Franco Molosso v. R . in una delle manifestazioni quando, da pacifista, nelle eredità di convivenza di cui Tito si attivò con ogni mezzo atto a persuadere i successori del leader di non reagire assolutamente alle provocazioni esterne che smembreranno anche la ex Jugoslavia .

Estratto dalla BIOGRAFIA COMPLETA di FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ e la sua epoca .

La Biografia di Franco M.M. von

Autore Amedeo Gagliardi@ Ultima modifica 13 Marzo 2023

Biografia Franco Molosso von Rosenfranz 16 Febbraio 2023

NOVEMBRE 6, 2023 / A650265796 / 0 COMMENTI / MODIFICA

MARZO 22, 2021 / A650265796 / 7 COMMENTI

Tratto da FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ e la sua epoca .

Nel “Teatro dei Sogni che altro non è che la vicenda che lo lega all’Anfiteatro Berico , libro scritto da A. De Carlo ed. “La nave di Teseo “(di Elisabetta Sgarbi, Umberto Eco ecc.) il Molosso, interpretato dal marchese Guiscardo Guidarini è lUomo dei Sogni “. Persona schiva, risoluta imprevedibile, che richiama l’animo nobile, risoluto idealista, vivente in quel perduto romantico, ambiente montano di ieri. Quello su cui il protagonista si formò. Scomodo conservatore dei luoghi, vero ostacolo alla cementificazione selvaggia regalata ai mafiosi sulla sommità dell’anfiiteatro di Arcugnano. Rimasto isolato dopo l’assassinio dell’archeologo di fama mondiale il prof. Maurizio Tosi ventennale classificatore della sua millenaria storicità, nel successivo processo bis sull’Anfiteatro del 2023, svincolato finalmente dai 30anni dalSegreto di Stato potendo finalmente difendersi, è stato definitivamente prosciolto dalla accusa di essersi inventato l’Anfiteatro Berico (non vi era alcun vantaggio economico ) accusa inventata a i suoi danni. Nel cinema, il suo esempio richiama al film Sound of music. Laddove la madre interinale, bibliotecaria, sostituì quella naturale, pianista e scrittrice, così unendosi al di lui padre, il generale di Squadra Aerea Ettore Malosso. Sarà lei a insegnare a Franco i primi rudimenti di grammatica letteratura, cultura Italiana.

Non manca “la componente Fritzcarraldo ” a causa della inclinazione alle imprese ritenute impossibili come quella dei cannoni antincendio satellitari o appunto, il successivo recupero da lui donato alla collettività: quello del “dimenticato” ‘Anfiteatro Berico . Il Molosso è spesso accostato a Tommaso Buzzi , l’archistar che realizzando il sogno della sua vita, ovvero un fantastico multi-teatro architettonico di forti valenze esoteriche, a metà strada tra un parco e l’Acropoli  sapienziale .Ma questo è un paragone valido per chi, nelle pigrizia, non ha letto le citazioni sull’esistenza di questo grande Anfiteatro trascritte dai tanti memorialisti nazionali. Tra loro: il senatore d’Italia scrittore A. Fogazzaro, penultimo amministratore della Rosenfranz- Piano -Fabbrica Reale ( e orchestra) Fratelli Maltarello fondata dal bisnonno di Franco R. Cevese, G. Piovene, Mario Andreis , Remo Schiavo, Giuseppe Becce Bechstein, oltre a quelli che in qualsiasi epoca, cone Andrea Palladio, hanno riportato con dovizia la presenza millenaria di questo gigantesco anfiteatro e che un giovane giornalista vicentino, ha avuto la sfacciataggine di definire : “Cialtron” ! Offesa a cui il Coservatore ha così replicatoi : Se io avessi rinnegato questi miei celebri insegnanti ed educatori, abbandonando questo teatro al suo destino, sarei un uomo senza sogni. E io non so vivere nell’ altro modo. Perciò vivo o muoio con la mia impresa, realizzata grazie al sacrifico del prof. Maurizio Tosi., un altro collega che non c’è più tra noi. .”Nel racconto, divertente e profondo che gli ha dedicato lo scrittore A. De Carlo nel “Marchese dei sogni c’è molto del concertatore russo Lev Sergeevič Termen. Il Molosso, alias Marchese dei sogni è l’eroico ricercatore con le sue Eu Bio Guard Corps, le preferite di Michèle Rivasi, in perenne suo disaccordo con i disastri ambientali compiuti dall’amministrazione Comunale di Arcugnano Alto, (nel libro : “Cosmarate di Sopra” )lotta contro una amministrazione ben poco trasparente, che favorisce il fenomeno mafio- terrorista -stragista italiano . Tante’è che falsando la realtà , senza che nessuno si prenda la briga di controllare, nel complotto, complice il trentennale vincolo di segretezza di Stato a cui il Conservatore appare legato e involontaria vittima, riescono senza ammissione di prove ne perizie , ne CTU , a fare condannare e lui al posto delle manovalanze del Piddu Madonia. Le reali esecutrici degli abusi, ville costruite nella sommità dell’Anfiteatro Berico. A nulla servirà la assoluzione nel nuovo processo, mancando la prova del il vantaggio per lui , per non aver commesso il fatto . Circostanze che fanno la sua vita molto simile a quella di Termen che gli elogi e le medaglie, il musicista inventore, le ritirò in regime di detenzione speciale. Il tutto in un contesto dove , come una inerte Soprintendenza, un dirigente farlocco, fanno tutti finta di non vedere . Il sindaco di Arcugnano, così incassando oneri di banconote tracciate dal sequestro del ragazzo vicentino Carlo Celadon favorendo l’insediamento edilizio del mafioso presunto killer di Paolo Borsellino durante la sua latitanza concordata tra Arcugnano e Bagheria. Giusto il tempo che serviva per organizzare, e per la sistemazione dell’esplosivo destinato alle stragi di Falcone Borsellino, ingannando l’opinione pubblica e magistratura inerte, riesce a depistare con ogni mezzo, i suoi abusi edilizi sull’estraneo(anche per limite competenza) . Conservatore dei Luoghi , nel 2016 , quindi provocato a fin di utilizzo politico, offeso pesantemente assieme alle testimonianze di tutti memorialisti vicentini, finì vittima delle contesa, dove tutti vogliono mettere le mani su questo enorme, unico e straordinario teatro acquatico , il più antico del Nord Italia. Niente male quello che è accaduto a lui se pensiamo a ciò che in vita dovette sopportare l’architetto Carlo Scarpa . Sembra che nell’Italia di oggi, paese di ex schiavi degli antichi romani, qualsiasi cretino che si atteggia a giornalista , purché iscritto all’ordine, utlizzando dei falsi, si possa permettere di dare del cialtrone a illustri studiosi e celebri architetti.

“Il teatro dei sogni”ovvero l’Anfiteatro acquatico Berico di Arcugnano Querini -Colonna-Dalle Ore -Marzotto, Grimani, Gen.Grimaldi, Gen. Malosso

LA VITA: Addentrandoci nella formazione, Franco Malosso von Rosenfranz appare il surrogato finale generatogli dal suo padre putativo : Bechstein Giuseppe Becce. Il vicentino compositore del cinema Berlinese e di quella Kinothech , di partiture da cui Ennio Morricone e molti altri hanno attinto per adeguare a tanti celebri film, la loro musica . Passata al Rosenfranz, la cineteca, è stata a sua volta donata all’anfiteatro Berico, divenendo “Museo Bechstein”. Da adulto, il recupero dell’Anfiteatro Berico lo affranca a Nuovo Cinema Paradiso . Qui emergerà la sfida più nobile dei suoi sogni realizzati per davvero. In questa impresa, nello”Schliemann veneziano è evidente l’influenza trasferitagli dal suo maestro: il compositore vicentino del cinema tedesco Bechstein Giuseppe Becce nei panni dell’operatore cinematografico che gli trasmetterà tutto. Relazioni e sentimenti compresi.

Il cineasta Becce, nell’imprinting donato al bambino ricoprirà una figura fondamentale in tutta la sua vita. Nel capolavoro cinematografico di Gabriele Tornatore NUOVO CIMEAMA PARADISO, durante la scena dei baci più volte appaiono attori facenti parte delle sua troupe cinematografica in quei tanti film realizzati con la musica del suo indimenticabile maestro, appunto Bechstein Giuseppe Becce e della musica di Ennio Morricone consapevole di essere giunto ormai al capolinea della sua straordinaria vita, così trasferendo al piccolo le sue esperienze.
Da Senso di Luchino Visconti ,” il bacio del tenente Malosso” a Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, (Alida Valli )  nella vicenda una sorta di “Madame Bovary “[…] Franz era veramente bellissimo e straordinariamente vigoroso: un misto di Adone e di Alcide. Bianco e roseo, con i capelli biondi ricciuti, il mento privo di barba, le orecchie tanto minute che sembravano quelle di una fanciulla, gli occhi grandi e inquieti di colore celeste: in tutto il volto una espressione ora dolce, ora violenta, ma di una violenza o dolcezza mitigata dai segni di un’ironia continua, quasi crudele. La testa piantata superbamente sul collo robusto; le spalle non erano quadre e massicce, ma scendevano giù con grazia; il corpo muscoloso, stretto nella divisa bianca dell’ufficiale austriaco, s’indovinava tutto, e rammentava le statue romane dei gladiatori. Questo tenente di linea, il quale aveva solo ventiquattro anni…”

Esratto del riportato redazionale dalla mia mia prima intervista a Franco Molosso von Rosenfraz : E ‘nato nel veneto il 19 settembre 37 anni fa, questo Conservatore . Da madre pianista e scrittrice, dotata di un ingombrante nome dedicato al Dio Giano. La mamma naturale è figlia di Luigi, dell’omonima Casa Reale di Pianoforti & Orchestra.Il bisnonno di Franco von Rosenfranz, ultimo erede, sfornato da quella antichissima famiglia di armatori, armaioli Pontifici, Waffenschmied Asburgici, esattori feudali ( dell’Impero d’Austria prima, Regno d’Italia dopo) e a partire da Andrea Palladio. Conservatori dei Luoghi. qui e prima nel ex loro impero Macedone assoggettato a Roma .

