiera dell’oreficeria Vicentina . Di nuovo i miei pensieri rincorrono la vicenda di quel tesoro degli esattori di Alessandro primo. Quelle tonnelate di oro puro che da pietro di Jugoslavia è passato titolarmente ai Titini dopo essere stato portato in conto lavorazione in Italia da Gelli , quello del Molosso, zio di Alessandro Magno, , rinunciato dall’ultimo dei Molossi, così donandolo alla sua patria …..

E qui avviene il fatto insolito , credo ragionato e non tirato a indovinare. A volte a mettere insieme 4 foto ci si azzecca! L’agente accertatosi che al telefono, ADR stia parlando col Rancovich , domanda che per disposizioni di sicurezza in ORDINE PUBBLICO emesse non da loro, bensì giuntigli dal detective della locale Questura di Vicenza, sebbene l ‘auto si trovi regolarmente parcheggiata , sia gentilmente possibile spostarla da li . Sembra dunque che il libro K-626 stia continuando a scriversi da solo . Tre in uno entrerà presumibilmente in distribuzione a partire dal settembre di questo anno. Ma mi viene da pensare che Rancovich forse dovrà sottostare a quei tipici contratti mai scritti … che senza il benestare …. betsy.vandermeer.w@gmail.com @2023