Il padovano Andrea di Pietro dalla Gondola, detto Palladio . I fratelli conservatori Maltarello si occuparono di prendersi cura di lui e conservare le di lui opere irrealizzate oltre la sua morte . Palladio è stato chiamato “Architetto ” malgrado il  termine specifico, dopo la cosiddetta Unità D’Italia spetti solo a un professionista laureato e abilitato . Architetto non lo era Neppure Carlo Scarpa che gli italiani ebbero il. coraggio di denunciare e fare processare, per “esercizio abusivo della professione” . Se il Palladio fosse ancora vivo, ( sembra che neppure il 10 % delle popolazione vicentina abbia visitato la sua villa Rotonda) forse tale sorte i vientini di oggi avrebbero riservato anche a lui? . La sua realizzazione della villa ” La Rotonda” non fu priva delle pressioni esercitategli da Paolo D’Almerigo ( Strage Valmarana). In quella premura che gli fu imposta, lavorando così notte e giorno al povero architetto Palladio non fu risparmiato neppure l’assassinio dei suoi due figli. Nel processo Anfiteatro Berico, dal 2016 è anche lui dunque entrato nel guinnes dei cittadini illustri ( ” Cialtrone ” ) infamati per citato l’esistenza il grande Anfiteatro Berico , come ebbe a osare ricordare il Conservatore Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz.

Incarico a lui trasmessogli per successione dagli antenati armatori, i fratelli Maltarel che a Venezia si presero cura dell’architetto morente ormai consapevole che non avrebbe vissuto così a lungo per assistere alla realizzazione del suo Teatro Olimpico . [Tra Venezia Padova,Vicenza e Treviso: Palladio. Autore: Vincenzo Maltarello 1590 ristampato Rumor maggio 1943. Archivio Storico privato Sorelle Mioni -Papadopoli-Wollemborg -Arcugnano -VI]

Le statue senza più storia abbandonate nel giardino del Teatro Olimpico del Palladio.
Media cavea allagata del grade Teatro Marittimo delle Querini . Statua senza volto

La madre dell’ultimo Molosso, Giana. era una pianista fredda, severa, autoritaria. Sopratutto perennemente assente. Il rapporto difficile con il padre, la altrettanta di lui latitanza (prima nella US base in Texsas dove fu denazificato anche il violinista e missilista W. von Braun) quindi vivendo a Firenze co una madre interinale , archivista militare, lo accosta perfettamente all’ambiente mostrato, da Luigi Comincini nel suo film Incompreso.

RAGAZZINO SEQUESTRATO PER BEN DUE VOLTE !Negli anni dei rapimenti di imprenditori e di noti nobiluomini italiani il suo nome fu rinvenuto in una lista di ragazzi da prendere in ostaggio a scopo di estorsione. Durante la grande fuga degli imprenditori italiani da questa piaga pianificata dal killer, il sicario, convivente di Berlusconi , Vittorio Mangano , dopo essere stato due volte sequestrato, i tentativi di  sequestro a cui era esposto il bambino indussero il padre a tenerlo con se, crescendolo come perfetto Military Brat all’interno delle strutture militari sotterranee segrete poste sotto il suo comando. Si narra che, al cinema, alla archivista delle SGA, Noemi Barlondi essa riportò che vedendo la base SPECTRE, il piccolo Molosso vedendo con lei il film di Ian Fleming, collega di Ewen  Montagu (operazione carne tritata , pre- sbarco in Sicilia) e ideatore dell’agente, 007 . chiese dove li dentro fosse il padre.

Tuttavia le misure per mantenerlo fuori dal business dei rapimenti, si riveleranno inutili. Con diversi stratagemmi Franco sarà per due volte sequestratori. Da adulti di cui si fidava. Nel primo, attirato, con l’inganno, rinchiuso e violentato dal funzionario di banca pederasta, custode del suo sequestro. Il bancario da cui il ragazzino si recava ad depositare i suoi piccoli risparmi. Mancette elargite dietro consegna di stelle di Natale e altri fiori anche a Pasqua . Piante affidategli dalla fioraia della bancarella di p.za d. Erbe a Vicenza A mediarne la sua liberazione risalendo dai li furono nientemeno che l’uomo d’affari, agente di spettacolo Italo americano Joe Adonis e il vicentino Francis Turatello in collaborazione con il rappresentante del clan dei Marsigliesi, in doppia veste,  di dirigente generale di Pubblica Sicurezza-direttore dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interni in Italia: Umberto Federico Amato. Morto Adonis in circostanze mai completamente chiarite, il Molosso gli depose una Stelle di Natale sulla bara. Anni dopo, da un anonimo, ricevette in dono una vera Cadillac. Sono tutti episodi che lo vorrebbero prima che nel film i cantiere dedicato alla storia vera di Giuliatta e& Romeo , lui lui, il Molosso (vicino a Lea Mornar nel film in cui se il nobiluomo accetta, dovrebbe impersonerebbe lui stesso) . La vicenda, peraltro da lui mai negata, non appare molto diversa dalla sceneggiatura, sopratutto finale, di Bronx. Film scritto e girato da Robert De Niro.

Il Molosso a 12 anni .

Dalla base militare USA di Fort Bliss, dove fu denazificato Wehrner von Braun ( sopra nella foto con Kennedy ) uscì addestrato il generale Ettore Malosso. Dopo la seconda guerra mondiale e in piena Guerra Fredda, fu posto al comando delle basi segrete missilistiche nucleari del Nord Est. Tra cui la Tuono , su cui vucenda vissuta cui scrisse o ultimo libro : “Operazione Tuono” . Storia realmente accaduta al piccolo military brat Franco mentre Toto Riina aveva preso casa presso l’abitazione dell’ex primo ministro DC italiano Mariano Rumor. Tratta di un tentativo di approccio di tecnici di quella base missilistica con l’utilizzo di Droga del Consenso. Franco fu infiltrato e riuscì a bloccare il tentativio di drogatura dei tecnici missilisti in forza alla base .

Al di là di questa disavventura, crebbe comunque sotto l’egida di insegnanti di prim’ordine e per più volte nello straordinario fortunato contesto ambientale mostrato da Sound of music. Tra montagne del Tirolo e Firenze. In un un mondo di ieri che non esiste più e che per lui terminò quando il padre, impegnato a insegnare ai sottoposti l’esperienza missilistica acquisita in America, decise di affidarlo alla archivista della scuola di Guerra Aerea a Firenze

La colta bibliotecaria diverrà madre interinale del ragazzo alla stregua della Maria von Trapp ( moglie del comandante U-Boot 5 noto per aver affondato il sommergibile italiano Nereide, Georg Ludwig von Trapp. )

Rimpatriata di Franco Malosso Maltarello von Rosenfranz oggi . Di sfondo oltre il lago, una delle basi missilistiche sotterranee segrete .La “TUONO” a passo Coe (Tirolo del Sud).

Johannes von Trapp con in mano un ritratto di suo padre e di lui da bambino. (Servizio : Joe McNally per LIFE) . Per quel bambino solo che era Franco, costretto a inventarsi le figure genitoriali, perennemente assenti questa fu un scelta felice paragonabile alla “ Mrs. Bill ” governante terminale di S.M. la Regina Maria von Teck del Württemberg (preceduta dalla prima, licenziata per insolenza, la seconda per abusi sui suoi sei bambini e la terza per averne manipolato le loro attenzioni). Fu proprio lei, la Regina d’Inghilterra che nel 1923 consegnò le chiavi dell’Anfiteatro eccellente stato alla Comunità di Arcugnano, regalando pure una strada ( La militare) per collegarlo alla sua parte sparsa .

Nella foto, prima a sinistra la di lui madre, pianista , a destra il padre. il generale S.A. ettore Malosso .

Purtroppo questo tipo di madre non durerà a lungo. La di lui mamma naturale del ragazzo conteso, offesa dal ruolo della sua nuova madre e amante del padre, per lui prevede e ottenendola, la sua ammissione in collegio Vescovile. Quando ne uscirà l’ultimo dei Molossi ha ormai lo sguardo di un adulto triste e formato ” da quella cinica visone politica , la stessa che traspare sul giovane medico dell”Insostenibile leggerezza dell’essere, ” sostengono le due note PR bassanesi Gianna e Cristina Ghiselli gestori dell’omonima villa progettata dall’allievo di Carlo Scapa. E non solo.

VITTIMA SACRIFICALE DI DI DIATRIBA POLITICA di gente senza scrupoli che non esita a scarificare storia falsandone le vicende, la cultura, l’arte , a infamare intere generazioni di sommi memorialisti, pur di realizzare i propri temerari fini . .

Durante tutta la durata del processo farsa cioè l’estorsione subita in Anfiteatro Berico, intentatogli per utilizzarlo sacrificalmente contro una fazione politica in lotta, e in cui, i bersagli, fin troppo chiari, sono: un controverso ministro de MIBAC : l’on. Franceschini durante l’assegnazione dei direttori a Firenze dei Georgofili ( di cui strage) e a Pompei, verso la famiglia siciliana Mattarella, oltre che il figlio del gregario di voli di voli e duelli in guerra, l’amico del gen.Ettore Malosso :Guido Bertolaso. Come dire : devi andare contro a chi salvò la vita in guerra al proprio padre?

Il Molosso per tuttp il processo manterrà una condotta esemplare rimanendo in silenzio. Impassibile alle gratuite offese. Vittima caduta a causa suo all’alto senso del dovere nel rispetto del vincolo di segretezza . ‘Ufficiale e Spia dell Affare Dreyfus di Roman Polanski Mica un detective qualsiasi.

LA PROVOCAZIONE Il complotto finale ordito contro di lui, dall’ombra, allo scadere dei 30 anni coperto dal vincolo di segretezza lo obbliga a balzare indietro nel tempo a quando il col. della CIA , padre di Sharon Tate, sospettando che il regista marito delle figlia assassinata, Sharon Tate, fosse il mandante dell’ orribile lezione punitiva, viceversa uno sgarro a . siciliani contro Polanski. Tate tramite il padre lo incarica di far luce segretamente sulla vicenda . La sua l’indagine partita da Vicenza, tocca il sud italiano . Ma solo per fare ritorno in USA dentro gli archivi delle UCLA dove fugherà ogni dubbio sul conto del cineasta Polacco sospettato. Anzi . Il Molosso accertò, rivelandolo coraggiosamente al colonnello, distrutto dal dolore nelle incapacità di darsi una spiegazione, i nomi dei reali mandanti che diressero i killer per ” punire due sgarri” su cui , torturata barbaramente , trovo morte sua figlia Sharon. Un delitto che per la sua ferocia riporta a quando fu fatto complottisticamente inguaiare Orson Wells per Elisabeth Schort. Ritrovata col corpo sezionato. E un po anche richiama alla fine della vendicatrice del “Che col revolver di Feltrinelli”. La povera Monika Ertl. Tradita e smembrata viva nelle foresta Boliviana. Ad opera di Barbie, Il Boia di Lione. Quando poi il ns. Franco von Rosenfranz da ufficiale delle EU Bio Guard Corps deve fare i conti con sua scomoda incorruttibilità che aborrisce i privilegi, sembra il perfetto il cugino d’anima dell’Ufficiale Kevin Costner che vediamo in Balla coi Lupi così sfoderando l’ aspetto più romantico verso tutto quello che lui scorge essere indifeso. Parlandoci anche dell’Anfiteatro di Arcugnano e della sua conca. E’ questo il lato trasmessogli dall’altro suo grande mentore. Il sommo poeta scrittore , memorialista Conte Guido Piovene. Se il Bechstein ne aveva instillato la passione per il cinema, è il Piovene che fin da piccolissimo, lo esorta , a credere nelle realizzazione dei sogni e delle grandi imprese. E’ lui che appassionandolo alle gesta dell’archeologo Heinrich Schliemann, lo scopritore che leggendo per davvero Omero e non cosiderando ne l’Odissea come l’iIiade come meri fantasiosi poemi epici greci  antichi comunque grazie a queste descrizioni scampate ai roghi cristiani del 394 d.C) Viceversa sarà la prova trovata da Schilemann quella che cambierà la considerazione della storia, così scoprendo l’ esistenza di Troia, considerata da molti veneti l’antica patria di riferimento della popolazione locale di Arcugnano e non solo. Il lungo viaggio di Enea e quindi dei figli di Troia, i Veneti , della tribù di Antenore, il mitico fondatore di  Padova, alle gesta di un altro Principe greco: Cleonimo di Sparta, dei cui schiavi rinchiusi nelle grande grotta dell’anfiteatro, seppero conquistarsi la fiducia degli abitanti locali riparando le terrazze del Santuario caro ai Venetkens sull’anfiteatro quando esso era ancora un antico approdo marittimo cioè la baia di Villa di Arcugnano Capoluogo .

Sopra, sa Monte Giove odierna chiesetta dedicata a ” S.Mrgherita dei Colli ” veduta del colossale anfiteatro di Villa do Arcugnano Capoluogo. Segue la foto del lago del Fons in pien . Sopra le nuove costruzioni davanti alla villa dette ” i Loculi”

Sarà facendo leva su questi valori mostrando l’abbandono in cui vessa l’anfiteatro delle Querini di Arcugnano con la sua Villa della Novizia, rifatta nel suo stile del tempio che era , cioè il Santuario superiore dei Veneti antichi poi dal dio Ogno, Agno, dedicato al Dio Giano padre del Fons.

Dalle pendici del colle di Monte Giove (villa Margherita ) veduta del lago del Dio Fons (attuale “Fontega”) figlio del Dio Giano .

che si sta approvando di separare da quello inferiore . Qui lo invita a difendere Vicenza accettare la conservatoria dell’Anfiteatro di Arcugnano che Piovene così descrive :

Trascorrevo le notti su quel pezzo di strada ( d’estate fra il tratto che separa i due santuari Berici di Monte Berico e quello dell’Anfiteatro ]) negli anni in cui la solitudine era ancora un piacere. Il mio pensiero era la luna, splendente, rara, come non l’ho più vista dopo; balzavo, volavo con essa; candida quand’era in alto; o verdastra, rossastra, quando tramontava sul piano…. Mi pareva allora di avere sotto di me gli spazi eterei, un baratro vorticoso che mi trascinava seco di là dall’orizzonte con quella faccia rilucente. Era un farnetico lunare che mi ritorna come in sogno. […] Una vita, di cui io conobbi gli avanzi, finisce di consumarsi nel tempo e si riconsegna all’eterno; ed io sono forse l’ultimo a renderne testimonianza. “

Dalla collezione dello scrittore vicentino prof. Luciano Parolin

Sopratutto leggendo descrizioni autografe emerge il piacere e l’inclinazione alla solitudine di quand’egli, completamente solo, per mancanza di organico presidiava una postazione isolata di telecomunicazione montana dell’Aeronautica Militare, assistito da un simpatico sottufficiale siciliano che compare citato almeno in due dei suoi raccontì: il “maresciallo Saltallà“. Amedeo Gagliardi@ Estratto da “Primi scoop – Biografie Strordinarie ” . Redazionale inserito a cura del Gruppo di Centro Studio dell’Anfiteatro Berico 2023

https://www.youtube.com/watch?v=NOMQ8eOD0Xs

Franco Malosso von Rosenfranz : il CV essenziale :

Accademico musicale, corrispondente per gli inglesi-CWGC[1] è Nel territori presso Este da cui è nata la Casa dei Windsor, Corte Domenicale da cui discende la nobiltà di mezza Europa, Archivista, scrittore ,-gIornalista, concertatore fino al 2016.Conservatore dei Luoghi[2] e Curatore dell’archivio Mioni -Papadopoli-Wollemborg , la biblioteca privata delle anziane latifondiste signorine Luisa e Miresi Mioni, generose filantropiche dame padovane a cui è stato dedicato il recupero dell’Anfiteatro Berico sul loro lago., il più antico del nord Italia , volontario ufficiale EU BIO GUARD CORPS.

Ripreso da Monte Giove, oggi villa Margherita : veduta invernale del colossale Anfiteatro di Arcugnano abbandonato . Con la sua Vera Casa di Giulietta si affaccia sul suo misterioso grande lago ghiacciato di Vicenza o detto di Longara Un bacino che compare e scompare.

ROSENFRANZ E L’ANFITEATRO QUERINI COLONNA Prima di passare a miglior vita, le anziane benefattrici condividono con Franco, il loro Conservatore dei Luoghi un comune obiettivo: donare ai concittadini  il recupero dell’Anfiteatro dei Querini in Villa di Arcugnano Capoluogo. “Questi luoghi debbono rimanere esattamente come erano stati concepiti e cioè aperti allo svago di tutti.” Inoltre trasformare il loro antico Borgo, quello della  villa dei greci Papadopoli, in Casa di Riposo a soggiorno gratuito per gli anziani. Le sorelle Mioni erano figlie di Giovanni Mioni, compaesano di Aureliano Pertile di Montagnana, il tenore di Arturo Toscanini, livellario dei terreni degli  Este-Hannover. In Riviera Euganeo Berica.A Montagnana, i progenitori dei Reali Inglesi, ora al trono di Gran Bretagna, erano presenti fin dal 1000 come Corte Dominicale. Il bisnonno di Franco era Vincenzo Maltarello della omonima famiglia di Esattori Imperiali, Armatori , Conservatori dei Luoghi fra cui dell’Anfiteatro Berico dei Querini – Principi Colonna e, Olimpico dell’architetto Palladio . Con i fratelli, Vincenzo e il fratello compositore – concertatore con Giuseppe Verdi Luigi, morto giovanissimo. Insieme fondatori dei Rosenfranz-pianoforti, la più grande grande industria dentro le mura della città Vicenza [3]  La sua storia e la Storia della Reale Fabbrica di Vincenzo Maltarello e dei Pianoforti Rosenfranz è narrata nel libro 1997  L’uomo che regalava la musica. 

Fabbrica Reale cresciuta sotto l’Impero Asburgico a Wien, Dresden, Rovigo, Venezia e Vicenza, poi con l’amministrazione italiana di Antonio Fogazzaro  e in seguito di Aureliano Pertile .La famiglia legata alla esportazione del legno e corde per piano a Elena Bechstein e gestiva allo stesso modo della destinataria tedesca di Carl Bechstein, teatri sale musicali ancora oggi

TEATRI DEI MALTARELLO Nella sola provincia di Vicenza fin da e per datata nomina dell’architetto Andrea Palladio, la famiglia degli armatori, esattori e waffenschmied, fratelli Maltarello gestiva :

il teatro degli Antidonà presso i Vescovado di via S. Francesco Vecchio

Sala musica di palazzo Giustiniani – Zorzi_Maltarello- Baggio in via S.Francesco

il Teatro Mattarello ad Arzignano.

la sala musica Maltarello della villa del mecenate Jacopo Cabianca, poi ex sede delle SS italiane -OVRA passata al Gen. NATO Lambert infine ritornata di interesse musicale di perfezionamento della Accademia musicale Showa per pianisti Giapponesi

per le contesse Querini -Principi Colonna, Vincenzo e Guglielmo seguivano l’anfiteatro acquatico all’aperto (Berico) in villa di Arcugnano Capoluogo.

Franco, subentrato al padre, anche lui Conservatore dei Luoghi [4], si occuperà volontariamente di catalogare da Curatore, l’archivio privato della biblioteca di Borgo Papadopoli con gli importanti documenti relativi al soggiorno di Galileo Galilei, delle famiglie Querini, Polo (della moglie cinese di Marco[5]), dei Colonna, Dalle Ore, Marzotto, Grimaldi, Grimani.

IL CANTAGIRO CHE DOVEVA SURCLASSARE SANREMO Sono gli anni della prima colonizzazione di Arcugnano ripartita con Joe Adonis. L’italo americano spaziava da interessi nel mercato auto ricambi di Detroit alla cultura allorché il maestro del Molosso, Giuseppe Becce attraverso l’intercessione di Rossano Brazzi Ghedini, nel 1945 si trovò a essere debitore nei riguardi dei fratelli Capone per essere scampato per la seconda volta alle fucilazioni sommarie del criminale di guerra e presidente delle Repubblica Italiana Sandro Pertini e del suo sicario, il bandito Morozin depredatore della “divisione” Pasubio Vicentina . Franco giovanissimo volente o nolente si ritroverà depositario spettatore di ciò che la mafia chiedeva indietro al suo maestro Bechstein Giuseppe Becce scampato per due volte alla fucilazione, I compositore, autore che musicò in UFA fino all’ultimo, nel 1945 i ” Die Deutsche Wochenschau“doveva la vita ad Al Capone, il più influente del l sindacato Ebraico ( Cosa nostra) che deteneva il controllo del 50% della Polizia di Chicago ma anche grande benefattore considerato che la sua mensa per i poveri a South State Street, a Chicago , sfamava una media 2.200 persone al giorno e sovvenzionava le vedove e gli orfani della polizia di Chicago .(Capone’s downfall). Becce era in debito con i fratelli i Capone ed essi attraverso Becce circa l’esistenza dell’Anfiteatro , sotto la Casa del Fascio di Arcugnano ex possibile sede del CINES in caso di bombardamento delle Giudecca. Qualcosa di non propio tanto piccolo… il colossale Anfiteatro Berico di Arcugnano dentro il quale Ralph Capone principale venditore di Coca-Cola come riportato dell”Esposizione universale di Chicago, del 1933 vedeva possibiltà di vendere bevande e piani condivisi con Joe Adonis. Quello di realizzare una sorta di super Cinefestival canzone estivo presso terrazze della baia del lago Fons( Fontega) cioè nel grande Anfiteatro di Arcugnano (Vi).Un Canta -Cinefestival estivo che per enormi dimensioni, in grado di superare il Festival a Boario Terme, il Cantagiro di Recoaro, il Festival Bar di Asiago, L’ Arena di Verona . In particolare surclassando il festival di Sanremo. dove Adonis era stato snobbato da alcuni organizzatori e subrette.

Le aspirazioni di Joe Adonis, proiezione di un vecchio sogno di Joe Banana (Joseph Bonanno) ex attore del Cinema muto e Fondatore del Sindacato Ebraico (Cosa nostra) , qui si muovevano a fianco degli appalti di installazioni militari NATO. A Vicenza a snobbare offerta del luogotenente Joe Adonis, formato da Al Capone e Lucky Luciano, quest’ultimo qualche giorno prima che con Ian Flaming cominciasse il suo film autobiografico dato che la sua fama era fra i 20 più grandi influencer al mondo e che per sue considerazioni, ” superiore a quella dei presidenti degli Stati Uniti” , ci fu anche una allora, ancora sconosciuta attrice: Sharon Tate. La figlia del col. US ARMY -CIA ,Paul Tate, collega del Generale Malosso. Inoltre dalla cantante Mina e da Fred Buscaglione che di a poco , canzonando sia Jo Adonis che il boss, Agente OSS -CIA domenicana a Berlino, Porfirio Rubirosa, e facendo scimiottare il boss son Carlo Gambino da sue comparse, morirà in uno strano incidente stradale.

The photo that apparently links Frank Sinatra to the Mafia: Pictured with the singer are Tommy ‘Fatso’ Marson, Don Carlo Gambino ‘The Godfather’, and Jimmy ‘The Weasel’ Fratianno
Don Carlo Gambino che Fred Buscaglione fa vestire da Gangster i suoi nel video dove anche palesemente deride e si fa beffe di Porfirio Rubirosa genero del dittatore simpatizzante di Hitler, Trujillonelle sua spassosa canzone cojonato da “Porfirio Villarosa ”  Buscaglione pagherà con la vita l’aver deriso Joe Adonis .

Joe Adonis era forte di contare su una squadra composta da molti notissimi volti del cinema e delle canzone tra cui il cantante Frank Sinatra, l’attore Rossano Brazzi Ghedini . Ma le aspirazioni d Adonis, si fermeranno con il suo strano decesso, preceduto da quello sempre per infarto post interrogatorio i quello di Lucky Luciano. Anche Joe Adonis, durante un interrogatorio morirà di uno strano infarto prima di realizzare il suo progetto. E con la morte degli uomini motori dei Festival, come una profezia di cattivo auspicio dell’Adonis , anche le stagioni degli altri , in mancanza di finanziamenti, si chiude. E al posto di Adonis , Franco si trova a dover fronteggiare un sindaco che ad Arcugnano che dietro pagamento di grassi oneri rilascia il permesso di sbancare la sommità delle collina di quell’anfiteatro caro ai Veneti antichi. Fin li sembrerebbe il solito caso di un sindaco abusivista. Non fosse che la manovalanza che realizza in appalto l’abuso è riconducibile al costruttore edile Piddu Madonia, presunto killer di Falcone e Borsellino che riducendo le dimensioni dell’ enorme anfiteatro, indirettamente si scontra ,con Vittorio Mangano che colà ha altre idee . Il sicario esperto dei sequestri di persona ed omicidi, convivente as Arcore in villa col presidente Silvio Berlusconi e il senatore Marcello dell’Utri al quale, attraverso Giancarlo Parretti, al cavaliere che ha già è subentrato ai teatri milanesi che precedentemente controllati dal Vicentino Francis Turatello, egli vorrebbe regalare il 51 ° teatro con quel “progetto anfiteatro” che fu di Jo Adonis . Ai Madonia, giocheranno un brutto Tiro. Il denaro che il latitante alias Giuseppe Russo, per la sua prestigiosa villa veneta nei pressi dell’Anfiteatro, circondato da cimici , tra Arcugnano, Abano, Longare, Vicenza perfino quando gioca a carte al bar con gli imprenditori Vicentini intanto lui spende espande, è tracciato da Giovanni Falcone. Proveniente dal sequestro Celadon e di altri imprenditori Lombardo- Veneti. Presso ogni esercizio dove figlia e moglie spendono anche il più piccolo acquisto, le banconote tracciano anche lui . Per Madonia, che sarà arrestato a Longare, quel denaro si rivelerà un riflettore che accende una trappola fatale.

Il CONTRIBUTO A FERMARE SEQUESTRI DI PERSONA ma facciamo un passo indietro . Franco, alla fine degli anni ottanta , corteggiato dai Servizi di intelligence per fermare il dilagante fenomeno dei sequestri di persona, sotto la spinta umanitaria e la proprio vissuto, con nome in codice K-626 , attraverso questa sigla, accettò infine di divenire persona chiave nella segretissima Operazione Pirati Barbareschi” .

Nel più LUNGO SEQUESTRO della STORIA, l’OPERAZIONE PIRATI BARBARESCHI “ Una operazione coperta che durante tutti tentativi retro-teatro atti a liberare Carlo Celdon diverrà pericolosissima dato l’alto rischio che il grado di segretezza possa essere violato . L’obiettivo del piano: partendo dalla manovalanza, fare credere alla potentissima regia riciclatrice dei continui sequestri di persona che la tecnologia delle azienda di K- 626 da Buckingham Gate 1 e non solo, disponga di apparecchiature sofisticatissime. Come? K626 – dispone di orecchio musicale assoluto , quindi di capacità di alto riconoscimento del timbro delle voce. Inoltre era primo perfezionamento da SAT di tecnologie attraverso il rilevamenti ipodermico del corpo umano. Strumentazione capace di intercettare persone ostaggi i rapiti stanando i luoghi dove essi vivono incatenati in condizioni inumane (In realtà i tecnologie impensabili per quei tempi) . Nell’operazione legata al sequestro del vicentino Carlo Celadon, dato lo scarso tempo a disposizione, l’impossibilità di ottenere un aiuto dal magistrato inquirente, il ruolo di persuasivo di K- 626 dovette andare oltre. I vertici dell’intelligence fecero leva su K- 626 che da adolescente era stato vittima di un rapimento breve. E per non fare dubitare i manovali dei rapimenti dato il poco tempo a disposizione per liberare il ragazzo l’ostaggio. K- 626 per l’occasione fu dotato del pedigree di tecnico e importatore di rivelatori californiani per le operazioni con caratura di metalli preziosi i cui doveva attivarsi quale persona interessato al recupero transito di parte delle immense quantità di deposito auriferi, proprietà dei propri antenati . L’operazione non doveva apparire fittizia. Il tonnellaggio aureo proveniva dal tesoro accumulato dall’avo Alessandro I° di Macedonia che riprese a girare dal deposito infruttifero Elvetico transitando per davvero. Riserve di Oro e Argento. Con la riduzione dei suoi confini storici , la potente ex Macedonia, passa sotto il Regno di Jugoslavia .Nei decenni una piccola parte di era mischiata con quello dalla proveniente dagli scambi fra lingotti frutto delle rapine a banche Russe compiute da Stalin e la sua banda. Dalle Bocche del Cattaro, predato a Pietro di Macedonia da Mussolini , sotto gli occhi di un non ancora presidente austriaco Kurt Waldheim , in gran parte arriverà dormente in Svizzera grazie alla ingegnosa astuzia ed abilità di Licio Gelli che ne mediò capitalizzazione degli utili degli utili in virtù di un accordo stretto con Tito Broz, e proseguito con i sui aventi a diritto ( inteso a vantaggio del paese slavo). L’operazione, undercover nei passaggi frontalieri, fu resa possibile grazie alla collaborazione del temerario commissario Svizzero Cantonale Fausto Cattaneo per agevolare il lavoro del Magistrato Giovanni Falcone, e del suo follow money . La vita privata del coraggioso agente speciale Cattaneo, una sorta di Jo Petrosino Svizzero moderno, fu subito rovinata per rappresaglia. Ostacolato ed isolato da colleghi , dopo essere stato utilizzato da elementi dal partito italiano della Lega , interessati solamente non a fare cessare il traffico di drogatura degli italiani , in realtà, collaborazione avviata con lui, al solo scop di scalzare il presidente Italiano Silvio Berlusconi così per prenderne il posto ricattandolo. Intanto un contesto n certo difforme a quello attuale, sempre più giovani morivano adescati dai pusher dell’eroina post” Operazione BlueMoon”.Drogatura https://www.youtube.com/watch?v=lPs3XOvOvj8 utilizzata come mezzo si socializzazione alternativo destinato a sostituire i cosiddetti melodiosi balli lenti. Le operazioni di polizia erano limitate a valle e ben si guardavano dal trovare coraggio e sagacia di ‘investigare a monte del traffico colossale di stupefacenti atto a drogare la popolazione . E fu in occasione di quelli incontri che l’agente speciale Cattaneo, con K626, si trovò a impersonare figure inventate nei panni di ricco acquirente di partite destinate alla drogatura dei ragazzini, come un boss interessato a rilevare partite di droga spesso proveniente da sequestri giudiziari incontrollati uscita da Padova e dal Tribunale di Roma. Droga e denaro da riciclare in metalli preziosi, edilizia, discografia. Seguendo il transito del denaro marchiato, dall’altra parte del confine di Como-Chiasso, Giovanni Falcone, accertò che una buona percentuale dello stesso, con l’opera di drogatura delle Popolazione Italiana condotta come una perfetta replica del precedente Proibizionismo USA , risultò finanziare media giornalisti tv compiacenti occupati a distrarre l’opinione pubblica sul fenomeno italiano dei rapimenti di imprenditori a scopo di estorsione nonché a corrompere, la figura dei sindaci italiani coinvolti nel giro delle fatturazioni fasulle di smaltimento rifiuti. Da quel momento Cattaneo capì che , avrebbe dovuto arrangiarsi da solo. Nel corso di queste sue spericolate operazioni coperte, per più di una volta dovette ricorrere a Franco Molosso von Rosenfranz. Farsi prestare alcune delle sue auto prestigiose. Tra esse anche quelle diplomatiche addette a servizio consolare. Le operazioni del commissario continuarono fino a quando, assassinato Giovanni Falcone la Magistrata elvetica Carla Dal Ponte gli archiviò sistematicamente tutte le 3 le sue grandi indagini finalizzate a a svelare i veri nomi e cognomi di chi , in quali mani mani fossero finite la mazzette di denaro contrassegnato , pagato per la liberazione degli imprenditori italiani e/o loro familiari rapiti. Denaro contrassegnato appunto proveniente dai sequestri di persona. Curiosamente il Papa invitava liberazione di ostaggi, mantre la sua banca Vaticana, lo IOR riciclava quel denaro dei sequestri degli imprenditori italiani . Una valanga di denaro proveniente da almeno 2000 rapimenti di imprenditori Italiani di cui 1300 presunti.Molto di quel denaro affluiva alla banca Rasini diretta da Luigi Berlusconi. Cambiato in un rapporto: di a1 miliardo sporco in contro-valore a 300 milioni . Parte di quel denaro proveniva dal Vicentino Francis Turatello, anche lui correntista alla Banca Rasini. Spesso dagli imprenditori il vicentino otteneva denaro in cambio di “protezione” dai rapimenti cioè senza bisogno di sequestrarli. Era esso corrispostogli dagli imprenditori Veneto- Lombardi . Spesso proveniente da loro conti svizzeri non denunciati Talvolta proventi dalla “Drogatura degli Italiani”. Grazie alla taglia corrisposta da un noto bancario colpito dai sequestri un cicero, funzionario infedele di banca Svizzera i passaggi di denaro furono ricostruiti dal dr. Giovanni Falcone che determinò il giro esatto che il denaro pagato dai familiari del sequestrati faceva. Fino alla determinazione ufficiosa del regista che dal’alto, ne beneficiava.

IL ROGO DOLOSO DELL’ARCHIVIO MIONI -PAPADOPOLI -WOLLEMBORG. Nel 1987 il Conservatore accerta la scomparsa di molti documenti comunali custoditi nella villa Montanari in Anfiteatro di Arcugnano Capoluogo. Subirà l’incendio doloso dell’archivio (Papadopoli-Wollemberg) e il rogo dell’abitazione messagli a disposizione dalle sorelle Mioni. Nello sfregio perde il pianoforte ereditato dal nonno e su cui aveva suonato Wagner, e un piccolo Bechstein. Nel 1992 arrivò qui il fratello dell’omicida del Gen. Dalla Chiesa, Piddu Madonia che dirigendo appalti edili ad Arcugnano darà il consenso alla strage dove trovò la morte del giudice Paolo Borsellino. Aspetto a suo dire sempre disapprovato. La mafia, intanto forte di denaro da investire, corteggia sindaci ed amministratori e su allarme di un noto avvocato vicentino che ne fa la lista, molti imprenditori in crisi  accettano di riciclarlo nelle proprie imprese locali.

IL RAPIMENTO DEL FIGLIOLETTO Dopo una sparatoria in Rivera Euganeo Berica , successivamente, al Conservatore sarà fatto sparire il figlioletto. I blog esteri che riportano l’Anfiteatro Berico come una delle 10 meraviglie al mondo o scrivono: ‘Sembrano le modalità  analoghe accorse ad Andrea Palladio’  J.J. Winckelmann, meno cruentemente vissute da Henry Thode e da Carlo Scarpa. Casuali? No. Sono esattamente gli stessi rituali inferti dalla volgarità criminale alla cultura come quelli della strage mafiosa dei Georgofili e patiti anche da Sergiu Celibidache,  vera e propria icona musicale per Franco. Diversamente che dal Conservatore, il maestro, avvisato in anticipo del progetto che mirava a rapirgli il figlioletto,  fece  appena in tempo  ad  abbandonare quel bel Paese  che cominciava a cambiare faccia dopo la colonizzazione del luglio 1943

Formato da Military brat F. prese servizio di detective per l’Intelligence Militare oltre che privato . Si occupò del caso del Ten. Coll. Tate (Sharon Tate). Da quel 1987 le apparizioni del Conservatore nelle  concertazioni  private, sua seconda attività principale, si faranno sempre più rare fin quasi a cessare dopo ilrapimento del figlioletto . Nel 1999 Franco Malosso von Rosenfranz è diplomatico sotto l’egida ONU, corrispondente Commonwealth War Graves Commission (CWGC) per la Villa di Arcugnano in Anfiteatro-Capoluogo[6].

GEMELLAGGIO VICENZA PFORZHEIM. Negli anni novanta sostituì il sindaco Variati nell’accoglimento del gruppo di una banda musicale straniera dal teatro cittadino all’Anfiteatro Berico. Per Franco è sottinteso che i ricchi hanno il dovere di fare qualcosa per gli artisti e l’arte. Il Conservatore è membro di un gruppo di promotori, sostenitori, volontari di alto profilo che agiscono anche come ambasciatori-segnalatori per Trust benefici Inglesi  così  contribuendo a preservare edifici degni di nota, alla stregua di Landmark Trust, Irish Landmark Trust o National Trust di Devon di cui è patron il principe Carlo d’Inghilterra, nonché per altri Enti britannici  operativi nella conservazione di luoghi come quello fondato da Sir John Smith. Gli obiettivi sociali sono quelli di recuperare da abbandono, minacce, abusi, speculazioni e saccheggio, prestigiose dimore o aree di interesse storico architettonico tra Francia, Italia, Stati Uniti affidandole a cure di generosi filantropi di provato buon gusto o adattarle per essere affittate a vacanzieri, così che le proprietà possano auto-mantenersi per essere restituite alla vista e all’utilizzo della collettività. Un celebre esempio di questo genere di salvataggi, sempre in provincia di Vicenza, si trova ad Agugliaro, nel parco della Villa Saraceno di Andrea Palladio.

Nel 2013, mentre ancora oggi la zona fino ad Arcugnano è prediletta dall’arricchimento mafioso col traffico illecito di rifiuti liquidi e tossici sversati nelle falde e dove sacchetti da raccolta urbana emergono un poco dappertutto dal sottosuolo, dovette intervenire Carlo d’Inghilterra in persona per esortare i progettisti italiani a modificare il nuovo tratto autostradale Vicenza-Rovigo nel rispetto del paesaggio della via delle seta per antonomasia, villa Saraceno. È grazie a quell’allarme e all’amorevole contributo dei curatori della villa se oggi l’autostrada oltrepassa in trincea quel tratto.

Nel 2021 in seguito alla vicende che lo coinvolsero nell’ anfiteatro Berico e che lo hanno spinto a rivelare il ruolo avuto nei sequestri di persona italiani , è stato proposto come presidente del circolo degli imprenditori rapiti. Purtroppo con la morte del fautore italiano del Follow money , Giovanni Falcone le rivelazioni che in realtà gli italiani non fossero dotati di un sistema di rintraccio degli ostaggi rapiti operato via satellite sembra aver riacceso la caccia agli imprenditori da sequestrare a scopo di estorsione.

IL BUSINESS DELLA TARI. RIFIUTI DELLA RACCOLTA URBANA DESTINATI A SMALTIMENTO IN REALTÀ GETTATI IN ANFITEATRO E NEI LOGHI STORICI.

La Provincia di Vicenza con i suoi campi pianeggianti rappresenta – e lo si vede anche dal satellite – una opportunità di facile, appetibile tentazione ad arricchirsi concedendo terreni agricoli, parchi dismessi agli amministratori di Comuni interessati a nascondere rifiuti, in realtà mai smaltiti. In Riviera Berica ad Arcugnano e non solo, due cittadini su tre accusano anomalie da PFAS nel sangue. Difendere la salute dei cittadini, dare l’allarme contro il dissennato inquinamento delle falde acquifere dell’Anfiteatro di Arcugnano può comportare seri rischi. La Fontega ha un percolato sotterraneo che conduce fino alle risorgive di Dueville a sud est, disperdendo a Noventa Vicentina e inquinando gran parte di Vicenza e della sua provincia.

LA COLONIZZAZIONE MAFIOSA FINO ALL’ APPLICAZIONE DEL SEGRETO DI STATO PRESSO L’ANFITEATRO BERICO  
Nel territorio Euganeo Bercio[7], meglio che ad Arcugnano, appare che è possibile  silenziare attraverso anche  compiacenti organi di stampa ed appoggi istituzionali,  le continue minacce, intimidazioni ed inchieste di stampo mafioso in corso. Dopo anni di reinvestimento di denaro proveniente da sequestri, rapine ad oreficerie e riciclo di droga, si  lava il denaro nei beni immobili e su lottizzazione di edilizia pubblica e imprese private oltre che con il business, fra poveri, dei rifiuti  tossici ed urbani. Un business di gran lunga migliore rispetto a quello della droga: un business che permette di incassare la TARI mediante fatture fittizie compiacenti rilasciate  da  amministratori di discariche  gestite dalla Mafia. In realtà  gli  scarichi da raccolta di nettezza urbana, vengono gettati  in  luoghi storici o paesaggisticamente protetti,  letti dei laghi, corsi d’acqua. Tra il 1997 e il 2002   quando viene bonificato il  bacino medio della parte superstite di quell’Anfiteatro che recinge la Fontega,  sotto 40 cm di terrazze coltivate a vitigno emergono quintali di rifiuti ma le denunce non sembrano sortire effetto. PER gli addetti ai lavori è una opportunità di business. non facile rininciarvi.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=okp4s9GkxQc&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0WjMKbI7kSGS0Ak2jBktWCLlKLfTUr34zodrqHDkaOoXzystvbGXtprJM

LE EREDITIERE SORELLE MIONI E IL CONSERVATORE NON CEDONO. Le signorine Mioni, come il Conte Marco Aurelio Pasti, e Lante Dalla Rovere, rifiutarono ogni genere di lottizzazioni, di scarichi urbani dissennati sotto i loro campi. Insomma escludendo ogni opportunità di facile e veloce arricchimento che avrebbe inquinato e deturpato la veduta paesaggistica delle loro ville che perciò furono condannate all’abbandono, all’oblio storico se non vandalizzate, incendiate, occupate per rappresaglia da manovalanza edilizia.  Impaurite dal tentativo di sequestro di Clara Agnelli[8], esse ricorreranno chiedendo protezione persino all’onorevole Martinazzoli il quale le indirizzò e  ad  un magistrato locale e al gen. Delfino, in quel periodo, ritenuto pesantemente compromesso nella spartizone dei bottini provenienti dai sequestri di persona.

CONTESTO DEGLI OMICIDI FIORETTO Ma se il primo era pesantemente coinvolto nei sequestri di persona, il secondo era sospettato di finanziare e favorire un brigatista rosso latitante in Brasile, oltre che di omissioni su indagini relative al sequestro di Carlo Celadon. Più precisamente sugli omicidi del Fioretto e signora, commercialisti di quei Rossi (nipoti  che vendettero  il primitivo delta  di  Borgo Berga su cui  nacque la città di Vicenza  alla controversa edificazione della Procura Vicentina) del senatore  Rossi azionista della Maltarello-Rosenfranz.  

Quando una loro guardia del corpo sarà gambizzata, le signorine Mioni  punteranno  sul Generale Malosso, membro come Luisa Mioni,  del circolo culturale La Soffitta[9], che le appoggerà al dilagare della criminalità organizzata che faceva ormai da padrona nella Riviera Berica, in quella città di Vicenza   prima assoluta  per corruzione con oltre centonove immobili sequestrati dalla DIA ai clan criminali della Mafia.   

Nello scenario, Franco, consulente del Ministero dell’Interno e manager  delle Telecomunicazioni satellitari, sua primaria attività[10], propone così un costante video monitoraggio  satellitare   gratuito sulla Riviera Berica analogo a quello che le sue aziende. utilizzano con successo per David Newman di Greenpeace per individuare i punti di scarico di materiale radioattivo nel  Mediterraneo occidentale.

Serve fare un passo indietro per comprendere:

PRIMO INTERESSAMENTO DELLA MAFIA DELLO SPETTACOLO SUL RECUPERO DELL’ANFITEATRO.  

1986-1996. Sono gli anni di dismissione-alienazione dei beni del Patrimonio Storico Archeologico dello Stato Italiano. Oggi una dichiarazione di fallimento[11]

Operando da dentro gli Uffici Tecnici Comunali, qualcuno favorendo la sparizione di documenti ci intravvede un proprio privato business. Altri come Franco, l’allora giovanissimo Conservatore che rinuncia a rimanere stabilmente in America su richiesta del padre, con  immagini e quei documenti  in valigia cercano disperatamente qualche  investitore, qualche  finanziatore  o qualche migrante  legato affettivamente alla storia di questi luoghi.

1989. Ad Hollywood siamo negli anni  che hanno consacrato  la fortuna a Donna Summer e a Giorgio Moroder compaesano imparentato con  Luis Trenker sulla cui scia Franco, partito da Bolzano appoggiando Greenpeace contro i Test Nucleari di Mururoa, cattura l’approvazione di Marlon Brando e in Italia di Vittorio Sgarbi. Il Conservatore sarà costretto a un rientro precipitoso da Hollyvood dove, come a  Los Angeles, S. Francisco,  Miami e Orlando attraverso addetti del Disney World, aveva  promosso il recupero del teatro a un pubblico attento. E forse qualche investitore lo è anche  troppo perché certe ramificazioni dei clan, anche oltreoceano, sono le prime a essere interessate all’Anfiteatro descritto dal compositore vicentino del cinema tedesco Giuseppe Becce, collega di Leni Riefenstahl allievo di Ferdinand von Richthofen pioniere della Seidenstraßen (via della seta), insegnante di Marlene Dietrich, famoso precursore del cinema sonoro. Il Conservatore è istruito anche dal Conte scrittore poeta e memorialista vicentino Guido Piovene[12]. Entrambi sono mentori della sua formazione. Una simile struttura può prestarsi però perfettamente a ‘lavatrice’ della mafia. Franco, ad Arcugnano, è famoso per aver messo sotto protezione il corridoio di migrazione degli uccelli che raggiungono Laminka Laki.(Franco von Rosenfranz Kidembassy: Un villaggio che richiama alla mente I Ragazzi Felici di Summerhill-Alexander S. Neill)-

‘ Scrive :A Bolzano  gli uccellini in Piazza Walter vengno a mangiarmi nel tavolino del bar’ avrà da dire ‘chissà perché questo non accade  a Vicenza’.  Le sorelle padovane, una di loro è malata gravemente, lo chiamano nella notte: chiedono al Conservatore dei Luoghi un suo urgente rientro ed  intervento.

Subentrato al padre, il generale Ettore Malosso. In Riviera Berica, ai piedi dell’Anfiteatro Berico di Arcugnano, il Conservatore amministra e difende le storiche dimore delle sorelle Mioni, dei Papadopoli e non solo col pugno di Ferro . Riuscirà a liberare gli immobili delle sorelle dall’occupazione abusiva da parte del nucleo famigliare Gambino qui giunto mediante il caporalato dei Sinatra (poi Barbato). Ne seguì una sparatoria e i Gambino batterono in ritirata. Tuttavia per rappresaglia il Conservatore fu denunciato per fotografie dell’Anfiteatro dove nello sfondo appariva la base militare della Fontega. L’accusa cadrà subito per insussistenza in quanto fin da bambino Franco, perfetto military brat entrava e usciva da quelle basi connesse a quelle segrete di intercettazione e missilistiche comandate dal padre, il Generale di Squadra Aerea Ettore Malosso. In seguito è sempre qui che appariranno le costruzioni delle ville superiori che si affacciano sull’Anfiteatro che saranno coperte dal SEGRETO DI STATO per via degli investimenti effettuati in latitanza e post latitanza dai mafiosi.  Farvi delle indagini significa rischiare almeno  5 anni di carcere.

ENTRANO IN CAMPO IL PROF. TOSI, LEGATO AL PROGETTO DI SEBASTIANO TUSA, E LA CINA. È IN GIOCO UN BUSINESS DA 100 MILIONI DI EURO. 

1997. Sono fondamentali gli studi specifici del Prof. Renato  Cevese. Più in Generale quelli del prof. Reginaldo Dal Lago, di Girardi e Mezzalira e dell’all’archeologo britannico Lawrence Barfield. Ma il vero e propio impulso al recupero arriverà grazie all’Equipe di ricerca storico-scientifica ed archeologica condotta dal guru dell’archeologia prof. Maurizio Tosi legato al progetto della via della seta  delle  famiglie Colonna, Querini, Marzotto, Dalle Ore, Grimaldi e Grimani che si affacciano sull’anfiteatro, che operavano al nuovo corridoio cinese tracciato dagli addetti ai lavori. Un business che partiva da qui quello dei Setaioli; da cento milioni di euro e che fa gola alla mafia degli appalti? Sarà anche un paese comunista la Cina, ma il ricordo del suo passato Imperialista non è sopito fra la sua gente. Non dimentichiamo che il Professore, operando intorno a quel passaggio, ha raccolto e classificato la documentazione che conferma qui il soggiorno della figlia del Kublai Khan, la moglie ombra di Marco Polo, in ‘pensione’ dai Querini. Di mezzo c’è anche l’annosa questione dei rifiuti? Sì, a giudicare dalle sfacciate prepotenti e continue richieste di tangenti richieste sotto varie forme dalle solite mafiette italiche. Ahimè, la mafia difficilmente prospera laddove non ci sia un magistrato complice, un giornalista che copre le notizie e delle altre figure istituzionali che la coccolano. 

La mafia locale fu intercettata diverse volte a scaricare/rimuovere qui nel letto dei laghi del teatro rifiuti locali o perfino provenienti dalla Calabria e/o targati Lecce, come nei campi della Riviera Berica e dell’Anfiteatro di Arcugnano che recinge la Fontega. Le signorine Mioni, servendosi anche della vigilanza del loro Conservatore, rifiutarono ogni allettante proposta di scarico di rifiuti tossici. Ugualmente non diedero l’assenso a ogni genere di lottizzazione. Non si farà attendere la rappresaglia.

Risale al 1999 un primo attentato sul Conservatore, sventato grazie al suo ombrello di copertura satellitare quando una sera la sua scorta, sebbene imbottigliata nel traffico, gli segnala un tallonamento sospetto vanificando così il suo tentato sequestro lungo la strada della Riviera Berica, all’altezza del Palazzo Rosso delle signorine Mioni[13].

2016. Il conservatore procede nel recupero atto a riparare il danno del dilavamento distruttivo provocato a monte  in seguito allo sbancamento della sommità dell’Anfiteatro dei Querini  del 2002 e perseguendo i  criteri dettati dall’accademico olimpico prof. Renato Cevese. Sbancamento reso possibile grazie alle concessioni edilizie rilasciate proprio dal Comune a firma Paolo Pellizzari, mentre i comitati cittadini inascoltati chiedono il rispetto della legge con l’abbattimento di ben 11 ville con piscina e  pure di quella realizzata irregolarmente dal Sindaco ed intestata a un inespugnabile TRUST. In Anfiteatro quelle villette hanno separato vista, paesaggio ed eleganza dell’Anfiteatro della Villa di Arcugnano Capoluogo, ville autorizzate e costruite sbancando abusivamente la sommità dell’Anfiteatro dei Querini. Il sindaco per impossessarsi anche della parte superstite sottostante sembra l’organizzatore di quella che appare come una scaltra truffa istituzionale negazionista perpetrata ai danni del Conservatore. Apparentemente attiverà servendosi di due comparse (che in seguito ammetteranno di essere state anche mal pagate). In realtà sembra sia stata attivata e preparata con cura molto prima. Attraverso un premeditato[14] ‘piano-trappola istituzionale’. Una sorta di azione anche punitiva contro il Conservatore colpevole di prestarsi a non volere truffare la proprietà. Un piano criminale dedito alla costante falsificazione della verità storico cronologica. La volontà a terminare col raggiro la si vedrà apparire nell’ esposto trappola del primo cittadino di Arcugnano, quando egli attiva la seconda parte del piano rivolgendosi in Procura  e dichiarando pubblicamente e falsamente, di non  sapere nulla del teatro approvato dal  Piano del Territorio. Ridicolo. Era lui l’Assessore all’ Ambiente della Provincia di Vicenza. Un piano criminale del sindaco? Inconsapevole? Successive denunce divulgate a mezzo stampa dall’ opposizione (ex Sindaco Polo Gozzi) sembrano contraddirlo. Proprio dall’ Assessore all’ Istruzione, Cultura e Turismo che prendeva accordi con il Conservatore circa la parte superstite dell’Anfiteatro. È bagarre anche giornalistica sull’ accaduto mentre Franco Malosso von Rosenfranz è sotto processo. Strano che i magistrati incaricati del caso non sappiano di questi aggiornamenti. Il tentativo di truffa che imporrebbe al Conservatore di prestarsi a dichiarare il falso per permettere al Sindaco, con lo strumento repressivo delle confisca, di impossessarsi della parte  superstite di Anfiteatro, viene smascherato dalle  indagini  tuttora  in corso per cui si è reso indispensabile l’impiego di intercettazioni telefoniche  ed  ambientali. Contestualmente, per rendere più efficace il complotto, il primo cittadino attivò agli atti di accusa una campagna denigratoria su cui  essa attinge e che paradossalmente si concluderà in primo grado con la condanna al Conservatore (fattore comunque utile a dimostrare  la concretizzazione finale del complotto truffaldino).

ESISTE  UNA ORGANIZZAZIONE  MAFIOSA DEDITA ALLE TRUFFE E DI CUI FA PARTE IL SINDACO?

Nel corso del procedimento del processo di primo grado, il primo giugno del 2018, il Conservatore, approfittando di blackout al monitoraggio satellitare remoto, elude  la scorta.  È un pomeriggio di sole ed esce in bicicletta. È diretto verso una locale officina di manutenzione trattori Arcugnanese  per un appuntamento con un Gola Profonda quando un SUV lo attende  e lo investe catapultandolo violentemente sull’asfalto. Per terminare l’opera l’auto ripasserà ben due volte  sul corpo a terra del Conservatore di Ferro che comunque sopravviverà all’attentato con cinque mesi di prognosi.

E ANCORA UNA VOLTA NESSUNA INDAGINE DA PARTE DELLA PROCURA VICENTINA.

PERFINO UN ACCADEMICO OLIMPICO SI PRESTA ALLA TRUFFA. MA IL CONSERVATORE, SEBBENE SOTTO PROCESSO , NON CEDE.

Fallito il tentato omicidio a Franco Malosso, durante il giudizio, allo scopo di screditare il suo operato, viene ridicolizzato. Numerosi falsi verranno così prodotti. A quest’opera si prestano persone insospettabili. Perfino un Accademico Olimpico viene colto a falsificare prove. Inoltre compiacenti giornalisti, accogliendo il veto al corretto contradditorio  imposto dal nuovo direttore del Giornale di Vicenza, postano infamanti calunnie sul conto del Conservatore. Sui giornalisti corrotti partendo da un’inchiesta che in Riviera Berica inizia da Este così dirà: corruzione nei confronti dei giornalisti  per bloccare inchieste scomode.

DOPO 20 ANNI DI INCONTESTATA OPERA DI RICERCA STORICA IL CONSERVATORE VIENE COSÌ CONDANNATO AL POSTO DEL PLURIDENUNCIATO SINDACO ABUSIVISTA PAOLO PELLIZZARI IL QUALE CONTINUA A ESERCITARE GRAZIE  E NON SENZA COMPLICITÀ ATTRAVERSO UNA  COSTANTE OPERAZIONE DI INSABBIAMENTO. UN SINDACO A CUI IL CONSERVATORE PER ESERCITARE I SUOI DIRITTI È COSTRETTO A RIVOLGERSI E AD ACCETTARE OGNI TIPO DI COMPROMESSO.  

FIGURA ISTITUZIONALE CHE MALGRADO GLI SCANDALI NON VIENE SOSPESA. ANZI: DA LUI CONTINUERANNO AD ESSETE IMPOSTI ACCORDI DI CHIARA IMPOSTAZIONE MAFIOSA. DIPENDERE  DALLE DI LUI CONCESSIONI E LICENZE IN UNA CHIARA PARTITA TRUCCATA PROTETTA DA FIGURE INSTITUZIONALI DEL GOVERNO ITALIANO. UN’IMMAGINE DESOLANTE ED AMARA DI UN’ITALIETTA MODERNA IN AGONIA, PREDATA DELLA MAFIA.

LA CONDANNA 

Il 10  Maggio  2019  un blitz di volontari al comando delConservatore denuncia  che sul Parco delle Fontega il sindaco Paolo Pellizzari, durante la sua campagna elettorale, invita a giocare i bambini  di Arcugnano sull’argine del letto del Lago della Fontega. Una discarica piena di polveri d’amianto, liquami di arsenico i cui effetti mortali coinvolgono quasi tutta la città di Vicenza. 

Dopo  che il Conservatore ha declinato l’ennesima offerta estorsiva di protezione di cinque milioni di euro e quattro giorni prima di nuovi ritrovamenti archeologici,  gli vengono inflitti due anni di reclusione. Condanna preannunciata dall’associazione mafiosa che si è sempre ritenuta  capace di minacciare e controllare ormai praticamente qualsiasi carica istituzionale. 

C’è il serio rischio che mi assolvano’” rivela il Conservatore dei Luoghi: ‘Così gli inquirenti non potranno mai più procedere a dimostrare questa truffa finalizzata a impadronirsi della parte superstite dell’Anfiteatro dei Querini di Arcugnano di cui io sono stato vittima’. “È giusto che gli Atti non rimangano chiusi dentro un’aula di Tribunale, ma che siano divulgati al mondo a chiunque desidera conoscere il cammino della verità e così leggere con gli occhi di chi, come e perché sarò stato giudicato io a quel modo senza uno straccio di prova’“. E’ il commento a Freddo del Conservatore . “‘Pensiamo al suicido di mia zia al Palazzo reale di Torino. A quello di mio nonno, a quello di Robert Einstein, al complotto finito in omicidio di Alberto Rinaldi, medico di Arturo Toscanini, ai furti di materiale patiti da Manuela Pertile, figlia di Aureliano. Attorno alla mia famiglia sono abituato fin da bambino ad aver assistito a commedie pietose, animate solo dal desiderio malvagio di predare convivendo abitualmente con indagini per processi farsa”.

Il 14 maggio 2019 in giudizio di primo grado, il sindaco Paolo Pellizzari, senza che sia stato ispezionato mai il suo operato, forte delle sua veste istituzionale  anche  di  ex Assessore all’Ambiente e alle risorse idrauliche, ottiene dalla Procura Vicentina la condanna del Conservatore di Ferro:

a) per abuso edilizio 

b) per essersi appropriato di 40 euro a visitatore vendendo così un ‘manufatto “contraffatto’”.  Insomma siccome tutti i sommi memorialisti vicentini, i qualsisi epoca, ne hanno riferito l’esistenza, son divenuto tutti contraffatori !

Il Conservatore ha presentato tutte le denunce alla Procure coinvolte relative a quanto asserito.  

P.S. Per l’omicidio di Virgil Rusu (pesantemente minacciato dalla banda qualora avesse parlato, confidente dell’Equipe Tosi, esattamente come Mauro Pretto, finito a fucilate sull’uscio di  casa) al Vicesindaco del Pellizzari in Arcugnano  non  è stato commisurato neppure un giorno di carcere mentre al Conservatore sono stati inflitti  due anni di carcere. 

LA RICHIESTA DI DANNI DA DIFFAMAZIONE AGGRAVATA E CALUNNIE.  Quattordici Milioni di Euro  è la richiesta di indennizzo (su cui giova dirlo la Mafia per il buon fine ha già chiesto 5 milioni). 

Sarà così suddivisa:

Quanto richiesto ad uopo di risarcimento per i discendenti dell’archeologo prof. Maurizio Tosi che hanno subito la diffamazione.

Parte sarà destinato a una borsa di studio a promettenti performers veneti.  

Parte potrà essere destinata agli eredi dei letterati, accademici vicentini, costituiti  parte civile ritenutisi  danneggiati da falsità  dettate-pubblicate a mezzo stampa nel 2016.

Parte ai cittadini comuni che ritengono che l’immagine della loro città del Veneto sia danneggiata dalla cattiva gestione, dalle calunniose dichiarazioni,  eventualmente escussa a parte la diffamazione scritta a mezzo stampa. Nel merito, il Ministro dei Beni Culturali Franceschini,  fu  paragonato a un truffato da Totò  dallo stesso giornalista che lo ridicolizzò per le decisioni che il Ministro aveva preso a Pompei.

L’importo rimanente di indennizzo andrà  alle famiglie e alle aziende più bisognose danneggiate dal crak della  Banca Popolare di Vicenza.

PUBBLICAZIONI DI FRANCO MALOSSO VON ROSENFRANZ

1989  Die AltenHeidnischenKulturen Euganeo Berica. 

1992  Il muro di Gomma.

1993  Longare: Galileo Galilei immaginato da Bertold Brecht tra Arcugnano, Longare, Lumignano; Custozza.

1995  Diari di Bosnia Recensione di Angioletta Russotti per Proloco Arcugnano (VI).

1996  Saggio sull’Erotismo architettonico di Villa S. Elena, Emo-Selvatico- Capodilista.

1997  L’uomo che regalava la musica.

1997  Suoni, Creato fra Umani, Animali nell’Armonia Musicale.

1998  Traduzione  dal francese  all’italiano dei Ragazzi dell’Ile duLevant.

2000 Kidembassy: Un villaggio che richiama I Ragazzi Felici di Summerhill di Alexander S. Neill.

2000  La Dama Nera del Lago della Fontega, una storia vera che però viene favoleggiata (Figlia del Gran Khan e moglie ombra di Marco Polo in soggiorno coatto ad Arcugnano).

2001  A. Martini A.Fogazzaro e il loro Tetiteatro.

2002   Ermengarda Querini  e i suoi parchi  Vicentini: Quello sull’ex Lago Pusterla  e quello dell’Anfiteatro di Arcugnano.

2011  Saggio su Antonio D’AgostiniDopo Alberto Martini, l’illustratore ed  illustre cittadino  nel dimenticatoio.  

2012  Richard Wagner. Il suo Golfo Mistico. Suoni e musica nella baia dell’Anfiteatro Berico dei Querini  di  Arcugnano. 

2012   “Unvergesslicher Leo” Saggio dedicato all’impresa di Leo Gurschler

2013  Percorso Verdiano di Luigi Maltarello e la loro musica.

2013 Vicenza Fons see 1958Tristano  Widman, Valentino Pasini, mein  Vater Vincenzo und die F.Levi. Autrice originale Margherita – Ungarelli Maltarello  e dedicata a  Daniela von BülowThode            (nipote di Franz Liszt e figliastra di Richard  Wagner). 

2104 Mario Andreis. Quel professore Olimpico che vietò ai Vicentini di  apporre il suo nome alle pubbliche vie lasciando tutto a Vienna.

2015  Franco von Rosenfranz e Maurizio Tosi: La terza damnatio memoriae fascista sull’Anfiteatro Berico. Corrispondenze 1930 -1944  fra Giuseppe Becci, Fiedelind Wagner, Arturo Toscanini, Guido Piovene, Arnaldo Mussolini, Hadolf Hitler, Aureliano Pertile, Luigi Maltarello, Ettore Malosso. I parchi di Vicenza di  Ermengarda Querini e quello  dell’Anfiteatro di Arcugnano .

2015  L’Anfiteatro Berico. Bepi Becce e Aureliano Pertile, due vicentini nelle aspettative di Hitler.

2016 Ettore Malosso i sui colli, le sue montagne, i suoi cieli. Fascicolo commemorativo pe  il centenario delle nascita.

2017 Il Gianicolo Veneto di Arcugnano.

2018 La vera storia di Giulietta e Romeo: il doppio enigma irrisolto – amori legali e illegittimi che marchiarono nei secoli la storia di Arcugnano.

2019 Per la via della seta. L’avventura cinese  dei Colonna, Querini, Marzotto  dal loro  Anfiteatro  di Arcugnano. 

In pubblicazione: “Quando Hemingway era a Schio, a Thiene, Vicenza, Arcugnano”.

PROGETTI  IN CORSO DI ATTUAZIONE:   

Mostra: La prima vita di Giulietta. Il vero volto della tredicenne inquisita che da Arcugnano migrò a Verona.

Mostra dedicata a Giuseppe Becce  l’illustre  genio  vicentino  di Berlino, direttore d’orchestra e primo interprete di Richard Wagner che rivoluzionò il cinema sonoro.

Mostra della tradizione pianistica vicentina dai Rosenfranz di Luigi Maltarello-Reale Casa di Pianoforti Maltarello,  da sotto le cantine di Palazzo Porto-Breganze  a quella artigiana del pianoforte di Luigi Borgato, durante l’amministrazione austriaca fino a quella di Antonio Fogazzaro  con il tenore padovano/vicentino Aureliano Pertile. 

In fase di proposta una mostra dedicata all’arch. Gianni Retis che fu insegnante di Franco von Rosenfranz.

A CURA DI LAGO FRANCO PRESS 2019 Tratto da “Biografia di un uomo: Franco Malosso von Rosenfranz” e delle redazione APA.


[1] Conta 1.700.000 inglesi  scomparsi. Una parte di loro ha soggiornato ed operato alla manutenzione in  Villa ex Santuario di Arcugnano Anfiteatro Capoluogo Querini , oggi separata dall’antica struttura di Villa Montanari e del piccolo cimitero templare presente nelle sua media cavea . Alcuni di essi costruirono interamente la Strada Militare che collega l’anfiteatro al Comune sparso. Qui il contingente militare inglese fu presidio permanente fino al 1923, anno in cui gli ultimi eroici militari, rientrarono in Patria al seguito delle Regina Victoria .  Sono da considerarsi a tutti gli effetti TERRITORIO BRITANNICO appartenenti e tutelati dal Commonwealth Graves Commission (CWGC ), e da esso a buon nome, tutelati, tutti i testimoniabili luoghi Cari e Sacri alla Patria Inglese anche raggruppati sotto i territori di proprietà oltremare Britannica British Overseas Territories , cimiteri compresi .

Bandiera Isole Vergini Britanniche
Bandiera delle Isole Vergini britanniche

[2]Anche giornalista, scrittore ed imprenditore di satelliti. Dotato di eccezionale memoria storica è autore di ventidue incontestate pubblicazioni su Arcugnano e la Riviera Euganeo Berica .

[3] A quell’epoca il più grande stabilimento vicentino anche per occupazione di lavoratori.

[4] Il Generale di Squadra Aerea Ettore Malosso comandante delle basi segrete (missilistiche nucelari – radar intercettatori ( NATO) difesa Nord Est del M.te Venda, M.te Calvarina, M.te Toraro, Tonezza, P.sso Coe Base Tuono connesse a quelle sotterranee alleate di Longare e dell’Anfiteatro Berico di Arcugnano sull’ex grande bacino di vicenza sul ex lago Fontega.

[5] La moglie cinese di Marco Polo, figlia del Kublai Khan.

[6]Nel 1923  gli  inglesi sotto l’egida dell Regina Victoria  recuperarono mirabilmente l’area che riconsegnarono  in eccellente stato di manutenzione al Comune  di Arcugnano a cui donarono anche  la Strada Militare.

[7] Per evitare di ricostruire le dinamiche di tutte le vicende, le estorsioni istituzionali, le omissioni di stampo mafioso, si è preferito girare colpe inventando prove per riuscire a condannare il Conservatore dei Luoghi al posto del responsabile concessionario dello uno scempio, i sindaco di Arugnano Paolo Pellizzari e così coprendolo per quello che è un disastro ambientale senza precedenti perpetrato da pubblici ufficiali operativi presso le Istituzioni italiane.

[8] Altra villa Papadopoli (Fürstenberg) poi  Agnelli a Morocco.  

[9] La soffitta aveva per membri e primi fondatori : Maurizio Girotto, Ettore Malosso co l’allieva Giuliana Bellorini,  Otello De Maria l’editore Neri Pozza l’arch. P..Davide Pivetti

[10]Oltre a secondaria attività: Franco M. von Rosenfranz Musica Dirigent FRIEDENS   PHILHARMONIE  WIEN, Orchestra   Des Petisestats d’Europe AIPEE Principaute Monaco dal 22 Ottobre 2012 su incarico :

per compiti spettanti allo Stato (Farnesina ) in materia di rapporti politici, economici, sociali e culturali con l’estero: Maestro concertatore sotto egida presidenziale onoraria AIPEE (Association Internationale des Petits Etats d’Europe) MonacoAIPEE ( pesi membri JPEE) con funzioni di Accrescimento organizzazione di eventi, manifestazioni e fiere – in sinergia tra i dieci MicroStati Membri.

Principato di Monaco. Veduta del Palazzo Reale

Nelle Telecomunicazioni:

COLLABORAZIONI & PARTNERS : VTR Larga Distancia, Entel. Hong Kong  Telecom. Intelcom S. Marino  (repubblica di S.Marino), Jerry Gasper  (NASA)  L. A. ITALIA: Italtel Servizi Vocali srl Milano, Teleservice  Piazza Pindemonte 

Telmex Communication, Telegroup Inc. di Fairfield, as IP long Distance Communicationsa MSA e AT&T Prtners of TELEGROUP :  General Electric , XerosJohnson&Johnson, Amoco, Union Oil California, General Foods  Bausch&Lomb, Association union of No Profit Organization, ManufacturesAssociaton  of Central  New York, Tristate Manufacture.

IP : OTC Australia, Telstra  UK London Backingham gate 1,

Presidente: Blankson ltd, Blanson LTDA  Chile,

Mercury & Cable Wireless  Telecommunication Hong Kong  Telecom.

OPERAZIONI IN COLLABORAZIONE : Realizzazione Monacall (Principaute di Monaco)

Global Access Telegroup Nederland

[11] Meglio ripresi da Barbie Latza Nadeau in:ITALIA  IN ‘VENDITA’/La politica di austerity mette a repentaglio il patrimonio artistico (La  Voce di New York).

[12] Gli spettatori ancora ricordano il film ‘Lettere di una novizia’con Jean-Paul Belmondo.

[13] Nel contesto che investe un raggio di 15 kilometri attorno all’anfiteatro Berico, troviamo l’abitazione del Ministri dei Lavori Pubblici del Sindaco Ebraico Il rocambolesco  inseguimento compiuto ad opera del Sicario di Arcore ex convivente con Silvio Berlusconi , il Vittorio Mangano avvenne la sera,  sotto gli occhi esterrefatti dei pendolari incolonnati, in Riviera Berica fra il marciapiedi e l’ex percorso fetroviario della Littorina. Il Conservatore, in collegamento con gli uomini del reparto del generale dei Carabinieri Luigi Finelli riuscì ad attirare i malviventi in uno slargo e qui speronò una delle auto dei sequestratori affrontando i killer a bordo dell’altra auto. Riferirono ‘dalla violenta sparatoria che ne seguì due componenti del commando a bordo di una FIAT Punto, di cui uno pregiudicato per omicidio proveniente dall’hinterland milanese . L’auto crivellata di colpi ebbe  la peggio’. Del gruppo dei quattro sequestratori, due malviventi, arresisi, furono da lui consegnati alle forze dell’ordine e due rimanenti affrontati dalla scorta scelta degli slavi a servizio di protezione del Conservatore non facendo più ritorno a Milano. Come dal testo allegato al carteggio del dossier Tosi contenete le minacce del Mangano che passando da Giancarlo Parretti voleva omaggiare con l teatro Berico Berulusconi, In quella occasione il conservatore scrisse a Vittorio Mangano: Hai tentato di farmi saltare in aria con la mia Volvo e di fare sequestrare due volte. Arcore, Torno o dovunque ti trovi presso il Lago di Como . La prossima volta che mi manderai i tuoi sicari cercando di assassinarmi te ne mandero io uno . E non ci sarà una seconda volta. A pochi mesi da questa minaccia, al Conservatore scompare  il figlioletto. Incredibilmente , per non farne risultare deninciabile come “rapito”, il certificato di nascita sparisce dal registro dei nati all’estero. Allorché il Mangano che minaccio il senatore Dell’Utri di Berlusconi, Marcello dell’Utri di rivelare importanti retroscena, il killer si ammala improvvisamente di male incurabile, morendo in carcere e lasciando erede di attività estorsive in Italia la sola figlia. Seguiranno innumerevoli tentativi di impossessarsi della parte superstite dell’ Santuario nell’ anfiteatro culminati con efferati omicidi. Il luogo non è troppo distante dal piazzale che ospita la stazione di servizio del signor Stacchio e l’oreficeria Zancan, le cui vicende sono state spesso sottodimensionate fino  a far sorgere delle certezza, come trascritto nel carteggio, per questa parte depositato dal professor Tosi al sicuro a est ma a disposizione delle magistratura italiana . Per l’archeologo e agente segreto, in Veneto la criminalità organizzata divide provatamente  il bottino da estorsioni imponendo riscatti decisi da rappresentatnti isttuzionali ch no necesariamente dividono il bttin con i loro referenti romano e che forti della loro veste attraverso anche l’opera persuasiva di giornalisti in evidente concorso mafioso .

[14] Durante l’udienza processuale che ha visto il Conservatore presentarsi come imputato, l’amministratore di un’impresa regolarmente al lavoro nella parte di Anfiteatro superstite, viene avvisato falsamente (dall’Ufficio tecnico di Arcugnano da cui è responsabile il geometra Vettore, lo stesso che in una ordinanza era arrivato a chiedere sfacciatamente, con il probabile intento di cancellare ogni traccia dello storico Anfiteatro, di demolire e smaltire le statue dei Querini e il gazebo citato da Piovene) che sul luogo non esiste alcuna concessione edilizia, così spingendo lo stesso a inoltrare una denuncia ai carabinieri che darà avvio alla imputazione del Conservatore.

betsy. van der Meer betsy-van-der-meerw@gmail.com@   17 10//2023  libera  riproduzione.